Nato con il pelo e con il vizio


Quando è nata l’Union valdotaine progressiste ha comunicato con efficacia la sua natura “rivoluzionaria” e molti ci sono cascati. Che sia un partito nato già con il pelo, ai più scaltri, invece, è apparso subito chiaro. La nascita porta inevitabilmente con sé il distintivo di novità ed è su questo che si è costruita la felice campagna elettorale delle politiche. Il logo nuovo, l’adrenalina collettiva, l’energia di chi si sta giocando tutto e di chi ipoteca il suo futuro professionale, ma anche l’onesta speranza di chi ha creduto in un cambiamento nello stile di governo e nel recupero di valori, hanno portato al successo il Leone dorato. Complice la libertà incontrollata delle schede. La novità però ha tempi brevi, presto sopraggiunge la quotidianità del fare e con essa le vecchie abitudini. O meglio, queste si rendono più visibili anche a chi ha assistito alla natività con occhi miopi e adoranti. Una di queste vecchie abitudini la interpreta benissimo l’attrice Paola Corti. La signora Corti fa parte del direttivo dell’UVP, ruolo importante e decisionale che la avvicina al più importante dei padri fondatori: Laurent Viérin. Una vicinanza nata ancor prima in assessorato e grazie alla quale la Corti ha beneficiato di numerosi e corpulenti incarichi professionali. Diverse sono infatti le deliberazioni di Giunta che vedono il suo nome, soprattutto negli ultimi tre anni ( 3091 – 15/07/2011 – Ass.to Istruzione e Cultura, spesa euro 144.000,00 ai sigg. Paola Corti e Livio Viano; 2432 – 30/05/2011 – Ass.to Istruzione e Cultura, spesa euro 145. 200,00 alla Sig.ra Paola Corti; 1427 – 13/07/2012 – Ass.to Istruzione e Cultura, spesa euro 19.782,00 contributo Ass. culturale Arti di Seri di Paola Corti;  50 – 13/01/2012 – Ass.to Istruzione e Cultura, spesa euro 18.500,00 ai sigg. Marrani, Viano, Paola Corti; 48 – 13/01/2012 – Ass.to Istruzione e Cultura, spesa euro 9.000,000 per Arti di Eris di Paola Corti; 21 – 14/01/2011 – Ass.to Istruzione e Cultura, spesa euro 5.000,00 per Arti di Eris di Paola Corti e spesa 9, 360,00 per Arte di Eris e Envers Teatro; 1827 – 05/08/2011 – Ass.to Istruzione e Cultura, spesa euro 19.004,50 per Arti di Eris di Paola Corti; 136 – 28/01/2011 – Ass.to Istruzione e Cultura, spesa euro 18.000,00 per Ass.Immagini, Viano, Arti di Eris di Paola Corti; 2159 – 13/08/2010 – Ass.to Istruzione e Cultura, spesa euro 14.852,50 per Arti di Eris di Paola Corti, ecc ecc…), se questi provvedimenti dirigenziali possono lasciare intuire la predilezione artistica dell’allora assessore Viérin verso un particolare modo di fare teatro, l’ingresso nel direttivo della signora Corti in UVP spalanca le porte del dubbio. Non è elegante che un professionista partecipi con ruoli dirigenziali in un partito dove il leader è stato un suo datore di lavoro. Nel curriculum non depone certo in favore del talento, ma favorisce riflessioni che nascono in ambiti meno nobili e che nella politica fanno capo alle clientele. Insomma la faccenda non è certo in linea con le promesse di cambiamento di stile così tanto profuse in campagna elettorale dall’UVP, il partito “rivoluzionario”.

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54 commenti su “Nato con il pelo e con il vizio”

  1. Geronimo Says:

    non concosco Paola Corti, magari è dotata di un invidiabile senso artistico e indubitabili capacità imprenditoriali ma, certo, che sia destinataria di tante delibere di Assessorato (non di Giunta) potrebbe risultare sospetto, soprattutto se poi assume ruoli importanti nella nuova formazione politica dell’ex Assessore alla cultura e (sic!) istruzione.
    Conosco però abbastanza bene l’ex Assessore, gli atteggiamenti e i modi, l’arroganza e l’intolleranza per chi pensa “diversamente” (deve essere un difetto di famiglia), la disponibilità per i fedeli e la chiusura a tutti quelli che si permettono di dissentire.
    No, non credo che sia il nuovo: è solo l’altra faccia del Presidente.
    Con l’aggravante che se l’Augusto comanda e decide lo fa a viso aperto con la filosofia semplice di Chabod buonanima “c’è a chi ci piace e a chi non ci piace” e quando vince, normalmente, non porta rancore anche se non ti diventa amico.
    Ci sono poi gli altri, stessi obiettivi ma modi diversi, più subdoli che interpretano la vecchia favola di La Fontaine “le renard et le corbeau”. Che poi, se appena possono, te la fanno pagare.
    Non so di chi ci sia da fidarsi di più, probabilmente di nessuno.
    Ma se proprio devo essere preso per i fondelli preferisco sapere subito da chi e non arrivarci dopo.
    Geronimo

  2. serGio Says:

    La matematica pretende poi un totale di tutte queste somme… 😉

  3. Ettore Says:

    E’ molto difficile trattenere le parole dopo aver letto questi dati. Mi sono censurato a stento dopo aver seguito la polemica attorno ai Trouveur. Ora però vorrei dire la mia. Premetto: ho sempre pensato che il mondo “artistico-culturale” che in questi anni ha gravitato attorno a Viérin fosse di scarsissimo livello, autoreferenziale e tragicamente incolto.
    Ho avuto l’occasione di vedere all’opera gli attori della cerchia dell’assessore, di sentire i suoi musicisti, di ascoltare le parole dei sedicenti intellettuali di cui si è circondato. Ho constatato le modalità con cui sono stati assegnati gli incarichi nei più disparati settori facenti capo al suo assessorato. Poi sono andato a controllare le cifre spese per tutte queste cose.
    Come sosteneva il poeta Joseph Brodsky “l’estetica è la madre dell’etica”. Non c’è dunque da stupirsi che al senso di profonda bruttezza che ha sempre suscitato in me il lavoro prodotto dalla corte di Viérin, corrisponda uno squallore etico che sta nelle cifre degli emolumenti percepiti da questi. Ora il momento è tragico. Viérin e la sua corte di suonatori di organetti, attori da strapazzo, musicisti, sedicenti intellettuali e professionisti della bruttezza non lo sanno. Non lo possono sapere. Perché chi vive e si ingozza producendo bruttezza ha un rapporto falsato con la realtà. E sfido chiunque a sostenere che le cifre percepite da costoro appartengano al mondo della realtà.
    Il problema valdostano non è dunque solo rappresentato dai politici come Viérin (che fa rima con Rollandin). Ma dall’opportunismo feroce dei suoi cortigiani.

  4. Gargouille Says:

    402.698,50 salvo errori e, se non interpreto male l’ecc ecc finale, non é tutto. Epperò!
    Epperò anche per qs iniziativa “organizzata nell’ambito del bando Giovani in Moto dell’Assessorato regionale alle Politiche sociali…”
    http://www.aostasera.it/articoli/2011/02/17/17115/corso-di-teatro-gratuito-a-saint-pierre-tenuto-dallattrice-paola-corti

  5. notte Says:

    e scommetto che quest’anno non ha chiuso la foire……………………

  6. gazzolasergio Says:

    ma allora dal direttivo Uvp ad entrare nella lista il passo è breve… Staremo a vedere, comprese le facce in Alpe, Pd ed alleati vari…

  7. gloria84 Says:

    Ho letto con attenzione il commento di Ettore, difficile non essere d’accordo con un’analisi così. Vièrin continua a lamentarsi del discredito che gli viene lanciato addosso, ma come può difendersi dai fatti? Si è costruito una corte di nani e ballerine che ha foraggiato per bene e questi invece che veri artisti sono degli impiegati della musica, degli uscieri del teatro, dei bidelli dell’arte…, mi sa che la lettera firmata dall’intellighentia locale contro il pirogassificatore sia stata un’idea dell’ex assessore, gli artisti da soli non ci sarebbero arrivati, troppa paura di sbagliare e di perdere in simpatia.

  8. Jean Says:

    @gloria84
    Mi dispiace deluderla, ma la lettera firmata da quella che lei chiama “l’intellighentia locale” ha avuto origine da un gruppo di persone che frequentano l’Espace Populaire. Pensi che, addirittura, gli “artisti” ci sono arrivati da soli. Credo che le sue conclusioni siano molto fantasiose…

    @Gargouille @Geronimo
    Bene, effettivamente la cifra può risultare impressionante…
    Ma da queste analisi non prendono in considerazione diversi fattori:
    – quante persone hanno lavorato grazie a questi stanziamenti?
    – per quanto tempo?
    – quanti di questi soldi sono ritornati sul territorio?
    Trovo che sia un po’ facile sentenziare senza avere una minima idea su come questi soldi siano stati utilizzati.

    @Ettore
    Nessuno è divenuto artista per lo studio dell’estetica, né un nobile carattere s’è formato con lo studio dell’etica.
    Arthur Schopenhauer

  9. maicol Says:

    sì ci manca solo che ergiamo Vierin a paladino dell’antipirogassificazione …

  10. patuasia Says:

    Signor Jean, il senso del post non sta nelle delibere in se stesse, ma in ciò che lega la professione artistica a un determinato partito. L’eccessiva vicinanza fra politica e arte. La signora Corti è solo un vistoso esempio di questa commistione.

  11. Gargouille Says:

    @Jean, io mi sono limitato a fare la somma senza esprimere giudizio proprio perché non sono un esperto di eventi culturali. Posso però far rilevare che é perlomeno singolare che il nome della ditta ricorra così spesso.

  12. IperUrano Says:

    IperUrano Dice

    Gentile Signora Patuasia, vorrei ricordarle che fra arte e politica c’è stata spesso una stretta vicinanza, un grande e bel rapporto. Assai spesso nobile.
    La informo per esempio che Sofocle ad Atene era molto amico di Pericle e con lui impegnato nella vita politica. Fu anche con lui condottiero nella guerra contro Samo.
    Certo (e condivido con Ettore, ma Ettore nel suo intervento fa di ogni erba un intollerante fascio e ha solo qualche marginale ragione, non tutte le ragioni… e poi sarei proprio curioso di sapere chi gli piace, a lui), certo, dicevo, che i nostri artisti valdostani non sono Sofocle, ma, mi scusi, neanche Aosta è in tutto e per tutto l’ antica Atene, siamo d’accordo, vero?
    E non ha forse diritto Aosta di avere come Atene i suoi artisti? Quelli che ha, ha, e l’assessore prende quelli che ci sono, e benvenuto Laurent Vierin che li ha presi, questi artisti, mentre gli assessori precedenti li hanno presi solo e sempre a calci!
    E questa mi sembra di capire, mi scusi, è anche una delle ragioni della differenza tra UV e UVP, forse, chissà, almeno.
    Comunque, se Aosta dovesse entrare in guerra contro Settimo Vittone, la Signora Corti con spada e corazza penso che come condottiera farebbe la sua bella figura. Quanto poi costerebbe alle casse di Aosta è un’altro paio di maniche, ma guardi che, mutatis mutandis, anche Sofocle non costava per nulla poco.
    Grazie Signora Patuasia e complimenti per i suoi tanti interventi belli.

    @ Ettore
    Il suo discorso sulla bellezza è sinceramente emozionante, ma come grandissima espressione dell’arte esiste anche la bruttezza. Forse quella di cui parla lei non era sufficientemente brutta!
    E tenga anche presente ciò che disse Lunaciarskij, neo-ministro per la Cultura di uno stato ancora infante: “Non crescerà nessuna quercia se non si cura e alimenta il sottobosco”.

  13. patuasia Says:

    Sapevo che qualcuno, in questo caso lei signor IperUranio, avrebbe tirato in ballo la storia antica, io avrei citato Mantegna alla corte dei Gonzaga. Ma la storia, come lei sa, è un fiume che scorre e certi paragoni si perdono fra le ripetitive e mai uguali onde. La realtà odierna ci racconta un’altra storia, meno nobile e con risultati meno appaganti. Aosta come l’antica Atene? Lei sicuramente deve essere un caro amico della signora Corti (l’immagine di lei bardata da Giovanna D’Arco è suggestiva) e dell’ex assessore: questo è un ideale partorito nel chiuso di una corte. Non è questione di diritto avere i propri artisti è questione di merito e il merito non si compra, ma si conquista. Come ho avuto modo di esprimermi più volte, da noi manca la critica, quella sana, quella che sa valutare con oggettività il prodotto, quella che produce meritocrazia. Tutto è bello, tutto è buono e tutti sono artisti, letterati, cantanti, attori, poeti, fotografi… Basta una cazzata che subito si guadagna un paginone sulla Stampa e relativi servizi sui giornali locali, regalando l’illusione, al protagonista degli articoli, di essere arrivato a qualcosa. Altrove questa visibilità la si raggiunge con la gavetta e con i risultati. Ha ragione il signor Ettore a scrivere che questa è una realtà completamente avulsa dal resto del mondo e io credo che sia scientemente voluta. Voluta la chiusura a riccio che permette un maggior controllo sui sudditi. Gli artisti beneficiati da Viérin sono e saranno suoi elettori, e non mi sorprenderebbe se la signora Corti, già parte del direttivo, entrerà in lista. Nessuna differenza con L’UV, anzi sì! Ricordo che l’unico progetto che abbia avuto un senso proprio perché tale, fu Aosta Contemporanea: una serie di mostre di artisti valdostani selezionati da una curatrice. Nessuna questua del martedì. Nessun rapporto diretto con il politico (Ennio Pastoret) ma con un’esperta d’arte. Una scelta fatta sulla base di criteri puramente artistici. Non mi pare che dopo quella felice e qualificante esperienza, qualcuno degli artisti invitati sia entrato nel direttivo dell’Union valdotaine. Non si alimenta il sottobosco con il clientelismo e la fedeltà al principe! L’arte ha bisogno di libertà e questo dalla metà dell’800 in avanti, quando nacque la figura dell’artista moderno e contemporaneo.

  14. patuasia Says:

    Come faceva notare il signor Ettore, noi viviamo una reltà fuori dal mondo e i costi sono altrettanto fuori dal mondo. Qui i concerti di semi sconosciuti costano tre volte di più di quelli di nomi noti, idem per tutto il resto. Ma siamo autonomi anche in questo no?

  15. IperUrano Says:

    Concordo con il suo intervento in molti punti, tra i quali il più importante: quello della mancanza di una critica che sappia valutare. Non condivido però il suo pensiero sulla libertà dell’artista nella nostra epoca. Pensare che questa libertà possa essere assoluta è illusorio. Ora come non mai l’artista agisce tra sue pulsioni e condizionamenti, nell’arte figurativa meno, ma nelle arti ibride tantissimo. Da noi i condizionamenti sono maggiori, è vero. Ciò deriva da una mentalità che non risparmia nessuna sponda, per cui, a parità di mentalità che realmente ammazza ed impedisce, uno aderisce per simpatia e dà fiducia a chi almeno fa operare concretamente qualcosa e dà segnali di apertura e di disponibilità al cambiamento. E posso assicurarle che questi segnali concreti ci sono stati. Poi, si starà a vedere.
    Il secondo pensiero che non condivido è quello che chiunque faccia politica con una forza che abbia possibilità trainanti di andare a governare, lo faccia per motivi clientelari.
    Non è sempre così. Rivendico il diritto di far politica per dare un contributo al cambiamento, aiutando anche le forze che hanno la possibilità concreta di arrivare a governare e che hanno dato, almeno da vicino, sinceri segnali di qualche volontà di cambiamento.

  16. patuasia Says:

    Quando dico libertà non escludo i condizionamenti che sono inevitabili e anche indispensabili, mi riferisco alla libertà di pensiero e, in questo caso, alla libertà di pensiero politico. Secondo lei, se un artista, ma non solo, si permette di giudicare negativamente un politico, incluso il suo, può sperare di lavorare qui? La risposta la trova nei fatti e nelle esperienze di alcuni. Purtroppo non abbiamo un teatro gestito da una Fondazione e da professionisti, gallerie private, in definitiva non abbiamo il privato! Come l’economia anche l’arte gira intorno a palazzo e i politici la strumentalizzano per i loro fini clientelari e propagandistici, senza escludere il narcisismo che in qualcuno è particolarmente presente.

  17. Ettore Says:

    Molto bella la citazione, signor Jean. Molto chic il riferimento a Pericle, signor Iperuranio.
    Ma poichè qui non si tratta di fare a gara a chi è più erudito, abbandonerei per un momento la corsa alle citazioni e mi permetterei di consigliarvi di informarvi su quanto ammontano i finanziamenti di alcune tra le più prestigiose compagnie teatrali italiane. Parlo di compagnie, non di singoli artisti. Potreste rimanere sorpresi. Così come potreste rimanere sorpresi – lo spero davvero – se aveste modo di confrontare i cachet di alcuni musicisti italiani di chiara fama (non necessariamente cantanti) e paragonarli a quelli percepiti da alcuni scalzacani nostrani. Da non crederci, cose che vi farebbero abbandonare ogni visione Platonica dell’esistenza.
    Perchè vedete, cari dottissimi interlocutori, là fuori, nella realtà dico – oltre l’Iperuranio – esistono artisti, intellettuali, cineasti, musicisti, attori, scrittori che muoiono letteralmente di fame. Forse non lo sapevate. Gente che per i 400.000 euro della Corti, porterebbe tutti i giorni direttamente nel vostro salotto Sofocle, Berthold Brecht e Carmelo Bene in persona. Anche se abitate in montagna. Gente che coi soldi guadagnati dai nostri pifferai tristi, sarebbe capace d’ingaggiare direttamene Mozart per venirvi a suonare la sinfonia Jupiter al mattino al posto della radiosveglia.

    Con le cifre che aveva a disposizione l’assessore, si sarebbe perfino potuto mettere a rotazione il campo di patate, per usare una metafora. Che si sa, se non metti a rotazione l’orto, dopo un po’ non dà più frutti. Avremmo scoperto, forse, che perfino le barbabietole, i rapanelli, il radicchio e le zucchine sono buone e fanno bene alla salute. Ma si sa, i bambini non amano la verdura. E dunque si continua ostinatamente a spendere e spandere concime solo e soltanto per coltivar patate. Perché noi siamo orgogliosi mangiatori di patate. Senza offesa per Van Gogh.

  18. tagueule Says:

    Paola Corti, nata ad Aosta nel 1966, studia pianoforte e danza classica e jazz. Frequenta la Scuola di recitazione Duit di Aosta (diretta da Massimo Scaglione) integrando gli studi con numerosi laboratori teatrali. Attualmente studia canto e scherma storica e antica. Collabora con la Rai in diverse produzioni radiofoniche e televisive e recita in vari cortometraggi. Nel 2001 ha partecipato al film tv prodotto per Rai Uno Regina Maria José, per la regia di Carlo Lizzani. A teatro ha lavorato con Massimo Scaglione, Valeriano Gialli, le Sorelle Suburbe e collabora con le compagnie Envers Teatro e Replicante Teatro. Membro del direttivo del partito politico Union Valdotaine Progressiste.
    …tra l’altro:
    1) io, nel “see full cast and crew” di Imdb, la Corti non l’ho trovata, guardate un po’ voi http://goo.gl/JSgAv;
    2) Il Duit non la conosce nessuno e Massimo Scaglione (fra i fondatori della Lega Nord Piemont, l’allieva che supera il maestro) in ambito nazionale non è qualificante;
    Mi chiedo: quanto vale il lavoro e il talento sul territorio della Valle d’Aosta relativamente agli stessi lavori e talenti su altri territori regionali?
    La sensazione è che qui da sia sufficiente darla a bere: due parole tecniche, uno sbattere di ciglia, genio e sregolatezza, il Bignami della pedagogia e sei un artista, un attore.
    E visto che sei un attore: vuoi occuparti di cultura per il partito?

  19. tagueule Says:

    Ettore è un politico poeta che, per metafore e qualche endecasillabo forse involontario, ha rappresentato il problema nella sua essenza. D’altronde:

    Paola Corti, nata ad Aosta nel 1966, studia pianoforte e danza classica e jazz. Frequenta la Scuola di recitazione Duit di Aosta (diretta da Massimo Scaglione) integrando gli studi con numerosi laboratori teatrali. Attualmente studia canto e scherma storica e antica. Collabora con la Rai in diverse produzioni radiofoniche e televisive e recita in vari cortometraggi. Nel 2001 ha partecipato al film tv prodotto per Rai Uno Regina Maria José, per la regia di Carlo Lizzani. A teatro ha lavorato con Massimo Scaglione, Valeriano Gialli, le Sorelle Suburbe e collabora con le compagnie Envers Teatro e Replicante Teatro.

    Per nota di colore: Massimo Scaglione (il cui nome già ai teatranti non dice niente) dopo aver militato nel PCI ha fondato la Lega Piemont.

    L’allieva che supera il maestro.

  20. cattivipensieri Says:

    Studiare pianoforte non è saper suonare il pianoforte così come studiare danza non significa saper danzare. Per avere 48 anni l’attrice non ha un grande curriculum e neppure una grande scuola di teatro alle spalle, partecipare ai cortometraggi significa perlopiù fare la comparsa e collaborare con compagnie teatrali locali non aumenta il suo prestigio. Tagueule hai voluto fare lo spot alla tua amica, ma se non c’è trippa non c’è trippa. Il merito si costruisce con ben altro e il curriculum che hai pubblicizzato non giustifica l’elevato numero di incarichi, più facile pensare ad altro. Un pensiero legittimo dopo l’ingresso nel direttivo UVP.

  21. tagueule Says:

    @cattivipensieri: Tagueule hai voluto fare lo spot alla tua amica.

    Cattivipensieri non hai capito un carro: ho non sai leggere oppure leggi una parola sì e due no. D’altronde: se non c’è trippa non c’è trippa.

  22. IperUrano Says:

    @ patuasia

    Sì, non abbiamo il privato. O meglio, abbiamo una concezione iper-statalista per cui il privato non può fare le cose in autonomia (pur con il sostegno indispensabile del Pubblico), ma le può fare solo per e su incarico dell’ Ente Pubblico. Questa è la madre di tutti i problemi (almeno per l’attività culturale, che esige autonomia).
    Per quanto ho potuto constatare però, questa mentalità è radicata in TUTTE LE SPONDE. Qualche incerta eccezione può esistere o essere esistita, ma non determinante per un inizio di cambiamento, perchè senza prospettiva di poter prendere decisioni di governo. Ora le cose appaiono diverse: si può gettare il sasso nello stagno, perché lo stagno sembra ricettivo a riceverlo e a smuovere le acque. Con quali risultati non è certo, ma la possibilità c’è. Prima non c’era: o per mancanza assoluta di ricettività, o per mancanza di speranza di governare e quindi di rendere il cambiamento operativo. Per il resto, ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio.

