Presente e attiva!


La commissione antimafia del Consiglio regionale ha detto che la mafia in Valle d’Aosta è presente e attiva. Io lo vado dicendo da lustri oramai e la cosa quindi non mi stupisce, ma rilevo l’importanza di una dichiarazione ufficiale che va oltre quella di una semplice cittadina. Fino a non molto tempo fa le dichiarazioni ufficiali avevano un altro timbro: più rassicurante, oggi, dopo le tentate estorsioni a un paio di impresari locali, non possono più essere tali. Difficile battere sullo stesso tasto stonato e produrre musica, meglio cambiare. Così, ecco che si scopre l’acqua calda. Ma attenzione ai depistaggi. Quando i politici nostrani parlano di mafia o di ‘ndrangheta si riferiscono a quell’aspetto folcloristico legato alle famiglie più note e omettono una verità importante che determina la crescita sul territorio della criminalità organizzata e cioè il suo necessario legame con le istituzioni. Le imprese edili vivono di appalti e gli appalti sono cosa pubblica. In Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, la ‘ndrangheta ha avuto come complici assessori, consiglieri, sindaci…, se non si trovano le corrispondenze con la politica la criminalità organizzata non sarà mai debellata. Per questo non nutro nessuna fiducia nella commissione antimafia nostrana, perché si limiterà ad arginare il fenomeno entro i confini dello stupore televisivo, quando sappiamo che certi comportamenti malavitosi fanno parte integrante delle fondamenta del Palazzo.

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2 commenti su “Presente e attiva!”

  1. Bisker One Says:

    Occhio a non confondere la mafia con la ‘ndrangheta! Eh, già, concorrenza…


  2. La commissione antimafia, insediata nella Regione Valle d’Aosta, ci ha di fatto ribadito che la questione su cui sta indagando non è la solita furbata degli oppositori dell’ “anciene regime”, ma che negli anni questo fenomeno si è sviluppato nascondendosi tra le pieghe della “società. E questo ha fatto rumure come uno scoppio di una bomba. E’ probabile che ci sia “qualcuno” vivo e vegeto che comanda da dietro le quinte; se così non fosse avremmo già avuto probabilmente un cambio di respnsabilità politica nelle istituzioni regionali. Viene da pensare: “Se questo “qualcuno” tiene per le palle il sistema politico, è perchè ha di fronte personaggi ricattabili?

    L’illusione che attualmente avvolge la realtà valdostana come in una fitta nebbia, nasconde alla moltitudine degli individui la visione dei muri e delle sbarre dell’enorme prigione in cui vive credendo di essere libera. La prigione è il sistema socio-politico-economico-finanziario che stiamo vivendo da decenni. Le mura del carcere, le celle e le sbarre, sono fatte di consumismo, competizione, egoismo, sfruttamento, individualismo. Il paradosso è che anche in Valle la gente incarcerata crede di essere libera e si scontra contro quelli che sono nella stessa prigione, nell’illusione di ritagliarsi uno spazio proprio, un piccolo recinto di pseudo-potere. Ma non sa che quello spazio ottenuto a discapito dell’altro è solo una briciola nel cortile dell’ora d’aria all’interno del carcere.


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