Buon referendum!


Com’era altamente prevedibile, la proposta di legge di iniziativa popolare riguardante le nuove disposizioni in materia di gestione di rifiuti, non è stata approvata dalla terza e quinta commissione del Consiglio regionale. Il parere degli esperti non poteva essere più forte del parere del veterinario di Brusson. Di quello degli undicimila firmatari non è mai fregato a nessun politico della maggioranza. I sudditi non hanno voce in capitolo, devono lasciar decidere in pace i loro eletti, che democrazia sarebbe altrimenti? Non ci resta che il referendum, espressione di libertà e di partecipazione per poterci difendere dall’ennesimo spreco di risorse e da un attacco inevitabile alla nostra salute.

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11 commenti su “Buon referendum!”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    In Valle d’Aosta c’è un sistema politico chiuso, arrotolato su se stesso che si appoggia su fanatismo, utilitarismo, ignoranza, servilismo.

    Questo sistema non può essere combattuto dall’interno, la guerra deve consistere nel far conoscere la realtà valdostana all’opinione pubblica nazionale affinchè faccia pressione su un Parlamento che beve la favoletta del piccolo Davide che dovrebbe essere sostentato in ogni sua richiesta.
    Il supposto (da Roma) Davide valdostano è in Valle uno squallido Golia.

    Ad esempio, concedere a una regione, ove il consenso è figlio dei privilegi statali opportunamente indirizzati, il potere primario nella legge elettorale significa ammazzare il concetto di democrazia, di rappresentanza, di voce alle minoranze (che poi sono le più preparate): chi ha cervello conosce tutte le strumentali variazioni alla legge elettorale regionale negli ultimi 20 anni.

    Credere al referendum sul pirogassificatore corrisponde al fare la guerra ad Al Qaeda con le pistole ad acqua: è ovvio che le due commissioni preindicate dicevano no ben sapendo che il referendum sarà un flop utilizzabile per dire che le norme della democrazia sono state percorse e i non allineati hanno perso.

    E ci sono ancora ingenui che si trastullano con i dintorni del ventennio fascista anzichè concentrarsi sul trentennio unionista e si caratterizzano nel pregiudiziale supporto alla finzione di una Valle atipica nel contesto italiano senza capire che un chiarimento specifico a livello nazionale sarebbe una chiave in grado di aprire varie porte.

    Ci vorrebbe un gruppo di persone determinate e in grado di porre il problema del sistema valdostano agli occhi di chi ha voce in capitolo, ma ci si perde a controllare (oltretutto con grullaggine pregiudiziale) il pedigree di potenziali compagni di viaggio anzichè fare gruppo, col risultato di non poter incidere.

    Chiudo sul referendum: non sono esperto sul tema, ma lo ritengo proposto da persone in buona fede e sono dunque convergente (melius abundare quam deficere nella tematica).
    Ma è inutile combattere quando si sa che l’esito è scontato e sarà usato dagli avversari per fingersi democratici.

  2. Luciana Says:

    Ma io mi chiedo,per opporsi alla costruzione del piro,i cittadini hanno solo il referendum come opzione?Chiedo per capire se è l’unica strada percorribile.

  3. tagueule Says:

    @luciana
    L’alternativa: il coraggio.
    NO PIRO = NO TAV

  4. charlie victor Says:

    non diamoci già per sconfitti,le cose stanno girando,confidiamo nei giovani,nelle donne e soprattutto in quelli che hanno firmato che se riuscissero a convincere di andare a votare tre o quattro persone forse il pronostico… ci aspettano un estate ed un autunno molto caldi e niente colpi di fioretto ma mazzate dure contro questo sistema!!!!

  5. patuasia Says:

    Su una cosa concordo con Borluzzi: alla Valle d’Aosta ha fatto più danni il trentennio unionista che il ventennio fascista, Il fascismo ha dato dignità cittadina a un sobborgo e ha costruito una cultura antifascista coraggiosa e orgogliosa. L’unionismo ha volgarizzato la città e messo in piedi una subcultura televisiva fatta di leccapiedi e di servi. E poi il regime unionista dura molto di più. Chissà magari con il referendum si riuscirà ad acquistare un minimo di dignità di cittadini pensanti e costruttori del proprio destino. La sfida è grande perché il regime non usa l’olio di ricino, ma armi molto più raffinate.

  6. armando fiou (nom de plume..ca va sans dire) Says:

    non diciamo cretinate patuasia.
    Mio bisnonno, notaio in Aosta, è stato picchiato selvaggiamente e più volte dai fascisti che, non paghi, gli hanno rotto tutte le dite della mano destra e lo hanno costretto a scappare.
    Mio nonno materno, allora giovane recluta 16 enne di Courmayeur da una settimana alpino alla Testafochi, è stato deportato ad Auschwitz da cui è miracolosamente tornato dopo 3 anni di incredibili sofferenze e crudeltà. E tutto questo grazie ai fascisti. I fascisti italiani, non i cattivoni tedeschi come, pietosamente, viene spiegato nei libri di scuola.
    Gli stessi fascisti toscani veneti e meridionali che hanno bruciato Leverogne nel 44 spargendo sangue, odio e devastazione in tutta la valle.
    Dove sono questi 20 anni di dignità?
    Aosta diviene capoluogo di provincia, bruciando la ben più titolata Ivrea, grazie all’intraprendenza di un gruppo di giovani fascistelli beceri e ignoranti (tanto quanto i loro attuali ammiratori che scrivono su questo blog) che, sotto la guida del podestà e del prefetto di Aosta, riescono a fascistizzare la valle d’aosta a colpi di violenza e cieca rabbia.

  7. patuasia Says:

    Signor Armando Fiou, non giustifico il fascismo, ci mancherebbe (ma l’ha letto e capito il mio post?) e non ho bisogno che lei mi elenchi i suoi martiri familiari per farmi capire cosa è stato (in ogni casa ce n’è uno), dico solo che il trentennio firmato Union è stato per certi versi peggio, perché se il fascismo ha generato robusti anticorpi, l’unionismo no. Ha generato una mentalità mafiosa distribuita ovunque molto difficile da estirpare. Cerchiamo qualche volta di dare per scontate alcune cose, se no diventa impossibile comunicare senza dover iniziare dal primo passo fatto da un australopithecus, grazie.

  8. armando fiou (nom de plume..ca va sans dire) Says:

    Non mi pare che l’Union abbia mai ammazzato qualcuno. E le assicuro che io non alcuna simpatia per Augusto e la sua banda di mafiosi. Diciamo che sono profondamente antifascista.

  9. giancarlo borluzzi Says:

    Non concordo nè con Patuasia nè con Fiou, anche se mi pare un pò forzato giudicare il secondo che, manifestamente, non ha capito assolutamente niente di quanto scritto dalla prima.

    Non entro in merito ai giudizi sul fascismo: la media del pueblo è data da pecoroni che battono le mani su ordinazione e cercano di ritagliarsi posti “al sole della politica” prescindendo dal colore di quest’ultima.
    Sul fascismo mi reputo un somaro (guardo l’oggi e il domani, non mi eccita ciò che è successo ieri) come sul pirogassificatore, ma parto dal fatto che a qualcuno piace l’equazione di fascismo uguale male assoluto e procedo in tale ottica, sostituendo l’anacronistico termine fascismo con quello di dittatura.

    Patuasia scrive che il fascismo avrebbe costruito una cultura orgogliosa e coraggiosa dando dignità cittadina a un sobborgo.
    Io tutto ciò non lo vedo, noto l’esistenza in Valle di residenti diversissimi tra loro e accomunati solo dal disinteresse generalizzato verso la Politica con la P maiuscola, politica che interessa solo ai noti opportunisti i quali, per vivere grazie alla stessa, lo vendono quotidianamente ai dittatori rossoneri.
    Residenti che sbottano solo se non hanno più i buoni benzina e si lanciano in contumelie antigovernative se Monti pone in essere misure riparatorie dopo il ventennio di Arcore in cui si sono seguiti i sondaggi e non le necessità oggettive della nazione.

    Patuasia, ma dove vedi ciò che dipingi?

    Armando Fiou, attualizza il tuo modo di pensare e, come ho sopra ricordato, sostituisci, come destinatario dei tuoi strali, al ventennio del secolo scorsi il trentennio attuale.
    Resto, solo per non introdurre nuovi spunti, sul il mio riferimento alla legge elettorale regionale che LA DITTATURA del trentennio si è confezionata nel suo becero interesse.

    Ti informo che la presentazione di una lista alle regionali comporta la sottoscrizione da parte di mille elettori: questo in una regione con predominanza di servi impauriti e 120 mila residenti.
    In Lombardia i residenti sono 80 volte di più, ma il numero di firme necessarie non è 80 volte maggiore, ma solo 3 volte.
    E’ un modo per disciplinare gli accessi alle elezioni, come pure lo sbarramento al 5.71%, scelta antidemocratica e ridicola in una regione ove il dittatore vaneggia di difesa delle minoranze (politiche nella fattispecie).

    Fiou, esci dai ricordi familiari ed entra nell’oggi, altrimenti sei come un farmaco iper-scaduto che non serve a nulla in rapporto alla malattia odierna da curare.

  10. patuasia Says:

    Signor Borluzzi: “Patuasia scrive che il fascismo avrebbe costruito una cultura orgogliosa e coraggiosa dando dignità cittadina a un sobborgo.”. Detto in questo modo il mio ragionamento lei lo rende fuorviante, io ho parlato di cultura antifascista orgogliosa e coraggiosa. Cultura che esiste anche se lei non la nota. La città di Aosta ha visto nel periodo fascista la costruzione di molti edifici, piuttosto belli, che le hanno conferito la dignità di capoluogo di Provincia. Questo è un semplice dato di fatto. La prego ancora di contenere i suoi commenti entro un numero leggibile di caratteri, grazie.

  11. giancarlo borluzzi Says:

    Non avevo intuito un riferimento all’architettura locale.

    Ricordando che io ho utilizzato papale papale la terminologia altrui da me letta, sottolineo di non negare che sia sorta, grazie al fascismo, una mentalità antifascista, ma ciò con due pecche non di poco conto.

    Pecca uno: tale mentalità appartiene, in modo effettivamente consapevole, a pochi.

    Pecca due, la peggiore: tale mentalità risulta circoscritta al periodo storico del secolo scorso, non è una reazione contro un modo arrogante di essere che può presentarsi in qualunque periodo e latitudine.
    Se lo fosse, la reazione ci sarebbe pure in questo trentennio, cosa direi indimostrabile.

    Sulla lunghezza.
    In generale, cerco di essere chiaro e fornire motivazioni al mio dire. In particolare, replicavo a due persone, forse dovevo fare due post e la lunghezza diveniva potabile…


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