  23. gloria84 Says:

    La chiamano attrice, ma io credo che la sua professione è quella della lettrice. Mai vista recitare in uno spettacolo teatrale vero, ma sempre e solo leggere testi di altri. Comunque una professione che rende, non lo avrei mai detto.

  24. tagueule Says:

    @gloria84
    Basterebbe chiederle in quali teatri di Roma, Torino, Milano, Genova e in quali teatri del Veneto, dell’Emilia e della Toscana e in quali festivals nazionali e internazionali ha recitato (escludendo il Festival d’Avignon dove le compagnie valdostane partecipano a spese della Regione). Dall’elenco si capirebbe subito se è una professionista oppure no. Se poi, come penso, l’elenco fosse vuoto….

  25. tagueule Says:

    @ gloria84
    Se uno fosse crudele, poi, bisognerebbe chiederle se ci è mai entrata in un teatro che non sia il Giacosa. Cioè, voglio dire, se ci è mai entrata almeno come spettatrice, che so’, al Carignano di Torino o al Piccolo di Milano, al Quirino di Roma, alla Tosse di Genova. Bisognerebbe chiederle se sa che il Teatro Valle è stato occupato due anni fa, se sa che il Teatro Duse di Bologna è stato chiuso. Se ha mai sentito nominare Palazzi, Audino, Di Giammarco. E se sa che nel 2011 è morto Franco Quadri.
    Per la precisione: io non sono un attore, né un regista e di teatro non so niente.

  26. Ettore Says:

    @IperUrano

    Lei mi accusa di intolleranza.

    Vede, forse perchè appartengo alla generazione da rottamare, ricordo che fino a pochi decenni or sono, quando si andava a teatro e l’orchestra steccava, il pubblico era solito fischiare sonoramente. Io stesso, quando in gioventù avevo il pallino di voler fare l’attore, fui sonoramente stroncato apertamente per le mie velleità dal pubblico pagante. Lì per lì mi arrabbiai molto. Poi compresi che avevano fondati motivi per farlo. Altra epoca e, soprattutto, altra regione. D’accordo. Ma un punto rimane comune: nessuno si prese la briga d’infierire più di tanto perchè certamente non presi un centesimo di contributo pubblico per quelle mie scadenti performance.

    Ora, da semplice ma consapevole spettore, assiduo frequentatore di spettacoli, appassionato d’arte e letteratura, sento il diritto di fischiare a pieni polmoni una gran parte delle pagatissime produzioni dell’ex assessore. E il mio parere è quanto più tranchant tanto più evidente è lo scarto, per così dire, tra “costi e benefici”.

    Certo, qualcosa mi è anche piaciuta, ci mancherebbe altro. Ma non mi pare importante ai fini del mio ragionamento. Così come non aggiungerei niente al disorso se le dicessi che ci sono artisti e produzioni che ho gradito ancora meno di quelle che ho citato a titolo esemplificativo.

    Ettore

  27. IperUrano Says:

    @ Ettore

    Mi fa piacere dialogare con lei. I suoi non sono interventi come altri qui. Lei, da spettatore, individua problemi veri.
    Però prima mi permetta alcune precisazioni sulla natura di internet e dei blog: bellissimi per certi versi, permettono teoricamente a tutti di esprimere le loro idee, e va bene, però sono anche medievali portatori insani di gravi falsificazioni della realtà. Premetto anche che non mi riferisco a lei perché i suoi interventi sono su un altro piano. Premetto anche che mi sono premurato di leggere molti interventi di Patuasia e di Mancini e che spesso, molto spesso, ho condiviso le loro idee.
    Però in questo post e commenti una persona viene attaccata direttamente ed esposta alla gogna pubblica su dati errati che, senza colpa, anche lei riporta.

    Prima cosa da chiarire: NON E’ VERO che la Signora P.C. abbia preso 400.000€ per gli incarichi elencati nel post. Ha preso circa la metà, gli altri € li hanno presi i nomi che sono indicati nelle delibere accanto al suo. Mi si dirà che 200.000 sono sempre tanti. Però sono 200.000 in tre anni, e non 400.000 come ormai tutti credono.
    Se si toglie l’ Iva sono 160.000

    Seconda cosa: NON E’ VERO CHE QUESTI 160.000€ netti P.C. li ha presi per la sua attività di attrice o teatrale. di questi 160.000, 140.000 circa li ha presi per la realizzazione e il pagamento ad altri di 3 progetti artistici (da lei organizzati, ma realizzati da altri professionisti), non connessi con la sua professione teatrale, mentre qui viene svillaneggiata pubblicamente da tutti (non da lei) perchè avrebbe ricevuto 400.000€ come attrice.
    Queste realizzazioni sono state, a mio gusto, di qualità e di apertura mentale molto buona, sicuramente superiore ad altri progetti concomitanti condotti da altri. Ma il post se la prende invece con P.C.

    Per chiarire fino in fondo, L’ ATTIVITA’ TEATRALE di P. C. è stata sovvenzionata dalla Regione A. VdA con 12.000€ circa nel 2010, 19.000€ circa nel 2011 e altrettanto nel 2012, contributi molto bassi, che non arrivano neanche a pagare IVA, IRPEF e Oneri Sociali dell’attività teatrale della suddetta.
    E così, più o meno, è stato per le altre compagnie teatrali…

    E qui la gente crede che i cosiddetti “artisti” si arricchiscano coi contributi pubblici!

    Lei dice: corte dell’ assessore. La chiami come vuole. Per me l’ assessore L. V., tra le sue altre iniziative, ha semplicemente dato un po’ più ascolto degli assessori precedenti al settore della produzione culturale valdostana. Lei dice che il livello è molto basso. Concordo con lei. Ma non tutto è da buttare. Alcuni, se la mentalità generale si apre, potrebbero crescere… se prima non muoiono.

    Comunque, mi permetta, le faccio questa domanda: chi è, secondo lei, in Italia, che fa la bellezza? Quali attori in teatro, quali registi, quali musicisti, quali danzatori, quali artisti figurativi? Nomi e cognomi. Anche pochi. Ho bisogno di capire. La ringrazio.

  28. IperUrano Says:

    @ tagueule, cattivipensieri, gloria84

    a voi mi piacerebbe dare una risposta ironica, ma ho sonno, per cui sarò preciso: frequento da tempo un solo blog, di 200.000 motociclisti tosti e duri, ma mai mi è capitato di leggere interventi così sprovveduti e ignobili.

    Solo 2 note:

    1 – Ho inserito il mio nome nel link suggerito da tagueule: sono risultato nel cast di un film holliwoodiano del 1996 e di 2 TV Series, sempre americane.
    Assicuro che non c’è possibilità di omonimìa.
    Sono felice, ho scoperto di essere anche io un’attore!

    2 – @ tagueule: scusi, chi è Audino?

