“Facile e marginale”


Riceviamo dal signor Fabio Protasoni, presidente PD Valle d’Aosta, e volentieri pubblichiamo.

In questa fase di posizionamento sulla scacchiera della prossima campagna elettorale la mossa di un Union Valdotaine in debito di ossigeno, è stata quella di proporre, a Pd e Alpe, di soprassedere alla legittima competizione democratica e, in nome di un comune baluardo contro gli attacchi all’autonomia, ricandidare unitariamente Fosson e Nicco. Una mossa, ovviamente, irricevibile quanto disperata. La bontà di un’offerta di dialogo e di convergenza si giudica anche dalla credibilità di chi la propone e quella della maggioranza di centro destra che ci governa è ormai a zero. Ma la ragione più importante è che la questione dell’autonomia non può essere liquidata come una semplice difesa da un nemico esterno. L’insieme delle esperienze ammnistrative autonomistiche hanno accumulato, in questi anni, un tale discredito nell’opinione pubblica, anche valdostana, da divenire in fretta uno degli argomenti forti dell’antipolitica proponendone la loro abolizione. Prima di tutto occorre dire con forza che non c’è un modello unico di “regione a statuto speciale”. Mettere insieme Sicilia e Valle d’Aosta è una stupidaggine ed è controproducente. L’autonomia non può essere ne un retaggio storico privo concretezza ne un semplice modello astratto da applicare a prescindere dalla vita quotidiana delle persone. Quindi, se parliamo di autonomia, parliamo prima di quella che vige in Valle d’Aosta e del senso che ha, oggi e domani, nella concretissima vita delle nostre famiglie e di quelle a venire. In secondo luogo non si può immaginare di ricuperare dignità alla nostra esperienza di comunità senza  fare nemmeno un grammo di autocritica. Lasciamo stare i periodi precedenti ma gli ultimi quattro anni mezzo sono stati devastanti. Nessuno può dimenticare che la gestione Rollandin si è qualificata, in un periodo di crisi, con il minimo di risultati e il massimo di danni. L’errore di fondo è stato pensare che salvaguardare la nostra autonomia significasse vendere la Valle d’Aosta a Berlusconi. Come era prevedibile, ottenuto l’appoggio alle Europee e alle Comunali di Aosta e spostato la bandierina sullo scacchiere delle regioni “controllate” il governo Berlusconi si è completamente dimenticato della Valle d’Aosta alla quale è rimasta, però, appiccicata l’immagine di una regione “facile” e “marginale”. Ricuperare il danno sarà difficile. La terza e più importante ragione è che è lo stesso nostro Statuto che va aggiornato. Globalizzazione, cittadinanza, crisi economica, identità culturale, partecipazione e democrazia nel terzo millennio impongono nuove idee e un nuovo Statuto con nuovi strumenti. Per questo motivo chiediamo che il Senatore e il Deputato non siano spettatori neutri di una maggioranza indistinta ma parte attiva di un progetto politico di cambiamento come proposto da Bersani. Per determinare quel governo e non per subirlo. Non si può cambiare e difendere l’autonomia con l’Union Valdotaine e con Rollandin perché, essi stessi, sono parte del problema. Anche da quelle parti pare che qualcuno, tardivamente, abbia cominciato ad accorgersene.

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4 commenti su ““Facile e marginale””

  1. roberto mancini Says:

    quanto prende di pensione Ivo Collè? Cumula quella di consigliere e quella di parlamentare?
    Quanto prenderà di pensione Nicco? Cumula quella di insegnante, di parlamentare e di consigliere?
    Quanto prenderà Caveri di pensione? Cumulerà quella di europarlamentare, di parlamentare, di consigliere e di giornalista Rai?
    Differenti dalla Sicilia? Più piccoli…

  2. bruno courthoud Says:

    “facile” e “marginale”: ovvero, come è giusto, non contiamo un c…., d’altronde, come in tutta la nostra storia dai tempi dei romani, se vogliamo essere sinceri.


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