Università VdA innovativa?


Riceviamo dal signor François Burgay e volentieri pubblichiamo.

Prima della vacanze Natalizie c’è stata l’inaugurazione dell’anno accademico 2012-2013 dell’Università della Valle d’Aosta (UNIVdA) e sono state presentate alcune novità, a detta del rettore e del presidente della Regione, estremamente tecnologiche. Quali? Wi-Fi gratuito per tutti i dipendenti (studenti inclusi) dell’Ateneo, presentazione online della domanda di iscrizione e abolizione del libretto cartaceo. Il Presidente Rollandin ha aggiunto: “Credo che siamo la seconda Università che si spinge verso questa tecnologia”. Se le nostre “Colonne d’Ercole” sono a Pont-Saint Martin possiamo dire di essere i primi in classifica (inventata dallo stesso Rollandin?), ma basta spingersi un po’ oltre i confini valdostani e analizzare la realtà di Bologna, dove ho avuto la fortuna di studiare, per capire che tra i primi non siamo. Dal 2008 l’Ateneo emiliano ha abolito ogni forma di libretto cartaceo, introducendo il sistema informatico di verbalizzazione degli esami e dal 2007 gli statini erano già in “pensione”. Da prima della mia iscrizione il Wi-Fi era disponibile gratuitamente in tutte le sedi dell’Università che si distribuisce su un territorio estremamente più vasto rispetto alle due sedi dell’UNIVdA. Senza andare troppo lontano da casa, Torino offre gli stessi identici servizi e sono convinto che queste realtà non siano le uniche nel panorama nazionale. Il video che presenta queste “novità” fa anche riferimento ad un “livello di eccellenza” dell’Ateneo nostrano. Un’indagine del Sole 24 ore (2012) ci pone all’8° posto tra le Università private su 14. Tradotto: siamo mediocri. Ma forse ci piace sentirci i migliori anche quando non lo siamo, quindi convinciamoci che il mondo finisca a Pont Saint-Martin e viva l’innovazione del nostro Ateneo!

Explore posts in the same categories: Informazione, Lettera, Nuovi media, Università, Uomini politici

Tag: , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

11 commenti su “Università VdA innovativa?”

  1. roberto mancini Says:

    in tutte le cose noi siamo campioni valdostani.’, ossia di un “popolo
    senza stato”.
    Capito perchè il muro di Carema è fondamentale?
    io sono stato campione valdostano di rugby per 10 anni…
    Mi scappa da ridere!

  2. gogol85 Says:

    Il wi-fi per gli studenti credo ci sia in tutte le università, è il minimo… A Pavia dove ho studiato c’è da anni, così come la stampa dei certificati on-line, gli statini, ecc…

  3. patuasia Says:

    Rollandin ha dato i soldi a un delirante curatore che voleva rottamare la Biennale di Venezia e tutte le più importanti manifestazioni di arte contemporanea, lo stesso Rollandin dice che l’Università della Valle d’Aosta è all’avanguardia quando in realtà è una mediocrissima università di provincia che scopre oggi i vantaggi dell’informatica, insomma spaccia soldi al vento e soprattutto spara cazzate, lo vogliamo uno così conciato?

  4. Rasputino Says:

    L’università della Valle d’Aosta così come è concepita non serve ai valdostani. So che qualcuno non sarà d’accordo su questo, perché ci stanno studiando i suoi figli, ma cerco di spiegarmi.

    A mio modesto avviso una Università deve, oltre ad avere professori preparati, permettere il confronto e lo scambio delle esperienze. E’ un momento in cui si intessono amicizie e relazioni che poi ti accompagneranno nella tua vita professionale. Se tutto è confinato all’interno della solita Petite Patrie la cosa non funziona anche se i professori vengono da fuori facendo conoscere ciò che ci sta al di la del muro indicato prima da Roberto Mancini.

    I ragazzi devono vivere per un certo periodo (p.es la settimana) fuori dalla famiglia e dal solito contesto per poter fare quelle esperienze di vita più autonoma ed indipendente, crescere professionalmente con stage presso aziende/organizzazioni significative e poi ritornare al termine del ciclo di studi in Valle, se lo riterranno interessante, mettendo a frutto ciò che hanno imparato.

