I popoli minoritari


Alla foce dell’Omo nella tribù dei Dassanech. Foto: Patrizia Nuvolari

Oggi la conferenza di presentazione del Festival dei Popoli minoritari di cui, secondo la leggenda unionista e alpista, noi valdostani dovremmo far parte.

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21 commenti su “I popoli minoritari”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Sul Peuple c’è un articolo, ovviamente non firmato, su tale carnevalata propagandistica.

    L’ho letto in quanto friulano (non mi frega niente esserlo, mi ritengo appartenente al mondo occidentale, inteso come realtà accomunata da valori di libertà caratterizzanti anche paesi non geograficamente occidentali quali Australia/Nuova Zelanda/Sud Corea/Giappone/Taiwan/Israele) e quindi conoscitore di tale regione, in cui la sensazione di “popolo senza stato” è diffusa quanto le tartine con sopra spalmato il lucido da scarpe.

    In tale articolo del settimanale rossonero finanziato dallo Stato italiano c’è un solo riferimento riguardante un partecipante del Friuli, tale Luigi Maieron (mai sentito, anche se come me è nato a nord di Udine verso l’Austria), cantante che si dovrebbe esibire in tarda serata domenica 9, cioè verso la chiusura.

    Io speravo che al “festival” fossero stati invitati dei friulani non suonatori ma spieganti a me e altri friulani residenti in Valle le ragioni per cui si potrebbe sostenere che la mia regione natia sarebbe un “popolo senza stato”: credo che la mia curiosità non sarà soddisfatta, per cui tale espressione viene confermata come fesseria propagandistica che serve solo ad attestare la fantasiosa esistenza di popoli minoritari (secondo l’UV comprendenti anche la Valle che lei fantasiosamente dipinge col silenzio/assenso di Andrea Paron), fesseria finanziata in maniera indecente da 100.000 euro ricavati dalle tasse che i residenti in questa regione pagano.

    Finanziamento pubblico per fesseria propagandistica manifestamente privata: la Corte dei Conti cosa dirà in merito?

  2. patuasia Says:

    Secondo la leggenda unionista e alpista noi valdostani siamo un popolo senza Stato eppure ce la siamo cavata bene solo e unicamente con i soldi dello Stato e Rollandin oggi si incazza perché Roma taglia i contributi, minacciando così la nostra autonomia. Ulteriore conferma che uno Stato ce l’abbiamo e dal quale siamo fortemente condizionati. Allora? Che ci facciano capire i rossoneriarancio cosa realmente intendono con quella sigla.

  3. bruno courthoud Says:

    uso in libertà delle parole (e dei soldi) a puro e semplice uso politico-propagandistico per menti ignoranti e credulone: populismo a buon mercato. Stupisce il silenzio degli “intellettuali” locali (tutti “maitres à lécher”?).

  4. patuasia Says:

    Sì, signor Courtoud, gli “intellettuali” locali sono TUTTI dei maitres à lécher in quanto TUTTI dal regime si aspettano qualcosa: una mostra, una pubblicazione, l’acquisto di una quota di libri, contributi per dépliants, manifesti, conferenze, qualche incarico, qualche consulenza…, nessuno che abbia il coraggio di esprimere un parere contrario a questa bufala dei popoli minoritari (la festa più importante da noi è quella dei calabresi anche loro popolo senza Stato?), TUTTI a sparlottare nei bar o durante le cene a casa, MAI una presa di posizione ufficiale e chiara. Io li detesto TUTTI, che lo sappiano!

  5. Slèidou Says:

    buon giorno a tutti, non sono valdostano ma appartengo ad una minoranza linguistica riconosciuta dallo stato italico e sono ben felice che si faccia questa festa…non conosco la realtà politica della vostra valle…ma l’interesse dimostrato dal vostro assessorato alla cultura alle minoranze, che volenti o nolenti esistono (compresi i valdostani) e che la stessa costituzione tutela, mi pare una buona cosa. Mi spaventano questi rigurgiti nazional-fascio-comunisti.
    Saluti

  6. patuasia Says:

    Signor Slèidou, lei sostiene di non conosce la realtà politica valdostana, allora le consiglio caldamente di informarsi prima di parlare di rigurgiti nazional-fascio-comunisti, grazie. Lo Stato è italiano non italico, mi scusi per la precisazione.

  7. Slèidou Says:

    infatti io non voglio assolutamente entrare nel merito della politica che funzionerà come dalle altre parti….è lo stato che riconosce alcuni popoli come minoritari, ed allora perchè non fare un festival che serve come luogo di confronto ed arricchimento per tutti….

  8. bruno courthoud Says:

    Signor Slèidou, io sono valdostano doc, ho vissuto e lavorato in valle d’aosta, eppure mi sento straniero a casa mia, e non per colpa dell’italia, ma di coloro che organizzano queste buffonate (leggasi UV = Union Valdotaine, un movimento il cui stesso nome echeggia quello di un partito a suo tempo famoso, il PN, Partito Nazionale.

  9. armando fiou Says:

    Ho un amico canadese che lavora per il governo del Quebec e che per motivi professionali ha partecipato alle ultime edizioni del Summit dei paesi francofoni. E’ sempre molto divertente sentirlo raccontare delle scene di pura allegria e delle risate a crepapelle che la delegazione valdostana riesce sempre a strappare alle riunioni. Mescolato con i delegati di Marocco, Niger o Costa D’Avorio il politico valdostano di turno riesce sempre a tirare fuori uno strafalcione in un francese improbabile e zoppicante e a scaldare i cuori dei delegati parlando di una regione che in realtà nessuno conosce. Ma il popolo francofono ha un grande cuore e sa perdonare un fratello in cerca delle proprie identità culturali. Magari in Mali.

  10. giancarlo borluzzi Says:

    Tra i “popoli senza stato” inventati da Laurent Vierin col silenzio assenso del suo pari grado comunale Paron (senza scena muta non riceverebbe lo stipendio da assessore) c’è pure la Louisiana.

    In questo Stato degli Usa il 7% dei residenti parla sia l’inglese sia un francese atipico chiamato cajun (non cojun…); il restante 93% parla solo inglese.

    Ciò detto, come può Laurent Vierin, col necessario silenzio assenso di Andrea Paron, parlare di uno Stato della Lousiana fuori dalle stelle e striscie in funzione di tale minoranza di residenti parlante “anche” un francese atipico?

    Mi fermo perchè il mio giudizio sarebbe censurabile.

  11. patuasia Says:

    Il silenzio assenso non è solo ascrivibile a Paron, collega comunale di Viérin e facente parte di un partito nazionale che uno Stato ce l’ha, ma anche di tutti gli intellettuali (ma ci sono davvero?) e di tutti i politici con riferimento nazionale, come possono avallare la tesi assurda di un Popolo senza Stato? Tra poco ci saranno le elezioni politiche, per coerenza non si dovrebbe andare a votare.

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Tra i “popoli senza stato” viene compresa, nella carnevalata della prossima settimana, pure l’Irlanda.

    In base a quale arcana motivazione?

    Laurent Vierin doveva spiegarlo, certamente non sarebbe stato convincente, ma almeno una giustificazione ad usum delphini (i delfini sono i bevitori di ogni panzana + quelli per i quali tutto va bene avendo l’elettroencefalogramma piatto in politica + Andrea Paron che deve tacere/assentire sennò gli salta l’incarico di assessore e il relativo stipendio) ci sarebbe stata, invece viene dato per scontato che l’Eire è un “popolo senza stato” anche se uno Stato esiste e ha come capitale Dublino.

    Il tutto è ridicolo: nella parte settentrionale dell’isola c’è l’Ulster con Belfast, appartenente alla Gran Bretagna, felicemente suddito della regina e di religione protestante, mentre l’Eire è cattolico.

    Pensare che il più grande Stato dell’isola chiamato Irlanda supererebbe lo status di “popolo senza stato” solo annettendosi un Ulster ben più piccino del tutto contrario all’annessione è una farneticazione che solo una mente unionista può partorire.

    La Rai valdostana ha sentenziato nel suo sermone delle 19.30 pro UV che l’Irlanda sarebbe la parte meridionale dell’isola: il servizio pubblico radiotelevisivo valdostano, oltre alle montagne di inchia, dovrebbe studiare pure la geografia, visto che l’Irlanda/Dublino occupa l’80% dell’isola e l’Ulster/Belfast solo il 20%, e quindi parlare di una parte sud dell’isola occupata dall’Irlanda è una fesseria geografica.
    Nè la popolazione presente può supportare la fesseria sostenuta per far piacere all’UV: l’Irlanda è quasi triplamente popolata rispetto all’Ulster.

    E su tale farneticazione/fornicazione mentale si costruisce un “festival” … Ridere o piangere?

  13. bruno courthoud Says:

    piangere.

  14. giancarlo borluzzi Says:

    Una Camera di Commercio si deve interessare di commercio.

    La Valle dell’UV prescinde dal buon senso comune per cui la Camera predetta fa anche propaganda politica utilizzando il denaro proveniente dalle tasse dei cittadini valdostani e questo senza chiedere loro l’autorizzazione.

    L’UV ha stabilito che la Camera di Commercio valdostana debba essere denominata in lingua francese, pura propaganda visto che nessuno, nella Camera o altrove, in Valle parla francese.

