Radical chic!


La risposta di Romano Dell’Aquila fa il paio con quella di Milanesio. Se quest’ultimo rivelava la sua natura arrogante di vecchio politico, con la dichiarazione: che palle, in risposta alle critiche mosse al suo ruolo di amministratore unico dell’Università valdostana, Dell’Aquila rivela il vuoto assoluto di qualsiasi argomentazione. Si rifà allo stereotipo che vuole gli antagonisti dediti al No a prescindere. Un giudizio obsoleto e appartenente a un’epoca che sa di preistoria. Infatti, i due signori sono preistoria, ma ancora non l’hanno capito! Non è vero che non vogliamo un ospedale nuovo! E’ vero il contrario: nuovo e dislocato fuori città: il referendum chiariva a fondo la proposta alternativa (a Dell’Aquila questo deve essere sfuggito). Non è vero che non vogliamo un nuovo aeroporto! Vogliamo un aeroporto turistico per il volo a vela, coerente con il paesaggio e la natura della nostra Valle (a Dell’Aquila questo deve essere sfuggito),  quello commerciale lo abbiamo a 100 km, un buon servizio di navetta a chiamata risolve il trasporto senza sprechi e senza cattedrali nel deserto. Siamo per il ripristino della linea Aosta-Pré-Sain-Didier che potrebbe finalmente diventare una metropolitana capace di liberare la città dalle auto, altro che contrari allo sviluppo e alla modernizzazione! Contrari solo allo spreco di risorse per progetti inutili e costosissimi questo è vero. Siamo dei radical chic? Forse, ma non siamo dei pregiudicati: cos’è peggio? (A Dell’Aquila qualcosa deve essere sfuggito).

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19 commenti su “Radical chic!”


  1. Ora qualcuno potrà capire l’evoluzione in positivo avvenuta nel Pd-Vda che è riuscito a rendere inoffessivi sia con l’allontanamento sia con la messa in un angolo di alcuni personaggi capaci solo di critcare, mai di suggerire proposte.

  2. giancarlo borluzzi Says:

    @ Patuasia.
    Manca nell’elenco l’indecente rifacimento della funivia verso il colle del Gigante, oltre 100 milioni.
    Repetita iuvant.

  3. marburg Says:

    …e la funivia Passo dei Salati – Punta Indren (che non era passata il vaglio dell’impatto ambientale in Piemonte) per fare freeride a soli 18 mln dove la lasciamo?

  4. patuasia Says:

    Avete ragione, mi sono limitata a citare gli esempi del signor Dell’Aquila.

  5. giancarlo borluzzi Says:

    @ marburg.

    Non so se quanto scrivi è giusto.

    A settembre 2008 sono salito al passo dei Salati da Gressoney per proseguire verso la capanna Gnifetti.
    Dai Salati si sale verso il punto di arrivo della vecchia funivia, ora fuori uso, da Alagna alla Indren, che, per andare alla Gnifetti, non si raggiunge perchè si devia prima verso sinistra.

    Nella traversata verso ovest si rimane alti rispetto a quello che al momento aveva tutte le sembianze del punto di arrivo di una costruenda funivia arrivante dal basso a quota 3000 o poco più.

    Non so cosa poi lì sia successo, ma dubito esista un collegamento Salati- Indren, c’è solo il collegamento prima indicato.

    Quanto bocciato dal Piemonte era ben altro e più corposo nonchè impattante: raggiungere la cosiddetta Cresta Rossa, insignificante ammasso di rocce a 3800 metri a mezz’ora dalla vetta della punta Giordani, 4050 metri, la più bassa all’estremità sudest del Rosa.

  6. wolf359 Says:

    ma dal 2008 in poi non hanno realizzato la nuova funivia ? Io l’avevo viata in costrizione .Il collegamento Salati – Indren è visibile nella mappe Open Street Map http://www.openstreetmap.org/?lat=45.88298&lon=7.86546&zoom=15&layers=M che sono molto aggiornate

  7. marburg Says:

    Certo che è stata realizzata! Vedi, per es, il diaporama nel sito di Monterosaski: http://www.monterosa-ski.com/images/stories/docs/skirama.pdf.
    Ed è un impianto tutto nostro, fortemente voluto dalla RAVA, anche contro il parere della Regione Piemonte. C’è anche un articolo della Stampa in merito :http://lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200912articoli/50747girata.asp

  8. Paul Says:

    Mi sembra che dell’Aquila abbia abilmente sparigliato le carte, uscendo dal discorso principale che verteva sul tema: è Milanesio la persona giusta a gestire l’avvento della NUV? Ha le competenze necessarie? Ha un curriculum decente da presentare ? Magari non ha nemmeno mai passato l’esame di francese….

  9. marburg Says:

    E’ vero Paul, Dell’Acquila ci ha portato fuori dal seminato vincendo il primo premio di rivoltatore di frittate. Chiedo venia per essermi fatto trascinare anch’io nell’elenco (peraltro sacrosanto) delle opere faraoniche e per lo meno discutibili. Il Faraone più che discutibile in questo caso è e rimane Bruno-2-palle.

