Adottata sarà lei!


La signora Elena Pascal, sulla Stampa di ieri, elencava una summa delle tipiche banalità  localiste della Lache Gauche. (Strani rapanelli marci, rossi di fuori neri di dentro: rossoneri insomma….). Dunque alcuni concetti  meritano confutazione.
Il leitmotiv, tipico di tutti i localismi persecutori, ripete pedissequamente lo schema unionista degli ultimi 50 anni: l’Autonomie est en danger, faut défendre le Statut Special. Come biascica Perron. Le amenità sono altre: “dello Statuto Speciale non importa nulla ai figli di coloro che nel Ventennio vennero ad italianizzare la Vda”. Lo Statuto non è più una legge dello Stato, dunque modificabile in caso di mutazione della situazione storica, ma un dogma immutabile: come l’Immacolata concezione, l’Immacolata autonomia. Alla Khomeini. Secondo: nell’Europa della libera circolazioni di merci, capitali e persone, interpretare le immigrazioni come complotti per alterare realtà “etnico-linguistiche” è ragionamento da leghista di Adro. Gli immigrati magrebini ( o slavi, o rumeni) non vengono ad Adro per snaturarne la pregiata genealogia, ma inseguendo  lavoro e pane. La loro presenza può sortire il risultato di alterare i preziosi equilibri culturali e linguistici che fecero di Adro una piccola Atene della Padankia (Padania della minkia…)? Un borgo famoso nel mondo per le tradizionali gare di rutti , le Ruttiadi celtiche?
Certo. Ma è mutazione benefica. Evita il gozzo di Adro, tipico delle realtà provinciali autistiche, quelle che non praticano alcuna “contaminatio”, meno che mai culturale. Dulcis in fundo, madame Pascal usa il termine “italiani di adozione”. Sicuramente, nelle sue intenzioni il termine non è  offensivo, ma è ugualmente da respingere. A nessuno, nemmeno ad un fascio-razzista di casa Pound, verrebbe in mente di definire un valdostano come “ italiano di adozione”. Lo stesso per chi è venuto in Valle . Si adottano i poveracci, i figli di puttana, i trovatelli e i morti di fame, ma nessun italiano venuto in Valle aveva tutte queste caratteristiche. Gli italiani in Valle non hanno bisogno di essere adottati, sono a casa loro. Oppure la Vda non fa parte del territorio della Repubblica? Boeri di montagna… (roberto mancini)

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3 commenti su “Adottata sarà lei!”

  1. charlie victor Says:

    bravo roberto , hai parlato chiaro ! sarebbe ora di piantarla con queste scempiaggini

  2. Roberto Cunéaz Says:

    Quanto fiele…si costruisce un futuro migliore insieme agli altri e non contro. Generale deponga le armi le sue parole fanno venire i BRividi!

  3. Stinsonn Says:

    Manceun sei proprio terribile! In pochi minuti mi hai distrutto un sogno: quello di convivere con uno status!
    Nel tuo post riferito all’articolo di Madame Pascal, la quale definisce qualcuno “italiani d’Adozione” ( non ho letto quel forbito articolo ma non ne sento neanche la mancanza ) sei riuscito a smontare un concetto del quale, noi che non possiamo vantare un pedigree prestigioso perché nei nostri cromosomi abbiamo solo il mediterraneo, non il Monte Bianco, potevamo anche andarne fieri. Capisci che molti di noi non si possono più fregiare della dizione“valdostani di adozione”a causa del tuo ribaltamento concettuale del termine.
    Fino a prima del tuo post, personalmente, vivevo bene sentendomi “d’adozione” in quanto non mi creava problemi nel ritenermi tale e poi anche perché davanti a quel vituperato termine vi era la parola magica: valdostano!!
    Cerca di capire il mio attuale dramma, ovvero: come faccio ad accettare di essere d’adozione di qualcosa quando tu hai definito chi lo è figlio di puttana, trovatello, poveraccio ed anche morto di fame. Quest’ultimo aggettivo mi può anche star bene perché, in fondo, è la verità, altrimenti chi mi ha generato non avrebbe lasciato certi lidi assolati d’Italia per venirsi a chiudere fra queste, meravigliose, montagne ma pur sempre anguste come l’ambiente e la cultura che vi impera. Infatti proprio questa “chiusura” di cui tu ne parli sempre ha generato una classe di squallidi furbi che, nascondendosi dietro l’adozione, si fanno gli affaroni loro con la benedizione delle Madame Pascal di turno per non dire di qualcun altro più in vista. Con l’adozione molte persone,a mio avviso senza dignità, per essere protagonisti hanno barattato tutto, perfino i santi del loro paese che li hanno trasferiti dall’Aspromonte al Monte Bianco. Sempre montagna è ma l’Aspromonte, dove i santi erano diventati tali, aveva almeno un profumo di salsedine, seppur lieve. Qui i malcapitati vengono rinchiusi in fredde cantine per essere trasferiti una volta all’anno in una certa area aostana nella quale ricevono l’attenzione e la venerazione perfino dai grandi della politica locale i quali dei santi non gli importa nulla e anche di chi li venera, a meno che questi ( santi compresi ! ) facciano, e facciano fare soprattutto, un segno sulla scheda elettorale come istruiti. Se così avviene, e la storia lo dimostra ampiamente, si aprono i cordoni della borsa per festeggiare la capra, il peperoncino e una parte della comunità che ha questi vezzi delle feste. Ho detto una parte della comunità non a caso in quanto un’altra parte, per fortuna più dignitosa e meno disposta a vendersi, a farsi adottare come dici tu, svolge la sua vita normalmente lavorando e senza attendersi “favori” dal potere ma combattendolo con i mezzi di cui dispone non rinunciando mai a guardare ogni aspetto della vita sociale con spirito critico.
    Capisci, Manceun, in che guaio mi hai messo? Mi hai rubato l’identità di valdostano d’adozione perché non accetto più di essere adottato e tanto meno di essere annoverato fra i figli di puttana, trovatelli ed altri aggettivi che tu hai dato loro. In conclusione, sfumata la possibilità di avere uno status che prima del tuo post non era da rigettare, non mi resta che coniarne un altro. Che dici: “ Valdostrano” potrebbe andar bene?
    Ciao


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