Coraggio e coerenza


Bello l’appello di Alpe che invita le cittadine e i cittadini a impegnarsi in politica iscrivendosi alla lista del partito per le prossime elezioni. E giusto che le forze migliori della società abbiano la possibilità di contribuire alla gestione del collettivo, purché queste non siano solo strumenti per mantenere in piedi i politici di professione. Acqua che porta energia al solito mulino. Un atto quasi obbligatorio, dovuto al successo del M5s. Già perché se alla fine gli eletti saranno i soliti, grazie alle conoscenze maturate dagli scranni della politica, l’incazzatura sarà feroce. Chiedo ai dirigenti di Alpe molto coraggio e altrettanta coerenza non solo nelle proposte, ma soprattutto nei fatti.

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21 commenti su “Coraggio e coerenza”

  1. bruno courthoud Says:

    non è ancora tempo di ridare neanche un minimo di fiducia alla partitocrazia! prima ci vogliono fatti seri e concreti, ai programmi non crediamo ancora!

  2. Mistinguet Says:

    Faccio solo notare che il regolamento per le elezioni regionali è stato approvato da ALPE nell’autunno 2012. Ben prima delle elezioni politiche e del risultato del M5S.
    La mania di fare di tutt’erba un fascio rischia di farci tornare al fascio romano di triste memoria. Stiamo attenti!

  3. roberto avetrani Says:

    In questo baratro di diffidenza dei cittadini penso che le buone intenzioni siano comunque un punto di partenza.
    Alpe dimostra di provarci, con questo appello: dimostrino ora altri di saper fare di meglio, se possono… ma per ora iniziative simili non ne vedo.
    Siamo ben coscienti che questa iniziativa di ALPE non basta e non basterà a colmare il vuoto, pericoloso per la democrazia, tra cittadini e politica, che è frutto, certo, delle responsabilità di partiti e movimenti, ma non solo.
    Mi pare evidente che la stessa società definita “civile” ne ha favorito la nascita e la crescita con la delega in bianco, il disimpegno e il voto “di colore” e non “di testa”.
    Dunque faremo il possibile – sapendo in partenza che non basterà, che saremo accusati di non aver fatto abbastanza – per trovare candidati tra persone che si sono impegnate nella società, assumendosi rischi e responsabilità: nei consigli comunali, nelle associazioni, sul lavoro e nelle professioni …
    Ma daremo importanza anche a chi già in Alpe c’è già, perché iscritti e simpatizzanti sono una risorsa preziosa e sono stati i primi a dare un segnale di cambiamento.
    Non si può negare che ALPE è nato per dare un’alternativa ai cittadini valdostani: se poi tra iscritti e simpatizzanti ci sono persone che hanno vissuto nei partiti e movimenti del “sistema” e se qualcuno lo considera un segnale negativo, pazienza, per me non è così, anzi, avere cambiato idea è un titolo di merito, solo gli ottusi non lo fanno.
    Nè è facile accusarli di opportunismo; molti potevano stare al caldo dove stavano, non lo hanno fatto.
    A questo proposito, leggo su altri post i “distinguo” di molti delusi dalla politica che concludono, in sostanza: “meglio stare come stiamo, tanto gli altri sono peggio”…
    Contenti loro … si terranno stretto questo sistema, che anche grazie a loro ha prosperato così a lungo.
    Ciò detto, è vero che sta a noi convincere gli altri della sincerità e bontà del nostro programma di cambiamento, soprattutto di metodo di governo
    L’onere della prova è nostro, credo che almeno ALPE saprà tra qualche giorno dare la prova della sua/nostra coerenza, e crediamo che con in questo modo potremo convincere i cittadini, forse anche i più scettici


  4. L’unica via d’uscita vera sarebbe, per i partiti che stanno contendendo la supremazia all’Uv&soci, quella di inaugurare una linea di comportamento semplice e, per questo, completamente nuova, fatta di proposte ragionevolmente irrinunciabili e allo stesso tempo coerenti con la volontà del proprio elettorato. Le due parole – chiave di questa soluzione sono “ragionevolmente” e “coerenti”, Cioè, purtroppo, quelle che più urtano con lo stato di cose esistente.
    La ragionevolezza è largamente assente, sia tra le forze politiche in campo, che invece utilizzano un suo sottoprodotto che è il “calcolo”, possibilmente di bottega, sia nell’elettorato, che per un buon terzo abbondante (esclusi gli astenuti) continua a seguire le orme surreali dell’Imperatore, indifferente alla vergogna e alla decenza. Sull’ M5s, e i suoi guru, i dubbi sono più che legittimi, vista la posizione paradossale ripetutamente prefigurata e al momento conservata.
    La coerenza è – secondo alcuni diffamatori di professione – invece assente da tanto lungo tempo, e con tanta pervicacia, sempre dai piani alti del Pd, talmmente assente da far pensare che ormai sia una mutazione genetica irreversibile. Infatti tutto questo lo si vedrebbe bene, sempre secondo i denigratori, dal fatto che il “nuovo” sarebbe Matteo Renzi, che ufficializza tutto ciò, che di negativo è esistito nel comportamento del centro-sinistra. Ma siamo seri, tutti sanno che noi rispettiamo le nostre radici culturali e la volontà dell’elettorato, come lo si può evincere dal risultato delle primarie e laddove il decalogo presentato dal Pd-Vda è risultato credibile e coerente per molti cittadini.

  5. patuasia Says:

    Non abbiamo altra scelta che quella di avere fiducia nella buona volontà espressa, certo staremo con gli occhi bene aperti, ma che altro possiamo fare? Mi piacerebbe che i pentastellati avessero un atteggiamento collaborativo, ma per loro qualsiasi cosa che non riguardi le regole del loro Movimento è un inciucio. Spero che arrivino ad avere una rappresentanza, perché il loro controllo sarà utile e stimolante, infatti i risultati già ci sono, ma dal momento che se ne staranno per gli affari loro non ci resta che sperare nelle parole di rinnovamento dei partiti che possono rappresentare l’alternativa a questo sistema di governo.

  6. pierre_1 Says:

    bisogna apprezzare lo sforzo di Alpe, il metodo con cui sono stati individuati i candidati di M5S qualcuno l’ha saputo? se confrontiamo i due metodi preferisco sicuramente quello di Alpe

  7. giancarlo borluzzi Says:

    Sono assolutamente allibito davanti all’ultimo post di George W. Bruscia.

    Persona intelligente e di fede ma accecata dalla volontà propagandistica in misura tale da farla fuori dal vaso.

    Il nostro eroe parte dalla situazione valdostana, utilizza prima i termini ragionevolezza e coerenza e poi fa riferimento al calcolo politico.
    Poste queste premesse, uno dice: quale coerenza e quale ragionevolezza ci può essere se per opporti agli unionisti in sella ti allei con unionisti non in sella? E’ puro calcolo politico, nell’ambito dello sperare di andare alla guida della regione, oltretutto in posizione subalterna perché, al di là di altre critiche loro riservabili, Caveri e i 2Vierin2 hanno una capacità politica che relega in seconda fila la dirigenza PD.

    Allora uno si attende il seguito del ragionamento, ma è proprio qui che il vaso si sposta con le conseguenze del caso per il malcapitato pavimento.
    G.W.Bruscia tronca il suo periodare valdostano e si lancia in una filippica contro Renzi: argomento interessante, ma che non quaglia per nulla nell’ambito di ragionevolezze/coerenze/calcoli del PD valdostano.

    Incredibile gaffe pseudoragionamentizia.

    Di passaggio, la mia.

    Locale: il PD dovrebbe smetterla di cercare chi lo porta fuori strada in Valle + invitare i verdi a terminare il loro harakiri politico uscendo da Alpe e facendo un’alleanza col solo PD, concettualmente vincente in quanto allineata con una coerenza che esclude calcoli.

    Nazionale:Renzi attirerebbe molti voti grillini anticipando la fine della barzelletta chiamata M5S.
    Farebbe perdere consensi a sinistra, ma darebbe fiducia maggiore all’imprenditoria favorendo investimenti al posto di delocalizzazioni e paradisi fiscali.
    Ma al PD non interessano i più deboli, i disoccupati e sottoccupati: conta mantenersi nel retaggio di un’ideologia spazzaturata dalla Storia ma che continua ad anteporre una rozza demagogia alla logica del libero mercato e della creazione di fiducia nel medesimo: anche il fatto che Bersani incontri la Camusso prima del PDL è una conferma del mio assunto

  8. bonjour Says:

    Les Valdôtains ont besoin de changement, un Président qui n’a jamais fait parti du Gouvernement régional. Courage Alliance !

  9. giancarlo borluzzi Says:

    Nel suo ultimo post Bruscia si dimostra totalmente allineato con l’uscita di oggi di Fassina, uno dei più a sinistra tra i PD: entrambi considerano Renzi un sostanziale apostata, entrambi dimostrano insofferenza verso il suo non allineamento. Altro che democrazia.

    Non sono un fan di Renzi; sicuramente è ancorato all’oggi e non all’altro ieri, ha parlato della necessità di ridurre la spesa pubblica in modo serio, non è a rimorchio del sindacalismo.

    Una scissione sarebbe secondo me augurabile e il comportamento di Bersani dopo le elezioni la favorisce, al di là di ogni dichiarazione formalmente contraria.

    Preso atto che i grillini, per i loro comportamenti, non vanno considerati tranne negli eventuali casi in cui si rendano disponibili, il non ritorno alle urne difficilmente può dipendere da qualcosa di diverso da una maggioranza comprendente i renziani e tutti gli altri partiti tranne il PD “spolpato”, Sel e M5S.

    Mi scuso per l’OT, imposto comunque dall’uscita del Nostro su Renzi.

  10. vetriolo Says:

    ma dove sta la novità? nelle liste di sinistra c’è sempre stata una quota di “indipendenti”, società civile, chiamatela come volete … solo a me sembra lo strenuo tentativo di un partito che ha perso i pezzi da novanta e fatica a mettere insieme 35 nomi per una lista?


  11. La situazione, ha detto oggi il presidente di Confindustria è davvero molto grave. Ha ragione, siamo messi davvero molto male, come Paese Italia. Avremmo bisogno di un governo solido, e non abborracciato con qualche transfuga e qualche pentito, per riuscire a realizzare quattro o cinque leggi essenziali per la stessa sopravvivenza . Non dovrebbe più essere ora di badare agli interessi della propria parte politica ma solo a quelli del Paese. Un anno circa di governo, quattro o cinque soluzioni a problemi annosi o urgenti, e poi si va di nuovo al gioco dei bussolotti.

    Bersani ha ricevuto alcune sollecitazioni da parte della coorte renziana a allacciare dei dialoghi con Berlusconi. Che Renzi e i suoi amici lo possano pensare è un conto, ma che Bersani debba dare loro retta è un altro: malgrado il pericolo che sta correndo l’Italia con Berlusconi non si possono stringere alleanze. Ma non per non dare soddisfazione al comico genovese che vorrebbe che questo succedesse e per farlo accadere sta rovinando l’Italia, ma perché non è possibile fare alleanza con Berlusconi.
    Punto.

  12. cantachetipassa Says:

    jamais fait partie … les valdôtains, où sont les valdôtains, qui sont les valdôtains, quoi sont les valdôtains? halte-là halte-là halte-là les montagnards sont là.

  13. serGio Says:

    Ma qualcosa non mi torna… fatte oramai le alleanze per un insieme anti Union, si vanno a cercare volenterosi per andare in lista a questo o quel partito, per fare bella la lista, per completarla magari se manca la quota rosa, per portare qualche manciata di voti in più? E in cambio di cosa? Una promessa una speranza di mandare a casa l’UV e rimpiazzarli con una coalizione in cui ce ne saranno… di ex UV (Uvp). Ma coerenza sarebbe stata quella di dialogare fin dall’inizio e invitare tutti a un ampio dibattito, a un confronto aperto sui contenuti che sono invece tutti prodotti in segreteria. Di aver attivato una forma di primarie aperta ai cittadini, non ovviamente copiando dall’UV che si è rimescolata la propria polenta sconcia. E invece, come al solito tutti, nelle loro segreterie a produrre programmi a contattare in gran segreto i personaggi più lucenti, i personaggi dell’anno. E questo sarebbe un metodo credibile?

  14. giancarlo borluzzi Says:

    Notare la freddura: George W. Bruscia scrive testualmente:”bisogna realizzare 4 o 5 leggi essenziali per la sopravvivenza”.
    Tra queste, il PD include le unioni tra persone dello stesso sesso.
    Ci spiega il Nostro quale nesso esiste tra le emergenze della crisi economica e tali unioni uomo-uomo e donna-donna?
    Sfugge a chi non è, porco boia!, fanaticamente fan di Bersani, porco boia!

  15. patuasia Says:

    Signor Borluzzi, la prego telefoni al signor Bruscia e chiacchierate a lungo, queste sue/vostre continue sottolineature rischiano di essere quelle di un troll e infastidiscono gli altri utenti. Grazie.

  16. bonjour Says:

    Valdôtains: les 126.000 personnes qui habitent la Vallée d’Aoste !

  17. giancarlo borluzzi Says:

    @ bonjour.

    Quanto scrivi è inaccettabile come contenuto, oltreché scritto in un idioma costì foresto.

    Abba Eban, già rappresentante di Israele all’ONU e poi ministro degli esteri nel governo della Meir, scrisse un mirabile libro, “Storia dello Stato di Israele”, in cui focalizzò il quesito che serpeggiava nella società israeliana all’inizio degli anni ’50, dopo la guerra di indipendenza e prima di quella del Sinai, quindi in un periodo di calma propizio alle riflessioni esistenziali.
    Il quesito, in verità doppio: chi è ebreo? Chi è israeliano?
    Prescindo dalla trattazione, ovviamente gli ingredienti sono i genitori, la fede religiosa, l’etnia magari araba di alcuni israeliani.

    Venendo a noi: “valdostano” è termine che potrei astrattamente accettare come abito temporaneo che uno veste e sveste come le mutande: sono nato con mutande friulane, le ho tolte per indossare quelle piemontesi, abbandonate poi per quelle valdostane.
    In tale ottica, sarei un italiano con attuali mutande valdostane.

    Il comico è che qui tanti talebani introducono stupidamente caratteristiche etniche (insostenibili) e linguistiche (di fantasia) nel termine valdostano e allora, essendo intelligente e non inseribile in calderoni senza senso, mi ribello e dico a te, bonjour: dovevi scrivere 125997, escludendo me e i mie due figli che con le amenità e le invenzioni care/necessarie a UV+ UVP + Renouveau non abbiamo, né vogliamo avere, una fava a che vedere e non ci sporchiamo con finzioni finalizzate ad attestare specificità che non ci appartengono.

    Direi che al massimo una trentina di residenti in questa regione possono avere le caratteristiche che tu vorresti attribuire loro; nè vale un silenzio assenso che è solo un disinteresse al tema.

    Avendo tu usato una lingua defunta, ti caratterizzi come uno che forza la realtà per un’ideologia che detesto: il localismo fondato sulla frottola.

  18. giancarlo borluzzi Says:

    Aggiungo, per maggiore chiarezza: allora, in Israele, si consideravano come distinte l’attribuzione territoriale (israeliano) e quella religiosa (ebreo), spingendosi fino a ripartizioni ulteriori coinvolgenti pure ateismo e religione musulmana di qualcuno all’interno del “focolare ebraico” caldeggiato dalla Società delle Nazioni, madre dell’attuale ONU.

    In Valle c’è chi considera tutt’uno fede e localizzazione geografica: sei valdostano, ergo hai le caratteristiche necessarie all’UV per le sue fisime.
    Come dire che israeliani ed ebrei praticanti coincidono.
    Balla colossale, lo Stato con la stella di David è laico, mentre qualche tapino vuole una Valle confessionale.

  19. Pat Says:

    Scusate se esco fuori tema. Ma proprio la stella di David nella bandiera mi fa sorgere qualche dubbio sulla laicità di Israele. Vero che molti Stati europei hanno la croce nella bandiera, ma il periodo storico in cui sono nati è diverso.

    Tornando al tema spero proprio che tra le candidature ci siano persone autorevoli e estranee alla politica. Anche se nella piccola Valle d’Aosta essere completamente estranei alla politica è difficile…

  20. Bonjour Says:

    Je croix dans la liberté d’opinion et d’expression, les habitants de le Vallée quoi tu en penses sont les Valdôtains !

  21. giancarlo borluzzi Says:

    @ Pat.

    La questione della stella di David porta in primo piano l’insensatezza della sinistra sugli ebrei: difende 6 milioni di ebrei di 70 anni fa per coprire i venti milioni di morti sulla coscienza del sinistro Stalin. Strumentalizzazione evidenziata dal fatto che gli ebrei di oggi, con un territorio microscopico rispetto a quello degli arabi, non sono mai difesi dalla sinistra se bombardati da razzi musulmani.
    La fuga per la tangente della bandiera israeliana è una manifesta foglia di fico per sviare l’argomento.

    @Bonjour.

    Vedo che non sai addentrarti nell’argomento.
    Comunque non immischiarmi nelle tue fisime, io non faccio parte dei “valdostani” che indichi tu e che non comprendono neppure te, che tu lo sappia o meno.


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