E’ tempo di dimissioni…


Patrizia Bongiovanni, sovraintendente agli studi voluta dai Viérin ha dato anch’essa le dimissioni. Solidarietà verso chi l’ha voluta con sé? Riconoscenza verso chi le ha aumentato lo stipendio? Può darsi e sarebbe un gesto doveroso. Ma io credo che forse si è trovata costretta a farlo: ci sono le elezioni e le dimissioni da un incarico pubblico sono necessarie per chi volesse partecipare.

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11 commenti su “E’ tempo di dimissioni…”

  1. robin hood Says:

    già proprio così. e pare che la bella (si fa per dire) si candidi non per il Piddì, come vorrebbe la buonanima di Oddone, ma per la sua nuova “famiglia” politica, UV o quel che sarà, con i Vierin, ovvio.

  2. jose mujica Says:

    Lei la reputo una persona molto in gamba.

  3. libero Says:

    Allora si può congettare che Viérin studi da Presidente della Giunta e la Bongiovanni da assessore alla Cultura?

  4. robin hood Says:

    direi proprio di sì. E, con questo geniale coup de théatre al momento giusto, si sono assicurati i consensi del mondo scolastico. Se invece non la va così, ci aspetta un destino crudele: un assessor(a) alla cultura, o sovrintendente agli studi, di nome Trav(****). aiutooooo!

  5. cesara pavone Says:

    Forse davvero non si dovrebbe subito pensar male e lo dico prima di tutto a mè stessa! Ecco il comunicato stampa della Sovrintendente:
    Da Gazette matin
    http://www.gazzettamatin.com/sezione.php?sez=2&art=3673

    “«Altro che questioni di venalità, ecco le ragioni delle dimissioni ritirate»
    Il commento della Sovrintendente agli Studi Patrizia Bongiovanni; il suo incarico cesserà – senza preavviso – alla scadenza del mandato dell’assessore all’Istruzione

    La Sovrintendente Patrizia Bongiovanni Sulle ragioni che hanno portato la Sovrintendente Patrizia Bongiovanni a ritirare le dimissioni, interviene la stessa Sovrintendente, smentendo che si tratti di una pura questione veniale, relativi ai circa 10 mila euro di mancato preavviso che la stessa avrebbe dovuto rifondere all’amministrazione regionale.
    «Non mi sono mai permessa fino ad ora di rilasciare altre dichiarazioni, oltre a quanto scritto all’Assessore e al Presidente, nonostante sollecitazioni da più parti, in quanto il ruolo ricoperto ritengo di averlo sempre gestito nella più totale correttezza e rispetto verso l’Amministrazione che mi ha nominata – commenta Bongiovanni.
    Le motivazioni legate alla richiesta di cessazione sono quelle stringate righe già ampiamente riportate dagli organi di stampa e mi provoca profondo dispiacere che dall’interno dell’Amministrazione siano diffuse notizie che rientrano nella sfera del rapporto di lavoro con il dipendente. Non vorrei che un problema tecnico, e non di sostanza in merito alla richiesta ribadita di cessazione, fosse utilizzato ad arte per colpire direttamente o indirettamente l’Assessore Laurent Viérin e le sue scelte di questi giorni.
    Mi preme quindi precisare che, nel rispetto del contratto di lavoro sottoscritto con l’Amministrazione regionale, dovendo, in caso di dimissioni, permanere sul posto in questo momento occupato per sessantotto giorni, quelli del preavviso, o dover rifondere l’Amministrazione per il mancato preavviso, ho ritenuto opportuno richiedere l’applicazione di quanto disposto dall’articolo 3 di tale contratto che prevede la cessazione naturale del Coordinatore di primo livello al termine del mandato dell’Assessore all’istruzione e cultura, senza obbligo di preavviso».
    (re.newsvda.it)

  6. bruno courthoud Says:

    non poteva leggerselo prima il contratto di lavoro? Professionisti o buffoni?

  7. Bisker One Says:

    Tutto questo ambaradan mi sa tanto di lotte interne nel Partitone; come in un branco di lupi, quando un lupo giovane si dà da fare per cacciare il vecchio capobranco, ormai rintronato ma sempre pronto a difendere la propria posizione azzannando gli altri. L’unico modo che avremmo per toglierceli (definitivamente) di torno sarebbe mettere quella dannata X su qualche altro simbolo quando si va a votare; ma, ribadisco, qui in Valle è pura utopia. Quanto alle dimissioni-non dimissioni della Bongiovanni, ecco, penso proprio che in qualche modo a me oscuro faccia tutto parte del gioco.

  8. brother Says:

    “in quanto il ruolo ricoperto ritengo di averlo sempre gestito”…ma è italiano?

  9. rob Says:

    ha ragione robin hood qui sopra…..

  10. Cesare Borgia Says:

    La legislatura scade a fine giugno. Se ben ricordo ai tempi di Rollandin presidente di CVA occorreva dimettersi 6 mesi prima.

    Quindi la Bongiovanni per rispettare i tempi dovrebbe rinunciare al preavviso pagando questi 9.000 euri. Ma dopo attenta riflessione ha pensato che è meglio decadere dall’incarico assieme all’Assessore dimissionario.

    Concordo con Bruno Courthoud, il capo del sistema scolastico valdostano dovrebbe conoscere meglio il contratto che ha firmato.

    Vediamo come finirà questa storia, io punto su un compromesso all’italiana. Le dimissioni non vengono revocate ma il mancato preavviso lo pagherà solo per quei giorni che intercorrono tra la lettera delle dimissioni e la decadenza dell’incarico.

    Alcune centinaia di euro invece di novemila.

    Se qualcuno conoosce delle fonti in regione per farci sapere come andrà a finire, è il benvenuto.

  11. cavaleiro monge Says:

    Bilancio post-referendum.
    Il referendum sul pirogassificatore (che bella vittoria!) e gli strascichi in corso ci fanno capire tante cose.
    La prima è che noi elettori non siamo mica tanto bravi. Come finemente ci fanno capire i partiti al potere, siamo un po’ tonti (non abbiamo capito il problema), se va bene siamo “medi”, siamo fifoni – ci hanno spaventati con quattro manifesti per il sì – e condizionabili: assaliti da bambni e studenti a loro volta piombati nel terrore a causa di docenti barricadieri, abbiamo perso la testa e abbiamo votato sì. E come se non bastasse , ma non possono dircelo a chiare lettere, siamo anche disobbedienti.
    La seconda è che la signora Rini ha un ego (lettera minuscola, mi raccomando) davvero smisurato. La signora “pretende” la neutralità degli insegnanti. Non è che qualcuno ha un po’ di tempo per andarle a spiegare che prima di lei c’è una cosa che si chiama Costituzione, e che questa Costituzione dice qualcosa a proposito della libertà di insegnamento?
    La terza è che abbiamo un giovane eroe nostrano. O forse una trotella nostrana guidata da una regia (paterna) astuta e spregiudicata.
    La quarta è che abbiamo una Sovraintendente agli Studi che non sa leggere il suo contratto.
    E non è mica finita…


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