La ‘ndrangheta made VdA (7° puntata)


Roberto Raffa risiede a Aosta, è cognato di Giuseppe Facchineri, detto “il professore”, avendone sposato una sorella. Il legame è doppio poiché un altro Facchineri, Vincenzo, ha sposato una sorella dello stesso Roberto Raffa. Viene stato arrestato dalla Squadra Mobile della Questura di Aosta il 24 ottobre 2006, perché sorpreso a cedere 470 grammi di hashish e detenere 515 grammi. di marijuana, reato per il quale è stato condannato a 2 anni di reclusione dal Tribunale di Aosta. Svolge l’attività di imprenditore edile come socio della “Guerrisi & Raffa costruzioni” con sede in Charvensod (AO), fraz Ampaillan nr. 77. Il padre, Natale Raffa, era segnalato come affiliato alla cosca “Furfaro” operante in Cittanova, ora disciolta.
L’11 Settembre 2011, notte dell’incendio alla pala meccanica della ditta Archeos di Monteleone, poco dopo le ore 22.20 un testimone oculare notava la presenza, presso il castello di Quart (dunque, nei pressi del luogo ove si trovava la pala meccanica incendiata), di una FIAT Panda vecchio modello, di colore grigio scuro, targata “AO 160032”, con una ammaccatura sul parafango destro. Nel corso delle indagini, i carabinieri accertavano che si trattava  dell’auto intestata al Raffa, soprattutto grazie al segno distintivo costituito dall’ammaccatura.
Quanto alle motivazioni delle azioni del Raffa, la sentenza le individua in ragioni di concorrenza professionale.
Così recita la sentenza del giudice Bompieri: “I motivi e i vantaggi personali che spingevano Raffa ad agire in collusione con il cognato Facchineri nell’azione estorsiva in danno di Monteleone non sono di difficile individuazione e confermano definitivamente l’impianto accusatorio nei suoi confronti. Il 26 ottobre 2011 alle ore 8.54 veniva captata una conversazione tra Roberto Raffa e la sua segretaria, all’interno degli uffici della ditta dello stesso . Da essa emergeva che il Raffa mirava a costituire un consorzio con altre imprese, al fine di concorrere negli appalti per i lavori di restauro di immobili di interesse archeologico ed artistico, in concorrenza con l’Archeos di Luigi Monteleone, il quale si avvaleva della collaborazione di un soggetto che Raffa riteneva un “esperto del settore”. Nella conversazione Roberto Raffa accennava anche alla necessità di attivare adeguate conoscenze politiche per pilotare gli appalti. Ecco il testo di alcune intercettazioni:”
Raffa:
Purtroppo con i tagli che hanno fatto hanno bloccato tutto, però partono, se non è quest’anno il prossimo anno te lo dico io partono di sicuro e l’unica cosa noi dobbiamo riuscire a prendere sti castelli…., dobbiamo riuscire a prendere qualche castello perché se noi prendiamo qualche castello a noi ci vengono soldi….
Comandano loro perché tu gli dici guarda… c’è questo appalto qua deve andare a questo ufficio qua devi parlare con questo devi chiamare questo devi… devi chiamare l’altro devi dire cosa… come dobbiamo muoverci solo quello… e per fare quel lavoro la ci vuole uno conosciuto… che conosce abbastanza persone a livello politico non a livello che... si …. intanto quelli che ci sono già dentro sanno …… come si devono muovere… invece noi non ce l’abbiamo….però se tu chiami questa persona qua.... che conosci tu bene…e ha contatti con tanta gente politica conosce tutti a livello politico è vero che nella politica ti dicono e poi dietro sparlano… però, però altro lui conosce…. e mi fa se ti va se vuoi… no io lo voglio fare, io è da vent’anni che aspetto….di fare questo consorzio e non ho trovato le persone adatte…quando per uno, quando per altro, quando per uno quando per altro …. non sono riuscito mai a farmi questa madonna di consorzio… però l’unico appiglio per poter prendere questi lavori dobbiamo far questo coso…. o con te o senza di te o con un’altro eh…”

Quanto ai contatti del Raffa con la politica, essi sono riassunti da questa telefonata che egli riceve  il 10 Agosto 2011, ossia un mese prima dell’episodio criminoso dell’incendio di Quart.

