La beffa (3° puntata)


La società S.E.V.A. s.r.l. chi c’è dietro e chi c’è dentro ( a cura del Movimento 5 stelle VdA)

Tuttavia nello stesso provvedimento la Ditta S.E.V.A. s.r.l. di Gressan, che aveva richiesto il parere per la realizzazione, viene invitata a ripresentare il progetto. Proprietari della S.E.V.A. s.r.l. sono una società fiduciaria la EOS Servizi fiduciari s.r.l., Invernizzi Giovanni e  De Benedetti Pietro. Amministratore unico il genovese De Benedetti Stefano. Come già verificatosi nel primo dossier per il caso della  EAUX Valdotaines s.r.l., attiva sempre nell’area della Valdigne, anche qui è presente una società fiduciaria  la EOS s.r.l. appunto. Ma è quando si risale al proprietario unico della EOS che si rileva come questo sia niente di meno che la Banca Italo Svizzera S.A. con sede a Lugano  il cui Amministratore è Merati Foscarini Marco. E’ da rilevare non senza stupore anche la coincidenza della presenza nella S.E.V.A.  di Luca Mochet, assunto, prima dell’inizio dei lavori nel cantiere della centrale, come figura tecnico/ direttiva, figlio dell’allora vice sindaco di Courmayeur Ennio Mochet che aveva sottoscritto la convenzione  con la stessa S.E.V.A. s.r.l..

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2 commenti su “La beffa (3° puntata)”

  1. bruno courthoud Says:

    questa è politica, non i pubblici dibattiti! Vogliamo tanti Mochet in politica!

  2. Stinsonn Says:

    Le energie alternativenel nostro paese, già da parecchio tempo costituiscono motivo di affari per determinati comitati nei quali la presenza politica è sempre massiccia, La Valle d’Aosta non fa eccezzione. Ad un cittadino attento non dovrebbero sfuggire le denunce fatte dal Movimento 5 stelle locale in più occasioni. L’ultima in ordine di tempo pare che sia quella di Courmayeur nella quale anche un “cieco” vedrebbe le cointeressenze fra politici e affaristi. Ma la stampa locale si limita a riportare ciò che dicono i “grillini” riportandolo sui giornali maggiormente letti. Da parte di TV e giornali nessun commento, nè presa di posizione per suscitare un dibattito. Le centraline, sebbene utili, intendiamoci, sono un affare i cui proventi finiscono nelle tasche dei “soliti”, spesso ignoti e celati dietro società delle quali non si conoscono gli aderenti, non nelle casse dei comuni o del demanio regionale ai quali vanno solo poche briciole. Considerato l’importanza di questi impianti, come mai non si riesce a coinvolgere maggiomente l’opinione pubblica su questi “furti” a danno della comunità? L’opera dei “Grillini” è sicuramente encomiabile, ma non basta per far fronte a tali scempi, occorre maggior informazione e “biasimo civile” per impedire che gli affaristi, amministratori e politici in testa, impuneemente continuino a lucrare.


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