Voci di corridoio…


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26 commenti su “Voci di corridoio…”

  1. Darbier Says:

    Bastava vedere lo screen saver sul suo pc alcuni anni fa…
    Non era Hitler ma il suo omologo italiano.

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Ho qui scritto che può parlare su questo tema chi ha cognizioni tecniche specifiche. A me mancano, ma davanti alla scheda referendaria avrei votato come consigliato da Valle Virtuosa perchè, sarò un coniglio, a proposito di salute è meglio abundare quam deficere in precauzioni.

    Ho letto che il dottor Sudano ha affermato che un’auto diesel datata inquina più di un pirogassificatore.
    Avendolo detto, vuol dire che ne è convinto: non è persona che modifica i suoi giudizi per far piacere a qualcuno.
    Astrattamente, resto coniglio nel senso preindicato, ma concretamente non voterò il 18 novembre perchè in tutt’altra parte del pianeta.

    Non mi piace però questo modo di giudicare ( … voci…) il prossimo se portatore di idee diverse.
    Conosco da tantissimo tempo il dottor Sudano, persona preparatissima che stimo anche per le sue idee suppergiù coincidenti con le mie (non entro in merito allo smaltimento rifiuti e alle amenità regionali, tematiche marginali nell’ambito dell’identificazione di ogni personale collocazione politico/esistenzial/filosofica).

    Cosa c’entra il nazionalsocialismo nel 2012? Sarebbe bene pirogassificare ogni tentativo di delegittimare il prossimo con queste uscite coincidenti con una gratuita caduta di stile, anche perchè solo le posizioni apertamente dichiarate sono criticabili coram populo.

    A mò di esempio, si può invece ricamare sul fatto che l’UV riconosce le proprie radici nello scritto, temporalmente collocato tra le due guerre, di chi suddivideva i residenti in Valle in due razze, giudicando quella autoctona superiore per intelligenza a quella rappresentata dai non autoctoni.
    Si può ricamare perchè l’UV dichiara queste radici nel suo sito: non si tratta di “voci”…

  3. libero Says:

    In primis credo che sia una battuta, poi è importante conoscere chi fa cosa e dice cosa, perché se un pedofilo mi tiene una conferenza sul rispetto della sessualità dei bambini, capisci Borluzzi che il contenuto della conferenza assume altro peso così come quelle sulla legalità tenute da Lavoyer, condannato per truffa alla Regione o quelle sull’alterità presentate da Rollandin… non si tratta di delegittimare un avversario si tratta di conoscerlo e vedi chi posta la faccia del Duce per me assume un certo significato e questo lo considero un sano pregiudizio.

  4. giancarlo borluzzi Says:

    @ libero.

    Conosco uno svizzero titolare di un grande concessionaria d’auto:iIl suo cellulare ha come suoneria “camicia nera”, una musichetta orecchiabile che per te qualifica/squalifica il personaggio, mentre per me indica solo un gusto musicale magari casualmente scaricato.

    Forse lo screen saver incriminato del dottor Sudano è diverso, se è come riferito è forse casuale.

    Oggi io ho un loto di Seoul, ma se trovassi la falce e martello infuocata su fondo rosso che ho visto sul cellulare di un vietnamita (receptionist di un 5 stelle in Hanoi) lo metterei sul mio telefono. Chi mi giudicasse dallo screen saver sarebbe un babaciu.

  5. Gelindo de Cogne Says:

    Borluzzi forse lei non ha ancora ben chiaro chi sia stato Benito Mussolini… immagino non abbia parenti finiti nei lager.
    Ps: divertente la suoneria di Faccetta nera… ah ah ah, mi immagino se mai dovesse suonare in un bar o in un ristorante dove c’è un Eritreo che ha visto gasata la propria famiglia dalle forse di occupazione italiane…

  6. Gelindo de Cogne Says:

    Ops “Camicia nera”… allora è diverso.

  7. marburg Says:

    Da 12vda una dichiarazione illuminante del “medico”: “Vogliamo esprimere un concetto di idee personali, basate sulla nostra esperienza personale” … minchia!

  8. giancarlo borluzzi Says:

    Senti, Gelindo: quando dormo in montagna mi porto il fornelletto con due accendini.
    Su uno c’è il faccione di Mao e sull’altro il Mao a corpo intero.
    Non è che lui si sia distinto nel distribuire cioccolatini e rammendare gli abiti altrui.
    E non è neppure che Giorgio Bruscia mi abbia lavato il cervello.
    Semplicemente attuo una deregulation dei personaggi, collocandoli nel loro periodo storico, che non è quello attuale.

