A tutti!


Il Movimento 5 stelle è uscito dal Comitato del sì, scelta obbligata per un movimento che vuole correre da solo. A me non stupisce come invece stupisce Donzel, segretario del Pd valdostano, che su facebook dice: “peccato per la dichiarazione due giorni dopo il successo dei valdostani che anziché dare forza al movimento unico e trasversale di inestimabile valore democratico, tende a indebolirlo con fughe in avanti.“. Mi sembra una preoccupazione eccessiva anche se la fuga precipitosa dei grillini dà comunque fastidio: frustra la bella sensazione di appartenere a un unicum, ma non indebolisce nessuno. La vittoria del referendum è merito di coloro che ci hanno creduto e appartiene a tutti i valdostani.

Explore posts in the same categories: Chiarezza, Partecipazione, Politica valdostana, Referendum

Tag: , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

22 commenti su “A tutti!”


  1. Il Movimento 5 stelle è uscito dal Comitato del sì, scelta obbligata per un movimento che vuole correre da solo.

    Una volta quando si leggevano queste frasi…si sorrideva e ci si diceva che erano solo seghe mentali. Oggi la frase è cambiata?

  2. Frank Burgay Says:

    Io personalmente non condivido la scelta del M5S di uscire dal Comitato per il Si. Condivido quanto scritto da Donzel: uscire due giorni dopo aver vinto è sicuramente mancanza di tatto… E poi mi dà terribilmente fastidio che quando si costruisce qualcosa di bello, qualcuno deve sempre fare “il più furbo degli altri” e correre da solo… E poi a quale pro? Perché si è a prescindere contro tutti e contro tutto? Forse i Grillini dovrebbero imparare a fare meno i galletti e più i politici…

  3. robin hood Says:

    che vadano pure . Ferrero è stato bravo a parlare del piro in piazza ma perché poi ne hanno approfittato per far propaganda -fuori luogo- al M5S?

  4. Edo Says:

    Se si chiama Comitato del SI, vuol dire che era un insieme di forze per la vittoria referendaria. Non conosco personalmente i cittadini del m5s di Aosta ma è ovvio che la loro opinione sul trattamento dei rifiuti non cambierà. Mi sembra logico che continuino per la loro strada, ci sono le elezioni in vista e dimostrano di seguire uno dei principi generali del movimento5s: non fare alleanze con altre forze politiche. Se saranno eletti voteranno quello che riterranno giusto, se dovranno fare altre battaglie valuteranno chi appoggiare o da chi farsi appoggiare.
    Sono stati in gamba a portare ad Aosta il leader di un movimento che, stando ai sondaggi nazionali, non è un partitino da 4 voti. Non possiamo ovviamente sapere in che quota il loro lavoro, l’intervento di Grillo in piazza e i post sul blog, abbiano influito sull’esito del referendum, però bisogna riconoscere loro di aver contribuito alla vittoria e dato una visibilità nazionale alla battaglia dei valdostani.
    Il programma nazionale del m5s propone una politica Rifiuti Zero e di introdurre i referendum propositivi senza quorum, grazie a noi valdostani per la prima volta in Italia un referendum propositivo è stato determinante, anche per merito del m5s. Spero che se eletti in piazza Deffeyes, i valdostani del m5s, con il sostegno di altre forze politiche, riescano a togliere lo sbarramento del quorum o quantomeno ad abbassarlo.
    Definirli nei commenti grillini “più furbi degli altri” o “contro tutto e tutti” significa non aver compreso che ci sono cittadini che vogliono essere rappresentati da altri cittadini, i quali non fanno alleanze politiche ma che si aggregano, quando serve, con forze politiche o altri movimenti spontanei di cittadini, nell’interesse del raggiungimento degli obiettivi del programma. Questi signori non vogliono fare i “politici” tanto è vero che non possono fare, per regolamento interno, più di due mandati e rinunciano ai rimborsi elettorali! Ci vorrebbero più “galletti” come loro anche nei partiti convenzionali… Domani vado a votare le primarie del centrosinistra, con l’amara consapevolezza che le buone parole dei candidati verranno disattese non appena (ri)siederanno in parlamento.

