La beffa (1° puntata)


Ecco il documento presentato dal Movimento 5 stelle VdA sulla società S.E.V.A. Considerato il grande interesse del testo ho pensato di pubblicarlo per intero dividendolo in puntate.

La convenzione beffa

La vicenda della centralina idroelettrica sulla Dora Baltea in loc. Dolonne di Courmayeur, con le opere di presa in loc. Entrèves, ha il suo esordio ufficiale nel 2001 quando il Comune di Courmayeur nella persona dell’allora vice-sindaco, Ennio Mochet (Union valdotaine corrente Vierin) sottoscrive una convenzione con la S.E.V.A. s.r.l. di Gressan, per una derivazione di acqua dalla Dora di Courmayeur ai fini della produzione di energia elettrica. Ma il Comune di Courmayeur aveva inoltrato una prima domanda il 9 agosto del 1988 (integrata da nuova domanda il 14 dicembre 1995) per la concessione dell’utilizzo delle acque in quel tratto della Dora a cui solo successivamente era seguita l’istanza presentata dalla S.E.V.A. s.r.l. l’8 febbraio del 1994. In ogni caso il Comune avrebbe avuto diritto di prelazione nei confronti del privato. Il Comune, pertanto, ha in mano una piccola miniera d’oro, ma decide di far realizzare l’affare alla società privata in quanto, si dice nella convenzione, l’Amministrazione comunale “non ha per scopo quello di provvedere alla gestione industriale di impianti di produzione di energia elettrica e comunque avrebbe ora difficoltà di reperire le necessarie risorse finanziarie…”. Le motivazioni sono da ritenersi insufficienti e pretestuose in quanto si prospettava un notevole introito per le casse comunali con un investimento che, trattandosi di impianti idroelettrici, qualsiasi banca avrebbe finanziato a tassi agevolati ad esempio con la creazione di una società a capitale misto. E l’operazione risulta ancor più discutibile quando si scopre che dei circa 14 Gwh prodotti annualmente  solo 1,6  verranno erogati al Comune per il fabbisogno  del Centro sportivo Plan de Lizzes, vale a dire l’11% della resa complessiva stimata dell’impianto. Quindi nel caso in cui la produzione superasse la stima prevista (in questo caso è pressochè certo che sia andata  ben oltre le stime) tutto il guadagno finisce  al 100% nelle tasche del privato.

L’operazione portata a termine dal Comune di Courmayeur appare al limite dell’autolesionismo: un vantaggio economico percentualmente risibile e un’opera che in ogni caso va ad impattare in una zona di pregio ambientale come quella ai piedi del Monte Bianco.

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