    C’è alle porte la carnevalata dei “popoli senza stato” e per propagandarla l’UV fa dire alla sua Camera che, durante la carnevalata, ogni terna di persone che spende a mangiare e bere (le menate etnolinguistiche non fregano a nessuno, ma spendere di meno riempiendo la panza interessa a tutti i politicamente cerebroassenti) almeno 60 euro in ristoranti prestabiliti si vedrà applicato uno sconto di 20 euro che saranno versati dalla Camera a trazione unionista.

    Posto che la Camera possiede amplissimi introiti regionali (che l’UV stabilisce come propagandisticamente spendere senza che Zucchi/Lattanzi/Paron abbiano nulla da obiettare) e posto che i soldi regionali sono costituiti anche (ma non solo) dal 100% delle tasse pagate dai valdostani allo Stato (altro che Valle “popolo senza stato”!) e poi girate integralmente dallo Stato alla regione, si deduce che la Camera di Commercio valdostana utilizza i denari dei cittadini valdostani per propagandare il festival preindicato, anticipo del carnevale.

    E tutti tacciono davanti a questo finanziamento coatto privato per una pagliacciata pseudopolitica.

    La Camera è stata utilizzata dall’UV perchè tra una trippa e una bevuta si intrufola il concetto che saremmo un popolo minorItario e che fingere di esserlo fa pagare meno al ristorante.

    Ovvio che l’equazione attecchisce solo nel cervello di qualcuno, ma sono i qualcuni che votano UV e col loro voto la caratterizzano.

  15. patuasia Says:

    Non posso che darle ragione, signor Borluzzi, ma l’argomento tanto comico quanto sta a cuore dei politici unionisti e alpisti con la complicità di tutti gli altri (in particolare del PD che essendo un partito nazionale potrebbe dire la sua, ma non lo fa per evidenti motivi politico-elettorali), pare essere condiviso da tutti, media compresi. E’ come se loro fossero intimamente convinti di essere un popolo minoritario senza Stato e senza sapere il perché. Questo ultimo aspetto è la parte più grave della questione: denuncia un’ignoranza molto pericolosa che fa di noi un popolo minorato.

  16. armando fiou Says:

    da quanto vedo in giro la camera di commercio dovrebbe essere denominata in calabrese

  17. maicol Says:

    popoli minoritari o popoli minorati?

  18. cesara pavone Says:

    Sì Patuasia, il PD VdA potrebbe come dice lei, “dire la sua” tanto più che sul tema delle regioni alpine, proprio oggi, allo Stelvio si é tenuto qs incontro:
    http://www.blogdem.it/blog/2012/09/04/dallo-stelvio-il-pd-delle-regioni-alpine-rilancia-la-montagna/

  19. giancarlo borluzzi Says:

    Sono passato in auto in piazza dell’Arco d’Augusto in Aosta e ho visto uno striscione rosso da un lato all’altro di via sant’Anselmo inneggiante alla carnevalata propagandistica dei popppoli senza cervello. Ce ne saranno altri, questo da solo costa come un bel pranzo domenicale a venti famiglie indigenti.

    La delibera di giunta di alcuni mesi fa parlava di uno stanziamento di 100.000 euro per questa carnevalata, non comprendente il Friuli tra tali popppoli. Poi è stato incluso e l’ultima indicazione di stanziamento evidenzia in 220.000 euro quanto i cittadini (dopo la partita di giro tasse/Roma/Aosta/consiglio regionale asservito all’UV) dovranno pagare per essere offesi.
    Sì, perchè sostenere che Louisiana/Friuli/Irlanda sono popppoli senza stato è una fesseria (per le ragioni espresse nei miei post qui sopra) offensiva visto che viene espressa pubblicamente giudicando gli ascoltatori incapaci di capire la demenza del concetto.

  20. giancarlo borluzzi Says:

    Evviva!

    Non viene tale carneade Maieron che doveva suonare in rappresentanza di quel popppolo senza stato che nella zucca dei contapalle sarebbe il Friuli.

    Spero che vengano illustrati i retroscena dellamarcia indietro …

    Ma il passaggio da 100.000 mila a 220.000 euro di soldi dei contribuenti buttati nel cesso per fare propaganda alle scemenze rossonere non viene modificato!

  21. giancarlo borluzzi Says:

    http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=146473

    Questo lancio Ansa è incomprensibile: il cantante/suonatore Maieron, confinato a domenica sera, non ci sarà, ma in questo lancio, proveniente da Trieste (e perchè?), parrebbe che in un luogo imprecisato del “festival” un altro carneade si sia prestato alle panzane dell’UV utilizzando un dialetto che io conosco.

    Perchè tutto in maniera carbonara?

    Io volevo essere presente. Perchè Laurent Vierin, così ciarliero quando si tratta di riempire l’aere di bugie etnolinguistiche, non ha comunicato per tempo luogo e ora in cui il carneade friulano number two si è esibito sostituendo il carneade number one?


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