  5. bruno courthoud Says:

    La “politica” intanto continua imperterrita la sua strada. Come Rollandin 5 anni fa, hanno dato le dimissioni, in vista delle regionali, Pierluigi Marquis (Rav, Stella Alpina), Alessandro Nogara (segretario particolare di Viérin, UV), Mauro Bieler (Fondazione Grand Paradis, UV), dai luoghi dove si allenavano al calduccio. Hanno già l’elezione assicurata? Probabilissimo. Per me rimangono ineleggibili, al di là dei sei mesi previsti dalla legge elettorale. Rollandin ha fatto scuola. Subito nella lista nera. Scusate se sono andato fuori tema. Altri tracceranno i loro emeriti curricula.

  6. paolo fedi Says:

    Anche a me non stupisce che i grillini siano usciti. Devono trovare spazi loro ed è giusto che lo facciano. Quello che può dare fastidio dell’uscita però è forse il modo, la scelta non condivisa con nessuno del Comitato ma comunicata attraverso un articolo non proprio gentile sul loro sito: http://alpvda.org/index.php?option=com_content&view=article&id=385:robin-hood&catid=45:le-frecce-implacabili-di-robin-hood&Itemid=69
    Liberi di fare e pensare quel che si vuole ma la forma è sostanza. Se, giusto per fare un esempio, Rollandin non ama il dialogo nè usa rispetto per gli altri, sarebbe buon segno distinguersi con atteggiamenti diversi: altrimenti gli altri, tutti gli altri, come minimo un po’ si incazzano…

  7. gloria84 Says:

    Anche a me non è piaciuta la propaganda elettorale del m5s in chiusura del referendum non c’entrava niente. Sentirsi diversi è legittimo, ma considerare gli ex compagni di viaggio degli inconcludenti come dice Ferrero è ingiusto e scorretto. Il referendum si sarebbe vinto anche senza Grillo e comunque i grillini senza di lui non sono niente, dovrebbero riflettere su questo invece di sentirsi tanto galletti. Troppo facile sfruttare il carisma di un altro.

  8. Frank Burgay Says:

    @Edo: Io ho capito benissimo chi sono i Grillini e in parte appoggio anche le loro azioni, ma quello che mi fa pensare è il modo del tutto inadeguato con il quale sono usciti dal Comitato del SI.
    Giusto per chiarirsi, frasi come “Preferiamo FARE piuttosto che discutere”, “Vogliamo precisarlo, semplicemente perché il senso pratico del movimento 5 stelle e il nostro carattere sanguigno mal si combina con certa diplomazia tipica di una politica fatta di incontri, riunioni inconcludenti, ricerca di compromessi a tutti i costi, tavoli di confronto alla quale invece sembrano affezionati alcuni virtuosi” ecc…
    Vogliono giocare a fare la rivoluzione o vogliono porsi come SERIA alternativa allo schifo politico attuale?
    Da quanto scrivono mi sembra che le questioni le prendano più con il cuore che con il cervello: per raggiungere dei risultati bisogna fare degli accordi, bisogna fare riunioni, bisogna cercare (inevitabilmente) dei compromessi!

    Ti faccio un esempio: in Sicilia i Grillini sono il primo partito e possono davvero cambiare le cose! Per farlo devono scendere a dei compromessi (laddove possibile, ovviamente), altrimenti il rischio è che occupino le sedie del Parlamento solo per scaldarle.
    Poi magari mi sbaglio, magari questo atteggiamento alla lunga pagherà, non lo so. La mia idea è che il M5S è un qualcosa di straordinario, ma è arrivato il momento che i suoi militanti inizino a fare politica: una SANA politica!


  9. Nel M5S non esiste nessun tipo di democrazia perché non ci sono regole codificate e comandano solo due persone: Casaleggio e Grillo. Sicuramente gran parte della base è composta di persone oneste e in buona fede e, forse, riusciranno a democratizzare il movimento (ovvero a mettere regole). Ma a oggi non è così. Anche la Valle d’Aosta ha potuto costatare come quest’uscita frettolosa e sbrigativa del M5S sia diventata un’operazione di “facciata”.

    Ritengo che in materia elettorale, visto l’approssimarsi delle elezioni, il M5S e le opposizioni tutte, abbiano conseguito la forza per incalzare Rollandin&Soci. In ogni caso chi si è appropriato (in modo non rispondente) il diritto di avere avuto in mano il bastone del comando dell’operazione vincente, avrebbe dovuto assumersi anche maggiori responsabilità…prima di applicare il principio della fuga. Alla fine per essere troppo ondivaghi quali piume al vento, si finirà per consegnare una parte dell`opposizione nelle braccia dell’astensionismo.

    I movimenti, i comitati, non devono diventare delle semplici associazioni sportive, ma devono essere secondo la loro natura, comunque credibili. Ad esempio un partito si deve muovere su direttive politiche approvate da un congresso; nelle altre forme di aggregazione ci devono essere comunque organismi di garanzia oppure regole approvate dagli iscritti, norme a cui fare riferimento ecc…

    Per me democrazia s’intende che tutti devono partecipare al dialogo comune, per poi adottare una linea di condotta comune com’è stato per il Comitato del SI. E’ anche vero che la linea comune non può essere sempre la stessa e dettata per sempre. Dunque, se non si può partecipare al dialogo con una propria idea e si deve aderire acriticamente a una linea di condotta decisa chissà dove, quando e non si sa da chi…che razza di democrazia è? Sarà per questo che mi viene da pensare, che se M5S se ni sia andato, deve avere assodato che non potrà sostenere una linea condivisa.

  10. Serafino Pastorello Divino Says:

    Come prima impressione vedere in piazza questo Stefano Ferrero, dare indirettamente degli addormentati ai valdostani, dire parolacce (non in modo comico) e poi vederlo ancora sul blog di grillo commentare i risultati del referendum con una faccia spiritata..bè…con le dovute proporzioni mi viene in mente più la Kampuchea del dopo 1975, che una qualsiasi capacitá di svolgere ruoli politici democratici..comunque i giudizi migliori sono quelli a lungo termine.

  11. bruno courthoud Says:

    a dire il vero la “politica fatta di incontri, riunioni inconcludenti, ricerca di compromessi a tutti i costi, tavoli di confronto, commissioni inutili” a me sta sulle palle da molto tempo. Mi ricorda due cose: le assemblee sessantottine in cui ci si parlava addosso senza dire niente e l’attuale televisione. Evito generalmente e l’una e l’altra cosa.

  12. brother Says:

    Questi M5S sono bastardi senza gloria, vero. Adatti alla guerra contro le Macchine che è appena cominciata. Ci incontreremo di nuovo.

    Io sono John Connor, e se state ascoltando fate parte della Resistenza.


  13. Io invece, caro Bruno, ricordo ancora adesso…e mi brucia ancora, delle quantità industriali di critiche che tu infliggesti al Pd quando non seguimmo i tuoi intendimenti. Tu infatti – se non ricordo male – caldeggiavi assieme a tanti altri, un certo tipo di alleanza del Pd affinchè non andasse da solo. Ricordi l’AAP? Ora vedo che qui si accetta ciò che prima si disprezzava.

  14. bruno courthoud Says:

    ???????????????

  15. patuasia Says:

    A dire il vero la politica fatta di incontri, riunioni inconcludenti, ricerca di compromessi a tutti i costi, tavoli di confronto… portata avanti dal Comitato del sì ha portato alla vittoria e allora le riunioni e gli incontri non sono stati così inconcludenti, i compromessi sono stati necessari e il confronto fra le diverse anime è riuscito o sbaglio?

  16. bruno courthoud Says:

    senz’altro, non penso che l’intervento di Grillo sia stato determinante.

  17. Statti Francesco Says:

    Ho letto con attenzione i vari commenti sull’uscita del M5S dal Comitato del sì contro il pirogassificatore e devo ammettere che qualche posizione la trovo decisamente fuori luogo. Innanzi tutto vediamo cos’è il Comitato, la ragione per la quale è nato e, non ultimo, la sua funzione.
    Esso è nato con la finalità di unire le forze di chi si riconosceva in tale messaggio, ovvero impedire che in VDA si costruisse un inceneritore. Le risorse di cui esso necessitava erano di varia natura da quelle economiche a quelle di impegno fisico per la campagna referendaria.
    Espletate tutte le funzioni e le ragioni per cui si era costituito, può uno dei suoi aderenti ritenere che raggiunto il risultato che si proponeva, cioè vincere, non vi sia più ragione che esso continui a “far che cosa”?
    Ebbene, questo è ciò che ha fatto il M5S dopo aver preso parte alla prima riunione dopo il referendum, averne discusso al suo interno ed aver omesso di inviare la mail di riadesione, così come voluto dal Comitato.
    Quanto sopra, credo, che rientri nella normale scelta che una forza politica può e deve fare senza essere tacciata di antidemocrazia, vigliaccheria ed altro ancora.

  18. libero Says:

    Statti fra i commenti sull’uscita del tuo movimento dal comitato del sì ti sei perso quello che ha scritto Ferrero sul vostro blog, non mi sembra che sia stato corretto nei confronti dei compagni di viaggio. Per il resto nulla da aggiungere.

  19. Statti Francesco Says:

    Tu che parli di correttezza, comincia a presentarti col tuo vero nome; poi potremo argomentare. Ovviamente se ne vale la pena.Comunque sappi che non mi sono perso nulla. Ferrero ha diritto di dire ciò che pensa a condizioni che se ne assuma le responsabilità, in questo caso, politica. Riguardo ai tuoi giudizi potrebbero essere ascoltati se tu avessi preso parte al lavoro del Comitato, cosa che io posso dire, e se fossero indicati con chiarezza, non genericamente come hai fatto tu. Poi, saresti in grado di dire in che cosa consiste la scorrettezza?

  20. patuasia Says:

    Signor Statti, l’anonimato in casa Patuasia è consentito e fa parte delle regole del mio blog, per cui la invito a non puntualizzare su questo, grazie. Inoltre essendo anonimo, come può dire che il signor Libero non ha presenziato alle riunioni del Comitato? Riguardo alla scorrettezza nei confronti dei compagni di viaggio da parte del signor Ferrero concordo con lui. Come si possono giudicare inconcludenti delle riunioni che hanno portato a un successo?

  21. tagueule Says:

    Forse Ferrero ha paura che il Comitato del sì e/o Valle Virtuosa impediscano a M5S di fare campagna elettorale sul tema dei rifiuti/salute. Tema che da sempre, in tutto il mondo, muove l’istinto dell’elettore.

  22. Alessia Says:

    A taguele e a libero: se aveste partecipato alle riunioni del comitato del SI probabilmente sapreste a cosa si riferiva Ferrero nel suo intervento. Di certo non intendeva che il risultato non è stato raggiunto né si è mai arrogato alcun merito particolare sulla vittoria del referendum. Però che i partiti che conosciamo tendano a parlare molto più di quanto non facciano potreste perlomeno concederlo, no? (A patuasia: per me “inconcludente” significa anche metterci 3 ore al posto di una, e senza offendere nessuno credo proprio che il senso dell’articolo fosse questo) In più vorrei puntualizzare che non c’è stata un’uscita dal comitato come la intendete voi. Semplicemente non c’è stata reiscrizione, perchè si è giudicato che l’obiettivo (del comitato) fosse stato raggiunto. Questo non significa che il M5S si impegnerà di meno nell’obiettivo rifiuti zero, né che non si schiererà insieme ad altri per raggiungere obiettivi comuni. Ne avete fatto una questione molto più grande di quanto non fosse. Non dovete credermi sulla parola. Andate una volta ad un incontro con la popolazione, parlatene con i candidati e giudicate voi stessi.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: