A che gioco giochiamo?


Alpe si incontra a Chivasso con le varie Comunità alpine per elaborare un progetto politico che unisca quelle realtà che hanno in comune situazioni politico-geografiche e problemi annessi. Un progetto che potrà avere presto una forma nelle prossime elezioni politiche. E fin qui… quello che sconcerta o perlomeno non si capisce è la dichiarazione di Chantal Certan: “Il progetto che si sta portando avanti potrebbe avere, in Valle, anche altri interlocutori. Ma è ovvio che dipende dalla loro disponibilità” (La Stampa). Chi sarebbero questi interlocutori? Tempo fa il segretario Alpe si complimentava con l’Union valdotaine che aveva iniziato a creare una rete con altri movimenti autonomisti del Trentino, più o meno quello che sta intraprendendo Alpe. Se facciamo la somma di queste due dichiarazioni ci viene facile pensare che l’altro interlocutore o gli altri interlocutori, non possano che essere gli autonomisti locali. Roberto Louvin non si sente di escludere un raggruppamento autonomista e allora a che gioco giochiamo? Fatemi capire please!

Explore posts in the same categories: Domande, Politica valdostana, Uomini politici

Tag: , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

20 commenti su “A che gioco giochiamo?”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Info.

    L’unione fa la forza.

    Alle prossime elezioni politiche ci saranno pure espressioni regionali, allora debuttanti nonchè tra loro collegate da una sintonia di intenti, volte a portare avanti localmente e sensibilizzare il Parlamento relativamente a istanze diametralmente opposte rispetto a quelle sottintese in questa discussione.

    Tali espressioni si evidenzieranno in regioni/province “autonome” dell’Italia di frontiera e, chez nous, si tratterà di Valle d’Aosta Tricolore.

    Il concetto sopra evidenziato di “situazioni politico – geografiche comuni e problemi annessi” va giudicato in relazione all’ottica relativa: l’Italia di frontiera preindicata si muoverà in una direzione realistica, liberale, moderna, seria, rispettosa della Costituzione e della singola persona contrapponendosi frontalmente a chi, non a caso, si è riunito proprio a Chivasso, località in una cui osteria “quando il mondo era un altro” si ritrovarono dei buontemponi, presuntuosi al punto di illudersi di rappresentare qualcuno oltre a se stessi e questo per l’eternità.

  2. bruno courthoud Says:

    “Non c’è niente da capire”, come scriveva de Gregori, è meglio neanche provarci. Elezioni in vista! Giochi, giochini e giochetti.

  3. Ghinodipunta Says:

    Se non è zuppa è pan bagnato………….Nel marzo duemilotto, tanti Valdostani e tanti ingenui, hanno sperato in un raggruppamento volto a “partorire” e a sforzarsi per la nascita di un gruppo nuovo, democratico e soprattutto non incline “all’unico uomo al comando!; tipo Tour. Ma in effetti e nella sostanza, tutti coloro che intendevano un diverso approccio nell’approdare ai palazzi che contano, per una più trasparente e democratica gestione dei soldi pubblici, ha dovuto suo malgrado, abbandonare questi esili venti di rinnovamento e tornare a respirare la fedita aria del “così fan tutte” ; tipo regie di Tinto Brass. Il Magico scacchiere è e rimane finchè gli pare, e forse per fortuna, il veterinario di Vollon che dal Suo cilindro di turno, mescola stelle alpine e altri intrugli…..; ma purchè il tutto non si dissolva come neve al sole

  4. Schopenhauer Says:

    Sempre Certan superstar è andata un paio di settimane fa al congresso della Ste(a)lla alpina a dire “perché non dialogare anche con voi?”.
    I verdi son stati dimenticati da un pezzo. inutlie perdere tempo ancora. illusi che son (siamo) stati!!!!!
    e sul fronte PD meno elle ancora peggio: appoggia la lista unionista a Arnad, in cambio di un assessorato.
    poi, oggi dà inizio alle danze lanciando un appello urbi et orbi a tutti: ”Disponibile per un ampio confronto con tutte le forze politiche che condivideranno un programma comune e il principio della designazione dei candidati attraverso elezioni primarie”.
    e Certan che fa? frigna: “L’individuazione dei candidati mediante consultazione degli elettori e’ una prerogativa di Alpe”
    ma per favore!!! qui tutto va dal culo e quelli fanno i bambocci:”l’ho detto prima io”, “no l’ho detto io!!!!”
    VAFFA!

  5. libero Says:

    Già che fine hanno fatto i verdi? Bisogna dire che Riccarand (chi l’ha visto?) ha avuto un fine naso politico. Insomma siamo rimasti orfani: o Grillo o l’astensione.


  6. Ma, a parte i pregiudizi, siete per fare le primarie o no?

  7. giancarlo borluzzi Says:

    @ Fabio Protasoni.

    Le primarie sono in mano a chi per anni vive la politica soprattutto intessendo amicizie finalizzate all’ottenimento di preferenze alle elezioni regionali. Dirottare poi tali preferenze anche su eventuali primarie interne è un divertissement.

    Può credere che il preferito consegua in tal modo un’investitura popolare solo chi crede che esistano Babbo Natale e Befana.

    Caro Fabio, pensavo che da decenni tu non credessi più all’esistenza di costoro.

  8. unoqualunque Says:

    I verdi, per chi ha la memoria corta, sono stati cancellati dagli elettori alle ultime regionali.passando dai 3 consiglieri del 2003 al nulla del 2008.
    La politica del NO non paga!

  9. patuasia Says:

    Le primarie sarebbero buona cosa, ma in effetti come non essere d’accordo con Borluzzi? Fanno parte anch’esse del teatrino della politica, uno spettacolo che non piace più.

  10. patuasia Says:

    Ha ragione signor unoqualunque, la politica del fare e del disfare paga eccome, infatti le solite tasche sono rigonfie!


  11. Le primarie sono in mano a chi decide di giocarcisi dentro, mettendoci non solo il voto, ma anche la faccia e i soldi. Si paga per votare…. Poi si possono sbeffeggiare fin che si vuole e naturalmente si possono anche migliorare in termini di regole e organizzazione ma non cambia il fatto che sono una occasione di partecipazione e di rinnovamento reale. Non credo a Babbo Natale e alla Befana (anche se mi piacerebbe) ma credo a quello che è successo concretamente in centinaia di esperienze concrete che non devo citare. E’ evidente che devono aver valore anche se non vince chi vorrei io…. altrimenti non hanno senso.

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Si paga per votare? Il costo di un caffè.
    E’ intuibile, in questa Italia rococò, l’esistenza di candidati che, dopo aver seguito persone e gruppi per lungo tempo magari facendoli mangiare e bere ogni tanto a proprie spese, si accollano pure i minimi costi di caffetteria.
    Le primarie sono un’offesa nel senso che, quando sono spacciate come forma di “partecipazione democratica”, sottintendono la grullaggine in chi beve tale interpretazione.

  13. Luigi Says:

    Sulle primarie concordo con Protasoni. Sono uno strumento di democrazia diretta e possono avvicinare i cittadini alla politica. In una Regione dai “piccoli numeri” come la nostra sono invero facilmente alterabili i risultati (come dice Borluzzi), ma rinunciare ad una opportunità di democrazia per paura dei “soliti furbi” mi sembra inaccettabile. Faccia e soldi, come dice Protasoni, danno un minimo di tutela, ma non vanno nella direzione della democrazia diretta: sceglie chi ha i soldi e chi si è già “giocata” la faccia. Ci vorrebbero numeri più grandi per diluire, in un mare di partecipazione, i reflui fognari che provocano l’inquinamento dei risultati.
    A onore del PD va detto che, con molti mugugni, continua sulla strada delle primarie nonostante gli schiaffoni “alla Vendola” ricevuti.
    Ben vengano le primarie da parte di tutti i partiti, sperando di riportare al voto e alla politica i delusi, gli stanchi e i disinteressati.


  14. @ Schopenhauer

    Tutto questo astio è penoso.
    Stiamo parlando e valutando l’operato e le intenzioni dell’Alpe. La convinzione che non ci sia democrazia negli altri partiti è il motivo che vi ha fatto nascere l’esigenza di un nuovo movimento basato su altre forme più innovative di partecipazione? Almeno questo mi sembra di aver capito.

    Che senso ha poi, di fronte ad un’Alpe che propone un progetto che presto avrà una forma nelle prossime elezioni politiche, rinfacciare al Pd-Vda, di avere consentito ai suoi elettori di avere un rappresentante ad Arnad? A parte che con il tema di Patuasia non ci azzecca nulla, ma anche ci azzeccassese, che razza di ragionamento è? Allora per cosa è nato il Pd-Vda se non riuscisse a radicarsi sul territorio? Scommetto che lo vorreste uguale agli altri e magari anche più fallimentare.

    Sbeffeggiare sconsideratamente poi il comportamento democratico di un partito: ”Disponibile per un ampio confronto con tutte le forze politiche che condivideranno un programma comune e il principio della designazione dei candidati attraverso elezioni primarie”, è come imboccare la strada dell’ignoranza e della manipolazione, non certo quella della democrazia. In effetti a destra la manipolazione è molto più facile, da sempre, storicamente. La cosa triste è che la dinamica ha fagocitato anche un elettorato (di un’altra destra) generalmente più critico e attento alle dinamiche sociali e politiche, e meno incline alle facili manipolazioni populiste. Di fatto in Valle d’Aosta ormai ci sono varie destre sia al potere che emergenti.

  15. giancarlo borluzzi Says:

    Sarebbe bene se il grande George parlasse meno di etichette (destra, sinistra, altra destra, varie destre al potere o emergenti (((att.: sia- sia, non sia-che))) ) e più di contenuti, i soli che contano.

    Dovrebbe inoltre, il Nostro, limitare le sue propagande: chi si inoltra in un blog è raramente influenzabile dagli spot pubblicitari.

  16. maicol Says:

    a parte il discorso primarie o non primarie, a qualcuno vengono in mente due nomi sopra le parti non compromessi che possano avere consenso da candidare come parlamentari? no perché mio limite a me non viene in mente proprio nessuno …

  17. giancarlo borluzzi Says:

    @ maicol.

    I problemi della Valle non possono essere delegati, a Roma, a chi porta avanti le istanze anacronistiche, illiberali, basate su integralismi e panzane, su cui conta l’UV e che vengono condivise dai di lei cicisbei di turno.

    Mutatis mutandis, il discorso vale anche per chi, di fatto, sposa in tutto o in parte la visione del Leone.

    Qualunque parlamentare può interessarsi di qualunque tematica relativa all’Italia; in tale ottica ci sarà, nel prossimo Parlamento, chi si farà carico anche delle questioni legate alla Valle d’Aosta, contrapponendosi all’insostenibile ipotesi secondo cui chi viene eletto in Valle avrebbe l’esclusiva per operare sulle questioni valdostane in Parlamento.

    Da ciò si deduce che poco o niente conta relativamente al nome degli eletti in Valle alle prossime politiche.

  18. Stinsonn Says:

    Se quanto ipotizzato nei post che ho letto, l’Alpe ritornerebbe all’ovile dopo le diatribe avute con la “casa Madre” di tipo personale che però hanno avuto valenza politica. I motivi del contendere sono stati la politica di R…. atta a fare proselitismo, facendo passare in secondo piano i valori che la borghesia dell’UV ritiene fondamentali. R…, invece “mira al sodo” al consenso, che, come si è visto nelle ultime elezioni, è stato enorme. Dopo un paio di “giri di valzer”, tramite Aosta Viva e Valle d’Aosta altrettanto, l’opposizione di Louvin e C. si è arenata. Al punto che non ha un ruolo all’interno delle istituzioni regionali in quanto alla destra del “potere” siedono altre forze, SA e destra che appoggiano, fiancheggiano e sorreggono l’UV. L’Alpe, ovviamente, non avrebbe spazio all’interno di tale maggioranza se non un ruolo subalterno. Quindi perchè non rientrare con una condivisione di programma, intenti politici e culturali, per giunta da stipulare in una sede così “storicamente prestigiosa” come Chivasso? Da notare che quando i “fuoriusciti” lasciarano l’UV, nel 2005 se non erro, lo fecero sbattendo la porta, pertanto: quale onore rientrare con un accordo politico che accomuna gli intenti?

  19. Paul Says:

    Forse ci stiamo rendendo conto che azzuffarci tra di noi non ha più senso ed è controproducente?
    in questo momento di grandi difficoltà e incertezze, soprattutto per le regioni e province a statuto speciale, il nemico sta a Roma e sarebbe auspicabile che i partiti autonomisti tornassero uniti o perlomeno tornassero a dialogare…

  20. Paul Says:

    Dimenticavo ci vorrebbe un vero e proprio rinnovamento e cambio generazionale anche in Valle d’Aosta…
    Lor Signori Rollandin, Louvin, Riccarard, Perrin, ecc ecc sarebbero pregati di mettersi da parte DEFINITIVAMENTE, sarebbe molto positivo poter creare una mega coalizione di partiti autonomisti e smetterla una volta per tutte di litigare…
    sono passati 6-7 anni dalla creazione di questi nuovi partiti e le ragion d’essere non sussistono più..


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: