Lettera al Presidente


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Gentile Presidente,

come ricorderà, lo scorso 18 novembre la popolazione valdostana ha approvato, con referendum propositivo, una legge che vieta qualsiasi trattamento a caldo dei rifiuti sul territorio regionale. Nonostante l’energica campagna pro astensione dei partiti della locale maggioranza di governo, favorevoli alla costruzione di un pirogassificatore, il quorum è stato raggiunto e il 94,02% dei votanti si è espresso a favore della proposta di legge.

Oggi, 18 gennaio, a due mesi esatti da quella straordinaria mobilitazione popolare, il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge regionale uscita dalle urne che, secondo il Governo, si porrebbe in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione e con lo Statuto di Autonomia della Valle d’Aosta in quanto «il trattamento e la gestione dei rifiuti sono riconducibili alla materia, di potestà legislativa esclusiva statale, della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema».

Eppure, sia la Commissione regionale che aveva giudicato l’ammissibilità del referendum, sia il Tribunale ordinario della Valle d’Aosta, che aveva respinto un ricorso contro il medesimo, avevano sostenuto che la proposta di legge non riguardava la tutela dell’ambiente, bensì quella della salute umana.

Ci rivolgiamo a Lei, come custode dell’ordine democratico, nella speranza che un Suo intervento possa contribuire a garantire il rispetto della volontà espressa dai cittadini, pacificamente e nelle forme previste dalla legge.

Nel ringraziarLa per l’attenzione, Le porgiamo distinti saluti.

Mario Badino, Devis Venturini, Cittadini italiani.

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7 commenti su “Lettera al Presidente”

  1. Eddy Ottoz Says:

    azioni concrete? Sono a disposizione.

  2. Gundulfo de Candia Says:

    probabilmente anche le tangenti, quelle grosse, sono di competenza esclusiva statale. Il meccanismo rotto faceva girare un bel pò di soldi sia in veulla che a Roma.

  3. giancarlo borluzzi Says:

    Premetto: fossi stato in Valle il 18 novembre avrei votato SI al referendum; per paura, motivazione comune credo a tutti.

    Ciò detto e sottolineato, dichiaro il mio stupore nel notare l’assoluta insensatezza delle reazioni all’impugnazione.
    L’ Italia non è una repubblica bananiera, ha una Costituzione e le Regioni un loro Statuto: vanno rispettati.

    Questi due “cittadini italiani” dovrebbero capire che esistono delle gerarchie tra le verità: non lo hanno compreso e quindi scrivono insensatezze al Presidente Napolitano.
    Il disposto dell’articolo 117 della carta costituzionale è preminente in materia.
    Quanto (erroneamente) avallato da Commissione regionale e Tribunale ordinario non toglie validità all’ articolo 117, per cui il referendum non doveva svolgersi generando la legge regionale impugnata.

    L’esito referendario (che io avrei condiviso, ricordo ancora) è ininfluente dal punto di vista giuridico perchè il referendum era illegittimo, per cui è insensato fare riferimento, come se fosse probante, al fatto che il 94,02% dei votanti (che corrisponde comunque solo a metà del corpo elettorale) si sia espresso in un certo modo.

    La parte finale della lettera è un concentrato di sciocchezze: in una Repubblica non bananiera esistono compiti ben precisi e quelli della Corte Costituzionale non sono quelli del Presidente della Repubblica.
    Sarebbe interessante sapere cosa gli estensori di tale lettera vorrebbero dal Presidente Napolitano: che telefoni al Presidente della Corte Costituzionale invitandola a prendere decisioni gradite a tali Badino e Venturini sovvertendo tutte le gerarchie delle importanze tra i vari disposti?

    Mi scappa da ridere.

    Al massimo, credo sia possibile criticare chi ha fatto errori a monte, confezionando il quesito referendario o ammettendo la consultazione.

    L’esito referendario può essere politicamente invocato relativamente alle decisioni che la Valle potrà prendere in quanto di sua competenza, considerando il fatto che non poter escludere sine die il trattamento a caldo dei rifiuti in Valle non significa che non si possa operativamente cavalcare la metodologia di smaltimento proposta da Valle Virtuosa.

    Non è grande lo sconvolgimento causato dall’impugnazione; è colossale l’insensato calimerismo che troppi dimostrano.

  4. patuasia Says:

    Signor Borluzzi, lei ha perfettamente ragione, ma il senso reale della lettera non è tanto quello di commuovere il presidente di una Repubblica bananiera, quanto di fare sentire la voce dei valdostani a Roma, a prescindere dal fatto che sia utile o no al fine legislativo. E’ utile a noi. Fa bene a noi ribadire la nostra volontà. Ci fa sentire vivi. Presenti. Partecipi. Lo Stato siamo noi, dunque se questo è vero dobbiamo esserci con le possibilità che abbiamo. La lettera al Presidente è una. Personalmente non sono preoccupata, il referendum anche se fosse giudicato inammissibile manterrà la sua validità dentro al cuore di molti e sarà quindi molto difficile, se non impossibile, riproporre come soluzione per lo smaltimento dei rifiuti il pirogassificatore. In ogni caso abbiamo vinto.

  5. Mario Badino Says:

    Signor Borluzzi, è ovvio anche a me che a decidere sull’impugnazione di una legge regionale è la Corte Costituzionale e non il Presidente della Repubblica. Esistono, è sacrosanto, ruoli e compiti diversi, stabiliti dalla Costituzione. Quanto alle regole, lei ha perfettamente ragione: non siamo una repubblica delle banane. E’ la sostanza dei fatti che, talvolta, lascia dubitare della fondatezza di tale asserzione. La lettera aperta chiede al Presidente della Repubblica di esercitare la sua funzione di garante delle regole, non altro, perché troppo spesso al rigore nel rispetto delle procedure si sovrappongono interessi economici privati. E’ peraltro opinabile che il referendum non dovesse svolgersi o, più che altro, è proprio questo che la Corte dovrà stabilire perché, com’è noto, alla base dell’avallo della Commissione regionale e del Tribunale ordinario della Valle d’Aosta, c’è l’idea che la materia del quesito referendario riguardasse la salute umana e non le questioni “ambientali” prese in considerazione dall’articolo 117 della Costituzione. Questo nella lettera è ribadito. Consapevole della limitatezza dell’appello, nato – è vero – di getto, ho la speranza che la lettera contribuisca a far parlare della vicenda, a tenere alta l’attenzione sull’intera questione.

  6. notte Says:

    e voi,dopo quello che è successo con la consulta,chiedete a napolitano di “esercitare la sua funzione di garante delle regole” ? ma questa è una repubblica delle banane.

  7. Mario Badino Says:

    Noi chiediamo pubblicamente che la eserciti. Il garante è lui.


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