Non è mai troppo tardi


A fine legislatura un gruppetto di unionisti di grosso calibro ha capito che il loro movimento è antidemocratico. Hanno scoperto l’assenza di dialogo e la presenza “di una sola persona al comando che decide tutto e per tutti (Laurent Viérin). Ce ne hanno messo di tempo, ma alla fine ci sono arrivati e questa scissione è per tutti un beneficio. La possibilità di mandare all’opposizione l’Union di Rollandin si fa credibile. Ma bisogna andare cauti: chi sono gli scissionisti? Uno fra quelli più conosciuti è Caveri, ex deputato, ex assessore, ex presidente di Giunta, ex… ex… ex… . Di lui sappiamo che amava, come Rollandin, le grandi opere, fra le ultime ricordo il cablò, l’aeroporto e la porta della Valle d’Aosta. Sappiamo che amava circondarsi di una corte e che al dialogo preferiva la servile obbedienza. Che oggi voglia cambiare rotta, metodi di azione e di lavoro lo deve dimostrare, magari non presentandosi alle prossime elezioni in quanto il suo attuale ruolo di responsabile dei programmi Rai puzza di conflitto di interessi. L’altro è Laurent Viérin, ex assessore alla Cultura e protagonista della diaspora. Di lui sappiamo che non si è mai confrontato né ha mai dialogato con il territorio. Che ha preferito seguire le orme di chi l’ha preceduto: scegliere personalmente le proposte senza un progetto specifico che desse forma a una programmazione culturale duratura e coerente. Nel quotidiano politico il nostro Viérin si è comportato in evidente contraddizione con quanto va dicendo ora. Un vizio tutto unionista: Rollandin accentratore è contro lo Stato centralista, Viérin “dialogatore” non ha mai chiesto niente a nessuno salvo mettere l’amica di famiglia a capo della sovrintendenza agli studi. Con la nuova forza politica occorrerà fare i conti, perché la democrazia è fatta di numeri, per questo consiglio prudenza da una parte e dall’altra, per tornare credibili, molta umiltà.

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7 commenti su “Non è mai troppo tardi”

  1. Rasputino Says:

    Se siamo alla ricerca di ulteriori elementi che accomunino la Valle d’Aosta con la Sicilia potrei suggerire “il Gattopardo”

  2. Mistinguet Says:

    Questa spaccatura se non altro serve a rompere un tabù: come avevano già denunciato qualche anno fa altri dissidenti poi usciti dal movimento, dell’UV si sono appropriati personaggi che hanno a cuore solo i propri interessi e il potere personale.
    L’uscita di Viérin, Caveri, Rosset & c. serve a far riflettere i cosiddetti unionisti a prescindere, quelli che votano il leone rampante come altri voteranno sempre lo scudo crociato qualsiasi cosa ci sia dietro il simbolo. E’ vero che una scissione a pochi mesi dalle elezioni, dopo quattro anni e mezzo di complicità con Rollandin e di spartizione del suo strapotere, presenta qualche elemento di dubbio. Tuttavia, se serve a mettere la parola fine alla banda UV-SA-FA-PDL benvenga. Intanto mandiamoli a casa.
    La differenza la faranno però le attuali froze di opposizione, PD e ALPE, le cui scelte sono fondamentali sia in vista delle politiche che delle regionali.

  3. bruno courthoud Says:

    Che farà il PD? Aspettasi risposta coerente con quanto affermato di recente da Donzel. Vedo che le folgorazioni e le cadute sulla strada di Damasco sono quotidiane. Che farà Rollandin sul mercato dei voti?

  4. patuasia Says:

    Fino a quando la società civile delegherà tutto ai soliti politici questi rimangono e con loro dobbiamo fare i conti. Inutile lamentarsi delle solite facce se nessun altro si getta nella mischia e resta a guardare. Per questo auspico che Valle virtuosa si vesta di coraggio e scenda nell’arena, proprio per dare una nuova offerta alla politica e quindi a tutti noi. Non è un caso che gli iscritti ai vari partiti consiglino a VV l’esatto contrario.

  5. tenta Says:

    Un film già visto! Nulla di nuovo.: vecchie faccie, vecchio modo di percepire la politica! Degradante !

  6. matteo Says:

    @tenta hai ragione, ma se almeno non sono pregiudicati un passo avantilo facciamo 🙂

  7. Teddybear Says:

    Le solite facce, quelle dei “figli di…”. Non c’è speranza di rinnovamento politico in valle finche chi si pone domande e cerca di darsi risposte rimane a un 25% (?) e chi invece vota ” a prescindere” o dietro adeguata mercede resta al 75%. Prepariamoci pure al peggio, visto il livello che ci contraddistingue.


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