Lo strato grigio


Voglio riportare una parte del discorso del procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, perché fondamentale per capire la natura  di un certo modo di fare politica anche a noi vicino.

Non si può guardare alla mafia senza guardare agli strati grigi, perché la mafia è rappresentazione del potere, lo ricalca. Da una parte, lo Stato deve darci gli strumenti adatti a combattere: la possibilità di agire contro società d’affari costruite come scatole cinesi, contro le quali siamo impotenti, e di colpire quell’area grigia di collusione che è la sua vera forza. Dall’altra, abbiamo bisogno che i cittadini si adoperino in prima persona per combattere: ognuno di noi, soffiando, può creare un vento che spalanchi le finestre dei palazzi di Roma, delle banche di Milano, che scompagini i documenti di appalti spartiti, che distrugga i soldi fatti con false fatture e falsi bilanci. Un vento che possa cambiare questo paese. E’ il modo migliore di ricordare quelli che sono morti: non perché sono eroi, ma perché hanno fatto il loro dovere. Solo la speranza del cambiamento può darci una realtà migliore“.

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2 commenti su “Lo strato grigio”

  1. bruno courthoud Says:

    Aspettavo con ansia questo post. Grasso ha affermato a chiare lettere, nella sostanza, che questo paese, a parole, afferma di lottare contro le mafie, ma, nella sostanza, non la combatte, ma si limita a tollerarla, a contenerla, a cercare una convivenza possibile. e interviene esclusivamente e solo quando non è possibile farne a meno. Grasso ha anche indicato gli interventi legislativi che lo Stato potrebbe mettere agevolmente in piedi se la sua volontà di debellare le mafie fosse sincera. In poche parole abbiamo uno Stato colluso con le mafie, “mafioso”, quando non addirittura “collaborazionista” (vedasi trattativa Stato-Mafia). La Magistratura, quella più volenterosa, non può fare più di quel tanto perché lo Stato non Le fornisce gli strumenti, legislativi e operativi.
    Quando parlo dello Stato, mi riferisco a tutti i partiti politici, PCI e suoi eredi compresi, che, tutti, nel succedersi del tempo, si sono susseguiti alla guida del paese.
    Vale la pena di servire questo Stato? La risposta dovrebbe essere: NO, io non accetto di vivere in uno stato “mafioso”.
    Eppure io, di persona, mi sono occupato di una materia, l’urbanistica, al servizio di questa regione, la Valle d’Aosta, “mafiosa” anche lei fin da quando ho incominciato a lavorare (nel 1976, nel 1978 è stato arrestato Milanesio). Di tante cose son venuto a conoscenza, direttamente o indirettamente (Pila, Ciel Bleu, Col di Joux, Cervinia, La Thuile, Pré-Saint-Didier, Courmayeur, solo per citare i casi maggiori e conosciuti). Non avevo ovviamente nessuna prova ed in quel momento non pensavo lontanamente di informarne la magistratura. D’altronde non sapevo molte cose. Ben più di me sapevano i miei superiori e, ovviamente, i diretti interessati. Pur avendo sempre compiuto onestamente e correttamente il mio lavoro, così come, ritengo, i miei superiori, tanto da essere poi demansionato per eccesso di correttezza, non sono anch’io, indirettamente, complice di questa regione “mafiosa”? Altro che repubblica delle fontine, povero Gerardo! E non saremmo ugualmente complici se, avviando una attività commerciale, ci toccasse pagare il pizzo? Che cosa ci rimane da fare? Emigrare? Consigliare ai nostri figli di emigrare? Per lo meno rinunciare, idealmente, di fare parte di questa Italia e di questa Valle d’Aosta.
    Di questa Valle d’Aosta in cui le varie mafie sono all’interno del partito di maggioranza, l’UV, anzi, sono l’UV. E’ un cavallo di Troia che potrebbe aprire ufficialmente le porte quando vuole, da un momento all’altro, ma non le conviene.
    E la Chiesa, che dovrebbe essere in prima fila in questa battaglia? Tace, anzi acconsente, celebrando S. Giorgio e S. Giacomo.
    Purtroppo, per governare questo paese e questa Valle, bisogna avere l’appoggio della Chiesa e delle mafie. La soluzione al problema è lontana, lontanissima, forse ci vorrebbe una rivoluzione.
    Personalmente, in questo momento storico, mi limiterò a votare per i grillini, con poche speranze. Non ho la vocazione del “martire” quando tale è considerato semplicemente chi fa il proprio dovere. Sono però molto preoccupato per i miei figli. Scusate la lunghezza del commento.
    p.s. Borsellino è stato ucciso dallo Stato, come sapete tutti.


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