Qui, Quo, Qua


Ho letto numerosi commenti sul blog di Beppe Grillo e mi sono fatta un’idea, seppur superficialissima, del Movimento 5 stelle. Numerose sono le anime che lo compongono, anime che provengono da qualsiasi formazione politica, molte delle quali anche dal qualunquismo più becero, tutte accomunate dalla rabbia, dallo schifo, dall’indignazione per come è diventata la politica: un’occasione per rubare indisturbati. Queste sensibilità si possono condensare in tre gruppi. Il primo, e forse il più appariscente, si identifica negli slogans Vaffanculo e Tutti a casa; il secondo, più evoluto, si trincera nel dogma Grillo, nella parola d’ordine: Uno vale uno e nell’integralismo del Non Statuto che vede nel tanto peggio tanto meglio. Il terzo, più politico e sicuramente più colto, vede nel Movimento un’occasione unica per ridare alla politica il suo ruolo originario: governare per il bene della collettività, utilizzando anche gli strumenti della democrazia parlamentare. Non posso sapere quali delle tre componenti sia la maggioritaria, certo è che Grillo e il-profeta-dietro-alle-quinte, Casaleggio, danno spazio alle prime due. Uno perché è più facile, due perché è meglio avere a che fare con degli avatar-militari ubbidienti al comando che con degli individui capaci di pensare con la propria testa e di assumersi delle responsabilità. Persone capaci di mettere in crisi il potere del generale. Io non so a quale di questi tre gruppi appartengano i nostri grillini, mi auguro al terzo. Non hanno risposto alla mia domanda su come si sarebbero comportati, se fossero stati eletti  a Roma e questo non depone a favore della trasparenza tanto sbandierata e alla chiarezza nei confronti del “popolo”, mi va di pensare che siano impegnati nella raccolta delle firme…

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18 commenti su “Qui, Quo, Qua”

  1. pierre_1 Says:

    sicuramente che il terzo gruppo è condivisibile, speriamo che riesca a contare sempre di più

  2. Carola Says:

    Diranno, forse, che rispondere è “superfluo” come lo era firmare il doc di VV. E quello di Libera? hanno mai risposto sul perchè non l’hanno firmato, quello forse era un pò meno superfluo ed infatti molti candidati 5s l’hanno fatto.

  3. giancarlo borluzzi Says:

    In chirurgia, si pongono nei posti chiave chi sa operare; in un’officina meccanica ci vuole chi conosce l’anatomia di un’automobile; un aereo va guidato da un pilota con capacità ed esperienza; insegna filosofia chi la conosce; fa lo chef chi sa confezionare le portate.

    In politica deve gironzolare chi ha cultura politica.

    Però i grillini vantano come credenziale positiva l’asinità politica e il dedicarsi 36 ore alla settimana al partito se eletti.

    Ma se manca il background si scaldano solo le sedie.

    Minimizzare i compensi è corretto per evitare che ci siano dei Paron che vivacchiano di politica, ma i costi minori della stessa non modificano per niente un’economia a puttane e non rendono idoneo alla politica chi ne è estraneo, anche se eletto.

  4. Giorgio Bruscia Says:

    Ma anche la cittadina Lombardi, capogruppo M5s alla Camera, oggi si è fatta notare alla conferenza dei capigruppo. Ha esordito con alcune scemenze. Vorrebbe costituire le commissioni senza costituire il governo. Informatela che non è possibile.

  5. kontrotendenza Says:

    Io non capisco come facciate a stupirvi. Mi sembra che Grillo sia sempre stato chiaro riguardo il suo programma. C’è da dargliene atto di questo, è coerente con quello che ha sempre detto. Poi mi sembra che tutte le cose che ha proposto fino ad adesso non c’entrino niente con il rinnovamento, sono solo “copie” di proposte passate (con queste non dico che alcune siano sbagliate)

  6. notte Says:

    vedi che con questi commenti ci meritiamo la classe politica che ci governa.ma si vede che fino ad adesso hanno vissuto in un altro paese.ops ma anche la nostra valle è nelle stesse condizioni.no non mi trovate affatto daccordo.si è prestati alla politica e la politica va amministrata come si amministra una famiglia.non si possono spendere soldi a cuor leggero perchè non si tirano fuori di tasca propria ma che sono della comunità,e che oltretutto non ci sono,per far piacere agli amici e agli amici degli amici.”Ma se manca il background si scaldano solo le sedie.”cosa vuol dire che la politica si può fare solo per discendenza ? non mi trovo del tutto daccordo con i 5 stelle,ma su di una cosa si.per 20 lunghi anni,pdl,pd e gli altri partiti di merende,hanno fatto in modo di spartirsi una pioggia di denaro pubblico,perchè adesso dovrebbe essere diverso,l’unico motivo dell ultime scelte del pd è l’entrata in gioco dei 5 stelle.e non c’è ancora nessuno che mi faccia capire perchè devono appoggiare la sinistra,che è corresponsabile dello stato in cui siamo.sono loro a dover dimostrare di essere cambiati non gli altri a dover decidere.


  7. il terzo tipo…poi c’è anche il quarto. quello che entra, vuole organizzare e consigliare forte della sua esperienza militante, predica comunicazione comunicazione comunicazione, propone incontri/accordi e accordi/incontri e incontri/accordi. dopo breve esce. lo riassumerei in una parola: incompreso.
    “grillo/casaleggio danno spazio ai primi due”: sulla base di cosa fonda questa sua convinzione? oppure la sua è una impressione superficiale?


  8. il quarto tipo: paperino!

  9. giancarlo borluzzi Says:

    @ notte.
    Col termine “background” indico un bagaglio culturale nel campo oggetto di discussione, quindi in quello politico.
    E’ insensato il tuo chiedere se la politica si deve fare per discendenza.
    La politica la fa chi conosce i fondamentali della stessa, non ci si improvvisa danneggiando tutti con linee avventate; l’ambiente familiare può aiutare se stimola la familiarità con la politica, ma la discendenza che citi centra quanto un sacco di plastica della spesa in un supermarket quale preservativo.

  10. Bisker One Says:

    Purtroppo il terzo gruppo – quelli che hanno votato per Grasso al senato – è nettamente minoritario e si è automaticamente estromesso dal movimento. A dispetto delle sue parole, il grillo straparlante NON ammette voci dissenzienti nella sua setta.

  11. maicol Says:

    i m5s non rispondono alle domande scomode e i commenti che non piacciono vengono cancellati, purtroppo il movimento è anche questo. niente di troppo distante dai partiti tradizionali, ma con la giustificazione che sono giovani e nuovi e ispirano simpatia: a loro tutto è concesso, anche un po’ di sana deriva autoritaria.

  12. janko Says:

    @notte
    penso ti sia risposta da sola. Se l’ingresso del M5S fa sì che il PD prenda posizioni diverse e faccia prevalere la sua parte maggiormente orientata al bene comune non possiamo che compiacerci. Personalmente ritengo che stiamo attraversando un momento fecondo, nel quale la “casta” non riesce più a fare il buono e il cattivo tempo senza fare i conti con i cittadini. Questo discorso vale per l’intellighenzia della prima e seconda repubblica (D’Alema e compagnia), come per i consoli grillo e casaleggio. Nel mezzo c’è la parte sana della società, coloro che hanno a cuore il bene comune. Dunque isolare gli inciucisti e gli oltranzisti che mirano a governare in solitudine non può che produrre risultati validi. Tutto quanto porta nella direzione della sobrietà e del bene comune, a mio avviso, è da accogliere e sostenere liberandosi il più possibile da schemi classici di ragionamento. Anche Francesco è un Papa della chiesa cattolica, ma a differenza dei suoi predecessori, sta dando segnali di sobrietà e solidarietà…quindi nessuna delega, ma capacità di leggere ciò che si muove in direzioni innovative.
    In politica come nella società spazio alle persone di buiona volontà!

  13. janko Says:

    …intendevo nessuna delega in bianco…

  14. Giorgio Bruscia Says:

    Ma allora è prorpio una fissazione! ma che cribbio mi frega a me del contratto che vuole Grillo? Ma cosa vuol dire? L’Italia ha bisogno di una guida, chè navighiamo in un mare pieno di scogli. Le regole? Sono quelle di Grillo, quelle della nazione Italia sono altre.

    E se uno concorre per governare l’Italia deve pensare di saperlo e di doverlo fare, non di stare a rompere i coglioni con le sue fissazioni, che sono poi nient’altro che il suo interesse ma ancora di più, la sua paura che i suoi rappresentanti comincino a usare la loro testa e gli sfuggano dalle mani…diciamo la verità!

  15. notte Says:

    giancarlo borluzzi,e lì dipende sempre dalle dimensioni.mi chiedo ma i primi politici che esperienza avevano,credo nessuna a meno che non siano stati nominati o unti dal signore.quindi nessuno dovrebbe fare politica se non un politico.in questi ultimi anni vorrei che qualcuno trovasse un politico che abbia servito il suo paese e non il suo tornaconto personale.dopodichè il resto sono solo chiacchiere.sono le persone che devono usare la politica per il bene comune con la diligenza,non nel senso di carrozza,del buon padre di famiglia.

  16. notte Says:

    “giancarlo borluzzi Dice:

    19 marzo 2013 a 17:37
    In chirurgia, si pongono nei posti chiave chi sa operare; in un’officina meccanica ci vuole chi conosce l’anatomia di un’automobile; un aereo va guidato da un pilota con capacità ed esperienza; insegna filosofia chi la conosce; fa lo chef chi sa confezionare le portate.”
    ma a tutti questi qualcuno gli ha insegnato ste’ cose o sono nati già fatti e unti dal signore ?
    “Col termine “background” indico un bagaglio culturale nel campo oggetto di discussione, quindi in quello politico.” e questo bagaglio se lo sono fatto o gli è stato dato appena nati.e parlando di sacchetti e preservativi tutto dipende,come sempre,dalle dimensioni.

  17. giancarlo borluzzi Says:

    @ notte.

    Nella cosiddetta prima repubblica imperversavano DC e PCI. Arrivava a posti di comando e di visibilità chi superava grandi trafile: chi si affacciava a queste formazioni (che non condividevo per nulla, tant’è che feci scelte alternative) doveva fare un’ipergavetta prima di scalare le posizioni.
    Democristiani e comunisti (che hanno posato l’alberello della crisi economica attuale) erano fatti non da persone nate “imparate” in politica, ma animate da alcuni ideali (faccio violenza a me stesso attribuendo ideali a tali due partiti) sui quali si innestavano a poco a poco i fondamentali della politica e solo dopo li vedevi in posti di guida.

    Non voglio reclamizzare le mie scelte, ma c’era più spinta ideale in quelli come me che mai hanno pensato agli affari e sono fuggiti sull’unica isola incontaminata che, ovviamente, è stata deformata dai media asserviti ai due partiti preindicati. Nella mia isola ci poteva essere impreparazione, ma il “non mi confondo con loro” non era mai la premessa per intrallazzi o utilities.

    Tu dici: le persone devono usare la politica per il bene comune.
    Certo, ma le scelte operative sono necessarie e queste non dipendono solo da stati d’animo a monte ma anche dalla conoscenza della materia prima (i contenuti delle varie tematiche).
    Tra un pò Grillo va da Napolitano coi suoi 20 punti: se sono quelli scritti sul suo blog il 6 febbraio è come scambiare il Quirinale per una dependance del circo Orfei: quei punti sono mere enunciazioni senza indicazioni vuoi dei percorsi per renderli pratici, vuoi dei capitoli di spesa cui fare riferimento.
    E’ un non senso, i nodi dell’incompetenza politica vengono al pettine.
    Restando in tema, è come se un coniglio usasse il sacco di plastica della Lidl per non ingravidare una mucca con cui si congiunge per puro diletto escludendo di mettere poi su casa assieme.

  18. milleidee Says:

    Quando Beppe Grillo è venuto ad Aosta, al comizio, ha chiesto di votare contro il pirogassificatore definendosi, come tanti altri, indignato perchè alcuni politici locali chiedevano ai propri simpatizzanti di “non votare”…. Oggi è il movimento 5 stelle e Beppe Grillo stesso che chiede ai propri eletti di “non votare” nelle camere…


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