Al passo con i tempi!


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Ho letto con interesse (qui) la proposta di Alpe per una rete wireless regionale, non senza però qualche perplessità. Niente da dire sul limite dei 300Mb giornalieri che per un uso normale sono più che sufficienti per chiunque. Mi lascia dubbioso invece il limite di tempo delle due ore al cospetto di quanto si sta realizzando in altre regioni (qui). Forse poteva andare bene cinque anni fa, nell’era “pre-smartphone” ma ora, con dispositivi always-on che “vivono” grazie alla rete, un collegamento così limitato è praticamente inutile. Se l’accesso alla rete deve essere considerato un bene comune nonché un diritto di cittadinanza (tra l’altro da anni uno dei cavalli di battaglia di Grillo) allora deve essere un accesso al passo con i tempi e con le tecnologie che di questo accesso fanno e faranno uso. Non credo che rincorrere sia sempre una buona cosa. A volte si dovrebbe cercare di precorrere i tempi pur con tutti i limiti e i problemi che una diffusione “pubblica” della rete potrebbe comportare. Basti pensare alle resistenze che sicuramente verrebbero dai gestori che di questo mercato fanno una delle loro maggiori fonti di entrata. La proposta, seppur valida nei suoi intenti, pare strizzare l’occhiolino a un certo tipo di elettorato, giovane, scolarizzato, attento alle tecnologie senza tenere conto però che questo genere di target è avanti anni luce rispetto a qualunque tipo di soggetto politico e ai suoi tentativi di “ringiovanimento” dei propri programmi. Probabilmente una maggiore apertura e un maggiore coinvolgimento di chi di queste proposte dovrebbe fruire, porterebbe senz’altro a soluzioni più utili e funzionali.

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17 commenti su “Al passo con i tempi!”

  1. Stefano R. Says:

    Sicuramente, da come è stata strutturata, si tratta di una proposta elettorale partorita da personaggi che in effetti non masticano pane e rete tutti i giorni. Il limite delle due ore pare assurdo ma, a mio avviso, anche il limite dei 300 mb. La rete dev’esser libera, ben gestita e sicura. Se vogliamo limitare qualcosa possiamo limitare la banda disponibile per ogni utente. Una banda utile per una navigazione fluida. Eviterei sicuramente di coinvolgere l’INVA, non per altro, ma purtroppo, con la politica dei giorni nostri, è diventata un carrozzone dai costi esorbitanti che rischierebbe solamente di far risultare, un’eventuale iniziativa simile, insostenibile.

  2. Bisker One Says:

    Strano da parte di Louvin porre limiti così antidiluviani. 300 MB giornalieri??? 2 ore e non più di 2 ore al giorno??????? Louvin viaggia con una collezione di apparati tecnologici da far paura, tra notebook e smartphone, quindi queste limitazioni da parte sua appaiono quanto meno incredibili.

  3. fiatosprecato Says:

    Sono d’accordo che la rete debba essere libera, ben gestita e sicura ma 300Mb giornalieri sono comunque un limite di tutto rispetto per un uso normale (email, navigazione, home-banking ecc. ecc.). Se poi uno vuole scaricare film, musica, tv-on-demand e simili mi pare giusto che si doti di una adsl adeguata alle sue esigenze pagando il dovuto.

  4. Rasputino Says:

    Sui limiti giornalieri: 2 ore se sei always-on non servono a nulla mentre 300 mb ognuno se li gestirebbe e comunque non sono pochi se gratuiti.

    Ciò che mi lascia perplesso! e vorrei conoscere, è il piano di copertura. Ammesso che la regione abbia tanta banda passante da distribuire gratis l’avrà su dorsale in fibra ottica. Per far funzionare le reti wireless occorrono gli access point (i trasmettitori/ricevitori) e nel caso di Smartphone (le cui antenne wifi sono meno sensibili di quelle dei notebook a causa delle dimensioni contenute e delle modalità di utilizzo: sempre tenuti in palmo) ne occorrerebbe uno ogni 70-100 metri se siamo all’esterno. Ma quanto costano ?

    Se invece si tratta di mettere qualche access point in edifici regionali, quindi all’interno, allora i costi saranno molto più contenuti e non si parla più di rete, ma di singolii Hot-spot.

    Però dichiarino quali edifici (o tipologia: Biblioteche, scuole, ecc..) di quale località e in quanto tempo. Solo così non sembrerà uno spot elettorale.

    Per alcuni si intravede la possibilità di bloccare ulteriormente la lettura di Patuasia (et similari) e quindi ne potrebbero divenire promotori convinti 😉


  5. E’ sicuramente positivo che un partito come ALPE arrivi con una proposta di legge del genere: peccato che sia con circa 5 anni di ritardo da quando “L’antipolitica grillina” proponeva progetti articolati di WI FI gratuito.
    Prima era antipolitico, oggi è di moda e allora chi è molto attento alle mode subito cerca di prendere l’onda.
    Peccato che ALPE presa l’onda finisca subito sugli scogli.
    Il limite di 300 MB fa ridere mia nipote di 15 anni. E le 2 ore al giorno lasciamo perdere. Ma chi li ha consigliati nella stesura del testo di legge?
    Internet è una risorsa culturale, sociale ed economica che deve essere messa a disposizione gratuitamente in un momento in cui la crescita generale del Paese non riparte. Riguardo ai costi dell’operazione fatta con WIFI gratuito e illimitato la Regione avrebbe risorse necessarie senza problemi per affrontarli.

    Se qualcuno vuol fare il “trendy” si faccia consigliare dai figli o nipoti che non avrebbero certo proposto una boiata del genere.
    Attenti però a prendere cantonate del genere sulla rete: non siete in consiglio regionale dove potete raccontare tutto senza che vi capiscano.
    E pensare che bastava copiare bene una delle decine di proposte o progetti presenti in rete per riuscire a fare qualcosa di meglio.

  6. PiErre Says:

    il limite dei 300 Mb al giorno mi pare tutt’altro che scarso, ci sono operatori telefonici che offrono connettività per smartphone sui 250 Mb alla settimana. il limite delle 2 ore rende invece il tutto totalmente inutile. Premesso questo, il tutto messo così è una sparata elettorale.

  7. bruno courthoud Says:

    “diritto di cittadinanza regionale”? sarà il caldo o il “politichese”? Non si sa più se ridere o piangere. Forse è meglio ridere.

  8. fiatosprecato Says:

    Forse sarebbe più giusto “diritto di cittadinanza digitale”. Ma che ne sanno loro caro Bruno…

  9. SieNo Says:

    Dai commenti precedenti si nota una scarsa conoscenza delle leggi che regolamentano il wifi pubblico ( mi fa strano che Stefano Ferrero non le conosca visto che di solito ė molto preparato). In Italia il wifi pubblico sottosta sostanzialmente a 2 leggi:
    1- la legge bersani stabilisce che la pubblica amministrazione non può entrare in competizione con società private ma deve fare sola la p.a.
    2- la legge sulle comunicazioni wireless che stabilisce che solo un operatore iscritto al ROC e con licenza di WISP può erogare servizi wifi

    Detto ciò per sottostare alla legge 1 i comuni/regioni che vogliono dare questo servizio possono farlo se il servizio presenta dei limiti (tempo o traffico) abbastanza stringenti o se il servizio sia localizzato in pochi punti (uso nomadico)
    Per sottostare alla legge 2 invece devono affidare l’erogazione, la gestione del servizio e sopratutto la gestione del riconoscimento e dell’archiviazione dei log a un operatore in regola con le licenze

    Sicuramente in alcuni posti queste leggi non vengono rispettate (come sempre in Italia), però a voler rispettare le leggi ad oggi non è consentito creare una rete wifi pubblica capillare, gratuita e senza limiti

  10. Mistinguet Says:

    Doveva essere chiaro a tutti fin dall’inizio che se la proposta di legge di ALPE prevede delle limitazioni è perché non è possibile andare oltre.
    Mi stupisco ogni volta a leggere le banalità con cui certi qualunquisti affrontano le questioni: per loro tutto ciò che arriva dai partiti o dai movimenti è cacca. Solo loro ne capiscono? Evviva … e allora facciano!

  11. Rasputino Says:

    Non tutto ciò che proviene dai partiti è a priori malevolo (o maleodorante secondo qualcuno) occorre però circostanziarlo per comprendere se la proposta serve a cavalcare un fenomeno per accrescere la propria popolarità oppure perchè si vuole proporre alla comunità idee concrete e realizzabili facendo quindi il suo bene.

    In mancanza di dettagli convincenti rimane la prima ipotesi grazie ai comportamenti sin quì tenuti da tutte le forze politiche italiane.

  12. fiatosprecato Says:

    Ineccepibile quanto detto da @Rasputino.


  13. Ribadisco che nonostante i limiti fissati dalle leggi i vigore (guarda caso c’è la mano dell’attuale segretario del PD dietro ad uno dei limiti più odiosi) si poteva fare ben meglio.
    Un esempio per tutti, senza entrare nei sistemi per aggirare la normativa che pure esistono ma per opportunità non penso sia il caso di portare ad esempio, perchè non prevedere anche zone ad accesso libero alla rete in biblioteche,centri polifunzionali altri luoghi di aggregazione dove anche il privato potrebbe essere incentivato con un piccolo contributo a mettere a disposizione delle postazioni.

    Il problema, al di là dei dettagli tecnici e legislativi, è che la rete fa paura a molti, in una regione dove una minoranza risicata legge i giornali e naviga su internet.
    Se vuoi fare la sparata sulla rete libera fai una proposta in 10 articoli come quella di ALPE ma se credi veramente nella rete come strumento di sviluppo approfondisci la materia e trovi soluzioni immediatamente realizzabili ed efficaci in barba ad una normativa liberticida voluta da PDL e PD.

  14. Mistinguet Says:

    La Regione non ha competenza legislativa in questa materia, quindi non si possono approvare norme regionali in contrasto o non conformi a quanto stabilito a livello nazionale

  15. maicol Says:

    ma come lasciamo perdere i dettagli tecnici: è un problema solo infrastrutturale … se vogliamo considerare l’accesso alla rete un diritto inalienabile bisogna garantire la copertura di qualità a tutta la popolazione e non alle solite zone densamente abitate già raggiunte dalla banda larga. per avere un’adsl pubblica a manovella come quella di piazza chanoux meglio pagare! tutto il resto sono begli enunciati, ma equivale a parlare del sesso degli angeli.

  16. fuoricontesto Says:

    Mi sfugge anche la motivazione tecnica di una decisione di questo tipo. Se davvero sono in grado di garantire 300mb, con cittadini che magari si collegheranno tutti alle stesse ore (consumando molta banda), cosa impedisce loro di eliminare il limite delle due ore? Cosa cambierà mai?

  17. Rasputino Says:

    @maicol concordo su Piazza Chanoux: è in pratica inutilizzabile se devi rifare il login ogni volta che ci passi e perdi 5 minuti (in mezzo alla piazza) . Sulla velocità non mi pronuncio perchè non la utilizzo per il motivo precedente.
    …qualche amministratore pubblico la utilizza ? Ed è contento di dover reinserire ogni volte le stesse credenziali ? Credo di no !


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