  29. patuasia Says:

    Signor IperUrano, lei ha commentato fra i milleseicentocinquanta post scritti su questo blog, unicamente uno: “Nato con il pelo e con il vizio, è chiaro che lei deve essere molto vicino alla signora Corti, se non addirittura la signora in questione. Si capiscono così gli aggettivi sprovveduti e ignobili che lei ha dato ai commenti dei signori tagueule, cattivipensieri e gloria84, perché a rileggerli, io non li ho trovati tali, ma legittime considerazioni. Si capisce anche perché lei insinui cose spiacevoli al mio riguardo: le cifre che io ho presentato e che sono quelle deliberate dalla Giunta, NON SONO dati errati come lei dice! Sono dati giusti, ma che, e lei fa benissimo a precisarlo, non corrispondono all’effettivo guadagno dell’attrice, bensì al costo complessivo di una data manifestazione diretta, gestita, organizzata dalla signora Corti: davo per scontata la loro corretta lettura. Inoltre non mi deve ingiustamente accusare di avere esposto una persona alla gogna pubblica, tantomeno me la prendo con l’attrice. E’ sempre la solita storia: criticare equivale ad avercela con qualcuno. Non si scappa dal banalissimo piano personale, piano del quale non mi frega nulla. Io ho semplicemente fatto una considerazione che ANDAVA FATTA! Ho elencato i numerosi incarichi, che vanno ben oltre il contributo alle compagnie teatrali, per sottolineare l’oggetto del post che è altro e che riguarda il ruolo nel direttivo dell’UVP che ricopre la signora Corti. Il punto è questo e lei lo ha volutamente trascurato. Il rapporto diretto fra la politica e la professione che in questo caso, ma non è il solo caso, è piuttosto imbarazzante, per usare un termine gentile e che non aiuta a credere sia nel talento dell’attrice sia alla voglia di cambiamento di stile del nuovo partito

  30. Ettore Says:

    @ Iperurano

    Come ha correttamente notato non ho usato toni da linciaggio personale. La gogna non mi è mai piaciuta. Ma non amo mettere le mutande alle parole, per dirla con Busi. Così come non ho inutilmente indugiato sullo scivoloso tema della bellezza, secondario rispetto al post in oggetto, limitando il riferimento alla citazione sul rapporto tra estetica ed etica.
    Andiamo ai punti.
    Il mezzo che stiamo usando per comunicare è potentissimo. Sappiamo benissimo che i soggetti che sono coinvolti a vario titolo in questo discorso ci stanno leggendo o ci leggeranno. Siamo persone senzienti e sappiamo che le semplificazioni possono provocare effetti collaterali non calcolati.
    Ciò detto, quello di esser criticato, anche duramente, è il rischio di chi si espone politicamente, me ne deve dare atto. Chi si propone come rivoluzionario, virtuoso, come difensore del buono, del giusto e del bello deve avere titolo e curriculum per poterlo fare. Chi si erge a paladino della cultura e della tradizione – parole pericolosissime in bocca di chi non le sappia applicare scientemente – deve considerare che non tutti i valdostani devono un favore a qualcuno. Anche qui esistono liberi pensatori, sebbene muoiano di stenti e pertanto facciano fatica a far sentire la loro voce.
    Ora, la signora Corti, come sottolinea il post di Patuasia, fa parte del sedicente partito rivolzionario locale e si accinge a ricoprirne un ruolo. Bene. Allora non si stupirà se il popolo meno avvezzo a imbracciare forconi per il solo gusto di farlo, le scatterà una bella radiografia e la metterà sul web. Le cifre le conosciamo. Solo chi non è mai stato nel mondo del lavoro non sa che vanno scorporate in sottovoci, divise tra collaboratori, diminuite delle tasse e contributi e via discorrendo. Proprio perchè siamo uomini di mondo, sappiamo tutti molto bene cosa significano quei numeri. Perchè le stesse distinzioni, somme e sottrazioni, tocca applicarle ogni giorno a tutti noi comuni mortali a cifre senza tutti quegli zeri. Mi creda, quegli zeri stridono davvero come le corde di un violino scordato.
    Nell’orchestra di Viérin non è solo il violino a steccare. Tutta la sezione archi è stonata. Per non parlare dei legni, degli ottoni, del coro e della sezione ritmica. Questo avviene perchè gli orchestrali non si sono esercitati abbastanza. Perchè tanto sanno che il ruolo in orchestra il direttore non glielo toglierà mai. Anche se là fuori ci sono musicisti più bravi e titolati che si esercitano tutti i santi giorni. Ma per questa orchestra non si bandiscono concorsi. Certo che no, perchè altrimenti si scoprirebbe che il direttore, con la sua bella bacchetta, il frac e il papillon, non sa neanche leggere la musica.
    Per questo e per mille altri motivi mi viene un forte mal di testa quando sento pronunciare le parole “progressista” e “rivoluzione” associate alle parole “union” e “valdôtaine”. Le affinità tra queste due coppie di termini, alla luce della storia, non si possono certo definire elettive. O forse sì, ma non nel senso che intendeva il poeta.
    Viérin, come tutti i suoi ex colleghi di partito, ha favorito per primo un clima clientelare
    dove il merito è rappresentato esclusivamente dalla fedeltà al capo e dalla capacità nel lucidare il suo ego.
    Con lui una schiera di artisti che lo sostengono. E li capisco. Dove altro potrebbero andare a parare costoro senza la gallina dalla uova d’oro che li ha foraggiati lautamente in tutti questi anni. Sarebbero costretti a trovarsi un lavoro meno creativo, probabilmente. Il che non sarebbe necessariamente un male. Scoprirebbero che dalla vita reale si possono trarre molti spunti che arricchirebbero la loro stessa arte. Certo, è un po’ più faticoso, questo sì.
    Come costoro abbiano potuto non accorgersi in tutti questi anni che il loro augusto presidente era stato condannato per abuso d’ufficio è cosa che desta meraviglia. Ma sappiamo tutti che lo sapevano eccome, ma hanno continuato opportunisticamente a far finta di niente e a tirar dritto. Hanno astutamente deviato il cono di luce del riflettore sul loro verginale candore di artisti. Se sono accorti un paio di mesi fa. Ma guarda un po’. Sembrerebbero tante piccole Alice nel paese delle meraviglie, se non fossero in malafede.
    Cultura, tradizione… Mi domando se qualcuno di questi paladini della tradizione e dell’identità ha mai letto Hobsbawm. Sorvoliamo…
    Lei sostiene poi che l’assessore ha dato spazio agli artisti valdostani. Ne è proprio sicura? O le conviene pensarlo e dichiararlo perchè siamo in campagna elettorale. E poi, è proprio sicura che siano artisti? Io tendo a credere che abbia concesso a molti dilettanti allo sbaraglio, tutti questuanti del martedì, di esprimersi ripetutamente in questa o quella rassegna finanziata dalla regione per motivi che con l’arte hanno poco a che fare. Si vada a leggere i curricula di costoro. Poi, se vuole, le racconto come funziona la vita di un artista nel mondo reale.
    Lei dice che in Valle non abbiamo il privato. Trova davvero? Io sono invece dell’avviso opposto. Tutto, ma proprio tutto qui è gestito con criterio privatistico. Sempre si sono fatti gli interessi privati di alcuni, sempre e ostinatamente, in ogni settore. In barba alla meritocrazia e alla libera concorrenza che, per altro, dovrebbe essere sancita per legge. A titolo di esempio, lei sa quanti sono i dirigenti nominati senza concorso? Ha una vaga idea di come vengano gestiti gli appalti in questa regione? E’ per caso a conoscenza di quali siano i criteri di reclutamento nei vari enti, fondazioni, assessorati regionali? Sto forse andando fuori tema?

    Per finire, veniamo al tema della bellezza. Non le citerò nessun nome malgrado le sue richieste. Non me ne voglia, ma se non coglie da solo come tutti questi elementi siano in strettissimo rapporto con l’arte, l’estetica e lo spirito dell’uomo, è inutile che glielo spieghi.

    Ettore

    P.S. Un pensiero di Adorno – che non amo ma che stupido non era – dedicato a tutti gli ingenuotti paladini della tradizione i quali blaterano di identità come di un che di statico: ” la dialettica è la coscienza rigorosa della non-identità”.

  31. gloria84 Says:

    iperurano – @ criticare l’uso e l’abuso di soldi pubblici è da sprovveduti e ignobile? Solo perchè la critica è rivolta a una tua amica? Lettrice più che attrice? Allora elenca tu quali sono state le prestigiose compagnie di teatro che l’hanno vista protagonista. Magari noi poveri cretini possiamo farci una ragione dei finanziamenti dati per la sua artistica e costosa espressività.

  32. IperUrano Says:

    @ gloria84

    Signora, i soldi pubblici di cui qui si parla, usati o abusati, non sono stati stanziati né per l’artistica espressività di una attrice, né di una lettrice. Cosa c’entra allora il merito di lettrice o attrice? E’ come se lei dicesse: ecco, ha avuto i soldi, ma invece di avere gli occhi azzurri li ha marroni!
    Al di là di questo, credo che lei non abbia visto gli spettacoli nei quali P.C. stava in scena, né quelli in cui ci stava molto bene, né quelli in cui meno bene. E poi lei ragiona: compagnia prestigiosa (vuol dire famosa, vero?), attore importante (o peggio: bravo). Muro grande, pennello grande! Importante per quale motivo?

    Nei miei interventi ho cercato di ricordarmi che le cose sono complesse. Ma qui c’è stato un attacco politico e basta, che ha preso a pretesto una persona abbastanza a caso, la quale ha offerto il fianco perchè ha deciso un impegno politico magari del tutto nobilmente. Infierire su di lei per emettere sentenze sul suo valore di attrice, qui e in questo contesto, mi pare horror.
    Un attacco apparentemente etico da parte di chi non vede il trave che ha nel suo occhio.
    E con questo chiudo.
    Grazie per l’ospitalità.

  33. IperUrano Says:

    Anzi, ancora una cosa:

    @ Ettore

    Lei mi tratta più volte di genere femminile. Oooh?! Si sbaglia! E’ vero, una forte anima femminile ce l’ho, insieme all’animus, ma in realtà sono proprio un maschietto!

    Temo però che lei, come sulla mia identità, sia in un mare di illusioni anche su altre cose, sul post, sul blog, sul rinnovamento della società… vada a chiederli al post, i suoi zeri!
    Un gran filosofo. Bello Astratto. Idealista. Altro che Adorno.
    Addio

  34. Ettore Says:

    @IperUranio

    La mia svista sulla sua identità di genere dev’essere stato un lapsus preso dal ragionamento. Non era intenzionale, che lei ci creda o no. Mi scuso in ogni caso se l’ho offesa.
    Dalla risposta che mi aveva dato ho creduto di aver a che fare con qualcuno che avesse voglia di andare oltre la mera questione personale, con il quale si potesse discutere di aspetti pratici e di principio, anche in aperta polemica, ma nel rispetto della opinione altrui.
    Lo pseudonimo che si è scelto, Iperuranio, e i riferimenti a Pericle e a Sofocle mi avevano fatto credere che apprezzasse anche le discussioni dai toni astratti. D’altra parte le parole “identità”, “cultura” e “tradizione” non sono parole casuali, ma sono proprio i termini che la signora Corti ha tirato più volte in ballo nella recente campagna elettorale facendosi portavoce del pensiero del suo partito. Mi creda, non ho assolutamente nulla contro l’attrice né contro la persona che lei ha legittimamente difeso.
    Sono contro i monopoli. Questo sì. Tutti monopoli. Sia quelli professionali, sia quelli culturali e linguistici. E’ da qui che nasce la mia forte critica.

    Buonasera

    Ettore

  35. gloria84 Says:

    Iperurano sei proprio il tipico esempio di questo regime: cosa c’entra il merito chiedi, beh a casa mia c’entra eccome anzi è il parametro principale che divide un professionista da un principiante o da un cane. Leggere non è esattamente recitare eh sì che l’ho vista la tua amica e proprio per questo mi indigno di tutti quegli incarichi. Impegno politico con finalità nobili? ma per piacere sii serio! E con questo ti saluto anche io. Grazie Ettore per l’analisi che ccondivido.

  36. Ettore Says:

    Per onestà intellettuale, però, devo riconoscere che il signor IperUrano ha pienamente ragione su un punto per nulla secondario.
    Riportare le delibere regionali relative solo alla signora Corti non è corretto. Per essere credibile e apparire imparziale ora Patuasia dovrebbe premurarsi di riportare le delibere con relativi importi anche di altri professionisti, sia nell’ambito culturale, sia in altri settori, evidenziando tutte le anomalie che ha evidenziato in questo post. Sottolineando di volta in volta il nome del professionista e l’assessore di riferimento. Scopriremmo cose che probabilmente farebbero risultare la Corti come una goccia in mezzo al mare.
    Staremo a vedere se Patuasia sarà in grado di distinguersi per onestà intellettuale e imparzialità.
    Altrimenti l’accusa di mettere alla gogna pescando a caso nel mucchio, a mio avviso, è più che fondata.

  37. patuasia Says:

    Signor Ettore, io non ho pescato nel mucchio a caso e la scelta sulla signora Corti non è data per via dei numerosi e ben retribuiti incarichi che sono stati dispensati anche altrove, ma perché l’attrice o lettrice (come la definisce la signora gloria84), è entrata nel direttivo del partito del suo ex datore di lavoro, ruolo che altri artisti non stanno ricoprendo. Infatti il senso del mio post non si riferiva tanto alla professione in sé, ma alla professione artistica che vive solo grazie alla politica e di cui gli intrecci così espliciti mettono in dubbio sia il talento dell’artista sia la volontà di cambiamento di stile del nuovo partito, l’UVP. Nessun discorso generale, ma un attacco preciso. Che poi la Corti sia una goccia in mezzo al mare… nessun dubbio. Le delibere sono a disposizione di ognuno, vi pregherei di vincere la pigrizia e di cercarvele da voi. Dedico anche troppo tempo a questo blog che non mi fa quadagnare un euro. 🙂

  38. tagueule Says:

    Il problema è che, essendo l’attrice nel direttivo del partito dell’ex finanziatore pubblico, questa sua nuova condizione (in precedenza nessuno se l’è mai filata Paola Corti) fa chiedere al cittadino socio finanziatore se, prima, i contributi li prendeva perché era una brava professionista e se, dopo, essendo una brava professionista, è stata inserita nel direttivo del partito del suo ex finanziatore pubblico. “Essere bravi” è una delle caratteristiche per accedere a contributi pubblici previsti da leggi regionali e statali a favore del teatro, del cinema, della danza e dello spettacolo in generale. Certo “Essere bravi” è una categoria aleatoria e proprio per questo si cerca di accertare talento, tecnica, cultura, formazione, creatività, originalità, genialità, numero di volte che si sale sul palcoscenico in un anno, quantità dei contributi versati all’Enpals in un anno, premi, riconoscimenti, collaborazioni, numero di spettatori che hanno visto il tuo lavoro in un anno. Su che altro dovrebbe essere valutato un attore? Sulle chiacchiere? Dite le vostre categorie e vediamo se sono qualificanti, universalmente valide e, nel caso, in quali di queste rientra la Corti.

  39. IperUrano Says:

    Dica Patuasia se è vero o no che LEI, la signora Patuasia, ha preso, documentati da delibere a lei intestate, molti molti molti molti molti soldi, cifre con tanti, tanti, tanti zeri, per suoi progetti quando al governo della Regione c’erano (secondo il suo modo di ragionare) amici suoi.
    Alla faccia della moralista!

    Questo post è stato solo un attacco politico, non certo nobile perchè contro un partito ALLEATO, basato su ragionamenti falsi come Giuda.

    Non credetele!

    E’ la prima ad aver preso soldi, tanti, dalla Regione!
    Signora Patuasia, mi renda indietro, come cittadino, tutti quei soldi!
    Signora Patuasia, mi renda indietro anche tutti i soldi che ha preso come pensionata baby. Per me è immorale, molto immorale, andare in pensione quando uno può ancora lavorare e farsi mantenere dai soldi degli altri cittadini!

    NON CREDETELE!

    No, non è immorale che un cittadino o anche un intellettuale, un artista, un organizzatore culturale, un imprenditore, un artigiano, ecc. qualsiasi sia la sua capacità, militi in un partito, in un movimento politico, nonostante abbia rapporti di lavoro con lo Stato.
    Molte cose tra le più belle e importanti che abbiamo in campo culturale (perché il culturale ha a che fare inesorabilmente col Pubblico) sono state costruite così, in Europa e in democrazia:
    da persone che militavano.

    L’ unico sistema giusto per giudicare un incarico è vedere se il lavoro è stato fatto bene o male. Nello specifico di quella operazione!
    Tutto il resto è un ignobile (non nobile, vile) linciaggio.

    Perché ritengo taguele e gloria84 sprovveduti:
    un es: perché giudicare il talento di un attore dalla quantità di giornate lavorative enpals o da quanti spettatori ha avuto è una idiozia. Una cretinata.
    Altro esempio: sostenere che la recitazione è diversa se letta o a memoria, no, non va bene.

    Mi mordo le mani perchè il desiderio di anonimato non mi permette di sbattere in faccia a questi tre poco di buono, sparatori di merda a sbafo, merdaioli indefessi, la mia formazione, la mia tecnica, le centinaia di recensioni, tra cui non poche e sempre positive da parte di quei critici, vivi o morti, che con supponenza TAGUELE cita, da chi sono stato chiamato a lavorare con lui, quante volte sono entrato al Carignano, al Valle, al Piccolo, alla Pergola, al Duse, al Politeama, al Metastasio… non dalla porta davanti, ma da quella di dietro, i riconoscimenti, le 7.000 giornate lavorative enpals…

    Ettore invece, nonostante degli artisti valdostani tenda a fare di ogni erba un fascio, è un’altra cosa, gliene ho dato atto fin dal primo intervento.

  40. patuasia Says:

    Signor iperUrano, mi delude, ma allo stesso modo mi gratifica perché conferma i miei sospetti su di lei. Mi spiego: l’iniziale garbo con cui aveva commentato l’argomento (l’unico che le sta a cuore, perché non mi risultano altri suoi interventi), lo sentivo costretto, serrato in una razionalità costruita e non sincera. Infatti, ecco che oggi, con un italiano piuttosto volgare, esplode! E si presenta a noi tutti per quello che è veramente: un povero anonimo arrabbiato. Lei è furioso, incazzato da morire, qualcuno ha toccato una sua protetta, con la quale magari lavora, e questo per lei non è ammissibile. Ma questo, caro signore, è un problema solo suo, a noi del blog l’aspetto sentimentale della vicenda non interessa. A noi interessa conoscere come si muove la politica, quali sono le sue scelte, le sue protezioni… ecc ecc. Il caso Corti è nato non tanto dai numerosissimi incarichi ricevuti, ma dal suo ingresso nel direttivo di un partito che si definisce etico! Il gesto è un po’ difficile non interpretarlo come un piacere contraccambiato. Come una specie di investimento per il futuro. Non è certo un reato, ma quando si strombazza di cambiamento, di codici di comportamento, ecc ecc… beh è inevitabile notare la contraddizione. Per quanto riguarda i “tanti soldi” che ho preso dalla Regione, su questo blog sono stati pubblicati tutti i miei incarichi, ma lei che si interessa solo ora di Patuasia, non può certo saperlo. Sono stata rivoltata e mi sono rivoltata come un calzino, non credo ci siano altre persone più trasparenti della sottoscritta in Valle d’Aosta. Il suo commento risulta quindi veramente ridicolo, addirittura per lei imbarazzante. Ho lavorato in Regione, non è una novità, e sono sempre stati i miei nemici (tutti diversi) ad accettare le mie proposte, sempre correlate da un ottimo successo. Anzi no… l’unico “amico” che avevo pure votato, Riccarand, ricordo che mi aveva fatto trovare eterno per una mostra: “2001 la Nuova Odissea”, esposizione che ha avuto l’onore di essere pubblicata sulla rivista Airone: dodici pagine di dossier, titolo in copertina, tutto ovviamente gratis. E catalogo richiesto più volte dal Ministero dell’Ambiente: un bel ritorno di immagine per la Regione. Lei trova immorale che una che può lavorare non lo faccia e si contenti di 600 euro al mese di pensione, ha ragione. Io lavorerei molto volentieri, ma vede la mia scelta è stata altra e mi ha tolto la possibilità di farlo: la meritocrazia da queste parti non è apprezzata quanto il servilismo. E poi mi scusi, ma nessuno ce l’ha con lei, nessuno le ha chiesto niente… dunque perché si sente costretto a difendere la sua professionalità che, a questo punto, non può che essere quella di attore? E perché teme così tanto rivelare la sua identità? Dov’è il problema? (Ma io ti conosco mascherina! Ah ah ah!).

  41. tagueule Says:

    @IperUrano
    sparatori di merda a sbafo, merdaioli indefessi, la mia formazione, la mia tecnica, le centinaia di recensioni, tra cui non poche e sempre positive da parte di quei critici, vivi o morti, che con supponenza TAGUELE cita, da chi sono stato chiamato a lavorare con lui, quante volte sono entrato al Carignano, al Valle, al Piccolo, alla Pergola, al Duse, al Politeama, al Metastasio… non dalla porta davanti, ma da quella di dietro, i riconoscimenti, le 7.000 giornate lavorative enpals…

    Guardi IperUrano, le credo sulla fiducia. Lei ha fatto tutto quello che dice di aver fatto quindi per me, per i miei soggettivi parametri, lei è un buon professionista. Dov’è il problema?
    Però una domanda: se io sono uno sprovveduto in quanto secondo lei “giudicare il talento di un attore dalla quantità di giornate lavorative enpals o da quanti spettatori ha avuto è una idiozia. Una cretinata” allora perché dopo, perso il controllo, declama con voce impostata le sue 7000 giornate Enpals? Secondo: le giornate Enpals testimoniano il professionismo non il talento, per questo motivo lei è certamente un professionista. Del talento ancora non c’è prova. E sul talento non sono disposto a crederle sulla fiducia: è il prezzo che paga per l’anonimato. Altrimenti pubblichi almeno le due migliori recensioni (le abbuono le stroncature che gli artisti sono soliti nascondere sotto il tappeto).

    Per gloria84: abbi fiducia, forse sei un addetto ai lavori, forse c’hai azzeccato per caso, ma è vero quello che dici. Una lettura a leggìo non è un’interpretazione lirica. Un recital non è uno spettacolo.

    Bises

  42. sully Says:

    Chissà che pure Iperurano faccia parte del direttivo dell’UVP?

  43. gloria84 Says:

    Io sarei, per iperuranio una poco di buono, una sparatrice di merda a sbafo, una merdaiola indefessa, e questo perché ho osato criticare dal punto di vista di una spettatrice la recitazione di un’attrice locale. Lui giudica tutti gli spettatori con questo parametro? Ma che pessimo attore che deve essere, la parte compunta è durata poco e ha lasciato il posto, come ha notato Patusia, a quella più autentica del cafone di periferia. Potrà anche avere recitato in tutti i teatri che ha citato, ma se il risultato è questo è proprio un meschino narcisista. E’ riuscito a convogliare su di sé l’attenzione non benevola del blog, pur di essere al centro della scena, umanamente patetico.

  44. libero Says:

    Non sarà per caso il Carmelo Bene des nos atre?

  45. tagueule Says:

    libero su 12 aprile 2013 alle 18:34
    Non sarà per caso il Carmelo Bene des nos atre?

    Hi, hi, hi… Chi è il carmelo bene des nos atre?
    🙂

  46. Ettore Says:

    Ammetto di non conoscere molto bene il blog che ci sta ospitando. Forse sto inconsapevolmente scrivendo sulle pagine di un blog di pericolosi e fanatici rancorosi. A dire il vero non mi sembra. Se così fosse, potrebbe anche non essere così rilevante, dal momento che qui mi pare ci sia libertà di parola e di contraddittorio.

