Troppo tardi!


Pare che all’interno di Alpe ci sia un dibattito in corso, lo si evince dall’articolo sul giornale omonimo a firma Elio Riccarand. Un parte del dibattito nasce dalla consapevolezza che ancora molti valdostani non conoscono il partito e, se sì, in modo piuttosto superficiale. Dunque più informazione e pubblicità o maggiore chiarezza in quella che dovrebbe essere la sua identità? I dibattiti in genere nascono quando ci sono due o più posizioni differenti in questo caso, secondo me, il problema che si è posto nel Direttivo si può risolvere con facilità, sommando le due richieste: maggiore informazione su qualcosa di più definito. Quello che è sfuggito agli alpisti (Riccarand li chiama alpini, ma a me non piace perché me li immagino tutti con la piuma in testa) è che il problema è un altro: può anche darsi che molti sappiano poco o niente di Alpe (portare a casa sei consiglieri nel Comune di Aosta presuppone comunque un’informazione diffusa), ma quelli che lo conoscono un’identità ben precisa l’hanno percepita eccome. Un’identità che ha fatto sparire la componente verde a vantaggio di quella espressa dagli ex-unionisti, soprattutto dalla parte più agguerrita arrivata da Renouveau. Non so se oggi Riccarand riuscirà a ricomporre una nuova immagine del partito, ne dubito molto. E’ tardi. La fisionomia vera o falsa che sia ormai è quella e non piace agli ex elettori verdi che, probabilmente, andranno a ingrossare il limbo elettorale, oppure voteranno Movimento 5 stelle che è l’unico che può recuperare quell’avversione ai partiti che anche in Valle comincia a farsi sentire. Sforzarsi di dare all’ Alpe una connotazione radicalmente diversa rispetto al cosidetto “sistema dei partiti”, altro tema del dibattito in corso e che aveva alimentato la sua campagna elettorale, è uno sforzo ormai inutile: Alpe, senza alcun dubbio, ne è parte.

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27 commenti su “Troppo tardi!”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Condivido completamente.

    Purtroppo i pezzi da 90 verdi hanno contribuito a creare un calderone che li ha poi marginalizzati.

    Chi ha studiato alle elementari capisce che le altre due componenti di Alpe, al di là dei riferimenti a una politica nuova bla bla, sono degli unionisti ancora più fondamentalisti dell’UV: possono infastidire di meno perchè non gestiscono il potere, ma il background è quello.

    I sei seggi in consiglio comunale ad Aosta? Telefonate, mocaccini e i contatti che gli ex-unionisti avevano intessuto per anni.

    Non condivido il termine antipolitica, che chiamerei invece disinteresse per la medesima: in tale contesto è fisiologico che Alpe, conoscere la quale sottintenderebbe dimestichezza con le componenti originarie giammai fuse, sia un oggetto misterioso difficilmente identificabile anche con una incalzante campagna pubblicitaria.

  2. Alain Says:

    Alpe e’ molto molto peggio dell’union!!!

  3. cesara pavone Says:

    Ormai i partiti ed anche i movimenti, quasi fossero ormai dei marchi commerciali che devono riposizionarsi rispetto alla concorrenza, commissionano purtroppo sondaggi. Spero che i tagli delle sovvenzioni ai partiti costringano i nostri ad essere più parchi nel ricorrere a qs pratica, vera e propria scorciatoia politica!
    Per tornare al sondaggio che informa su quanto sia/non sia conosciuto il partito, voglio sperare che l’indagine abbia disaggregato il dato, perché é certo che il cittadino di Aosta “conosce” ALPE certamente di più di quanto la conosca un cittadino di una Valle laterale, specie se nel suo comune di appartenenza non c’é neppure un rappresentante di qs partito che, certamente, non é così capillarmente diffuso come lo é l’Union.
    Quanto alla componente verde, al momento non sarei così tranchante! Alcuni attuali consiglieri regionali di ALPE sostengono i temi ambientali come li avrebbero sostenuti gli ex verdi… certo gli attuali consiglieri regionali sono stati eletti prima della loro confluenza in ALPE, le prossime elezioni regionali ci diranno se l’elettorato ha apprezzato o no.
    Non dimentichiamoci poi che l’anno prossimo ( se non prima) ci saranno le elezioni legislative e volenti o nolenti i partiti dovranno posizionarsi in modo chiaro.

  4. libero Says:

    Alpe ha la caratteristica della lentezza che potrebbe essere in altri tempi una virtù, ma che in questo caso si dimostra un vizio mortale. La sua nascita ha avuto tempi lunghissimi, aspettava cosa? Renouveau! Elemento che ha condizionato il partito da subito e ancor oggi detta legge al suo interno. Paradosso: era la parte più esigua e si trova con tanto di segretario e tre consiglieri. L’identità che ne è venuta fuori è quella di un partito etnico con buone intenzioni, ma con tutte le caratteristiche di un vecchio partito. Meglio Alpe dell’Union, ma io voglio altro. Del gran da fare intorno alle Alpi per la costruzione di un Movimento che abbracci un più ampio territorio non me ne frega niente: trattasi di creare un seggio a Bruxelles per Louvin.

  5. Paul Says:

    Secondo me il fattore negativo di Alpe è che all’interno ci sono degli esponenti storici (anzi fin troppo storici, direi “dinosauri”) che continuano a dettar legge.
    non me vogliano Riccarand o Perrin o Louvin (quest’ultimo non tanto per l’età ma per i tanti anni passati in politica) ma forse è arrivata l’ora che vi mettiate un po’ da parte, Alpe dovrebbe essere un partito giovane e rivoluzionario, con nuove idee e nuova gente…
    la minestra riscaldata non va più giù a nessuno, è l’ora di svoltare pagina…

  6. Paul Says:

    e aggiungo, la gente mai così tanto come adesso ha voglia di “novità” e volti nuovi, ormai sono tutti stufi della vecchia politica e dei vecchi politici….

  7. Bisker One Says:

    @Paul
    Un partito nato da “dissidenti” (con le virgolette d’obbligo) unionisti non può essere espressione di quella “novità” che tu propugni. Se fai una talea di una pianta malata, anche la nuova pianta soffrirà delle stesse malattie, pur non essendo più legata alla pianta madre. ALPE non è che una talea della vecchia pianta malata Union. Non cacceranno mai via i dinosauri dal loro interno; se si va in caccia di novità bisogna mettere in piedi qualche forza politica nuova, ma proprio nuova nuova, con volti che fino ad ora in politica non si siano mai esposti nemmeno nelle divisioni “giovanili” dei vecchi partiti.
    (Sì, lo so: tanti mi hanno detto “fallo tu”. Io ho il carisma di un pesce marcio; meglio che non ci provi nemmeno. Ma sarò disponibilissimo ad appoggiare chiunque voglia provare a mettere in piedi questa forza politica fuori dagli schemi che auspico.)

  8. bruno courthoud Says:

    Lo stesso dicasi del PD e relativi e reiterati cambi di nome a partire dal PCI. Per arrivare in vetta ad un ottomila, il primo passo è importante quanto l’ultimo (Messner). Sia Alpe che il PD hanno sbagliato subito, fin dal primo passo (aggregazioni senza motivazioni e obbiettivi seri e precisi, ma puro e semplice calcolo politico). Sono nati vecchi e moriranno giovani.


  9. I partiti sono idee unite agli uomini e alle donne che li compongono. Le cose sono indissolubilmente legate e il giudizio che l’elettore può dare è fatto, mi rendo conto, dall’insieme delle due cose. Quando però la bilancia pende superficialmente solo sulle persone che lo compongono non mi pare che possa essere un giudizio sereno. Siccome tizio mi sta sulle palle….. Mi piacerebbe sentire una opinione su Alpe, sul PD e su qualsiasi altro partito nel merito delle posizioni o dei comportamenti. Qui hanno sbagliato…. là non sono d’accordo… secondo me avrebbero dovuto fare così…. Ecc ecc. sarebbe assai più utile e credibile. (il Pd non è un cambio di nome… altrimenti molti non avrebbero avuto motivo di fondare altre formazioni a sinistra)

  10. bruno courthoud Says:

    Caro Fabio Protasoni, le tue considerazioni hanno un solo difetto: presuppongono che chi vi risponde non metta in discussione nulla dell’attuale “sistema partitocratico”, che è proprio quello che i cittadini non sopportano più e che è irriformabile dall’interno.


  11. Al contrario… si può mettere in discussione tutto (tranne la democrazia)…. Mi piace cercare di capire.


  12. Naturalmente spero che sia concesso dissentire…

  13. giancarlo borluzzi Says:

    Mozione d’ordine.

    Quando si parla di PD, sarebbe imperativo precisare se si pone sotto i riflettori il comportamento del PD nazionale o di quello locale.

    Il giudizio sull’uno diverge rispetto a quello sull’altro e uscite quali quelle soprastanti sono inutili senza la precisazione richiesta.
    Questo vale sia per i difensori del PD a prescindere, sia per i critiici verso il medesimo a prescindere.


  14. Sono irritato nell’ascoltare quotidianamente le offese di chi si sente in diritto di giudicare senza essere giudicato. Non mi riferisco a “nessuno in particolare”, parlo in generale. Il merdaio in cui viviamo lo vedo anch’io, ma ci sono due modi di reagire:
    1) Rimboccarsi le maniche, gettarsi nella merda per cercare di fare qualcosa.
    2) Stare in cattedra, con il vestitino pulito, a giudicare chi cerca di fare qualcosa.

    A “qualcuno” qui infastidiscono le risposte di chi stà lavorando (per come ne è capace), a me infastidiscono i giudizi di chi guarda gli altri che lavorano. Perchè se è vero che tutti abbiamo i grandi ideali, è vero anche che c’è chi si spende per realizzarli e chi aspetta, che a realizzarli siano gli altri. E li critica pure se non ne sono capaci o non ci riescono.

  15. bruno courthoud Says:

    Bruscia, solo chi “lavora”(?) in qualche partito ha il diritto di parlare?

  16. patuasia Says:

    Non credo che la critica ai partiti sia legata solo alle persone, come accenna lei signor Protasoni. Mi sembra che la critica abbia diritto a un maggior rispetto e attenzione. Secondo me Alpe non ha più un futuro, certo non scomparirà, ma avrà un ruolo marginale e, come il nostro pil, non vedrà crescita. Preciso che se invece succedesse il contrario io ne sarei lieta: è pur sempre un partito migliore di quelli che ci governano. Il PD ha il suo zoccolo duro e anche in questo caso me ne compiaccio, ma non penso che vedrà lievitare il suo numero di consensi. Sia Alpe sia il PD non andranno a pescare nel ricco serbatoio dei delusi e non si ruberanno i voti a vicenda. Alpe si è bruciata da subito: l’assenza dei verdi in Consiglio ha impresso una marcia che agli ex elettori verdi non piace troppo. Oggi è difficile rifare un lifting, le premesse di un partito diverso si sono dimostrate fasulle: si sa che all’interno ci sono numerosi mal di pancia, quelli che condizionano la salute di un partito vecchio. Si cambia radicalmente il modo di far politica solo se si cambiano i meccanismi interni che ne reggono le dinamiche. L’avevo esplicitato con chiarezza nel mio ultimo direttivo, qualche anno fa, prima di mollare tutto, delusa e annoiata.


  17. Courthoud, sei molto distratto.
    – Primo, lo ripeto per l’ennesima volta, io non lavoro per nessun partito.
    – Secondo, hai presente quel doveroso impegno ordinario di tutti?
    – Terzo, ricordi ciò che ripete don Luigi Ciotti anche quando viene ad Aosta, attraverso “Libera”? Se tu non lo ricordassi lo faccio io: “Corresponsabilità significa partecipare alla responsabilità ed è ciò che ognuno di noi è chiamato a fare”.
    Dunque che c’entra personalizzare politicamente la tua risposta cedendo un pochino all’irritazione?

    Corresponsabilità è il contrario di individualismo. È sentirsi parte di un “noi”, consapevoli che il benessere personale dipende dal contributo che sappiamo dare al bene comune. In questo senso, la corresponsabilità diventa lo strumento fondamentale per realizzare pienamente i valori della giustizia e della democrazia. Se la nostra democrazia appare oggi così “pallida”, per non dire “malata”, è proprio a causa di un deficit di corresponsabilità.

    Dunque ricordando quello che ho scritto sopra, ripeto che ci sono due modi di reagire:
    1) Rimboccarsi le maniche, gettarsi nella merda per cercare di fare qualcosa.
    2) Stare in cattedra, con il vestitino pulito, a giudicare chi cerca di fare qualcosa.
    Io ho scelto comunque il primo.

  18. armando fiou Says:

    che noia. Ma perchè continuate a votare?


  19. @Patuasia Convengo che la critica debba avere maggior rispetto, soprattutto in una realtà dove l’omologazione è sistema così come condivido il senso dei pronostici. E’ vero che, in tutto il paese e anche in Vda, l’opposizione non intercetta il voto lasciato in libertà dal crollo della destra ma le ragioni, secondo me, non sono solo l’inadeguatezza dei partiti che la compongono. Cè la crisi, il governo Monti, la paura per il futuro, il discredito verso la politica in genere, i mass-media ecc. ecc. la domanda centrale la pone però il signor Armando Fiu. Vale la pena riflettere e rispondere. Io voto senza dubbio perché fà parte del mio essere cittadino. lo sento come un dovere al di là della mia opinione politica e anche della sensazione, a volte, di una sua inutilità. Voto anche se sò che può perdere la mia parte politica. Voto perché so che questa possibilità non è una banalità, che è costata vite e sangue e che devo preservarla con un uso intelligente perché non sta scritto da nessuna parte che continuino a darmela. Voto perché voglio cambiare e migliorare le cose e perché ho fiducia che questo avvenga. Nella contingenza del momento voterò per il referendum sul pirogassificatore, alle elezioni politiche e a quelle regionali anche perché si deve dare un segnale forte, quasi orgoglioso, che questa regione e questo paese meritano un governo alternativo, onesto e che sappia e possa decidere. Fare “testimonianza” ( e ne ho fatta nella mia vita…), oggi come oggi, non mi sembra il caso. Non è più il tempo. Bisogna mandare all’opposizione questa maggioranza regionale e dare al paese un governo normale.

  20. Xenofane Says:

    Il commento di Patuasia all’articolo di Riccarand apparso sull’ultimo numero di Alpe è di impronta elettoralistica. Patuasia liquida il dibattito in Alpe come se fosse già tutto scritto e deciso. Ma sarà proprio così? E poi, è un dibattito che va letto in prospettiva delle elezioni regionali? A me non pare.
    Che l’arcipelago verde valdostano alle prossime regionali voti Alpe o 5 Stelle o altro ancora è veramente la cosa più importante?
    Bisogna uscire, soprattutto in ua realtà come quella della nostra regione, da impostazioni da orticelli e pensare un po’ più in grande. Lavorare per unire le energie valide e non spargere veleni.. I problemi che emergono all’interno di Alpe non sono molto diversi da quelli esistenti in altre organizzazioni politiche di opposizione, per non parlare poi del marciume di quelle di maggioranza. Forse che Pd, 5 Stelle, Rifondazione, Italia dei Valori ecc sono, in Valle d’Aosta, esempi luminosi, realtà incisive e trascinanti? A me paiono più delle debolezze, in ridicola concorrenza fra di loro, mentre bisognerebbe parlarsi e operare insieme. Altrimenti non c’è scampo.

  21. armando fiou Says:

    ragazzi che palle. Lasciamo la politica ai tecnici e mandiamo a casa i gallinacei vari che dovrebbero rappresentarci.

  22. scemodiguerra Says:

    giusto: mandiamoli a casa e mettiamone di peggiori!

  23. Mistinguet Says:

    Ha ragione Xenofane: il dibattito interno ad Alpe è segno di vivacità, di vita, di voglia di progettare.
    Negli altri movimenti e partiti valdostani cosa c’è? C’è forse dibattito, scambio di idee o solamente guerra di tessere per scalare i vertici, o semplicemente per farsi dare un lavoro o un appalto?
    Patuasia ormai è lanciata nella campagna elettorale a 5 stelle per cui tutto ciò che sa di politica per lei è da distruggere.
    Ricordiamoci che se non ci sono partiti, se non c’è elaborazione delle idee, formazione di personale che sappia amministrare, fucina di grandi correnti di pensiero, non c’è offerta politica all’elettorato e di conseguenza non c’è democrazia.
    Ma davvero qualcuno pensa che il nostro futuro sia farci dovernare dai grillini? Ma lo vedete Grillo nelle vesti di padre nobile della Patria italiana?

  24. Mistinguet Says:

    Aggiungo. Mentre noi (democratici, grillini, verdi, alpisti, gente di sinistra, gente senza fette di lardo d’Arnad sugli occhi) si becca come galline su chi ha diritto di esistere e chi invece non è all’altezza della situazione, dall’altra parte unionisti, stelluti, pidiellini, quattro gatti di Fédération stanno svaligiando la Valle d’Aosta, arraffano tutto quello che possono, distruggono leggi approvate con il buon senso del padre di famiglia che cerca di evitare il sacco di ogni principio e la dispersione dell’etica.
    Non è forse il caso di incontrarsi, di parlarsi, di allearsi per cercare di mandare a casa la “banda dei quattro” che stà svendendo la Valle d’Aosta?


  25. Perché un’alternativa si concretizzi e vinca le prossime elezioni occorre che ci siano donne e uomini che si dedichino a costruire sintesi e pezzi di lavoro comune. (….sopratutto donne perché occorre molta pazienza). Persone che si dedicano a fare il lavoro del “sarto”: disegnare, tagliare, cucire….unire. Non ci basta nemmeno un abituccio qualsiasi… Perché il compito non è quello di amministrare l’ordinario ma di cambiare le cose in profondità. Per fare questo occorre fatica e forse un lavoro anche un po’ ingrato che non verrà immediatamente capito. Eppure ci sono queste persone e lo stanno facendo…

  26. patuasia Says:

    Signor Mistinguet lei interpreta in modo molto superficiale la mia simpatia nei confronti del Movimento 5 stelle VdA, lei afferma poche righe sopra che “tutto ciò che sa di politica per lei è da distruggere”. Dove l’ha letto? Da quale mio ragionamento verrebbe questa sintesi? Da nessuna parte, solo dalla sua fretta di giudizio, perché io non voglio distruggere quello che è indistruttibile e cioè la politica. Se tifo per M5S è perché non vedo altro all’orizzonte che possa infastidire il timoniere. Ma questa mia osservazione non vuole cancellare quelli che sono all’oggi i partiti dell’opposizione e se questi, al contrario di quello che penso, porteranno a casa un buon risultato elettorale io ne sarei lieta perché sono una donna pragmatica e al peggio preferisco ciò che lo precede.


  27. Qui ha perfettamente ragione Patuasia. I partiti, come i movimenti e le associazioni, sono fatti di cittadini in carne ed ossa. La nostra Costituzione riconosce ai cittadini il diritto/dovere di utilizzare lo strumento/partito per partecipare alla vita democratica del Paese.

    Quale utopia c’è nel chiedere che i partiti siano superati o distrutti, nell’affermare che i valori di sinistra e di destra sono stronzate, nell’esasperazione dell’individualismo? I programmi si possono confrontare quando vuoi, persino quelli populisti e utopici. Ma i valori no, quelli di cui ciascuno di noi è portatore non possono essere buttati alle ortiche.

    Almeno io non lo farò mai.


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