    Il fanatismo crea nei compagni un torcicollo che impedisce loro di interpretare correttamente il presente alla luce del passato.
    Basti un esempio: i compagni ricordano l’olocausto di 70 anni fa col giusto rispetto verso quegli ebrei per i quali nel 2012 non spendono verbo, anche se sono brasati dalle bombe di Hamas e saranno potenzialmente esposti alle atomiche iraniane.

    Quella di Patuasia nel post era una battuta, ma in certe orecchie resta solo il retroterra della battuta stessa, come dimostrato dai commenti sui cellulari altrui.

  9. patuasia Says:

    Non metterei mai una maglietta con sopra il faccione del Duce anche se quel faccione l’ho dipinto insieme a una bistecca. Capisco perfettamente il ragionamento che fa il signor Borluzzi, ma avrebbe più senso fra altri cinquant’anni oggi no. Chi posta su fb l’immagine di un dittatore a me inquieta, così come chi sceglie fra milioni di miliardi di immagini quelle icone che simboleggiano morte e dittatura. Qualcuno può farlo per gioco e può essere solo molto giovane, ma chi ha la mia età e gioca in questo modo… o è un nostalgico o è un artista. Il dottor Sudano un artista?

  10. armando fiou Says:

    Il giochetto dell’equivoco e della buona fede è vecchio come l’ideologia di queste vecchie pantegane (vedi commenti di solidarietà qui sopra) che dovrebbero solo tornarsene nelle fogne da cui vengono.

  11. Boudeun Says:

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Il dottor Luigi Sudano ha una preparazione e un’intelligenza ignota alla media dei residenti in Valle: qualunque commissione nominata dall’Onu lo attesterebbe.Egli ha espresso un parere sul pirogassificatore e dintorni: solo i kompagni con nostalgie del KGB potrebbe negargli il diritto di esprimersi. Da parte mia, ho scritto, secondo verità, che l’uscita di Sudano è certissimamente frutto di sue convinzioni, non di input altrui che mai accetterebbe.Egli aveva sul pc (non sullo smartphone, come erroneamente da me inteso) la foto del duce?
    Se la foto è bella io metterei quella di chiunque. Io non ho espresso solidarietà che a Sudano non servono.
    Ho citato verità. Aggiungo: il fascismo propugnava lo Stato etico per tenere uniti i cittadini.
    Pur in una società in cui l’informazione corre e manca la necessità di collanti mediatici martellanti, nel nuovo secolo l’UV propugna la Regione etica, come etico è oggi l’Iran che gli ayatollah hanno costruito.
    Ciò che viene venduto come etico pone camicie di forza comportamentali.

  13. Gelindo de Cogne Says:

    Borluzzi mi conferma che lei e il dottor Sudano avete grosso modo le stesse idee politiche? Dal momento che il dottore si occupa di vaccini, vorrei conoscere un po’ meglio il suo orientamento politico-ideologico…

  14. giancarlo borluzzi Says:

    @ Gelindo de Cogne.

    Oggi il mio idolo politico è un non politico: Marchionne.

    Approvo il governo tecnico, unico modo per superare le comiche autopropagande dei partiti.
    Monti mi sta bene, ma lo preferirei più determinato e conseguente nell’attuare quello che pensa. E’ perfetto quando non deifica la necessità di concertazione coi sindacati.

    Credo in quel liberismo economico che richiede il rispetto delle regole senza demagogie che colpiscono i meno abbienti.

    Lodo/critico la Merkel: ha ragione nel voler vedere i conti a posto, ma difende un’Europa nata bene ma poi finita fuori strada perchè si è confusa l’Europa politica con quella economica, pensando che politicamente l’unità di 27 Stati comportasse ipso facto un’omogeneità economica.

    Sono favorevole a un’euro ristretto a una decina di Stati dall’economia sintonizzabile e da lì ripartire.

    Chiedimi se vuoi altre informazioni sul mio pensare.

  15. armando fiou Says:

    Un euro si scrive senza apostrofo. Forse alle scuole rurali dell’opera balilla hanno esagerato con la dottrina fascista e hanna lasciato un pó da parte la grammatica.

  16. giancarlo borluzzi Says:

    Ovviamente è colpa dello scrivere di fretta.
    I tuoi riferimenti al fascismo e dintorni mi lasciano sorpreso e divertito: è come dire che alle olimpiadi di Berlino avrei voluto che tutti bevessero thè nelle ore pari e birra in quelle dispari.
    Sei dissociato dal presente.

  17. Gelindo de Cogne Says:

    @ Borluzzi

    Marchionne è il personaggio emergente di un sistema economico turbo-capitalista o sfrenatamente liberista. Tale sistema sta facendo collassare le società del welfare, le società più avanzate del nostro pianeta sul piano della tutela dei diritti sociali ed economici degli individui. A questo punto un Marchionne risulta utile o dannoso a una società che vuole tutelare la generalità degli individui e non vederli mendicare un lavoro, un’educazione, la tutela della salute ecc ecc? Quando Marchionne chiede a un operaio di fare un turno di lavoro da 10 ore (come in Serbia), si basa solo su calcoli prettamente economici oppure si è anche basato su studi del comportamento umano e della salute umana, sia psichica sia fisica? Fino a che punto può essere portato l’impegno fisico e mentale di ogni singolo uomo? Esistono studi in questo campo ai quali il nostro Marchionne faccia riferimento? Spero di non averle fatto troppe domande…

  18. armando fiou Says:

    Purtroppo il fascismo non è mai morto. Colpa di un paese arretrato e retrogado alla ricerca disperata di un leader in grado di governare un paese ingovernabile. Il fascismo è semplicemente sinonimo di ignoranza e povertà. Il fatto che un dipendente pubblico si permetta di rispolverare i simboli fascisti mi sembra inqualificabile e gravissimo. Soprattutto in una regione, come la nostra, che ha visto centinaia di persone derubate, torturate, deportate e uccise in nome di un’ideologia violenta e inumana.
    A proposito, io lavoro alle nazioni unite a ginevra dal 2010 e posso assicurale che il signor sudano non lo conosce nessuno.

  19. giancarlo borluzzi Says:

    @ Gelindo.

    Ci sono due vie.

    Quella per cui opta Marchionne e che io giudico essere l’unica percorribile a meno che ci si voglia autopenalizzare.
    E’ la via che pone al primo punto la logica d’impresa, unico modo per produrre ed essere competivi sui mercati, conditio sine qua non per mantenere e incrementare i posti di lavoro, innalzando i livelli di vita.

    Quella di chi si benda gli occhi, ritiene i bilanci puro divertissement e si illude che gli stipendi si possano modificare con azioni demagogiche prescindenti dalla produttività e dalle situazioni di mercato. Costoro sono sordi davanti a ogni regola gestionale e non comprendono che ponendo i bastoni nelle ruote del mondo della produzione si colpiscono proprio quanti si vorrebbero tutelare.

    Io, come detto, sono per la prima via.
    La seconda fa fuggire gli investimenti, ma a te piace.

    Che dirti? Lascia perdere le battute tipo turbocapitalista o serbo che fa 10 ore di lavoro.
    Rifletti sul fatto che è la produzione a generare condizioni di welfare migliori, non si creano a tavolino; a meno che si mandi il debito alle stelle.

    Il dirigismo in economia ha fallito, gli epigoni di tale linea dovrebbero lasciar fare agli altri, ai liberisti (non sfrenatamente tali se non nella propaganda demagogica) senza aizzare i lavoratori acritici (vedi lo sciopero Cgil di settembre per tenere caldi quanti sfileranno).
    Se fai il riso ai funghi usi certi ingredienti, se fai gli spaghetti alla puttanesca ne utilizzi altri. Se cerchi di fare un mix tra i due ingredienti poi il piatto lo dai ai gatti.

  20. giancarlo borluzzi Says:

    @Fiou.

    Il fascismo è figlio del suo tempo, tirarlo fuori a ogni piè sospinto è un’insensatezza storica e non solo.

    Concordo sul fatto che a Ginevra nessuno conosca il dottor Sudano: infatti la commissione Onu per attestare le sue caratteristiche culturali non è al momento attiva non essendo ancora stata costituita. Vedi se puoi accelerare le tempistiche.

  21. Mistinguet Says:

    un fascista rimane sempre fascista, anche quando cambia camicia. E Borluzzi ce lo dimostra quando tenta di difendere l’indifendibile.
    Stiamo attenti che a questi signori la classe politica che ci governa attualmente in Valle e che ci ha governati per quasi un ventennio a livello nazionale spalanchino le porte del potere. Basta vedere cos’è successo a Roma da quando c’è Alemanno sindaco.

  22. giancarlo borluzzi Says:

    @ Mistinguet.

    Fanne tanti di interventi così: non sai quanto mi diverto a sentirmi dire che ho avvelenato Napoleone e affondato l’Andrea Doria.

    Certe persone disonorano la sinistra e il dibattito democratico.

    Vorrei chiedere a Mistinguet quale sarebbe l’indifendibile che qui io cerco di difendere: ma tanto so che non saprebbe rispondere.

  23. Gelindo de Cogne Says:

    @ Borluzzi

    Di “turbo-capitalismo” come degenerazione dell’economia di mercato parla Edward Luttwak, che non è esattamente un comunista, né è di sinistra, né è un barzellettiere…

    “Lo chiamano libero mercato, ma io lo chiamo turbo-capitalismo perché è profondamente diverso dal capitalismo strettamente controllato che fiorì tra il 1945 e gli anni ’80 e portò negli Stati Uniti, in Europa occidentale, in Giappone e nei paesi che seguirono il loro cammino la straordinaria novità della società degli agiati”. E.LUTTWAK

    Il turbocapitalismo destabilizza la società e produce disoccupazione e criminalità. Finisce poi col determinare altri gravissimi danni in quelle nazioni che non hanno una legislazione matura, collaudata, che difenda anche i deboli, destinati oramai a rappresentare la grande massa di cittadini della società affluente. Se il pensiero unico ci aveva indotto a pensare che il capitalismo fosse fondamentalmente buono (“Allo stato attuale il fior fiore degli americani pressoché al completo, con presidenti di azienda ed economisti alla moda in testa a tutti, è intimamente convinto di avere scoperto la formula del successo economico, l’unica formula, valida per tutti i paesi, ricchi o poveri valida per tutti gli individui disponibili ad accogliere il messaggio e, inutile dirlo, valida per gli americani d’elite: PRIVATIZZAZIONE + LIBERALIZZAZIONE + GLOBALIZZAZIONE = TURBOCAPITALISMO = PROSPERITA'”), ci pensa Luttwak a dissuaderci, mettendoci in guardia dalle mistificazioni dei potenti e sollevando il velo su soprusi, oppressioni, insicurezze, abusi, frodi, corruzioni, solitudini, malfunzionamenti.
    Il quadro che traccia Luttwak riempie il lettore di disperante angoscia. E, per giunta, ci dice Luttwak, con l’andare ben oltre una calibrata distruzione creatrice, non è neppure vero che il turbocapitalismo premi i migliori: Persone abituate a rischiare e a non farsi troppi scrupoli: sono proprio costoro a trarre profitto dal turbocapitalismo, più di chiunque altro.

    Edward N. Luttwak, La dittatura del capitalismo, Mondadori, 1999

  24. giancarlo borluzzi Says:

    @ Gelindo de Cogne.

    L’economia del terzo millennio ha caratteristiche non inquadrabili in battute sul turbocapitalismo o pensieri di singoli soggetti, tipo Luttwark.

    Delle mille cose analizzabili, te ne cito solo due: il welfare deve essere frutto, in larga parte, di scelte personali perseguibili grazie agli stipendi che solo un’economia funzionante garantisce in misura adeguata.

    Il prezzo del prodotto finito, in un’economia libera, resta nelle mani di quello che tu chiami padrone.
    Se tu fai innalzare (con demagogie e pressioni indebite sull’azienda) i costi che incidono sul prezzo finale, quest’ultimo lievita con danno immediato proprio per chi ha un minor potere d’acquisto e con penalizzazione nel breve – medio termine della possibilità di esportare e quindi di produrre di più.

    Ogni economia ha le sue regole. Imbastardirle immettendovi quanto è spurio significa danneggiare tutti.

  25. Gelindo de Cogne Says:

    @ Borluzzi

    Lei di economia ci capisce tanto quanto La Torre, il quale è stato per 20 anni socialista senza capire il significato del termine “socialista”.
    Ps: a credere nel neoliberismo siete rimasti in 2: lei e Marchionne. Persino Greenspan ha fatto marcia indietro!

  26. giancarlo borluzzi Says:

    @ Gelindo.

    Prendo atto dei tuoi giudizi: è positivo per te avere delle certezze.
    Solo non accostarmi a LaTorre.


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