SORBARA: Ciao sono Marco Sorbara

RAFFA: Ciao Marco

SORBARA: Ciao memorizzati questo numero eh…. perchè l’altro c’è e non c’è questo invece è sempre acceso ok ?

RAFFA: Va bene ok

SORBARA: Si perchè qua diventi pazzo con i cellulari è un disastro è veramente un macello è un macello almeno cos’ì con questo mi trovi sempre ok ?

RAFFA: Ok va bene ok tutto bene Marco ?

SORBARA: Ascolta volevo chiederti una cosa io ho laggiù al quartiere Cogne la struttura per gli anziani quella dove ci sono gli anziani è una struttura del Comune

RAFFA: Eh

SORBARA: Dove devo fare tutta una serie di piccoli interventi non so mettere apposto eh … tinteggiare un sai quelle ante di una volta rifare un piccolo murettino per sei sette mila euro tu potresti fare dei lavoretti del genere ? O non li fai ?

RAFFA Roberto: Perchè no… Marco quando si tratta di lavoro facciamo tutto noi

SORBARA: Eh appunto ho detto per chiamare qualcun’altro ho detto chiamo te non se vuoi te lo fai tu se lo vuoi fare con eh… Giuseppe vedi tu io te lo do a te allora io lascio adesso il tuo numero di telefono al mio dirigente Egle Gaglietto ok ?

RAFFA: Va bene ok

SORBARA: Eh eh bisogna darsi da fare qua pian pianino pian pianino vedrai

RAFFA: Uh….un pò alla volta

SORBARA: Un pò alla volta eh…. noi noi fretta non ne abbiamo lo sai Roberto fretta zero

RAFFA: Poi noi della fretta siamo contrari …inc… ride….

SORBARA: No no io dico sempre piccoli passi anche perchè abbiamo fatto poi adesso lasciamo un pò parlare la gente e poi rifacciamo di nuovo …ride….

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21 commenti su “La ‘ndrangheta made VdA (7° puntata)”

  1. Mistinguet Says:

    Ma il Sorbara che parla al telefono con Raffa è quel SORBARA che il Conseil Fédéral dell’Union Valdotaine ha infilato nella lista del mouvement per le elezioni regionali?

  2. Nemo Says:

    “abbiamo fatto poi adesso lasciamo un pò parlare la gente e poi rifacciamo di nuovo” Il nuovo che avanza.

  3. tagueule Says:

    Lasciamo un po’ parlare la gente…
    Noi: la gente. Noi che effettivamente parliamo e poi digeriamo. E, digerito che abbiamo, siamo pronti a ingoiare di nuovo. Non ha mica tutti i torti Sorbara. Bisogna cominciare a sentirsi un po’ complici per ribellarsi. Bisogna cominciare ad ammettere la nostra natura clientelare, anche involontaria.

  4. Coerente Says:

    Se queste registrazioni sono note e Sorbara è ancora assessore significa che non c’è illegalità.

  5. Nemo Says:

    Se queste registrazioni sono note e Sorbara è ancora assessore significa che non c’è legalità.

  6. massimo Says:

    « L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati. »
    (Paolo Borsellino, Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa 26/01/1989)

  7. An-tennista Says:

    @Massimo: GRAZIE!
    Sì io ne conosco almeno uno che qualche sospetto me lo solleva….e so che non sono l’unico a porsi il dubbio!

  8. sully Says:

    Non è un caso che l’assessore Sorbara sia stato candidato per decisione della direzione dell’UV. Serviranno i voti dei Raffa & C.
    L’union diventa davvero il partito etnico per antonomasia. E’ cambiata solo l’etnia.

  9. janko Says:

    se queste registrazioni sono note mi chiedo piuttosto perché nessuno, oltre a Mancini a cui va il mio plauso, ne abbia mai parlato. E’ sicuramente più interessante raccontare delle visite del nostro valente assessore agli anziani in villeggiatura… Non c’ è illegalità? staremo a vedere…a me è sufficiente questa inquietante contiguità fra politica e ambienti malavitosi. Un assessore che chiama direttamente un amico per affidare dei lavori è già di per sé una cosa grave, poi se l’amico appartiene ad una certa “area”…

  10. roberto mancini Says:

    Non esiste alcuna illegalità, niente reati.
    Solo contiguità, al punto di rilasciare al Raffa il cell più privato, quello che l’assessore riserva per gli amici più intimi.
    Significa che non sono gli accoliti del clan Facchineri che si avvicinano alla politica, ma quella a loro.
    Come la montagna a Maometto.
    E’ consolante, istruttivo, edificante.

  11. François Stevenin Says:

    Sono fatti che danno i brividi. Perchè nè La Stampa né La Vallée ne fanno cenno ? Perchè i consiglieri di opposizione non presentano una mozione di sfiducia ? Come divulgare questi fatti ?

  12. christian Says:

    Complimenti Assessore !!! Per fortuna che non ho amici politici… io alla reputazione ci tengo.

  13. L'isola felice Says:

    Bella la definizione maometto/montagna/ politico/clan…..davvero istruttiva!!

  14. Resistenza Ora e Sempre Says:

    Siamo arrivati alla 7^ puntata di una sentenza storica.
    Il mio plauso e ringraziamento va ai Carabinieri e alla Magistratura che hanno raccolto, analizzato, catalogato per molto tempo informazioni. Un anarchico mio conoscente definiva il vero sbirro come colui il quale ha pazienza e anche per anni raccoglie e conserva notizie, analizza fatti. Per fortuna in Valle d’Aosta esistono veri sbirri. Il vero giornalista è colui il quale non si accontenta di quello che vede in superficie ma ha la capacità di approfondire senza scendere nella facile dietrologia, oppure non cerca la notizia facile per riempire la pagina senza indispettire troppo i propri datori di lavoro. Grazie, quindi, ai “veri sbirri”, in senso buono si intende, e ai “veri giornalisti” fra cui anche coloro che li ospitano e permettono quindi a tutti di “conoscere”.
    Sono convinto che la mafia non esiste, ma esiste l’essere mafioso, la mentalità mafiosa fondata sull’ignoranza, sulla cupa violenza che non è solo quella fisica ma soprattutto quella sottile della mentalità dello struzzo che pur di non vedere fa finta di niente. La mafia è come un cancro, che vive del sangue dell’organismo che lo “ospita”, inizia con una piccola metastasi per diventare una grande massa e morire insieme al corpo. Basta vedere dove prospera alla luce del sole, econome uccise, senza speranza. Non è sicuramente minacciando azioni legali, o appellarsi a gradi di giudizi che potrebbero, dico potrebbero, ribaltare la sentenza di primo grado. Rimane nella storia il fatto che un imprenditore non solo si piega alla mentalità mafiosa ma ne accetta le regole. E’ pazzesca la giustificazione: “non si è rivolto ai mafiosi per essere aiutato ma per conoscere chi lo stava taglieggiando”. per questo ci sono i carabinieri e la Polizia, mi sembra che hanno dimostrato di sapere fare il loro lavoro, senza essere aiutati dai mafiosi! Chi sa e non parla, è connivente e non è diverso dai mafiosi a cui si è rivolto! Le lettere sono agghiaccianti, io ho sempre pensato alle classiche lettere con i caratteri ritagliati dai quotidiani con poche frasi, qui sembrano lettere scritte da un’agenzia di recupero crediti. E’ agghiacciante come la richiesta di denaro condita da “minacce educate” non sia per ottenere il “vil denaro” ma solo per “una questione di principio”. Cosa vuol dire una questione di principio? Vuol dire che forse c’era già questa abitudine? Vuol dire che il signor Facchineri (ho letto su wikipedia bella famiglia non c’è che dire) aveva un diritto consolidato? Allora c’è o c’era un diritto parallelo? Quanta gente quindi paga in silenzio? Quanti Facchineri reclamano il loro diritto? L’omertà, figlia dell’ignoranza, è l’humus dove questa malapianta, come l’ha definita il dott. Gratteri, vive e cresce. Io mi chiedo fino a quanto dobbiamo sopportare questo cancro? Ripeto, la mafia è soltanto ignoranza, ovvero la negazione della cultura, ovvero la cultura della morte, del falso onore, dell’appartenenza a un finto potere. Comunque grazie di nuovo a Mancini e Patuasia del bel lavoro che state facendo. Grazie alla Forze dell’ordine ringraziandoli di essere “veri sbirri”. Agli onesti dico, iniziamo a resistere, resistere, resistere!

  15. Falce e martello Says:

    E se invece Maometto avesse già piazzato i propri accoliti in postazioni importanti all’interno delle istituzioni ormai da parecchio tempo anche nella nostra bella vallee?

  16. roberto mancini Says:

    Falce e martello,
    Fatemi sognare:
    In questo caso credo occorrerebbe una stampa più attenta, un’opinione pubblica più avveduta, qualche consigliere che faccia opposizione un po’ meglio di Jean Rigeau, il consociativo per eccellenza.
    Non era lui, membro della commissione regionale antimafia, che si è affrettato a dichiarare che la situazione era tranquilla?
    Viviamo da circa 20 anni in in sistema iper-consociativo, in cui l’Union fa la maggioranza, l’opposizione e il centro.
    Sconfortante.

  17. roberto mancini Says:

    Falce e martello;
    possibili anticorpi alla sua ipotesi potrebbero essere stampa attenta, opinione pubblica informata, partiti d’opposizione vigili.
    Non mi sembra che questi tre ingredienti siano presenti nella realtà valdostana.
    Questo è un posto talmente consociativo che L’Uv esprime maggioranza, opposizione e centro, esattamente come accadeva nel PCUS.
    Union, Alpe, Uvp, stessa matrice, stesse idee declinate diversamente.
    Forse…

  18. janko Says:

    l’opinione pubblica che conosce i contenuti di questa intercettazione non ha interesse a capire come si è concluso “l’affare”? si ritiene sia normale che gli assessori siano così disinibiti nell’affidare lavori? non è una questione di cifre, bensì di metodo! Eppure mi pare si tratti di un tema di grande attualità visto che si sta parlando di centrale unica di committenza per l’acquisizione di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione…vediamo se c’è qualche giornalista coraggioso capace di approfondire, magari facendo qualche intervista…

  19. janko Says:

    ecco finalmente “l’intervista” (Gazzetta matin di oggi)! peccato che l’assessore risponda di non saperne nulla, aggiungendo che trova molto strano che tutto esca fuori ora ad un mese dalle elezioni. Fine! Il giornalista avrebbe potuto semplicemente ricordare a Sorbara i contenuti dell’intercettazione e chiederne conto. Se poi l’amministratore preferiva non rispondere bastava scrivere che l’intervistato si rifiutava di dare spiegazioni in merito alla vicenda. Penso che un giornalismo serio debba incalzare, approfondire, cercare risposte su fatti concreti. Ai cittadini non importa che questa intercettazione sia uscita poco prima delle elezioni, mentre sono curiosi di sapere con quali modalità e motivazioni sono stati affidati i lavori presso la struttura e se è una prassi consueta quella di affidare lavori agli amici


  20. […] E’ storia vecchia, si parla dell’ anno 2011, ma ciò non toglie che il problema sia quanto mai attuale ed alcune persone coinvolte, quanto mai sulla cresta dell’onda, bene in vista nelle liste elettorali di un noto partito locale per le prossime elezioni. Si parla sempre di condizioni paritarie per l’assegnazione di appalti nella pubblica amministrazione e benché la legge permetta di assegnare lavori a chiamata diretta senza gare per opere di valore inferiore ad una soglia prefissata, molto spesso questo procedimento si traduce in operazioni poco chiare. Un noto sito in rete redatto da un’attenta “blogger” locale, ha messo in evidenza come nella nostra Regione spesso una telefonata discreta sia preferita ad una udienza pubblica. Rimando chi volesse approfondire i dettagli della questione, all’ottimo lavoro che potete trovare qui: http://patuasia.com/2013/04/22/ndrangheta-made-vda-7-puntata/ […]

  21. lisa Says:

    Continuate così, bravi!


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