Il fucile unica soluzione?


Riceviamo dal WWF Piemonte e Valle d’Aosta e volentieri pubblichiamo.

È dal 2004 che la Valle d’Aosta opera piani di controllo numerico alla specie ghiandaia e cornacchia, dal 15 giugno al 15 settembre (ovvero al di fuori della stagione venatoria) come azione di contrasto, a detta dell’Assessorato all’Agricoltura, “di ingenti danni alla melicoltura e ai vigneti[…]di forte valenza turistico/ambientale”. Quali metodi siano stati usati per evitare il detto danno alle produzioni agricole? I dissuasori acustici si sono dimostrati inefficaci e “le reti a protezione dei meleti hanno portato a risultati positivi, ma per le aziende di piccole dimensioni risultano avere costi troppo elevati”. Che forse i costi degli indennizzi sono minori? Non è così! Si preferisce piuttosto sparare ai corvidi ed inutilmente: vediamo perché. Nel 2004 sono state abbattuti 732 esemplari e il danno alla produzione è stato il più ingente, secondo solo a quello del 2007 quando gli abbattimenti sono aumentati e paradossalmente anche i danni. Se la matematica non è un’opinione è ovvio che non ci sia correlazione tra il numero di esemplari abbattuti e la riduzione dei danni ai meleti. Ma a quanto pare la Valle d’Aosta oltre ad essere insufficiente in matematica, va male anche nella gestione delle politiche agricole. Da tutti i dati emersi dai documenti prodotti dall’Assessorato emerge che i meleti soggetti a maggior danno sono quelli limitrofi alle aree incolte boschive. La logica imporrebbe a questo punto, dato il protrarsi di un azione fallimentare che va avanti da ben NOVE ANNI, di investire nella ricerca delle cause, nelle soluzioni alternative e nella pulizia dei fondi dismessi. Nulla di tutto ciò! Da nove anni si preferisce illudere i melicoltori con azioni del tutto inique, danneggiando oltretutto l’immagine della Regione che adotta un’ agricoltura ecologicamente non sostenibile. Nonostante i dati che smentiscono l’efficacia dei piani di controllo numerico, l’Assessorato decide si sperimentare nella giurisdizione di Chatillon, l’anticipo degli abbattimenti al 1° marzo, compromettendo volutamente il periodo di nidificazione dei corvidi. Si proverà ad abbatterli mentre si riproducono, lasciando la nidiata senza sostentamento; forse dopo nove anni di tentativi inutili la ”soluzione finale” sarà quella giusta? L’importante è non rinunciare alla logica del fucile in favore di metodi più scientifici. WWF, LAV, LAC e PRO NATURA hanno fornito l’analisi del fenomeno da un punto di vista scientifico e l’adozione di metodi consecutivi allo studio del problema, nonché richiesta la sospensione della delibera che prevede gli abbattimenti in periodo di nidificazione e non. La risposta della Regione Valle d’Aosta? NESSUNA! Non possiamo che prendere atto che al di là delle mura del feudo politico valdostano la voce “eco sostenibilità” non sia ancora giunta e che si preferisca adottare una politica agricola discutibile a danno degli agricoltori, ai quali si prospettano soluzioni del tutto empiriche, e dell’immagine dell’intera Regione.

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12 commenti su “Il fucile unica soluzione?”

  1. madpack Says:

    Bell’articolo, “WWF, LAV, LAC e PRO NATURA hanno fornito l’analisi del fenomeno da un punto di vista scientifico e l’adozione di metodi consecutivi allo studio del problema” sarebbe possibile avere un link al testo dell’analisi e dei metodi proposti? sarebbe interessante..ho guardato velocemente sul sito wwf, ma non ho trovato.

  2. tagueule Says:

    Continuo a credere che madpack sia difensore di grandi ideali finché le ghiandaie o i cinghiali non toccano il suo campo. Sbaglierò, penserò male, farò peccato, ma forse ci ho azzeccato.

  3. cesara pavone Says:

    @Taguele non sono solita fare apprezzamenti “personali” ma mi vien da osservare che lei ha scelto benissimo il suo nick name!
    Nel merito condivido la denuncia del WWF e lascio in chiaro il mio nome così potrà magari verificare se ho qualche campo…..

  4. madpack Says:

    ribadisco che, proprio se vogliamo pratica, abbisognamo di dati, altrimenti è fuffa…buona serata!