  10. noncacciounalira Says:

    @marburg , infatti dalla carta Open Street Map si vede che è dal lato valdostano (a sx dello spartiacqua), quindi la volontà della regione Piemonte non c’entrava una cippa :-), perlomeno per questa funivia, altre non so. Sull’opportunità di relizzarla non mi pronuncio, ma il giorno che ne faranno una che va in cima al Cervino potrò anche io salirci, cosa che adesso non posso fare (è un commento sarcastico per chi non lo avesse capito)

  11. marburg Says:

    Appunto, noncaccio…. Se leggi l’articolo della Stampa vedrai che la regione Piemonte si è opposta e, di conseguenza, il percorso, che doveva correre sullo spartiacque fino a Cresta Rossa, è stato variato ed è tutto in VdA, spese comprese.Se vuoi : http://www.thinkice.it/alpnews-singola/150-aperto-funifor-passo-dei-salati-punta-indren.html

  12. armando fiou Says:

    a genova si dice “fare il buliccio con il culo degli altri” credo che questa massima, che riassume in poche parole la politica valdostana, dovrebbe essere riportata sul gonfalone regionale sotto il leone rampante.

  13. giancarlo borluzzi Says:

    @ wolf 359.

    Il collegamento Salati-Indren sulla mappa che alleghi e definisci “molto aggiornata” (in realtà, alquanto errata) non è quello che la didascalia riporta.
    C’è una conca ( a sud della cresta che unisce Piramide Vincent e Giordani) con a destra-est il crinale divisorio tra Piemonte e Vda e a sinistra-ovest la barriera rocciosa da cui si sale per le capanne Mantova e Gnifetti.
    Il punto di partenza di tale funivia si trova in una conca, quindi non ha nulla a che vedere con il terzo passo dei Salati indicato in tale mappa balzana.
    Il punto di arrivo è pure nella conca, almeno 150 metri sottostante alla minuscola punta Indren e quindi tale punto di arrivo non può essere chiamato per la seconda volta punta Indren.
    Discorso ostico, ma indicativo dell’assoluta insensatezza di mappe riferentisi alla Vda.

  14. giancarlo borluzzi Says:

    @ marburg.
    Il collegamento Passo Salati – Cresta Rossa è stato bocciato dalla Conferenza dei servizi (?), se fosse stato costruito meritava il bombardamento da parte di droni USA.

    Conosco bene la zona ma non quali impianti sono stati costruiti dal 2008 in poi.
    In ogni caso la mappa che alleghi non è parente di quella fornita da wolf359: quella del Monterosaski è sicuramente errata perchè fa partire l’impianto attuale dal passo dei Salati e arrivare a una quota superiore rispetto alla punta Indren.
    Il mio ricordo è invece favorevole alla mappa di wolf359 che ha il pregio del disegno corretto, sbaglia solo la toponomastica.

    E ora mi si impallinerà per l’OT, ma quanto scrivo è utile a sottolineare la superficialità di ogni descrizione montana in Vda.

  15. bonjour Says:

    La regione continua a spedere milioni di euro per costruire impianti di risalita, non si è ancora resa conto che gli sciatori stanni diminuendo – sciare soprattutto in Valle è sempre più costoso – e di neve ne cade sempre meno.
    Lungimiranza e programmazione cose che mancano quì da noi.

  16. mesard Says:

    scusa bonjour. In realta’ la regione non spende soldi, semplicemente li regala a societá a lei amiche generalmente “gestite” da fantocci o amici del nostro presidente pregiudicato.

  17. stinsonn Says:

    salve a tutti, solo oggi ho ripreso a consultare questo Blog. Anche se è molto tempo che non prendo parte al “dibattito” di Patuasia, noto che lo spirito, quello buono, non manca. Se ho capito bene si è sollevata la questione se Milanesio sia, o meno, idoneo a ricoprire la carico che, credo, gli abbia affidato Rollandin. Ma i due non dovevano essere acerrimi nemici? Forse sarò un ingenuo, ma quando uno scrive un libro dicendo peste e corna in tutti i sensi del suo nemico-avversario: cosa ci azzecca affidargli un incarico così prestigioso? Dimenticavo: il libro in questione si dovrebbe titolare” la repubblica delle fontine”. Chi desidera leggerlo potrà rivolgersi alla biblioteca regionale; dovrebbero averlo perchè costituisce un documento importante della politica della VDA

  18. bruno courthoud Says:

    la pecunia e i voti non olent (o sì?)

  19. mvietti Says:

    Stinsonn non legge il blog da molti anni se non ricorda che il trait d’union tra Milanesio e Rollandin fu la presenza nella lista UV alle comunali di Aosta 2005 dell’attuale sindaco Giordano, che allora si dichiarò il rappresentante del Partito Socialista Valdostano. Giordano era (e non ho motivo di credere che non lo sia più) collaboratore ed amico di Milanesio. Stinsonn dovrebbe poi ricordare ciò che fu scritto da molte parti (ed anche qui): il programma della consiliatura 2010-2015 del candidato sindaco Giordano fu redatto proprio da Milanesio.


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