SVENART!


Ritorno sull’argomento perché come saprete l’arte mi sta particolarmente a cuore. Dunque, “Nel cuore della Valle d’Aosta, in quella Saint-Vincent che è da sempre luogo cruciale della storia per la sua posizione stategica, della cura e della salute grazie alle sue benefiche acque, dell’intrattenimento con il suo storico casinò e della cultura grazie ad una attenta programmazione, si svolgerà dal 29 novembre 2012 al 31 gennaio 2013 la prima edizione di SVEART, Premio Biennale di Arte Europea.” Il comunicato stampa oltre che servile è deprimente, sa di Valle da bere e in effetti chi festeggerà a Prosecco (eh eh) ci sarà eccome! Questo Premio viene presentato come una “novità assoluta che vuole restituire dignità alle Accademie di Belle Arti europee e al contempo riportare la Valle d’Aosta al centro di un processo di diffusione culturale di livello internazionale”. Queste sono le parole; i fatti si tradurranno in un centinaio di opere selezionate dagli artisti medesimi che a loro volta saranno stati scelti dai direttori delle loro rispettive Accademie. Cento opere quantitativamente costituiscono una personale, altro che Biennale internazionale! L’ideatore e curatore dell’evento, Paolo Levi, intende “riaffermare un’arte affrancata dalle regole del mercato, in un’ottica di libera circolazione delle idealità e dei talenti”. Parole vuote come una zucca di Halloween. Ma creano facili suggestioni nei cervellini provinciali dei nostri amministratori che di arte e di mercato dell’arte non  capiscono un tubo! Un’arte affrancata dalle regole del mercato non esiste, non per gli artisti che con quelle regole pagano l’affitto, ma esiste eccome per i curatori che sfruttano i giovani, presupposti talenti come materia prima per le loro elucubrazioni intellettuali, quando ci sono, ma soprattutto per  riempire il loro portafoglio. (Ricordo che questa mostra che conta un centinaio di opere di studenti costa 500.000 euro!). I giovani artisti fanno fine e non impegnano, più che altro non costano: le loro opere “affrancate” dal mercato necessitano di un’assicurazione ridicola, le responsabilità sono ridotte all’osso: le creature sono disposte a tutto pur di avere un minimo di visibilità. Si tratta quindi di un’operazione che ridarà lustro al curatore, riconfermerà il suo appeal proprio in quel mercato che dice di voler respingere. E noi paghiamo!

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11 commenti su “SVENART!”

  1. bruno courthoud Says:

    E noi paghiamo! Scusate, con i debiti che abbiamo (ma nulla cambierebbe se non avessimo debiti), siamo proprio dei coglioni!

  2. Gelindo de Cogne Says:

    Questa iniziativa farà la fine delle Grolle d’Oro per il Cinema, cadute ben presto nel dimenticatoio… (quanti i soldi investiti???). Ma poi, voglio dire, con il Forte di Bard lanciatissimo a pochi chilometri di distanza, che senso ha voler portare l’arte anche a Saint-Vincent? Ormai non c’è più logica in quasi nessuna iniziativa promozionale, soldi letteralmente buttati, in un periodo in cui la gente a mala pena riesce a sbrcare il lunario…

  3. patuasia Says:

    Già le Grolle d’oro! Una manifestazione che funzionava perché mai è morta? Per via del collasso del Casinò? Qualcuno ne sa qualcosa? Ha Ragione signor Gelindo, in una regione piccola come la nostra la sinergia dell’offerta dovrebbe essere inevitabile, con gli spazi stupendi del Forte che potrebbero ospitare ben più di un centinaio di opere (misere per una Biennale che vuole presentare la giovane arte europea), perché il centro Congressi di Saint Vincent? Un pacchetto Bard + Terme non andrebbe bene? Magari con un’offerta speciale per comprovati galleristi, ma di questo aspetto i curatori non parlano… intascano e basta. Quanto mi fa incazzare questo nostro provincialismo!

  4. gloria84 Says:

    E’ veramente vergognoso che in tempi di crisi come questi e con un Rollandin che inveisce contro Monti per i tagli alle regioni autonome, si sprechi così tanto denaro per una manifestazione così povera! Una cinquantina di sconosciuti che porteranno i loro lavori con l’ingenuità della giovinezza e solo per far mettere in saccoccia un bel po’ di denaro pubblico agli organizzatori gli unici che guadagneranno, perché non ci credo alle moltitudini di turisti in visita a una piccola collettiva di sconosciuti.

  5. libero Says:

    ma scusate l’ufficio mostre che conta un sacco di impiegati inutili a cosa serve se questa cazzata costa di segreteria organizzativa 142.000 euro? Assumono personale a gogo per comprare voti facendo favori e questi in ruolo li voluti un socialista e poi spendono per consulenti esterni e ancora se la prendono per i tagli, ma che vadano a c….!

  6. Puciu Says:

    @ libero

    attento a dove li mandi, che poi la carta igienica si paga al prezzo dei diamanti! 🙂

  7. tagueule Says:

    Secondo me la questione si risolve nei due fattori fondamentali: le risorse e la direzione artistica. Sono dell’idea che se chiami un direttore che non rappresenta il territorio, allora devi sviluppare un percorso artistico e organizzativo che si propone ad una platea internazionale; devi partire da un buon compromesso tra eccellenza e visibilità del direttore artistico, oppure, se possiedi gli strumenti, scoprire il talento di un grande visionario, dargli carta bianca e incrociare le dita. Se scegli una direzione artistica locale devi poter conoscere e verificare la serietà e l’etica del pensiero, le capacità relazionali, la professionalità oltre che il talento nell’opera che esprime.
    Insomma la sintesi è risultata difficile. Il discorso sarebbe lungo sull’arte in Valle d’Aosta.

  8. patuasia Says:

    Un po’ poco signor tagueule. Prima di tutto è necessaria una chiarezza di fondo e cioè che tipo di offerta culturale proporre al resto del mondo, che tipo di immagine si vuole dare della Valle d’Aosta e questo sforzo include tutta la politica economico e culturale della Regione. Poi si fa il resto con coerenza. Qui non c’è mai stata un’idea globale sullo sviluppo complessivo della Valle d’Aosta, si è sempre andati avanti con la politica dei briganti: si arraffa tutto ciò che viene. Con i soldi dello Stato si è creato un indotto servile che ha beneficiato molti, ma non ha costruito niente. Come dice, Pierluigi Vuillermin nel suo Palanka: “in Valle d’Aosta non c’è niente, nessun gesto, nessun pensiero, nessun desiderio.” nello specifico non c’entra chi cura un’esposizione c’entrano gli obiettivi che si vogliono conseguire, in questo caso riempire le tasche del curatore: la cifra è abnorme, assolutamente fuori controllo. Nessuna platea internazionale è interessata a una piccola collettiva di sconosciuti, le platee internazionali si chiamano, Venezia, Kassel, Basel. Munster… ci sono una sessantina di Biennali e Triennali nel mondo è così necessaria crearne un’altra e di questo tipo? Inoltre la cultura della biennale sta esaurendosi e si cercano nuovi modi per offrire delle opportunità ai giovani artisti, ma è questo che vuole fare la Valle d’Aosta? Se sì che incominci a studiare seriamente l’eventualità, che inizi ad avere contatti con il mondo dei critici, galleristi, collezionisti, musei, che valuti le proposte e le consideri in base al proprio territorio. Affidarsi a un pensionato in cerca di un ultimo raggio di visibilità e di un arrotondamento della pensione, non è un buon principio.

  9. impudente Says:

    Chissà dove sono i numerosissimi artisti, fotografi, scrittori, poeti, musicisti, attori, critici e tutto il popolo della cultura in Valle d’Aosta? Le loro voci non si sentono mai, solo al martedì a far la questua dall’assessore e sperare che ci scappi una mostra, una pubblicazione l’acquisto di un cd. Solo ai vernissage, alle presentazioni di libri, ai convegni, ai concerti, agli spettacoli.Dove sono i Jaccond, Margaroli, Cuneaz, Passuello, Priod, Balan, Torrione, De Souza, Corti, Cinà, Rosi-Schiavon, Parrella per citarne solo alcuni, quali sono i loro pensieri sulla gestione culturale locale? Muti come trote. Zitti come lo sono gli affiliati, servi come tutti eh sì che l’arte dovrebbe essere libera e soprattutto coraggiosa, ma questi sono artisti o solo anime stanche di una provincia di zombie?

  10. marburg Says:

    Ritorno su una informazione data in un post precedente: segreteria generale e coordinamento: 168.000 euro!!! Gli organizzatori hanno una capacità di spesa straordinaria! Suppliscono alla inettitudine dell’ufficio mostre, è vero (che ci stanno a fare?, piantano i chiodi per appendere le opere? fanno le pulizie? servono gli aperitivi all’inaugurazione? no, quello no, infatti spenderanno 36.000 euro.) Non so di quando sia la delibera, ma spendere quella cifra di segreteria in così pochi mesi è eccezionale! Domandina: gli organizzatori dovranno rendicontare la spesa o è un incarico chiavi in mano (e soldi in tasca)?. Da ultimo vedo che la biennale (minuscolo) è promossa anche dal Casinò. Usano i soldi della CVA anche per questa iniziativa?

  11. patuasia Says:

    Già già che fine hanno fatto i miei “amici” artisti? Sempre chiusi nelle loro anime a spolverare e riverniciare il loro io? Peccato, perché sono convinta che osservazioni puntuali potrebbero aiutare il nostro assessore a essere meno ingenuo di quello che è, a non lasciarsi fregare così facilmente da critici di dubbio gusto e a spendere in modo più sensato e proficuo i nostri soldi.
    Buona domanda signor marburg, chissà se l’amico Bertin, sempre così attento e sensibile agli sprechi, ci darà una risposta.


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