  5. cesara pavone Says:

    @madpack
    qui qualche dato c’é ma é poca cosa
    Non sarebbe davvero male avere qualche maggior dato sulla presenza di qs popolazioni.
    https://www.wwf.it/client/news_regionali.aspx?root=32776&parent=1111&content=1
    http://www.regione.vda.it/amministrazione/delibere/ui/documento.aspx?vis=vis&tipo=d&id=566513


  6. non spetta al WWF fare analisi scientifiche in merito (wwf è un’ONG), ma suggerire di adottare azioni eco-sostenibili. che sia Isabellon a affidare incarico ad ornitologi e università, invece che prendere per il naso i contadini, perchè mi pare che sugli incarichi in valle non si lesini!!!

  7. madpack Says:

    grazie cesara pavone, ce n’è già. E così potrà essere utile anche ad altri.

  8. tagueule Says:

    La caccia deve essere abolita. Non c’è una caccia buona. Se il wwf non è competente figuratevi se lo siete voi. Per me è un valore di principio: la caccia è inutile e crudele. Siete finiti a discutere degli interessi economici perché è quello che vi interessa. L’importante è avervi stanati. Peggio della caccia c’è l’ipocrisia.

  9. madpack Says:

    a tagueule
    però quando non si vuole capire… il problema sollevato era in merito a dati, il WWF solleva il problema e fa bene, parla di analisi, ma poi non si trovano, capisci?
    Poi tu hai deciso che una cosa deve essere come dici tu, a priori, e bada bene non sto parlando dell’abolizione della caccia, e allora giù addosso, senza neanche provare ad ascoltare cosa hanno da dire gli altri. Io non ho interessi economici, è una materia che ripudio abbastanza, anche se probabilmente da ora dovrò farmi piacere visto che me lo imponi tu, con la tua deterministica e semplicistica lettura della realtà e del pensiero altrui.
    Io penso che ciò che appare su di un blog sia oggetto di discussione e che la discussione, informata il più possibile, resti il fine (per portare ovviamente in secondo luogo all’azione). Stare sul pulpito non serve a niente, ribadire una cosa continuamente come uno slogan nemmeno, le argomentazioni hanno senso, le sentenze non mi interessano… e quindi ovviamente aspetterò qualsiasi risposta/argomentazione e altrettanto ovviamente leggerò e risponderò anche alle sentenze, ma non sono queste ultime a servire. Spero che tu possa capire, sto, in fondo, anche parlando di orizzzontalità e condivisione, cose impossibili per i giudici a priori. Buona giornata a tutti.

  10. tagueule Says:

    @madpack
    Discutere per il gusto snob della discettazione non mi interessa. Esprimo le mie idee e le espongo alla critica oppure alla condivisione. E ascolto sempre la critica e analizzo sempre anche la condivisione. Io credo che ci siano visioni in bianco e nero, senza grigi. E credo che presupporre la presenza di tonalità di grigio in ogni aspetto della realtà sconfini nel possibilismo.

  11. madpack Says:

    beh, apprezzo tutto quello che hai detto in quest’ultima risposta. Ognuno ha le proprie idee, ed è giusto discuterle/ne. Neanche a me interessa la discussione per la discussione, ed è proprio per quello che mi piace condividere e dibattere, se si parla di qualcosa, non di correnti, e di affermazioni estemporanee. Grazie e ciao.

  12. cesara pavone Says:

    A me sembra che uno dei temi sollevati riguardi il modo/metodo con cui si può o si vuole risolvere il problema della sovrappopolazione ( ma non avendo dati non so se si può parlare di sovrappopolazione) e dei danni causati dalle specie che di volta in volta procurano danni all’ecosistema e/o all’economia agricola e mi pare che il titolo del post che Patuasia ha scelto ne sia una perfetta sintesi: “Il fucile unica soluzione?”
    Purtroppo sappiamo che i magnifici modelli di equilibrio che la scienza ecologica ci propone sulla dinamica delle popolazioni ( es. il modello preda predatore Lotka-Volterra) difficilmente trovano preciso riscontro nella realtà dei ns tempi che hanno come cifra il disequilibrio tra le specie, disequilibrio dovuto in gran parte all’azione dell’uomo, massimo perturbatore di habitat e massimo predatore.
    Purtroppo alcuni processi sono irreversibili e noi ora possiamo solo più provare a fare riduzione del danno ecologico. Non so se ci riusciremo perché siamo dentro un sistema che esclude l’alleanza tra le specie se non in rarissimi casi.
    Per chiudere riporto una notizia che ci fa capire come il problema della convivenza tra le specie sia purtroppo sempre d’attualità:
    http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2013/04/07/870069-daini-como-massacro.shtml


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