Comé come non è!


Marco Grange, fa giustamente notare, con una lettera alla Stampa, il tono di scherno del consigliere regionale, Dario Comé, nei confronti del cittadino, Sandro Bortot. Un tono inaccettabile e ormai sorpassato, dice. Anche il non rispondere nel merito è altrettanto inaccettabile e fuori tempo massimo e lo prova l’attuale disaffezione nei confronti dei politici. Il presidente della IIIª Commissione permanente, invece di fornire risposte esaustive sull’argomento e cioè gli effetti nocivi delle diverse emissioni di sostanze tossiche, si incaponisce sul metodo di indagine del suddetto cittadino nei suoi confronti in relazione alla sua assenza a un importante convegno sul tema dei rifiuti. Controllare il lavoro degli amministratori è un dovere, soprattutto quando le loro scelte riguardano la nostra salute. Invece Comé si indispettisce. Quello che lo urta è che questa volta all’ubbidienza si risponde con la partecipazione attiva. I cittadini si informano, si presentano alle conferenze pro-inceneritori e contro (gli amministratori solo a quelle pro, altrimenti mandano un funzionario), mettono in dubbio la scelta calata dall’alto. Comé, come tutti o quasi tutti i politici, considera l’elezione un dono divino insindacabile: mi hai dato la rappresentatività? Allora adesso faccio quello che voglio. Un’interpretazione alquanto sbrigativa e superficiale della democrazia. Undicimila valdostani hanno chiesto un confronto scientifico fra le due opzioni: trattamento a caldo o a freddo dei rifiuti, confronto accettato e votato dal Consiglio regionale, ma mai avviato. Per il semplice motivo che qui non si discute, si decide e basta.

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14 commenti su “Comé come non è!”

  1. tagueule Says:

    Sta gente non ha il senso della realtà. Vive in un mondo costruito con regole proprie confidando in un buon senso tutto personale che non ha riscontro se non nei parenti stretti. Commento il post, conoscendo poco i protagonisti. Ma quale indagine? Se sei eletto o nominato per occuparti di un argomento, un ambito, un problema, un’area tematica 🙂 e se si svolge un’importante iniziativa pubblica relativa a quell’argomento-ambito-problema tu ci devi essere, la gente se lo aspetta e se non ci sei noterà la tua assenza. E allora ripeto: ma quale indagine? Il signore probabilmente non aveva voglia di andarci, magari c’era una partita di champion’s league, magari aveva una cena con l’amante o una partita a belote. Magari è uno di quelli che pensa che finito l’orario di lavoro “nessuno mi rompa i coglioni”. Oppure, a onor del vero visto che faccio ipotesi, magari proprio non ha potuto. Magari non stava bene davvero perché ha il diabete o la pressione bassa. E allora fatti furbo. Qualcuno ti chiede perché non eri là? Rispondi una balla confezionandola bene. Manda un tuo scagnozzo, uno di quei ragazzetti ormai ultra quarantenni che spera che tu muoia per prendere il tuo posto. Invece, mi par di capire, siamo di fronte ad uno che “io me ne infischio”. Ed è tutto nella norma: la prepotenza, l’ignoranza, l’ignavia, la grettezza.

  2. armando fiou Says:

    sandro bortot o sandro borthod?

  3. unoqualunque Says:

    Guardi che abbiamo letto tutti la lettera di Alessandro Bortot che lei definisce “un cittadino” mentre è un politico, ex consigliere regionale dell’opposizione. La lettera non era quindi la lamentela del povero cittadino bistrattato ma una presa di posizione politica del verde Bortot e che quindi ha ricevuto una degna risposta politica.
    Non faccia la finta e ingenua indignata, io personalmente non ci credo.
    Perché i verdi (l’arcobaleno) sono stati sonoramente trombati alle ultime elezioni regionali?
    Per l’operato di persone come Bortot!

  4. patuasia Says:

    Chiedo scusa al signor Bortot, mi è scappata una h di troppo e una d che non c’entra, correggo subito (grazie signor Fiou).

  5. patuasia Says:

    Quella roba da bambinetto capriccioso a cui hanno fatto un dispetto una degna risposta politica? Probabilmente ha ragione, questa è la nostra “degna” classe politica!

  6. Orabasta Says:

    I consiglieri sono pagati (da noi) per esserci ai convegni che competono loro. I cittadini, ancorché ex consiglieri i convegni se li pagano. Piccola ma sostanziale differenza.

