Trouveur e chiarezza


Cari utenti, il livello della discussione purtroppo non è quello che auspicavo, ma quello che temevo. Dunque voglio fare un po’ di chiarezza e riprenderò per questo i punti salienti della famigerata lettera di André, perché le reazioni scaturite sono davvero fuori misura. Le frasi più contestate: “Leggere, una settimana fa, sulla Stampa il rammarico e la protesta dei Trouveur Valdotèn, che quest’anno non hanno concluso come da vent’anni con un loro spettacolo la Fiera di sant’Orso, è veramente clamoroso!” Allora un tale trova clamoroso che un gruppo musicale che ha suonato per anni, grazie finanziamenti pubblici, usi la Stampa per esprimere il loro scontento e allora? Può farlo? Sì? No? Qui sembra di no! E allora se non si può fare vi chiedo dove cavolo viviamo.? Ma andiamo avanti. “La crisi ha toccato anche loro e allora? Cosa dovrebbero dire gli operai o i forestali o tutte quelle persone che hanno perso il posto di lavoro?” Siamo o non siamo in crisi? Siamo in crisi. Ci sono persone che hanno perso il posto? Sì, ci sono. E allora? E’ così sbagliato che uno si ponga questa domanda? E se è sbagliato perché? Ma andiamo avanti. ” Nessuno è stato ingozzato di soldi pubblici (Etetrad…) come questi scaltri suonatori di tarantella alpina che ora e senza vergogna, piangono miseria. Piangono perché il loro maggior finanziatore è uscito di scena, fondando un nuovo partito e chissà, temono, che non ritorni tanto facilmente.”. Questa è la frase più “dura”, analizziamola bene. Quanti altri compositori, musicisti, cantanti hanno beneficiato delle sovvenzioni pubbliche come i Trouveur? Non molti. Il verbo “ingozzare” è un po’ forte lo ammetto, ma credo che se André avesse usato un più mite “finanziare” le reazioni sarebbero state le stesse. “Suonatori di tarantella alpina“. La tarantella come sapete è una danza tradizionale del sud italia e i Trouveur non studiano la musica tradizionale del loro territorio? Alpino, appunto. Fino a qui cosa c’è di così maledettamente offensivo? Ma andiamo avanti. “Piangono perché il loro maggior finanziatore è uscito di scena, fondando un nuovo partito e chissà, temono, che non ritorni tanto facilmente. Dopotutto chi trova nel politico un mecenate dovrebbe sapere che non può essere per sempre. Il loro maggior finanziatore Viérin è o non è uscito di scena? Chi altri hanno finanziato i Trouveur? Un mecenate privato? Un industriale? Una casa discografica? E Viérin ha o non ha fondato un nuovo partito dando le dimissioni e quindi lasciando oltre che l’assessorato anche il portafoglio? E il timore che non torni tanto facilmente non può essere un dubbio legittimo? E far sì che sia soprattutto il pubblico e un determinato politico a finanziare il proprio lavoro non è per tutti quanti i professionisti un rischio da tenere ben presente? Ma andiamo avanti. “Un musicista può campare solo se è bravo, se è riconosciuto da un’ampia collettività, se vende dischi… mangiare dalla greppia comune ha i suoi limiti che sono i mandati elettorali.” Non è forse vero? Dunque se i Trouveur sono così bravi come dite non dovrebbero temere il futuro. Hanno un buon curriculum troveranno facilmente ingaggi per i concerti futuri. Perché dunque non lo hanno organizzato loro il concerto di chiusura della Fiera? Hanno un pubblico vasto che sicuramente avrebbe volentieri pagato il biglietto per ascoltarli, ma non lo hanno fatto, hanno preferito scrivere una lettera lamentandosi. Che non è la migliore scelta per un professionista. Ma arriviamo alla conclusione. “Non provo nessuna solidarietà per questo tipo di artisti, piuttosto condivido l’ansia e le preoccupazioni di chi la vita deve guadagnersela ogni giorno e senza santi in Paradiso.“. Il signor André non prova nessuna solidarietà verso i Trouveur, e allora? Dovrebbe provarla per forza? Non può avere una sensibilità diversa dalla vostra? Non può anche lui scrivere una lettera esprimendo il suo disappunto? Se vi siete resi conto, dalla lettera non c’è una riga che affronta il linguaggio musicale usato dai musicisti in questione. Non c’è un ” la loro musica mi fa schifo” o un ” la loro musica è un polpettone trito e ritrito” o frasi come quelle che mi sono arrivate del tipo: “avide sanguisughe (sanglier)” o “vi hanno dato in mano un mitra digitale dal grilletto facile (sanglier)” o ” pensiero tribale (Jean)” o “mordiamo, ma non azzoppiamo V.Boniface)” o “Sono invidiosi… negazione della meritocrazia (un altro di fuori)” o “critica immotivata… non c’è speranza… (L.Visconti)” o “Si vergognino tutti quelli che si permettono di parlare della mia famiglia, dei Trouveur… le malelingue i fenomeni della digitazione on-line, i nickname col mal di pancia e senza faccia a piantarla li (V.Boniface)” … ecc ecc. Per concludere, il succo della lettera si riassume in questa domanda: con che faccia un gruppo musicale che ha goduto del quasi monopolio (nessun altro gruppo ha mai avuto tanto), grazie alla politica dell’assessore Viérin che ama la tradizione valdostana, oggi che siamo in evidente crisi economica, invece di rimboccarsi le maniche e organizzare un concerto come si fa nel resto del mondo, si lamenta pubblicamente perché il politico sostituto gli toglie i finanziamenti? A questa domanda le risposte non ci sono state, si sono scatenate le più inverosimili reazioni che danno a me (sottolineo a me) un’immagine miserevole della nostra comunità. Una società ancora divisa in clan, neppure arrivata alle più organizzate corporazioni medioevali e rinascimentali. Qui siamo al villaggio tribale. Morsicano, ma non azzoppano (?).

Explore posts in the same categories: Affari, Artisti in provincia, Chiarezza, Clan dei Viérin, Delirio, Dibattito, Favori, Mala Educazione, Tradizione, Vilaggio tribale

Tag: , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

18 commenti su “Trouveur e chiarezza”

  1. notte Says:

    bhè,quando scrivevo che fossero del uvp,la mia voleva essere solo una battuta,e non ho idea se questo sia vero o meno.fino ad adesso non avevo visto la lettera di andrè,ma vedendo adesso la tua analisi,un po’ di livore mi sembra di notarlo.la frase che noto di più è “Suonatori di tarantella alpina“,che secondo me voleva essere volutamente e forzatamente offensivo.ma uno può scrivere quello che vuole,l’altro può interpretarlo come vuole.secondo il mio piccolo e modesto parere lo scritto di andrè era volutamente provocatorio ed i toni dei trovatori erano troppo sopra le righe,detto questo,io,la lettera dei trovatori,non l’avrei scritta.

  2. Roberto Avetrani Says:

    Che peccato questa discussione! Provocatorio o meno che fosse l’inizio, si poteva sviluppare un dibattito molto utile su vari aspetti: musica tradizionale e non, ruolo dell’amministrazione, politiche culturali in Valle d’Aosta … ecc. ma non mi pare sia stato così, come rileva anche Patuasia.
    Premetto che suono anch’io, purtroppo ormai solamente da solo, in casa e quando posso.
    Come ogni appassionato di musica, mi piacciono tutte le sue forme e generi, con ovvie preferenze personali; e mi piacciono anche Trouveurs e Co., qualche volta più, altre meno, come è normale che sia.
    Ora io credo che anche Venso Boniface, Visconti e Co, se invitati a confrontarsi e non attaccati a testa bassa, possano ammettere che spesso il “sistema” pubblco valdostano non ha brillato in efficacia ed equità nel sostenere gli eventi culturali vari, musica compresa.
    E probabilmente concorderemmo tutti che spesso i vari “decisori” hanno fatto pesare loro personali preferenze, anche quando non avevavo alte valenze culturali; d’altronde è storia nota, un prezzo che è stato sempre pagato quando ricchi o potenti hanno sostenuto le forme d’arte, da Michelangelo a …. Boniface (con le dovute differenze!).
    Ma detto questo, credo che non debba fare scandalo che un gruppo di persone si spenda pubblicamente per difendere il proprio “lavoro”, che peraltro è davverio interessante musicalmente! Io trovo che lo sforzo di rileggere temi musicali più o meno tradizionali, insieme all’uso di strumenti insoliti, o poco usuali, in chiave moderna, sia degno di nota.
    Se questa musica e questo approccio hanno suscitato “simpatia” in personaggi politici o amministratori, non mi pare basti per concludere che si tratti di una specie di “connivenza” ! Questa lettura del resto potrebbe portare a pericolose e semplicistiche conclusioni; che dire se un eventuale assessore, che so, del PdL, dovesse un domani fare una o più serate con artisti notoriamente di sinistra, come Pietrangeli, Marini (non Valeria!),, Guccini, ecc. ? Diventerebbe per questo un convinto bolscevico? O viceversa? Per cui lasciamo lavorare Trouveurs e Co, criticandoli, quando lo riteniamo opportuno, per la loro musica e non per le amicizie vere o presunte.
    Intanto , se possibile, operiamo perché l’orizzonte culturale della nostra Regione si allarghi a tutte le forme di espressione; qui sì che c’è ancora un sacco di strada da fare … e probabilmente qualche cambiamento d’aria nelle stanze di Piazza Deffeyes non farebbe male!

  3. pierre Says:

    Roberto, condivido l’approccio positivo che spesso però è assente, più che costruire si vuole distruggere senza spiegare bene cosa ci sarà dopo

  4. patuasia Says:

    Quello che è sfuggito della lettera, “provocatoria” per molti, ma non per la sottoscritta che l’ha letta come un punto di vista legittimo, magari adirato, ma anche il disappunto io lo considero legittimo, è l’abitudine al sostegno pubblico e questa non si esprime solo per le attività artistiche in genere, ma anche economiche. Il sostegno serve per far nascere e crescere fino a un certo punto poi ognuno deve cercare da sé la propria autonomia espressiva ed economica. Se è bravo ce la farà se non lo è che cambi mestiere. Il pubblico deve dare gli orientamenti necessari e non protezione, perché questa non aiuta, ma svilisce e poi è rischiosa. Infatti, come è accaduto, se il mecenate politico di turno viene a mancare si finisce per scrivere lettere. Con questa logica è inevitabile che così accada. I Trouveur hanno trovato in Viérin un loro estimatore, ma oggi l’assessore sensibile alla tradizione e alla ricerca non ha più il portafogli e chi lo ha sostituito ha altre sensibilità. Quello che voglio dire è che appoggiarsi a un politico per poter lavorare comprende i rischi che corre la politica: oggi c’è domani chissà. Per questo la politica deve stare fuori dalla logica delle simpatie e dei gusti personali, ma anche fuori dall’economia, fuori dalla sanità, fuori dalla scuola e offrire solo regole e direttive e supporti economici là dove necessari. Ed è per questo che i professionisti devono poter godere di queste regole e direttive e supporti necessari, per poi affrancarsi e creare un loro percorso professionale. Se così fosse stato i Trouveur avrebbero affittato a spese loro con l’aiuto di sponsor privati (e li avrebero trovati eccome) un locale, fatto pagare il biglietto, avrebbero riempito la sala, eseguito un ottimo concerto, fatto felici i loro fans e dimostrato di essere autonomi economicamente dal potere politico, capaci di lavorare in libertà; dopotutto i supporti necessari per la loro nascita e crescita non sono mancati a diversità di molti altri gruppi, magari altrettanto bravi, ma non capiti e sostenuti nel loro genere. I Trouveur hanno invece scelto la vecchia strada della lamentela, denunciando in questo modo la loro scarsa autonomia professionale. E’ su questo che si basa l’indignazione della lettera scritta da André. Ma molti hanno preferito interpretarla in altro modo per comodità intellettuale e per spirito di clan, molto tipico da queste parti e provato dai numerosi e ringhiosi commenti pervenuti qui e su FB.

  5. déjà vù Says:

    Già visto. Una decina di anni or sono, quando assurse al potere monsieur Caveri, cancellò con un colpetto di torcione Bravograzie dei fratelli Calì, per molto tempo attaccati al carrozzone del soldo pubblico. I fratelli s’incacchiarono non poco (erano poco simpatici al nuovo Potere) e, se la memoria non inganna, scrissero una letterina alla Stampa del tenore di quella dei Trouveur. Credo, penso, che in ogni ambito – dall’artistico al professionale – in Valle d’Aosta devi (?) attaccarti alla nave di place Deffeyes; quando cambia il timoniere, sai cosa ti devi aspettare. Similitudine: pensate agli incarichi di Metro un po’ di tempo fa, e sbirciate, oggi, quelli di 3bite…

  6. Jean Says:

    “Ma molti hanno preferito interpretarla in altro modo per comodità intellettuale e per spirito di clan”
    Ma non si vergona a scrivere simili offese a tutte quelle persone che hanno dedicato del tempo per intervenire sul blog, non a difesa di una famiglia, ma contro l’azzeramento degli investimenti in ambito culturale. E’ possibile che non lo capisca?
    Ho l’impressione, leggendo questo post, che lei faccia parte della tribù del Signor Aandré.

  7. Jean Says:

    P.s. André

  8. patuasia Says:

    Signor Jean la invito a rileggersi tutti i miei post e i relativi commenti, poi si chieda con onestà chi si dovrebbe vergognare. Secondo lei io dovrei farlo perché con quella frase, che denuncia una carenza di dialettica seria e non solo difensiva, offendo le persone che si sono degnate di scrivere su questo blog? Ma si rende vagamente conto di quello che dice? Le consiglio di farsi un lungo giro per il mondo, non potrà che farle del bene.

  9. sanglier Says:

    Mi sono girate e forse ho esagerato perchè ho letto nel messaggio di André e nei primi commenti una rabbia non documentata, personale e piena di frustrazione che non solo non condivido ma trovo tremenda. Cito Anch’io cosi mi spiego meglio:
    ” Nessuno è stato ingozzato di soldi pubblici (Etetrad…) come questi scaltri suonatori di tarantella alpina che ora e senza vergogna, piangono miseria. ”
    “Solo Gaetano Lo Presti, critico sagace ma “cauteloso”, non si è accorto che si tratta di privilegiati di regime da circa 20 anni.
    Che poi ora protestino e si atteggino a vittime avendo incassato per decenni montagne di soldi dalla politica, è tipico della spudoratezza valdostana.
    Dei veri “progressisti”…” “anch’io trovo vergognosa la lagna giornalistica dei Trouveurs (d’argent). Proprio quelli che hanno navigato nella ciccia finora, a volte anche in un modo non proprio corretto, sulle spalle di Laurent e di innumerevoli enti pubblici.”

    Le critiche sono sensate se documentate e con dei dati a supporto.
    Qui si è trattato semplicemente di uno sfogo che evidentemente non riuscivate a trattenere (ecco il grilletto).
    Dateci dati a supporto di quello che dite, dimostrate che c’era di meglio, e spiegate come avreste usato meglio quei fondi (ma quali?)…

    Sembra che vogliate promuovere cultura a condizione che sia la vostra… nouveau régime pour ancien régime…
    BAH…

    Per cui Signora patuasia non condivido ne il merito (i Boniface sono probabilmente il meglio che abbiamo in valle) né il metodo (sfoghi goderecci delle disgrazie altrui…)
    Ma per scriverne in questo modo Lei i boniface li conosce?

    O semplicemente “odio tutto il diverso da me”???

  10. giancarlo borluzzi Says:

    La musica mi interessa tantissimo, ma assolutamente non quella regionale. Men che mai quella che in Valle viene definita etnica anche se qui non esistono etnie: se ce ne fossero, ci sarebbero etnie di ogni regione italiana.

    Quella dei signori di cui qui si parla io la chiamerei musica politica, visto che vorrebbe sopravvivere anche grazie a contributi fatti pervenire dalla politica e per ragioni politiche.

    E qui sta il punto: ciascuno è libero di suonare come vuole, ma non deve contare sui contributi di tutti grazie alle tasse di tutti, girate da chi ha assonanze etnopolitiche prima ancora che musicali.

    Io non sono interessato a questa musica e non voglio finanziarla con le tasse che pago.

    Questi Trovatori, tali più di nome che di fatto, dovevano essere dei Trovatori di soldi per suonare grazie a sponsor che li condividono, non piangere se un fan politico della loro musica regionale, utilizzata da una politica a sfondo tribale, non è più nella condizione di foraggiare prestazioni che dovevano contare su introiti di altra provenienza.

  11. Jean Says:

    Di sicuro il mondo l’ho girato più di lei! Quando lei parla di comodità intelletuale spero che si riferisca alla sua, utilizzata per difendere il Signor André e soprattutto se stessa, visto che ha deciso di publicare una lettera ( a parer mio una serie di insulti) priva di una riflessione seria. Forse è bene che anche lei si prenda una breve vacanza, come già consigliato al Signor Mancini. Magari a scoprire le origini cosmopolite della nonna tunisina di J.P.P.

  12. Jean Says:

    J.P.G.

  13. patuasia Says:

    I suoi interventi signor Jean sono così intensi, originali ed esprimono aperture ampie e dotte che fanno scadere la discussione. Ed è un peccato perché la lettera di André io l’ho pubblicata perché si apriva a un dibattito che avrebbe potuto diventare interessante, ma per farlo occorrono persone interessanti. Se ha girato il mondo come dice, allora non c’è speranza. Non ho bisogno di lei, la pregherei pertanto di non calpestare la mia casa con suole inzuppate di fango. Ci sono altri blog in Valle vada a dare il suo ricco contributo da un’altra parte. Sa sono umana e la mia pazienza non è infinita. Grazie.


  14. praticamente si vuole fare passare il messaggio che la politica non debba finanziare la cultura? oltretutto siamo una regione che ha nel turismo una delle sue poche attività produttive, finanziare la cultura è una delle scelte politiche migliori che si possano fare: si da un’offerta culturale ai valdostani e anche ai turisti che vengono a trascorrere le vacanze da noi… l’Italia è il paese d’europa in cui si spende meno per la cultura e siamo quelli che potremmo offrire, a livello culturale, tantissimo. é vergognoso prendersela con degli artisti che si lamentano dei tagli, ho parlato con delle persone del conservatorio di Aosta che grazie alle manifestazioni organizzate dai trouveurs (con finanziamento regionale), hanno conosciuto musicisti da tutta europa e sono stati invitati all’estero a casa loro, esperienze fantastiche, altro che farsi una vacanza per staccare… Se si fa il ragionamento che i musicisti devono trovarsi lo sponsor e aumentare il costo del biglietto allora facciamo anche il discorso che gli impianti di sci devono trovarsi gli sponsor e aumentare il prezzo dei biglietti visto che sono tutti in perdita; così in questa regione non ci viene più nessuno, alberghi e altre attività turistiche private non lavorano più e i valdostani non hanno più ne attività culturali ne sport invernale. Prendetevi venti minuti di tempo e ascoltate quello che diceva proprio ieri Dario Fo sugli investimenti pubblici alla cultura, magari aprite gli occhi, oppure dite che anche lui è un accattone che mangia da cinquant’anni grazie ai finanziamenti pubblici!! vi posto il link http://www.youtube.com/watch?v=SOPawaoOESA

  15. patuasia Says:

    Signor Edoardo, la invito a leggere con attenzione i miei scritti poi si renderà conto che io non ho detto ciò che lei pensa. E con questo chiudo il discorso a tutti. Quindi per favore dal momento che non si vuole capire il tema vero proposto, vi prego di tenervi le vostre opinioni. Cancellerò ogni commento nuovo dopo di questo. Settanta commenti mi sembrano abbastanza, qualcuno in più del tenore dei precedenti non aggiungerebbe nulla al niente che è stato prodotto dalla discussione.

  16. claudio Says:

    Scusa Patuasia ma ci è stato detto che c’è stato un déja vu e cioè la manipolazione della realtà a proprio uso e consumo. Le dolci manine che hanno scritto il post molto profondo a nome “Dèja vu” “mais pas lu” visto che si celano coraggiosamente dietro un originalissimo pseudonimo, hanno scritto una falsità in merito a noi fratelli Calì. Secondo l’autorevole penna anonima saremmo stati sempre attaccati al carrozzone politico. Ricordiamo al figlio del regime che dichiara di combattere, che i fratelli Calì hanno organizzato tantissimi eventi di successo senza l’ombra di un soldo pubblico e visto che ci siamo glieli elenchiamo, a dèja vu, così si rinfresca la memoria:
    Teo Teocoli 1993
    Antonio Albanese 1994
    Beppe Grillo in piazza Chanoux 1994
    Roberto Benigni (ancora adesso l’evento di spettacolo con maggior successo di pubblico nella storia della Valle d’Aosta- 8.000
    persone) 1995
    Dario Fo 1995
    Litfiba 1995
    Antonello Venditti 1996
    Eventi, come immaginerà Dèja vu, non da quattro soldi di budget ma da centinaia di milioni delle vecchie care lire. Soldi dei fratelli Calì e di nessun altro.
    A questi aggiungeremmo Vasco Rossi (1996) costato più di 500 milioni di lire a fronte di un contributo del Comune di Aosta di 100 milioni di lire e l’apertura del Caffè Duit ad Aosta, in cui, in due anni, i fratelli Calì hanno prodotto più di duecento spettacoli, sempre senza soldi pubblici. Operazioni, anche queste, da poche centinaia di milioni di lire. Quisquiglie

    Fossimo stati attaccati al carrozzone del soldo pubblico, come dice intelligentemente “mister coraggio delle sue azioni” ci saremmo risparmiati rischi imprenditoriali notevoli e, a volte, (vedi Vasco Rossi), velenosi.
    Il fatto che poi grandi eventi di livello nazionale ed internazionale ideati dai fratelli Calì come BravoGrazie (Rai e Sky) e il festival della satira con Gerard Depardieu, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Fabio Fazio e tanti altri, abbiano avuto il finanziamento dell’ente pubblico, non credo sia motivo di vergogna.
    Ricordiamo inoltre a Dèja vu che da quasi dieci anni la Promoval organizza eventi in tutta Italia senza usare un becco di euro delle casse valdostane e paga le tasse, che servono anche a Dèja vu, nella petite patrie. Come può quindi dedurre mister coraggio, i fratelli Calì hanno sempre respirato di aria propria e la vicenda di BravoGrazie ha soltanto dimostrato come con coraggio, a difesa delle proprie idee politiche, i fratelli Calì si sono scontrati con i poteri istituzionali valdostani, fregandosene del tornaconto personale.
    Al filosofo Dèja vu consiglieremmo comunque di cominciare a non nascondersi dietro pesudonimi ed avere il coraggio delle proprie azioni. Con questo suo atteggiamento, Dèja vu dimostra infatti di essere una delle tristi comparse della tragedia valdostana.

  17. patuasia Says:

    Signor Claudio ho cancellato un post al commento Trouveur e chiarezza come avevo detto, niente di nuovo: riportava per intero un mio scritto, ma mi sembra d’obbligo concederle il diritto di replica dal momento che lei è stato citato. Ne approfitto per rispondere al signor tagueule al post le lacrime dei Trouveur (dopo questo cancellerò anche i commenti qui riportati, mi sembra che l’argomento si possa chiudere, non si aggiunge niente e niente è stato ahimé prodotto in termini di riflessione.). Dunque il problema postato e la domanda alla quale si doveva rispondere era questa: è giusto che un gruppo, qualsiasi tipo di gruppo, possa contare quasi esclusivamente su supporti economici pubblici? E’ giusto che siano sempre i soldi dei contribuenti ad assistere la cultura? Ho usato il termire assistere e non finanziare perché indicano due principi diversi: il primo protegge, il secondo stimola. Il dibattito avrebbe dovuto prendere questa via invece si è incastrato in una difesa tribale al gruppo di amici che nessuno aveva peraltro criticato dal punto di vista musicale, meno che mai la sottoscritta. Secondo me è giusto che la politica si occupi di cultura, che sviluppi le potenzialità del territorio, che regoli i contributi, ma che poi lasci liberi di gestire autonomamente ed economicamente chi ha saputo trasformare queste opportunità in professione. L’assistenza coatta non crea cultura, ma opportunismo, servilismo e clientelismo. Abbiamo visto le reazioni scomposte che la lettera di André ha generato. E con questo chiudo.

  18. patuasia Says:

    Il commento del signor Claudio, è un esempio concreto di quello che voglio dire: uscire dalla crisalide dei contributi pubblici (necessari in un primo e anche in un secondo momento, ma non per sempre perché altrimenti si verrebbero a creare degli ingiusti favoritismi a scapito di nuove energie), per poi librarsi nel cielo libero dell’imprenditoria creativa. Un cielo difficile senza dubbio, ma che premia le ali più robuste. La vita è difficile per tutti.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: