Zoccolo nero


Ma in che razza di posto vivo? Questa è una domanda che mi faccio spesso qui in Valle, fuori un po’ meno. Vengo a sapere che i volontari del Comitato del SI sono stati pesantemente insultati durante la distribuzione dei volantini nell’ultimo appuntamento della Bataille de Reines. Che la lobby degli allevatori sia lo zoccolo duro del PP (presidente pregiudicato) lo sappiamo; che i contributi a pioggia, gli occhi chiusi, le orecchie tappate e le bocche cucite dell’amministrazione regionale abbiano creato una mentalità mafiosa anche, dunque perché mi stupisco? E’ chiaro che chiunque vada contro al signorotto-spargitore-di-favori, sordo, cieco e muto di fronte ai tanti comportamenti poco leciti del settore sia considerato un nemico a prescindere. Che l’attaccamento verso la terra, gli animali e la natura in genere, non è prerogativa dei contadini e degli allevatori di tutto il mondo, quello valdostano incluso. Allora perché mi stupisco del comportamento zotico dimostrato nei confronti di chi fa ciò che la democrazia dichiara come esempio? Perché l’evoluzione del pensiero per molti si è fermata negli zoccoli neri dei demoni medioevali?

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18 commenti su “Zoccolo nero”


  1. 26 Gennaio 1994 – 24 Ottobre 2012.
    E’ finita un’poca.

    Finalmente si è chiuso uno dei periodi più brutti degli ultimi 50 anni. Silvio Berlusconi ha annunciato che il suo tempo è scaduto. Era ora. Non provo nessun astio verso quest’uomo che nel bene e nel male, veramente più nel male, ha rappresentato la sintesi dell’italiano medio. Furbo, egoista, imbroglione e tante cose che non voglio dire per carità di patria. Naturalmente quest’uomo è durato per un periodo così lungo per i tanti errori che gli italiani per bene hanno commesso.

    Nel momento dell’addio naturalmente non si è dimenticato di lanciare le solite accuse a quelli che lo hanno avversato. Ma lo perdoniamo perchè è anziano e gli anziani si rispettano tutti. Ora si spera, per il bene dell’Italia, che da quest’uscita possa nascere una destra di tipo europeo rispettosa delle istituzioni e in linea con le altre destre europee.

    Ps. Basta cambiare “un nom et cognom”, la valle d’Aosta all’Italia, l’Uv alla destra e tutto combacerebbe. A quanto la fine di questa epoca tragica in Vallée ?

  2. patuasia Says:

    Perdonare gli anziani? Signor Bruscia, Pinochet ha ucciso e ha vissuto sugli scheletri delle sue vittime, vissuto bene e a lungo e questo, secondo me è un aggravante, ma che razza di senso ha perdonare per via dell’età? La giustizia segue una strada che non deve essere anagrafica (i minori sono un’altra cosa) lo stesso dicasi per Berlusconi ecc ecc. Evitiamo il pietismo da oratorio, per favore, e manteniamoci lucidi.

  3. matteo Says:

    Dubito che si siano accaniti contro un piccolo e purtroppo poco conosciuto logo. Non è stato piuttosto qualche altro vessillo a spaventarli ed aizzarli contro i poveri malcapitati idealisti? O davvero la bandiera del “sì” è così rappresentativa e temibile da scatenare tanta foga? Raccontata così mi sembra la piccola parodia degli estremisti che bruciano la bandiera americana o peggio quella dei nazisti che buttavano al rogo i libri.

  4. bruno courthoud Says:

    Si sa, gli allevatori sono impermeabili a tutte le diossine, così come sono impermeabili alla tubercolosi, e, quando si ammalano, si rivolgono al loro veterinario di fiducia.

  5. Egg Says:

    450.000 Euro pubblici spesi per la bataille… illustrativo.


  6. @ Gentile Patuasia

    Non so se è una buona o cattiva notizia:”26 Gennaio 1994 – 24 Ottobre 2012. E’ finita un’poca.” Sicuramente ci saranno persone, che come si sono fatte infinocchiare dalle sue promesse per vent’anni e l’hanno votato, ora si faranno infinocchiare dall’idea che senza di lui potranno votare di nuovo per lo stesso partito pensando che questo sia ripulito.

    Astio? Perchè avere astio per B. o R. ? Sarebbe bastato che il primo si fosse fatto trattare come qualunque cittadino della Repubblica o che non avesse presentato un’altra canditatura essendo un politico condannato, l’altro. Quando vedo in tv Bernardo Provenzano o un trafficante di droga non è che provo astio per queste persone, penso semplicemente che dovrebbero stare in galera o messi in condizione di non nuocere.

    L’astio lo lascio alle elucubrazioni dei fresconi che pur di difendere B. o R. anche quando erano indifendibili (cioè quasi sempre) dicevano e dicono che gli antiberlusconiani o gli antirollandiniani sono ossessionati e anche (perchè no?) invidiosi. Il problema non è che se ne va (?) Berlusconi, il problema è se ci dobbiamo ancora cuccare i Cicchitto, i Gasparri, le Santanchè, i La Torre, i Lattanzi, i Caveri, le Rini e compagnia cantante…chè purtroppo restano,

  7. bruno courthoud Says:

    Se non mi sbaglio il dottor Sudano ha convinto gli allevatori che la diossina e le nanoparticelle possono, al massimo, favorire la moltiplicazione dei pidocchi, allevamento a cui noi valdostani siamo abituati praticamente da sempre.

  8. bruno courthoud Says:

    pare che Berlusconi abbia finalmente scelto: lascia la “politica” per dedicare tutte le sue risorse al bunga bunga. Rimangono però gli altri, che sono tanti, molti, troppi, come qualcuno ha evidenziato. Praticamente la maggioranza degli italiani e dei valdostani. Pensavamo di essercene disfatti ai tempi di “mani pulite” e invece è nato Berlusconi. La pertitocrazia tira un sospiro di sollievo, io no. Non cambierà nulla (a parte il ritorno alla partitocrazia). L’unica soluzione è disciplinare seriamente l’accesso alle cariche elettive, la loro durata, i loro stipendi e i loro privilegi, le cause di decadenza da tali cariche, ecc. Ma questo non è possibile, perché nessun partito lo vuole. Non riescono nemmeno a mettere insieme una legge elettorale decente. E allora continuiamo con questa classe di politici inefficaci e inconcludenti, con i privilegi, la corruzione, gli sprechi, la contiguità con le mafie di pianura e di montagna. Facciamocene una ragione.


  9. @ bruno courthoud

    Non necessariamente !

    Farsene una ragione non significa dimenticare, ma riportare nelle ragionevoli proporzioni le cose…nel tuo caso la classe di politici inefficaci e inconcludenti. Farsene una ragione non vuol dire dimenticare – non si potrà mai dimenticare – vuol dire arrendersi all’evidenza dei fatti della vita e smettere di sperare che accada quello che non accadrà mai.

    Farsene una ragione significa che qualcosa di più alto di noi o qualcosa ci impone di accettare quello che succede senza che si possa fare niente. E’ un pò come quando sei in un ufficio regionale e devi aspettare i lunghi tempi di attesa oppure quando vorresti votare ad un referendum e il Sudano di turno te lo vuole impedire o ancora come quando ti eleggono un rappresentate politico e non si è potuto fare niente per evitarlo.

    Non voglio farmene una ragione, non sono un pessimista come te…

  10. patuasia Says:

    Condivido con il signor Bruscia, anche se l’essere ottimisti è atteggiamento sempre più difficile, ma per me e per molti altri (vorrei includere anche lei signor Courthoud) è comportamento inevitabile: si chiama vivere.

  11. bruno courthoud Says:

    Quel poco che è stato fatto in questi anni, a partire dalla nascita del governo Monti (che piaccia o non piaccia) è nato sotto la forte spinta dei cittadini, che molti hanno sempre accusato di qualunquismo. Se qualche partito sembra accorgersi che qualcosa non va nell’attuale sistema partitocratico, questo è avvenuto sotto la spinta dei cittadini, i soliti qualunquisti. Non è quindi ora di mollare e di ridare fiato alla voce dei partiti. E’ ora di continuare in modo ancora più forte e deciso sulla via intrapresa, ma da parte dei cittadini.


  12. Niente si può liquidare, in politica, con leggerezza. Io sto scrivendo di questo per vedere se qualcuno messo meglio di me in quanto a modernità dei “costumi politici”, riuscisse a spiegarmi come si può fare politica senza essere un partito, o movimento, o associazione, politica, cioè che si “ispira a un’idea politica” comunista, marxista, socialdemocratica, liberale, fascista che sia. Governare qualsiasi Paese o città o impresa e perfino un condominio, deve necessariamente avere un’ispirazione di colore politico.

    E’ chiaro che se l’Italia degli anni ’20 non fosse andata in mano a Mussolini forse ci saremmo evitati tre guerre in venti anni, così come è chiaro che la Thatcher ha pensato di risolvere i guai del suo Paese con un’idea assolutamente diversa da quella che in quel momento governava le Repubbliche del Nord Europa. Come si fa allora a pensare che se metti delle persone senza colore politico, senza un’idea su come governare una società, magari solo provvisti di onestà, o di quell’idea abbastanza confusa sulla partecipazione di tutti i cittadini alle decisioni del governo, ipotizzi solo un gran casino. Oppure, visto che politici abbiamo oggi, facciamo del semplice populismo. Facile, in questo momento.

  13. libero Says:

    nessuno è contrario ai partiti, ma è necessaria una rivoluzione culturale che riorganizzi il tutto dalle fondamenta, nuove regole, nuove persone e nuovi stipendi. Ho come l’impressione che siamo andati fuori tema…


  14. @libero

    Allora perché mi stupisco del comportamento zotico dimostrato nei confronti di chi fa ciò che la democrazia dichiara come esempio? Perché l’evoluzione del pensiero per molti si è fermata negli zoccoli neri dei demoni medioevali?
    Patuasia

  15. cesara pavone Says:

    Ho aperto il post pensando di leggere commenti sul tema agricoltura, allevatori, inquinamento ed inquinamenti … trovo invece ed ancora berlusconi!

  16. patuasia Says:

    Signora Cesara, il post non era tanto sull’agricoltura, ma su quella parte di allevatori degni di un ritratto di Bosch.


  17. Nel pannello centrale del Trittico del Carro di fieno del Pittore olendese Boss – così si pronuncia – è il carro di fieno e la confusione che scatena il suo passaggio. In esso, forse memore della tradizione italiana dei Trionfi, l’artista rappresentò il proverbio, dedicato all’avidità, che dice: «Il mondo è come un carro di fieno, ciascuno ne arraffa quel che può».
    Mi sono fatto una cultura con Patuasia

  18. Alberto Grange Says:

    @ Cesara
    Gira e rigira mi trovo sempre d accordo con te…. Si parte con gli allevatori che non possono pensare diversamente e si arriva a Berlusconi…. Mah!!


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