Voglio una regione normale


Si lamentano dell’attitudine centralista del Governo Monti che è la stessa attitudine centralista che si esercita a Palazzo Deffeyes con la differenza che Monti ha una squadra di Governo e Rollandin no. L’Union valdotaine ha sotto controllo tutto: l’autonomia è un diritto solo per i politici unionisti e i loro parassiti: l’autonomia per farsi gli affari loro. Sulle nostre testoline quasi svuotate da decenni di contributi e favori individuali a scapito del bene dell’intera comunità. Siamo italianissimi! Questa autonomia a uso e consumo del potere viene confermata dalla interpretazione che gli unionisti hanno del referendum: strumento democratico per eccellenza; dalle telefonate in campagna elettorale; dai ricatti e dalle promesse che circolano in tutti gli ambienti possibili; dallo sfruttamento smodato delle risorse e dell’ambiente (vedi alla voce: Luigi Berger, sindaco indagato per danni ambientali). L’autonomia è stata ed è il pretesto, per governare in libertà una regione. La Valle d’Aosta è infatti amministrata come un feudo. Una proprietà privata di pochissimi signori. Lo Stato è visto solo come un debitore nei confronti della Storia. Meno soldi ci arrivano e più le voci di un attacco alla nostra diversità si fanno forti e arroganti. Nessuno dei politici si è mai domandato perché lo Stato non può più far pagare alle altre regioni i costi dei nostri sprechi? Ovvio, perché sono finiti i tempi delle vacche grasse e, per quanto pochi possano essere i soldi elargiti, gli italiani della porta accanto di noi e dei nostri privilegi che, storia a parte, sono percepiti come tali, ne hanno le palle piene! Caveri esprime preoccupazione per la tenuta democratica del nostro Paese? Chiede all’Europa che vigili sulle scelte italiane? Ma chi dovrebbe mai dargli ascolto? Chi è Caveri? Un consigliere regionale con uno stipendio fra i più alti d’Italia! Un politico responsabile della programmazione RAI regionale: un conflittino di interessi di poco conto, se misurato con quello di Berlusconi, ma certo non così in linea con i principi di democrazia. Che la riforma costituzionale arrivi. Che ci commissariassero pure: fra feste di san Giorgio e Giacomo, del peperoncino, della capra, della mozzarella, delle batailles des reines, giusto per citare solo alcuni dei vari serbatoi di voti unionisti, e gli innumerevoli sprechi di denaro pubblico non possiamo far altro che chiedere scusa e provare vergogna.

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14 commenti su “Voglio una regione normale”

  1. bruno courthoud Says:

    Essere più centralisti di piazza des feyes credo sia impossibile: per mascherare questo centralismo battezzano le loro liste comunali “autonomie communale”, e le feyes ci credono o fanno finta. Tanto la parola “autonomie” porta voti e la si può usare come cacchio si vuole. Vedo però che ormai i “politici” la usano solo più nel senso:
    autonomia = + soldi.
    L’UV, per spiegarcelo meglio, sembra voglia fare un congresso tematico sull’argomento: DOPO 60 ANNI!

  2. falce e martello Says:

    Avete visto Ballarò ieri? Le risposte dei cittadini di Aosta alla domanda “perchè la vda è una regione autonoma?” Che approfondita conoscenza hanno di questo nostro privilegio, forse l’union si è data molto da fare in questi anni per spiegarci che cos’è l’autonomia, A Caveri direi di proporre alla UE di vigilare anche sui programmi di storia che la scuola valdostana propina, magari riusciremo a preparare meglio i futuri cittadini di questa bella regione che grazie a 30 anni di ruberie di dc-psi e union-altri ci hanno portato a questo livello. Per feste e ricorrenze suggerisco anche “la messa alla Madonna di Polsi” e a Caveri anzichè rivolgersi alla UE vada direttamente dal Procuratore della Repubblica di Aosta, tutti noi gliene saremmo grati, per la prima volta farebbe una cosa utile alla sua regione visto il nome che porta.

  3. camosciobianco Says:

    … l’irrigazione a pioggia di contributi ha spento le coscienze, annichilito le capacità imprenditoriali, posto in coma profondo una larga (?) parte della popolazione. Tutto è dovuto come se fossero diritti, mentre si tratta pur sempre di privilegi.

    Essere autonomi non significa non dover rendere conto a nessuno, men che meno a chi elargisce i 9\10. Anzi, essere autonomi dovrebbe comportare, a fronte di maggiori privilegi e\o libertà, maggiori responsabilità. Ma quest’ultima parola è scomparsa dal vocabolario comune: più nessuno si assume le responsabilità del proprio agire. La colpa è sempre di un altro.

    Adesso è colpa del “cattivo” Stato centralista.

