Un referendum che fa paura


Riceviamo dal Comitato del SI’ e volentieri pubblichiamo.

La lettera a firma congiunta del Presidente e dell’Assessore all’Ambiente della Regione Valle d’Aosta rivolta al Ministro Clini non avrebbe bisogno di commenti, tuttavia occorre una riflessione, perché le tematiche affrontate si riferiscono a temi diversi rispetto alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti nella nostra regione. Gli amministratori regionali non chiedono al Ministro un parere per gestire al meglio i rifiuti in Valle d’Aosta, ma invocano “un incontro urgente al fine di valutare congiuntamente le possibili precauzioni da intraprendere” di fronte alla scadenza di un referendum propositivo legittimamente convocato. Ci chiediamo, come cittadini valdostani, quali siano queste “azioni da intraprendere” in quanto le iniziative intraprese da Valle Virtuosa e dal Comitato del Sì al referendum sono sempre state nel pieno rispetto della legge, nella lettera si ammette, infatti, che il referendum regionale è stato “peraltro ritenuto ammissibile dalla apposita commissione referendaria regionale sul presupposto che la ratio principale della proposta di legge in questione sia la tutela della salute.” L’intento è dunque di impedire il diritto dei valdostani, sancito dallo Statuto Speciale della Valle d’Aosta, di poter esprimere il loro parere su un piano di gestione di rifiuti inadatto, costoso e  superfluo  che durerà un quarto di secolo. Le motivazioni, ci pare, non sono legate alla convinzione che la scelta del pirogassificatore sia la più adatta. Il timore degli amministratori regionali è “che se il referendum dovesse avere esito positivo per i proponenti, si affermerebbe il principio che a livello regionale su iniziativa referendaria si può arrivare a bandire una modalità di trattamento rifiuti rispetto ad altre, con un effetto domino le cui conseguenze nazionali sicuramente non Le sfuggiranno.” La questione è radicalmente diversa. I criteri di scelta fra diversi sistemi disponibili non possono essere che quelli relativi alla salvaguardia della salute e agli aspetti socioeconomici della gestione dei rifiuti sui quali i cittadini sono legittimati a scegliere con giudizio e buonsenso. La questione in Valle d’Aosta è precisamente questa. Si evince, quindi, che il senso della richiesta della Giunta regionale al Ministro è quello di un appoggio “politico” alle scelte fatte, scelte che, lungi dall’ avere una legittimazione scientifica o normativa sono opinabili e quindi sottoponibili al giudizio dei cittadini. Alla luce di questa lettera, la risposta della segreteria tecnica del Ministero assume una connotazione ben diversa rispetto a quella propagandata: il Ministro Clini non ritiene di rispondere e “gira la pratica” alla segreteria tecnica che  si limita a ricordare quale sia la gerarchia di gestione dei rifiuti prevista dalla legge,  peraltro non rispettata in Valle d’Aosta.

Il Comitato del Sì chiede, nel caso in cui l’incontro con il Ministro Clini abbia luogo, di poter partecipare per sostenere la nostra proposta di gestione dei rifiuti in Valle d’Aosta e difendere il diritto di libera espressione dei valdostani su una questione così importante.

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10 commenti su “Un referendum che fa paura”


  1. Leggere in sequenza queste lettere dà la misura non solo degli intenti di Rolli ma anche della sua autorevolezza come Presidente della Regione. Si chiede un appoggio politico, un incontro e un intervento dello Stato per bloccare un referendum sancito dalla nostra Autonomia regionale. Clini gli fà rispondere da un funzionario con una lettera interlocutoria scritta su carta intestata personale che non vale nemmeno come atto funzionariale. Che figura di m…..

  2. Moungeme' Says:

    E chi sarà il nuovo presidente del consiglio???

  3. Frank Burgay Says:

    Se Rollandin (& C.) ha così paura del Referendum significa che, dal nostro punto di vista, c’è da essere ottimisti…
    Non ricordo una simile mobilitazione in occasione dell’ultimo referendum propositivo (che difatti non ha neanche raggiunto il quorum)…
    Insomma, se uno ha paura sa intrinsecamente che non ha la certezza di vincere. Altrimenti perché tanto interesse?

  4. libero Says:

    Vuoi vedere che sarà Lattanzi? ma stiamo andando fuori tema. Hanno paura è vero, ma dovremmo avere più paura noi ad essere governati da politici così poco democratici che ricorrono allo Stato per impedire un referendum che abbiamo in quanto godiamo di un’autonomia legislativa! Lo Stato minaccia l’autonomia realizzata grazie ai sacrifici della Resistenza solo quando ci taglia i contributi! Vergogna!

  5. giancarlo borluzzi Says:

    Poco fa ciao ciao ha fatto nel blog un riferimento implicito al bivacco Gervasutti.
    Il corrispettivo politico del nuovo bivacco Gervasutti sarebbe Massimo Lattanzi presidente del consiglio regionale.

  6. Moungeme' Says:

    Se e’ Lattanzi io mi trasferisco nel Canavese!!!!blech, che schifo….

  7. giancarlo borluzzi Says:

    Massimo Lattanzi = il vuoto pneumatico trasferito in politica.

    Mai sentita da lui una qualunque analisi politica, solo la sottomissione al Leone nell’illusione che imitando le tre scimmie di Nikko uno possa ritenersi sul ponte di comando.

  8. Moungeme' Says:

    Scusate se sino andato fuori tema ma non sapevo dove postare la mia domanda, concordo Borluzzi!!

  9. bruno courthoud Says:

    in pericolo è la democrazia, pirogassificatore o no! In pratica, il Ministero, non rispondendo, ha risposto: “In base all’attuale legislazione (da voi voluta!), sono cazzi vostri, e non nostri!” Ha ragione Protasoni: che figura di m…. per una regione che vuol far credere di essere “autonoma”!.

  10. libero Says:

    Gran figura di palta per il nostro “intelligentissimo” presidente, potete solo immaginare gli altri?


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