    Non capisco se il suo obiettivo, per altro legittimo, è quello di difendere l’mmagine di una professionista, o se invece le sta più a cuore la difesa di una certa fazione politica. Non so nemmeno se, come artista, le può interessare il parere di quello che potrebbe essere un suo potenziale spettatore, nella fattispecie il mio. Mi pare che in questa regione il parere del pubblico, tutto il pubblico, non sia tenuto in debita considerazione, dando per scontato che il livello culturale dello spettatore medio sia basso e il gusto pessimo.

    All’artista preparato che è in lei vorrei dire questo: proprio in virtù delle sue qualificate esperienze, non le sembra condivisibile che il livello medio degli artisti, almeno quelli che abbiamo potuto vedere negli ultimi anni, sia imbarazzante in senso assoluto e, a maggior ragione, in rapporto alle cifre spese? Non le pare che il criterio di scelta sia orientato da un principio tutt’altro che meritocratico e artistico, ma, per usare il termine in senso lato, fondamentalmente politico? Come fa un artista con i trascorsi che ha lei a non provare imbarazzo difronte a tante proposte, a parer mio la stragrande maggioranza, che vediamo nei cartelloni delle produzioni regionali? E non entro nel merito delle scelte dei direttori artistici – la vera piaga di questo settore, a loro volta selezionati secondo gli stessi parametri di cui sopra – solo per non andare fuori tema. Proprio perchè è un vero conoscitore dell’arte del recitare, mi vuole dire che non si rende perfettamente conto che le scelte creative non sono affatto libere, ma sono in buona parte condizionate dal gusto estetico dei finanziatori? Vuole dirmi che non sa che alla base di questa ingerenza si nasconde un grave intento pedagogico da parte loro? Come fa a non accorgersene e a non gridare vendetta, se nella sua vita ha recitato nei teatri che ha nominato? Lei sa benissimo quali e quanti esempi si potrebbero portare nella discussione.

    Al politico che è in lei voglio invece dire, senza sembrare paternalista, che poichè ho la fortuna/sfortuna di avere dei figli che hanno intrapreso studi artistici, sono molto preoccupato per il loro futuro. Lo sono certamente per la congiuntura che stiamo vivendo e che sta travolgendo tutto, ma lo sarei ancor più se dovesse permanere questo stato di cose. Non voglio che, un giorno, debbano farsi giudiucare da qualcuno che sia meno preparato di loro. Non voglio che, per lavorare, debbano andare a fare la coda in un assessorato. Non voglio che siano costretti a farsi dire in che mondo devono immaginarsi il mondo. Voglio che se la inventino da sé una visione del mondo, senza prenderla in prestito da una tradizione, più o meno romanzata, che gli è stata inculcata da qualcuno. Non li voglio servili, ma orgogliosi dei risutati che sapranno conquistarsi sul campo. Voglio che si liberino e si realizzino cercando di migliorare il mondo, l’Europa, l’Italia, la Val d’Aosta o qualsiasi area geografica gli andrà di migliorare. Senza dover dimortrare la loro supposta “identité” a qualche potente per poter lavorare.

    Benché, tutto sommato, mi dia l’impressione di essere un ragazzo vittima della sua stessa storia, ritengo che l’ex assessore sia in continuità con un pensiero che vorrei veder cambiare radicalmente, per me e per i miei figli. Lo ha incarnato in prima persona, questo vecchio, vecchissimo modo di fare politica che dobbiamo assolutamente cambiare.

    Mi scuso se non possiedo il dono della sintesi, ma non sono ancora avvezzo all’uso del medium. Devo svecchiarmi un po’ anch’io.

  47. Ettore Says:

    Il messaggio era per Iperurano, ovviamente.

  48. tagueule Says:

    Il pensiero di Ettore è un bel regalo per questo blog

  49. libero Says:

    Vero, mi piace questo Ettore. Io sono più sintetico e anche più cinico. Il carmelo bene di nos atre (non rivelo i miei sospetti perché tali sono) mangia nella stessa greppia della Corti, la sua difesa è strumentale. E’ sicuramente l’unico vero professionista che ha lavorato in valle, dove ha trovato al pari di altri più manna che altrove, mi sembra che il suo talento sia sovradimensionato. Non credo che il vero Carmelo Bene, a cui si ispira, si sarebbe mai preso la briga di mettersi in coda nelle sale di attesa degli assessorati comunali e regionali. Forse è questa consapevolezza che gli rode e che lo ha fatto andare fuori di testa uralndo a questo cinicissimo pubblico i suoi mai richiesti meriti. Concordo con gloria84 è umanamente patetico.

  50. patuasia Says:

    Per informazione ai miei utenti: ho cancellato un paio di commenti a firma Progressiste in quanto invitavano la signora Corti alla denuncia verso un nostro commentatore, il signor Tagueule. Non sono necessari inviti di questo tipo perché io sono la prima a non pubblicare post che contengano insulti gravi e informazioni errate. Non mi sembra che fra i numerosi scritti pervenuti a corollario del mio post: Nato con il pelo e con il vizio, ci siano i termini di una denuncia per diffamazione, ma legittimi giudizi e considerazioni. Il signor Progressiste è evidentemente schiavo di una realtà viziata e viziosa in cui la critica non è tollerata e addirittura da denunciare. Una mentalità diffusa che di progressiste non ha nulla.

  51. Coerente Says:

    UVP progressiste non ha nulla di progressiste; vergogna al ragionamento machiavellico di allenza. Meglio correre da soli e perdere che allearsi con questi pseudo progressisti.

  52. Ettore Says:

    @Patuasia

    Sono senza parole. Non pensavo si potesse arrivare a tanto. Usare l’intimidazione e la minaccia di una denuncia per far tacere le opinioni intorno a temi come questi è inquietante.

    Sono sconcertato e preoccupato. Rischiare una denuncia per opinioni che, per altro, ho cercato di argomentare con toni appassionati ma civili, è proprio un lusso che non posso permettermi. Per quanto mi stiano a cuore i temi della cultura, dell’arte e del buon vivere.

    Posso mettere a rischio me stesso, ma non certo il futuro dei miei figli. Potrò sembrare pavido e incoerente, ma, a questo, punto le chiedo cortesemente e a malincuore di cancellare i miei interventi dal suo blog.

    Provo un’amarezza infinita. Proprio perchè sono sempre stato autenticamente progressista fin dalla culla.

    Che tempi brutti e tristi stiamo vivendo. Che brutto appropriarsi delle parole svuotandole di significato come fanno costoro.
    Ne dovranno rendere conto non tanto a me, un giorno, ma alla generazione dei miei figli. Ne stiano certi.

    Grazie dell’ospitalità.

    Ettore

  53. patuasia Says:

    No, signor Ettore i suoi interventi sono troppo belli e lucidi e lei non ha nulla da temere e poi Ettore chi é? Il signor Progressiste ce l’aveva con il signor Tagueule che peraltro non ha offeso nessuno, ma ha semplicemente esercitato il suo diritto di critica. Vede se cancellassi i suoi commenti che segno darei? Inviterei al silenzio quando invece il mio ruolo è nato per l’esatto contrario. Ne caso di offesa o di informazioni errate sono la prima a non pubblicare, ma non è questo il caso. Viva la libertà di espressione!

  54. tagueule Says:

    La reazione di Ettore è comprensibile. Probabilmente si chiede se, un giorno qualunque, vista la casualità con cui si colpisce, anche le sue parole, per pacate e sagge che siano, possano essere portate in tribunale. Mi ricorda alcuni concetti de La banalità del male di Hannah Arendt. Signor Ettore la sua paura è perfettamente comprensibile.


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