Luci da truzzo


Se la vicina Torino mostra al mondo le sue luci da artista, Aosta pubblicizza quelle dei truzzi. Cioè espone al mondo la volgarità, l’ignoranza e il basso quoziente intellettivo di chi ci amministra. Una città che vanta monumenti romani unici può addossare su uno dei suoi gioielli come è l’Arco di Augusto, una scritta augurale della Confcommercio? Beh, se è normale posare, e per lunghi anni, accanto alle Porte Pretoriane dei cassonetti per l’immondizia perché no? La valorizzazione del patrimonio culturale da noi si fa così. Con la giunta comunale e il Soprintendente ai Beni culturali che abbiamo non possiamo andare oltre i limiti di un QI ridotto. Se l’Arco è stato eretto per testimoniare la grandezza di un imperatore, la scritta posata alla sua base dimostra la nostra totale imbecillità

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13 commenti su “Luci da truzzo”

  1. bruno courthoud Says:

    La penso esattamente come te. Ma ad un certo punto m’era venuto il dubbio che si trattasse di arte moderna, incomprensibile aila mia debole mente!

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Macchè il pupillo di Milanesio come sindaco di Aosta per svegliarla e renderla gradevole bandendo le volgarità, è necessario Clint Eastwood!
    Quando è stato sindaco di Carmel (nome completo: Carmel by the Sea) ha dato una positivissima svolta estetica alla cittadina che reputo essere la più elegante del pianeta: nulla può essere posto alla vista dei passanti senza l’ok di apposita commissione. Qualunque manifesto è bandito e la scritta della Confcommercio riceverebbe una solenne risata da tale commissione.

  3. Paola Burgay Says:

    Sono d’accordo anch’io, ma non possiamo fare niente come cittadini? Dobbiamo subire ogni genere di bruttura? Perchè non pensare ad una raccolta firme o qualcosa del genere?

  4. Paola Burgay Says:

    Mi è venuta un’idea e io l’ho già fatto. Tempestiamo di mail l’assessorato al turismo . Facciamoci sentire.

  5. Nemo Says:

    Ma avete letto le risposte di Sagaria? Arroganza pura. “Ci siamo rivolti a politici che contano, non ci serve niente di scritto”. Fanculo le regole e quello che pensano i cittadini. Sarebbe bello sapere chi sono questi politici che contano, per poterli premiare alle prossime elezioni.

  6. bruno courthoud Says:

    e la Sovrintendenza? Si è dimesso anche domaine?

  7. patuasia Says:

    Il soprintendente non so quali meriti abbia mai avuto per ricoprire un ruolo simile, infatti si vede dai risultati: una città brutta e con i monumenti violati senza problemi, vedi il Teatro romano, Porta Pretoria, Arco d’Augusto e, come giustamente fa notare il signor Nemo, chissene frega di noi cittadini. Contano i politici che contano! Allora seguiamo l’indicazione della signora Paola e scriviamo una e-mail all’assesore al Turismo e commercio.

  8. robin hood Says:

    Soprintendenza: Domaine non si è dimesso ma si fida di quel che gli passa Salussolia, sempre pronto ad ubbidire ai desiderata dei potenti…..

  9. angelo Says:

    Sono d’accordo con te – le luminarie con le due scritte “Confcommercio” ai due ingressi del centro di Aosta sono squallide; quella all’Arco di Augusto, poi, è offensiva per il monumento e per l’intera città, visto che l’Arco ne è uno dei simboli.
    Secondo me, la valutazione sul gradimento di alcune iniziative pubbliche per la città (aiole sulle rotonde, luminarie, etc.) dovrebbe essere soggetta a una valutazione di gradimento da parte non tanto di una commissione ma dell’intera cittadinanza, seguendo l’esempio di quelle aziende che, dopo avere fornito un servizio , ne chiedono all’utente una valutazione .

  10. bruno courthoud Says:

    Salussolia, come sei caduto in basso anche tu … . Domaine, prima di diventare Soprintendente per volontà divina, si occupava di agricoltura, due discipline molto affini, soprattutto da queste parti. Ma su quasi tutti i dirigenti della Sovrintendenza ci sarebbe moooolto da dire: Apollonia, De Gattis, … . La capacità e la competenza sono di casa. Ai tempi di Prola veniva comunemente chiamata “refugium peccatorum”. Prola è morto, i peccatori son rimasti.

  11. libero Says:

    Allora di Domaine si può dire “Braccia rubate all’agricoltura” senza paura di sbagliare!

  12. bruno courthoud Says:

    Il Soprintendente non ne sapeva nulla, i politici interpellati non ne sapevano nulla, i funzionari nemmeno. I casi sono due: o siamo di fronte ad una classe politica ed amministrativa ignorante e becera, oppure non vedo, non sento, non parlo. Secondo me valgono entrambe le ipotesi che, purtroppo, si sommano tra di loro. Sentite però le affermazioni di Sagaria, opto per la seconda.

  13. Nemo Says:

    Ma si potrebbe sapere chi sono i “politici che contano” che in barba alle regole hanno autorizzato questa vergogna? E complimenti anche a Sagaria per la “sobrietà” della risposta e per l’evidente mancanza di scrupoli.


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