    La politica dovrebbe avere il compito di far si che i viaggi di andata siano confortevoli (treni, bus, aerei, facilitazioni ecc…) e che il ritorno sia per i neo dottori appetibile e stimolante e otterrà automaticamente la “restitution” di quanto investito in borse di studio per gli studenti meritevoli (almeno in linea con il piano di studi….). Tutto il contrario di ciò che avviene….

    L’università locale non dovrebbe a mio avviso offrire facoltà copia di quelle presenti a Torino, Milano ecc… a che serve se non a far viaggiare meno gli studenti ?
    Se l’università è fuori dalla Valle le famiglie avranno l’opportunità di offrire ai propri figli una chance ben maggiore e proiettata a ri-portare “Chez Nous” quanto di interessante e innovativo troveranno e sperimenteranno nel mondo “esterno”. Se poi prenderanno il volo sarà una soddisfazione anche se con un po’ di nostalgia.

    E per quanto riguarda l’università attuale ?

    Un paio di esempi:

    1) Ortopedia e Traumatologia con il mediale umano che frequenta le piste da sci e montagne ti faresti una specializzazione invidiabile.

    2) Geologia: dove si trovano la montagne più alte d’Europa ? e tutti i ghiacciai ? e i laghi ? e le valanghe ? Un laboratorio naturale che nessun altro avrebbe a disposizione.

    Vuoi vedere che arriverebbero studenti da altre nazioni e professori che verrebbero ad insegnare al di là del solo stipendio. Questi studenti e professori arricchirebbero professionalmente i valdostani che volessero studiare quelle materie divenute a questo punto “internazionali”

    Se l’università rimane così com’è adesso si evita il confronto, che mi sembra molto temuto in Valle, e lo studente non riuscirà ad eccellere se non divenendo un campione in una competizione provinciale con limitatissime possibilità di crescita e rischiando l’emarginazione e accontentandosi di un posto in regione….dove non sempre è necessaria una laurea.

    Dovremmo chiamarla “valdostanità degli studi di Aosta” e riempirci la bocca di esempi autoreferenzianti come sta avvenendo.

  5. Rasputino Says:

    Il solito correttore automatico: “mediale umano” = “materiale umano” brutto usare la parola materiale vicino alla parola umano ma sottolinea l’abbondanza di chi non sa sciare.

  6. Pat Says:

    Rasputino ha espresso perfettamente il pensiero mio e di molti sull’università.

    Impedisce ai giovani di uscire ed arrichirsi e non porta niente.

    Dovremmo puntare sul lauree di nicchia, abbiamo le montagne più alte d’Europa e nessuno ce le può rubare (neanche quei crucchi dei tirolesi che fanno tutto meglio di noi). Perchè non specializziamo l’università e l’impresa su questo settore? Invece di puntare sulla solita informatica e meccanica, che ovunque si può fare?

    L’unico corso di laurea che attrae (o perlomeno attraeva qualche tempo fa) persone da fuori valle era quello in scienze della formazione primaria. Percorso bilingue e corsi nelle università partner in Francia, Svizzera e Belgio. Nessun altro offriva questo.

    Gli altri corsi attuali sono copie di quello che qualunque università telematica può offire al giorno d’oggi agli studenti lavoratori, mentre i giovani meglio se vanno fuori.

  7. patuasia Says:

    Signor Rasputino è tutto molto consivisibile quello che lei ha scritto. Si tratta di buon senso. Buon senso che porta alla crescita intellettuale, quindi professionale, quindi economica. Ma ahimé tale crescita porta anche con sé il virus dell’autonomia di pensiero, della libertà delle scelte, della capacità di critica. Malattie queste altamente contagiose e pertanto pericolosissime per un sistema di potere basato esclusivamente sulle clientele e sul controllo. Tutte le scelte politiche, e sottolineo tutte, hanno seguito il principio della chiusura verso l’esterno. Mura altissime sono state erette ai confini della Petite Patrie per evitare possibili contaminazioni. E non c’entrano l’etnia e la specificità culturale da difendere di cui questi unionisti non frega nulla, importa difendere il feudo-proprietà-privata di un ristrettissimo numero di politici che grazie a questa chiusura si sono arricchiti. Depositando i loro conti all’estero, però! Questo è il vero nucleo della questione. Comprendere questa verità aiuta a comprendere tutto il resto. Per cambiare e dare alla Valle d’Aosta una chance di crescita reale e autonoma è obbligatorio mandare al macero o all’incenerimento (senza fondi residui) questa maggioranza. Distruggere con il voto questo corrotto e dannoso sistema di potere unionista. Non si tratta di sconfiggere un semplice partito, si tratta di debellare un sistema complesso che abbraccia un modus vivendi errato e delinquenziale.

  8. Rasputino Says:

    Ci rimane il macero dal momento che non possiamo trattare a caldo i rifiuti 🙂

  9. Frank Burgay Says:

    Concordo pienamente. L’Università della Valle d’Aosta avrebbe avuto un senso se avesse offerto, come dice Rasputino, dei corsi legati al patrimonio naturale straordinario che abbiamo (anche se non sappiamo quanto a lungo resisterà).
    Giusto per allungare l’elenco di Rasputino, mi vengono in mente altri corsi di laurea (o specializzazioni): medicina d’alta montagna, glaciologia, scienze polari, scienze forestali…
    Non è troppo tardi per rinnovare completamente l’UniVdA. Spero che ci si renda conto della sua inutilità e si abbia il coraggio di cambiarla radicalmente.

  10. davidetala Says:

    Se posso permettermi, dal basso dei miei 19 anni, io vi direi la mia visto che al momento studio (lingue) a Torino ma a settembre cambierò e frequenterò ad Aosta!
    Io, come tantissimi altri in Italia purtroppo, non ho la possibilità di prendere casa o entrare in un collegio nella città dove studio. Per 3 mesi ho fatto su e giù col treno, restando bloccato di tanto in tanto nel mezzo del percorso 😉 ora, quello che voi dite è tutto molto bello, sensato ma anche idilliaco! Che l’università fuori casa permetta di conoscere tanta gente, nuove realtà e altro lo dico anche io! Ma comunque conta tanto secondo me la personale predisposizione dell’individuo ad aprire la propria mente.. Io ho visto coetanei a Torino che pur abitando giù continuano ad avere la stessa visione limitata e borghesuccia delle cose! Tant’è che fanno gruppo ed è come se vivessero ancora in Valle!
    Poi, non è così scontato che un’università perché è in un’altra regione e ha più di qualche migliaio di iscritti sia per forza meglio! Al momento di iscrivermi girovagando tra i siti delle facoltà ho visto moltissimi corsi di laurea senza capo né coda, altri praticamente uguali e altri la brutta copia di quello che dovrebbe essere! Per non parlare dei servizi! Niente sedie, niente contratti ai collaboratori linguistici (almeno nella mia facoltà, nella mia università), orari abominevoli, sovrapposizioni di date varie, sito non funzionante per settimane! Non sempre quel che è un po’ più lontano è migliore; lo sembra forse, perché non si vede bene 😉
    Poi concordo per l’apertura mentale, l’autonomia e tutto! Ma per vivere in questo modo ormai bisogna avere un grosso appoggio alle spalle! E non conta quanto sei bravo, perché ogni anno le borse di studio si dimezzano! Univda sarà quindi una realtà ovattata, proseguimento del liceo e tutto, ma permette di studiare (cose banali, cose meno banali) in Santa pace! Senza sconforto, nervi dal mattino e potendo vedere i docenti in faccia! Poi comunque chi studia lingue, frequenta un anno in Francia e svolge uno stage di 4 mesi all’estero, quindi le opportunità di scoprire ci sono!
    Inoltre, venendo al mio personalissimo caso, io ho deciso di scegliere lingue ad Aosta perché il piano di studi permette di acquisire conoscenze che con un corso di lingue standard (nemmeno tanto visto che io a Torino faccio mediazione linguistica, che però equivale a lingue e letterature straniere con più linguistica e un esame di economia, stop) non offre, potendosi aprire più porte il che è molto utile per chi sogna di espatriare!
    Chiedo venia per il romanzo, ma mi sentivo ispirato! 😉

  11. Luis Says:

    E’ un post datato, ma sono rimasto stupito dal fatto che, almeno su un paio di testate nazionali (Repubblica e Huffington post) pare che anche il nostro Ateneo sia coinvolto nei concorsi truccati attualmente indagati nell’inchiesta “Do ut des”. Non ho letto nulla sulle testate locali. Qualcuno sa qualcosa?


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: