Macho!


Con le pochissime donne presenti alle primarie, l’Union valdotaine si conferma un partito fortemente maschilista.

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6 commenti su “Macho!”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Non sono d’accordo.

    All’Union Valdotaine non risparmio critiche, ma le sue “pochissime donne” presenti non sono il frutto di ostracismi, bensìdi una ridotta propensione femminile verso la politica.

    Si dirà: nelle problematiche ecologiche le donne sono tante e hanno ruoli guida. Vero. Ma il problema va visto da altra angolazione.
    Spero di non attirarmi troppi strali femminei.

    La donna ha una caratteristica: vuole accudire.
    L’ecologia permette un agire interpretato come un accudire, altra cosa dall’intrattenersi su alleanze o numeri finanziari.
    Michela Brambilla batteva sulla difesa degli animali.

    Le donne in politica sono poche perchè la loro indole è in buona misura in altre faccende affaccendata, non perchè gli uomini non le vogliano in pista.
    Gli uomini sanno che le donne possono attirare anche i voti di altre donne (certo, ci sono donne che mai voterebbero le loro sorelle in Eva). Per questo gli uomini fanno ponti d’oro affinchè questa metà del mondo scenda/salga in politica.

    Giudico insensate le quote rosa perchè partono da una premessa errata, la cattiveria maschile che non le vorrebbe in concorrenza.

    Ci vogliono sette donne come minimo in una lista completa per le regionali valdostane: la realtà è che vengono talora candidate donne come tappabuchi per fare 7 e non fanno fare bella figura alle altre donne.

    Questa è la realtà che io vedo sulle donne in politica e sfido queste ultime a intervenire per sostenere il contrario.

  2. patuasia Says:

    Scusi signor Borluzzi, ma cosa c’è di più politico che accudire. Accudire ai bisogni di una comunità è fare politica, prendersi carico dei problemi è fare politica, per questo le donne sarebbero molto capaci nell’amministrazione pubblica, se non lo fanno è perché non sono invogliate, incentivate, aiutate a farlo. Perché il potere è maschio e la cura è femmina. Ma noi non abbiamo più bisogno di potere per il potere, ma di cura.

  3. Carola Says:

    Quindi secondo lei, sig. Borluzzi, io mi starei facendo un culo quanto porta Capuana da due anni, per soddisfare il mio bisogno di accudire? Invece delle quote rosa proporrei le quote azzurre, solo gli uomini che riescono ad accudire possono scendere/salire/andare in piano in politica. Sa qual’è la differenza? Facendo la media dei polli, ovvio, perché le eccezioni rilevanti ci sono sempre, le donne si occupano di politica per passione o disperazione, visto come siamo conciati, gli uomini per calcolo e tornaconto personale (potere, prestigio, denaro). Ed entrare in questa casta autoreferenziale è possibile solo giocando con le regole stabilite dai maschi. I grillini (che non godono particolarmente delle mie simpatie, peraltro) volendo “spaccare” rompono anche questo sistema ed infatti a Roma hanno mandato un bel po’ di donne (anche se i padri padroni del movimento sempre maschi sono).
    Per la cronaca, con i “numeri finanziari” come li chiama lei io mi ci trovo benissimo….

  4. tagueule Says:

    SIntesi perfetta di Carola che sottoscrivo. Sig. Borluzzi: il suo intervento non è alla sua altezza. E la ragione credo sia da individuare nel goffo tentativo di voler essere politically correct mentre il pensiero sarebbe: “Le donne devono stare a casa a sbrigare le faccende di casa”. Chiedo: esiste una ragione culturale oggi per distinguere “l’indole” maschile da quella femminile nella responsabilità politica? A me non viene in mente. Oggi dovremmo essere nell’epoca in cui io ringrazio una donna perché si occupa con cura, diligenza e onestà della mia vita comunitaria e allo stesso modo una donna ringrazia me per la stessa cosa. Non ci sarebbero a quel punto quote rosa o azzurre. Ma questa è una dolce utopia. Nella realtà l’uomo riunito in società non riesce a convivere secondo autocoscienza e quindi, la storia ci insegna, ci vogliono le quote rosa e le quote per gli afro-americani.

  5. giancarlo borluzzi Says:

    Mi piacerebbe avere di fronte Carola e Taguele per replicare.

    Se ho capito giusto, Carola è madre da due anni e si fa un culo quanto porta Capuana per accudire un pupo/a.
    Il mio lato B è invece illibato anche se mi sono trovato contemporaneamente con due pupi, di due e quattro anni, dopo la scomparsa di mia moglie sul versante francese del Bianco.
    Ho accudito e ho portato avanti una mia vita, loro hanno fatto il classico, laurea triennale e specialistica biennale successiva, a undici anni hanno iniziato a salire i 4000, sono già stati in tutti i continenti e non con viaggi organizzati ma in giri di un mese e mezzo – due e per la strada non mettono le dita nei nasi propri o altrui.
    Li ho accuditi senza spersonalizzarmi o diventare un complicatore delle cose semplici come forse fa chi accudisce introducendo la porta Capuana nella propria carrozzeria.

    Taguele: sei fuori strada. Ritengo che le donne meno accudiscono più sono gradite al partner.
    Detesto la donna chiusa in casa e con una deformata tendenza all’accudire.
    Particolari personali: senza che io avessi affrontato il problema, mia moglie, documentatasi con ginecologi “aperti”, sentenziò che allattare non era indispensabile per il pupo (per questo ho descritto le caratteristiche dei miei figli) e assunse una sostanza per eliminare la creazione di quanto avrebbe prima gonfiato ma poi fatto decadere parte del corpo. Mentalità ben diversa da quella standard.
    In attesa del primo figlio, al terzo mese andammo sei settimane nelle tre Americhe e, attendendo il secondo, al terzo mese andammo, con il primo figlio di un anno e 5 mesi, 4 settimane in due Americhe. Sempre girando e noleggiando auto.

    Potrei continuare, ma già questo dimostra quale tipologia femminile prediligo e con ciò spazzaturo le accuse “non alla tua altezza” che mi rivolgi.

    Le donne non sono vittima della cattiveria maschile, semmai di educazioni materne inculcanti una visione drammatizzata dell’arte accudente che implicitamente relega in secondo piano l’interesse per la politica.

    Carola: per la legge dei grandi numeri, ci sono donne che si trovano benissimo, come me, coi “numeri finanziari”.

  6. Fiele Says:

    Come ha detto, signor Borluzzi, “Le donne non sono vittima della cattiveria maschile, semmai di educazioni materne inculcanti una visione drammatizzata dell’arte accudente che implicitamente relega in secondo piano l’interesse per la politica”.
    Ora, concordo con parte dell’affermazione. Le donne sono, effettivamente, educate ad accudire molto più di quanto non lo siano gli uomini. Procedura a mio avviso sbagliatissima, dal momento che per una situazione famigliare equilibrata sarebbero necessarie cure ai figli da parte di entrambi i genitori – per permettere ad entrambi, inoltre, di pensare anche alla carriera.
    Tuttavia, prima di tutto, non si tratta solo di “educazioni materne”. La società, infatti, impone implicitamente alle donne di comportarsi in una certa maniera, o vengono bollate come “snaturate”. E di conseguenza sì, sono vittima della cattiveria maschile – così come di quella femminile.

    Ma torniamo al punto: lei sostiene che le donne abbiano, come caratteristica, il “voler accudire”. Afferma però, successivamente, che questo sia frutto di un certo tipo di educazione. Mi sembra ovvio che, come ci è arrivato lei, così anche molte donne se ne possono essere rese conto. Non tutte le donne, signor Borluzzi, sono vittima di queste ‘educazioni materne’: non tutte vogliono accudire. Se la loro indole è “in buona misura in altre faccende affaccendata” è a causa dell’impostazione della società italiana, nella quale, in media, le donne si occupano di casa e figli molto più degli uomini.

    Sono piuttosto giovane, tuttavia mi interesso di politica e, se si presenterà l’occasione di farlo, me ne occuperò attivamente. Personalmente, però, ritengo che l’ecologia non sia il mio campo – anzi, ho conosciuto ben poche donne interessate alla politica che si occupassero di questo.

    Le quote rosa sono “sbagliate” perché non dovrebbero essere necessarie e, come ha detto lei, portano ad inserire inutili ‘tappabuchi’. Quel che sarebbe necessario è, piuttosto, una modifica nell’educazione delle donne. Esse sono perfettamente in grado di occuparsi di politica, e molte hanno l’indole per farlo. Il problema è che spesso vengono loro tarpate le ali.


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