Autonomia e democrazia in pericolo!


Quando scrivo che è l’Union, con i suoi illustri interpreti, la vera nemica dell’autonomia, non voglio fare della provocazione, ma informare su un dato di fatto. Da pochi giorni l’ennesima prova che la mia tesi è esatta. La Valle d’Aosta ha voluto il referendum propositivo e lo ha ottenuto grazie alla sua autonomia legislativa, bene ora il nostro presidente di Giunta, Augusto Rollandin, scrive al Governo centrale affinché intervenga politicamente per evitare che questo referendum abbia corso. “… se il referendum dovesse avere esito positivo per i proponenti, si affermerebbe il principio che a livello regionale su iniziativa referendaria si può arrivare a bandire una modalità di trattamento rifiuti rispetto ad altre, con un effetto domino le cui conseguenze nazionali sicuramente non Le sfuggiranno.”. Questa in corsivo è l’ultima parte della lettera che Rollandin, insieme alla Zublena, ha inviato al ministro Clini. La riporto e la riporterò ancora, perché è di una gravità enorme. Cos’è un referendum? E’ il momento più alto di democrazia in quanto è il popolo sovrano a esercitare una scelta. Rollandin non vuole impedire solo che si costruisca un pirogassificatore, peggio! Vuole impedire che la volontà popolare si esprima! Infatti l’esito del referendum non è detto che sia favorevole al Comitato del SI’. Per impedire questa libertà che, mi ripeto, è l’espressione della nostra autonomia, l’imperatore non si fa scrupolo di chiedere aiuto a quell’odiato Stato che a suo dire la minaccia! Eppure quello stesso Stato non ha ostacolato il referendum sul nucleare che si è regolarmente svolto e che ha rispettato il verdetto risultato contrario a quello della maggioranza politica di allora. Allora, c’è ancora qualcuno che nutre dei dubbi su chi mette a repentaglio la nostra autonomia e conseguente libertà?

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10 commenti su “Autonomia e democrazia in pericolo!”

  1. bruno courthoud Says:

    No, non c’è nessun dubbio. L’UV ha già sabotato il precedente referendum, alcuni anni fa. Si tratta di metodi e modi da regime camuffato. Per quanto riguarda i rapporti con Roma e l’Italia (e questa lettera lo conferma in maniera ESPLICITA) io sono pronto a mettere la mano sul fuoco che l’UV abiia due lingue: una quando parla ad Aosta e pubblicamente ai suoi potenziali elettori, un’altra quando scende a Roma per i colloqui di rollandin e compagnia “in sede riservata”. E’ un metodo che ho sempre visto praticare in Regione dagli amministratori UV per quanto concerne i rapporti Amministrazioni comunali, amministrazione regionale, Comune. Potrei citare il nome di qualche sindaco che ha rappresentato il meglio di tale metodo (comune di Courmayeur, anni fa), ma non ne vale la pena. Mi stupirebbe se tale metodo non venisse usato anche nei rapporti con Roma, anzi questa lettera ne è la conferma esplicita (un auto goal dell’UV, a mio avviso). E questa politica di doppie verità sarebbe quella che dovremmo accettare? MAI.

  2. gloria Says:

    Quello che mi stupisce è come la gente non si accorga di nulla. Mi dico che l’informazione arriva in qualche modo distorta, che non c’è giornalismo che non sia solo un elenco di notizie narcotizzate, che non esiste uno straccio di giornale controtendenza, quelli di partito fanno solo propaganda fine a se stessa. Per forza mi rispondo un regime la prima cosa che fa è quella di controllare bene l’informazione, ma mi chiedo ancora: un po’ di dignità professionale qualche giornalista la prova ancora?

  3. tagueule Says:

    Ma davvero questa lettera è pubblica? Davvero Rollandin si è espresso pubblicamente in questi termini? E c’è una risposta del ministro? E il PD che dice? E tutti quei partitini fuori dai giochi che in casi come questo dovrebbero andare a nozze che fanno? Scusate, sono stato assente dalle pochezze valdostane e non so nulla…

  4. lacrunadellago Says:

    eccome se è pubblica: http://goo.gl/9dYuq
    cliccare su ogni immagine per vederla ingrandita

  5. libero Says:

    Il ministro non ha rispsto, ha delegato al segretario, una figura di palta per il nostro statista che andrebbe cavalcata.

  6. bruno courthoud Says:

    Il PD, come sempre, tace. Sempre più evanescente. A dire il vero all’UV, di che cosa dica o non dica il PD, a questo punto non frega proprio niente. Non esistono.

  7. cesara pavone Says:

    Anche la frase che chiude la lettera indirizzata al Ministro é da far sobbalzare ogni cittadino, favorevole o contrario al pirogassificatore ma che abbia a cuore la democrazia ed il suo sano e leale esercizio:
    “Siamo per questo a chiederLe un incontro urgente al fine di valutare congiuntamente le possibili precauzioni da intraprendere”!
    Precauzioni? E’ questo il lessico dei governanti di chez-nous?
    Quanto ai mezzi di informazione locale mi chiedo anch’io come mai abbiano ritenuto di prendere per oro colato i comunicati del potere senza chiedere di vedere le carte.
    In un’altra regione un fatto del genere provocherebbe un dibattito in ogni sede e forse è il caso che le altre forze politiche invitino qualche noto costituzionalista e amministrativista che spieghi e denunci la gravità dei passi fatti dal Presidente e dall’Assessore per bloccare il Referendum.

  8. patuasia Says:

    Signora Cesara, sarebbe bello che i giornalisti locali facessero il loro lavoro e non si limitassero a un elenco di notizie, ma la scuola di giornalismo locale e non solo, questo ha insegnato. Le altre forze politiche? Sono impegnate nei festival e nelle università estive a discutere sulle minoranze linguistiche, almeno si spera che per coerenza usino al loro interno la neolingua. Quella lettera al ministro è gravissima, la neolingua è gravissima, la rincorsa all’indipendentismo è gravissima, il silenzio del PD (pettegola solo contro il M5s) è gravissima, ma si fa finta di niente o quasi. Per fortuna che c’è Borghezio l’unico ancora capace di sollevare un minimo di indignazione.

  9. bruno courthoud Says:

    La lettera della Zublena, scritta senz’altro sotto dettatura del Presidente e da lui controfirmata, è un vero e proprio attentato allo Statuto e alla legislazione regionale. Possibile che nessun politico salti sulla propria sedia? Possibile che, a parte Patuasia, nessuno denunci questa gravissima manovra? Adesso, come avrete visto, si è messo di mezzo anche la marita (pardon, il marito) della Zublena con una lettera alla Stampa: lui sì che se ne intende (fu perfino interpellato da Riccarand allora assessore, per altra questione, ed in privata sede, per una questione a dir poco ridicola, ma che mi concerneva direttamente (le mie dimissioni da direttore dell’urbanistica). Prima o poi racconterò tutto, per levarmi un peso dallo stomaco. Purtroppo non è che Riccarand ci faccia una gran che bella figura.
    p.s. Purtroppo di manovre così meschine come quella della Zublena, ne avvengono ogni giorno, ma i politici avveduti, di solito, non cadono nell’ingenuità di metterle su carta. Direi che anche la Zublena, come Lavoyer, può considerare terminata la sua carriera politica. Troveranno per entrambi una adeguata sistemazione.

  10. libero Says:

    Credo che sia doveroso interrompere anche la carriera di Rollandin: un presidente di Giunta di una Regione autonoma che invoca lo Stato affinché lo aiuti a mettere in crisi un referendum nato da una legge dello Statuto speciale, un vero e proprio attentato all’autonomia!


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