  7. Mistinguet Says:

    Certo che il livello, basso e pieno di accredine, di unoqualunque dimostra senza ombra di dubbio che è uno dei lecchini della banda bassotti che ci governa in questo momento, disposto a negare anche l’evidenza pur di difendere l’indifendibile

  8. unoqualunque Says:

    Grazie dei complimenti! La buona educazione non è cosa comune a molti frequentatori di questo blog.
    Lei spara sentenze ed offende persone che neanche conosce! Queste sono le sue argomentazioni?

  9. Bisker One Says:

    Non è altro che l’ennesima dimostrazione del fatto che i nostri “politici”, con le virgolette d’obbligo ormai, non puntano altro che a una poltrona troppo strapagata e che se ne fregano perfino dei loro stessi elettori. Questo non solo in Valle, ma in tutta Italia. Il problema non sta nei “politici”; sta negli elettori, che pur sapendo perfettamente di venire costantemente presi per i fondelli continuano a dare i voti a questi personaggi, i quali “hanno promesso che le cose andranno diversamente stavolta”.

  10. bruno courthoud Says:

    il problema sta sia nei politici (che si comportano come si comportano, che non vogliono riformare e disciplinare i partiti, che si sono costruiti una legge elettorale a loro uso e consumo), sia negli elettori che continuano a votarli. Non vedo all’orizzonte vie d’uscita, al di fuori dell’abisso civile, morale ed economico in sui stiamo precipitando (e probabilmente non ce ne sono, in ogni caso si trattarebbero di vie dolorose, in primis per i partiti.

  11. Bisker One Says:

    I “politici”, quelli attualmente al potere, non cambieranno comportamento, non riformeranno i partiti, non modificheranno la legge elettorale. Starebbe agli elettori cambiare i nomi, ed è lì il vero problema: non lo faranno, perché ricascheranno per l’ennesima volta nella trappola delle lusinghe e delle promesse elettorali. Elettori che desiderassero davvero un cambiamento magari metterebbero in piedi una nuova forza politica e poi vi dirigerebbero i propri voti (lasciamo perdere i grillini: sono un caso davvero pietoso di berlusconismo con un altro nome). Siamo tutti stanchi, delusi, frustrati, ma nessuno di noi pensa ad altro che al proprio orticello, e crediamo alla forma a prescindere dalla sostanza. Se la gente sapesse davvero quale potere ha in mano… ma questa è pura retorica.

  12. tenta Says:

    I politici sono tuutti quanti uguali! Vivono nel loro mondo fatto di privilegi e si sentono dei superman al di sopra di tutto e tutti, siamo noi scemi che andiamo sempre a votare!

  13. patuasia Says:

    Il signor Bortot attualmente non ricopre nessun incarico pubblico pertanto è da considerasi un semplice cittadino, checché ne dica il signor unoqualunque. Che poi i cittadini per essere tali non debbano necessariamente essere bistrattati e ignoranti mi sembra il minimo. Per dirla tutta, anche se fosse ancora sui banchi del Consiglio, la lettera del signor Comé risulterebbe comunque insopportabile nei toni oltre che nei contenuti: superficiali e inutili. Prova di un’arroganza che nasce da un abitudine al potere, abitudine che dovrebbe essere dismessa. Signor Bisker One, li conosce i grillini nostrani? Li ha frequentati? Io sì, e devo dirle che non ho trovato in Valle d’Aosta altre persone che gratuitamente si siano date così da fare per costruire qualcosa di nuovo. Di berlusconismo non hanno proprio niente, le assicuro. E poi lasci perderei giornali e il blog di Grillo e si faccia una bella chiacchierata con loro, sono certa che si ricrederà.

  14. Bisker One Says:

    In effetti non parlavo di TUTTI i grillini: ne conosco anch’io parecchi e so che sono brave persone (benché io sia intimamente convinto che abbiano venduto un pezzettino della loro anima al diavolo), Parlavo delle correnti più vicine a Grillo, che è un campione del populismo puro. Purtroppo, in queste forze politiche chi detta la linea d’azione sono sempre il gran capoccia e i suoi accoliti, e la base deve fare quel che le viene ordinato dall’alto, oppure cambia partito (è successo a un ex-grillino che conosco, estromesso per aver osato lasciare un commento un po’ controcorrente sul blog di Grillo). Ciò avviene dappertutto: anche in seno al Partitone valdostano c’è gente che vorrebbe un cambiamento, ma non può ottenerlo e ingoia rospi a tutto spiano. Quando parlo del berlusconismo dei grlllini parlo del fatto che la cima della piramide è berlusconista, mentre la base ha ben poca voce in capitolo. Spiacente di non aver sviluppato correttamente l’argomento, lasciando spazio a fraintendimenti dovuti a mancanza di chiarezza.


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