  4. Maurizio Pavoni Says:

    Mi auguro che si arrivi presto alla riforma della Costituzione che metta fine a questo scandalo delle “regioni autonome” che hanno dato un pessimo esempio. La Valle d’Aosta ha un’economia completamente “dirigistica”, non so se si riesce a trovare un vero imprenditore, uno che rischia i soldi propri e non sopravvive grazie agli aiuti dello stato.
    Ancor più risolutivo sarebbe abolire tout court tutte le regioni (ordinarie ed a statuto speciale) che non hanno fatto altro, dal 1970 ad oggi, che aprire una voragine nei conti dello stato mantenendo una classe di parassiti

  5. Luisa Says:

    Non mi rimane niente da aggiungere . Sia il testo che i commenti sono talmente esaustivi e degni di ammirazione! Non posso che essere d’accordissimo con voi.

  6. noncacciounalira Says:

    Sinceramente sono un po’ stanco ogni volta che discuto con un valdostano che mi risponda “Ah, ma noi siamo autonomi” persino quando gli faccio notare che tratta male il suo cane…

  7. noncacciounalira Says:

    e la cosa peggiore, cane maltrattato a parte, è il tono di superiorità con cui lo dice 😦

  8. Bisker One Says:

    Sarebbe stato bello mantenere questa autonomia, se fossimo stati in grado di gestirla al meglio: usarla per fornire servizi ormai inesistenti per i cittadini, per esempio. Così non è stato; adesso, ci meritiamo la mazzata. Tutti i nostri politicanti della domenica, poi, piangeranno perché non riusciranno più a sfruttare questa cosiddetta autonomia per continuare imperterriti a intascare voti e a percepire i loro stipendi e vitalizi d’oro.

  9. pierre Says:

    la gestione regionale avrà tanti problemi, ma pensare che lasciando tutta la gestione allo Stato si risolvano mi sembra pura follia, se siamo dove siamo è sicuramente anche grazie allo Stato. Il problema non è lo Stato o la Regione ma amministratori capaci ed onesti, che ci sono anche stati nel passato ma che nessuno poi ha continuato a votarli, meglio votare il politico che fa i piaceri. Siamo a questo punto perchè la maggior parte degli italiani è così.

  10. marburg Says:

    Giusto, ma allora vediamo di votare meglio la prossima volta, altrimenti siamo proprio dei mona.

  11. patuasia Says:

    Intendiamoci bene, non sono contraria all’autonomia e al federalismo in genere, sono contraria a questo tipo di interpretazione di autonomia: la regione è mia e ci faccio quello che voglio! Che è il pensiero di nos-atre. Credo che su alcuni punti l’intervento statale sia necessario es. il turismo: Ogni regione ha sue regole e norme (agriturismi, B&B, professioni e titoli…,) non sarebbe il caso, per evitare confusioni, che ci fosse un regolamento comune? E così per tante altre voci, fra cui il controllo sui costi e sulle spese regionali. La distanza, in alcuni casi, è garanzia. (Se al posto di Rollandin avessimo un Prefetto “autonomo” non sarebbe meglio?). Quella distanza che i nostri autonomisti considerano un attacco alla nostra specificità e che invece è un attacco al loro strapotere. Che poi questo Stato sia allo sbando è perché una mentalità regionalista è diventata statalista o il contrario. Comunque le modifiche al Titolo V della Costituzione sono da fare.

  12. pierre Says:

    è proprio sul fatto che voteremo meglio che ho dei grossi dubbi

  13. pierre Says:

    penso che un ritorno all’imposizione locale (ogni ente si recupera dalle tasse le somme che servono a gestire le proprie attività) permetterebbe ad ogni cittadino di meglio valutare come sono spese le proprie tasse, ad oggi i soldi che vengono spesi sembrano sempre soldi di altri, invece no, sono sempre i soldi delle nostre tasche. Oltre a ciò indispensabile la completa pubblicazione su internet delle spese (escluse logicamente quelle minute) e sempre pubblicazione su internet dei costi standard

  14. tagueule Says:

    Da Repubblica di oggi. Parla PIetro Grasso, procuratore anti mafia.

    Se lei fosse un legislatore, quale “cura” adotterebbe per rafforzare gli anticorpi della politica?
    «Farei una norma molto semplice: chi è in politica non può entrare in affari di qualsiasi genere. Bisognerebbe creare una anagrafe, accessibile a tutti, per i politici per i pubblici funzionari, per gli amministratori. Chiunque potrebbe controllare se ci sono arricchimenti ingiustificati».
    Alcune Regioni “insospettabili” come Val D’Aosta o Umbria hanno istituito delle commissioni regionali antimafia. Non è allarmante?
    «Non è con una commissione che si risolvono problemi come questi. È assurdo, anzi, che si faccia una commissione regionale se poi sono le stessi Regioni, e con tutti i partiti d’accordo, che votano leggi con le quali si attribuiscono compensi assolutamente sproporzionati, mentre il resto dei cittadini italiani sopportano enormi sacrifici».


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