Come scovare i veri progressisti


C’è un problema, irrisolto  da 30 anni. Come individuare, all’interno della Sinistra, i rapanelli di Viérin? Ossia le uova del cuculo che papà Dino ( abilissimo !) infila storicamente nel nido della Sinistra? Che poi li alleva inconsapevole, tranquilla, asciutta e un po’ rinco? Come coi vampiri, per i rapanelli si potrebbe inventare qualche infallibile test, che faccia le veci del mortifero aglio.
Ne propongo uno. Il problema politico fondamentale dei prossimi 5 anni sarà quello di garantire i diritti di cittadinanza ai circa 5 milioni di immigrati che ospitiamo. O li conquistiamo (nella realtà! Non a parole…) alla sbandierata superiorità occidentale, (diritti sociali, di libera espressione, di lavoro non schiavista, di studio ecc…), oppure ci ritroveremo pure noi con le periferie in fiamme. Come Sarkò ha insegnato. Allora vorrei in VDA non la festa degli emigrati, che ormai non sono più concittadini nostri, ma quella degli immigrati. Che lo devono diventare subito, massimo dopo qualche anno. Perchè? Per una ragione di lungimiranza politica: la civiltà e maturità democratica di un sistema si dimostra da come vengono integrati i non autoctoni. Se si sceglie la strada della Lega, si è convinti  che basti la sub-cultura identitaria ( dialetto e scorregge celtiche…) per determinare la cittadinanza. Al posto del rispetto della legge, si insegna ai “foresti” il tribalismo dei dialetti per identificare i clan amici. In questa maniera i leghisti hanno indebolito le difese culturali e morali della società civile verso le mafie, per cui la Lombardia è una succursale della ‘ndrangheta. Per una ragione di lungimiranza culturale: ho il sospetto che la storia del pensiero islamico, che comprende solo 1 miliardo e mezzo di persone, sia più importante per il nostro avvenire (economico, culturale, personale) di quella di Introd. Quando la festa annuale degli immigrati organizzata dal PD? Così contiamo i progressisti. (roberto mancini)

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8 commenti su “Come scovare i veri progressisti”

  1. roberto mancini Says:

    la definizione di “rapanelli marci” non è dispregiativa, nè offensiva, ma cromatica:
    rossi di fuori, ma neri di dentro. Insomma rossoneri.
    Con questo criterio da verduriere indico quella parte di Pd e Sinistra che, da 30 anni, anzichè battersi per giustizia sociale e diritti democratici si occupa di dialetti.

  2. tagueule Says:

    Bravo Mancini. Un escamotage perfetto. Io prevedo che questo post: o non avrà molta partecipazione, oppure sarà riempito con la solita solfa: “Sì, ma…..” L’interazione, l’integrazione, l’accoglienza e il confronto con i migranti sarà la politica progressista dei prossimi vent’anni. E chi non approva è evidentemente un mezzo-progressista. Ho appena visto un’anteprima di un noto teatrante-intellettuale italiano: su un’ora e mezza di spettacolo i primi venti minuti sono una spassosa e amara descrizione dell’elettore progressista medio ove il tormentone è “Io sono comunista, ma….”

  3. cesara pavone Says:

    Oh! Mi fa molto piacere che Mancini ci ricordi uno dei temi che hanno fondato il pensiero e l’agire politico non solo dei partiti progressisiti ma di intere generazioni di cittadini che hanno sperato in un futuro migliore per tutti. Non so quale sia il tenore degli incontri che i candidati al Parlamento stanno macinando in quasi tutti i comuni della Valle, ma vorrei sperare che, trattandosi di candidati al Parlamento, i temi in agenda abbiano respiro nazionale e non siano declinati solo nell’ottica dell’utilitarismo locale.
    Riguardo al tema della cittadinanza e dell’acceuil non vorrei che i candidati dell’Alleanza siano superati persino da Gianfranco Fini che é, per noi,felicemente approdato allo Ius Soli e che dunque tra i primi provvedimenti propongano la revisione della legge 5 febbraio 92 n 91.

  4. giancarlo borluzzi Says:

    Vorrei esprimere un concetto e gradirei che quanto dico fosse valutato in senso stretto, senza vederci dietro nulla più di quanto esprimo.
    Non è il “sì, ma…” indicato da taguele, bensì un richiamo alla completezza propositiva che è assente nello scritto di bobmancini.

    Premesso che non credo ci siano 5 milioni di immigrati in attesa di quanto bobmancini si attende per loro (dubbio che comunque va contro quanto ora dirò), ritengo che qualunque auspicio debba sempre essere accompagnato dall’individuazione di realistici capitoli di spesa a carico dello Stato.
    E’ facile sottolineare cosa si vorrebbe senza almeno accennare al reperimento delle risorse necessarie per conseguire il fine prefissato.
    E, nel caso in esame, quanto necessario è ultrarilevante, ma a quante falle della nave Italia il Governo non sa già fare fronte?

    Parlo con tanti africani in stand-by nella residenza di viale Gran San Bernardo. La loro situazione è paradossale, sarebbero una notevole forza lavoro, non solo di braccia: parlano tutti un buon inglese, ma burocraticamente non possono lavorare per questione di permessi.
    Se ci fossero, esistono posti di lavoro scoperti che li attendono? Sarebbe necessario un rilancio dell’economia che dipende da una rinata fiducia dell’investitore, ma quando, ad esempio, si inventa l’imu sul patrimonio immobiliare (non parlo della prima casa, solo 3,5 miliardi di introito su 24) per stipendiare un settore pubblico con un terzo delle sue strutture inutili e un terzo dei dipendenti sovrabbondante rispetto ai compiti dei due terzi di strutture utili, in tal caso si deprime il mercato immobiliare con tutto il suo indotto.

    E’ un esempio delle tante attuali disfunzioni italiche; in un’Italia normale molte cose andrebbero cambiate, ma il lancio di un’idea astratta senza indicare la via da percorrere per l’ottenimento del fine è sterile come poi il farsi belli criticando chi non cavalca l’idea solo perchè le cavalcate sono talmente tante da rendere problematico lo stare dietro a tutte….

  5. roberto mancini Says:

    Borluzzi, io non appartengo allo schieramento che ha rincoglionito gli italiani con promesse da Wanna Marchi, tu sì.
    Quindi lezioni di realismo, a me niente.
    La cittadinanza a chi vive e lavora qui è semplice. Così si stabilisce o ristabilisce) il merito :
    Chi è italiano da tre generazioni e non vale un cazzo lascia il posto ad un edile, o impiegato, o commerciante, o ingegnere che ha più voglia di fare, più fame di ascesa sociale.
    Più motivazione.
    Come facevano i nostri emigrati italiani, nelle Americhe e in tutto il mondo.
    La polemica berluskonista sull’IMU lasciala al Crapapelada, sennò ti pubblico il decreto Berluskoni che l’ha istituita.

  6. giancarlo borluzzi Says:

    Per precisione.

    Berlusconi passa disinvoltamente da eliminazione dell’imu senza specificare a eliminazione dell’imu sulla prima casa. Questo secondo introito, lo ripeto, è minimo rispetto a quello proveniente dalle società immobiliari (3.5 miliardi su 24 totali), quindi Berlusconi gioca sull’equivoco e non può incidere incisivamente sul crollo del mercato immobiliare e delle costruzioni.

    Non sono iscritto all’inesistente PdL valdostano.

    Non mi piace la pseudopolitica fondata su slogans, tipo i due goals dei due Mario.

    Non mi frega la paternità dell’imu: mi secca il vedere che per demagogia nessuno affronta il toro per le corna, cioè nessuno parla di contenimento della spesa pubblica, vero sperma fecondante l’imu.

    Riconosco la tua bontà nel rispondere alla mia domanda: secondo te, chi non sa fare tolga il disturbo e lasci il posto ad altri, anche neo italiani.
    Astrattamente potrei concordare, ma chi redige le pagelle con relativi cartellini rossi e ingresso di ora panchinari?

    Anche se non ti piace, ti insegno il realismo.


  7. Io invece sono stufo di sentire offendere gli elettori di sinistra.
    Se un voto è utile o meno non lo decide un segretario nè un partito, ma chi fa la sua libera scelta in cabina elettorale, sulla base delle proprie valutazioni. I voti della “sinistra dei rapanelli” a cui ci si riferisce, non finiscono tutti nel Pd, ma nel momento topico vanno parte nell’astensionismo, parte in quel contenitore spurio e ambiguo di questi guastatori che fanno strame di ogni vera iniziativa progressista .

    In ogni caso se un elettore non ritiene “utile” il voto dato al suo partito, la responsabilità non è sempre degli altri soggetti politici, ma si può attribuire a volte anche alla non condivisione del progetto politico, che la sinistra portava avanti o all’incapacità dei suoi ex dirigenti di essere autonomi. A volte un pò di autocritica giova alla salute. Attualmente le cose sono un pò cambiate e nel panorama politico valdostano il Pd è l’unico partito – non padronale – che può definirsi tale e che si basa sulla partecipazione di iscritti, simpatizzanti ed elettori consapevoli.

    Può darsi che da altre parti ci si ostini a voler inquinare “il nostro nido” deponendo uova di cuculo, ma ormai nella mia Regione il Pd-Vda si sta autoimmunizzando e lo strumento che abbiamo a disposizione è il discernimento critico nella scelta progettuale. Oltretutto, se si è culturalmente onesti, dobbiamo riconoscere che il Pd ha rappresentato l’unico tentativo di riformare la politica italiana, a suo tempo ferocemente avversato dai conservatori di sinistra (basti pensare all’introduzione della cultura delle primarie).

    Mi sconvolge il fatto che nel 2013, rispuntino rigurgiti di cultura pre-fascista, che pensavo sepolti dalla storia. Non sono per niente preoccupato perchè penso che sia solo un fuoco di paglia. L’altrui limite è il totale distacco dalla realtà e l’incapacità di proporre un modello alternativo di società. Demolire è facile, tutti ne sono capaci. Costruire è più difficile.

  8. vetriolo Says:

    a onor del pd va detto che si è speso molto nella sottoscrizione “chi nasce in italia è italiano”. il pd vda è un luogo accogliente dove gli immigrati hanno già trovato posto in lista e spazio sui giornali e hanno avuto una giornata dedicata alla festa di aosta (festa che non si è più fatta per i costi esorbitanti) è attivo anche un forum immigrazione che ha organizzato iniziative pubbliche per cui non c’è nulla da dimostrare, ma perché limitare la festa al tema dell’immigrazione e non estenderla a tutti i diritti civili se il fine è quello di smascherare gli pseudo progressisti?


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