Il rospo in gola


Scrive sul Peuple un articolo a dir poco delirante. L’attacco è contro lo Stato italiano e cioè contro il Governo Monti sempre più avido nei confronti delle autonomie speciali. Secondo Fabio Marra noi, cacchina d’Italia, abbiamo contribuito a salvare la nave italiana dall’affondamento causato da una politica centrale indegna. L’ultima parte del pensiero è condivisibile, ma sentirsi parte del salvataggio generale è pura megalomania. Sempre secondo Marra lo spirito caratteristico della popolazione valdostana è messo a rischio da un potere centrale e oppressivo. Mi piacerebbe sapere in cosa consiste lo spirito valdostano, se è sufficiente un taglio ai contributi statali che supportano la nostra autonomia per demolirlo. In definitiva, dal delirio espresso sull’organo ufficiale dell’Union, emerge l’unica verità possibile: l’autonomia valdostana poggia unicamente sui soldi dello Stato, se questi vengono meno ecco che si profila l’attacco alla nostra specificità che è quella dei pezzenti. La minaccia vissuta, dunque, non è contro gli ideali o la francofonia di cui a nessuno frega niente, non è neppure contro la libertà legislativa, l’unica vera paura che chiede una reazione e un moto d’orgoglio, è quella del taglio delle risorse.

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4 commenti su “Il rospo in gola”

  1. pierre Says:

    purtroppo è proprio così

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Qui sopra Patuasia commenta un articolo sul Peuple dell’8 marzo.
    Condivido integralmente.

    Ma invito a leggere anche il numero del 15 marzo, con foto vecchie di secoli come vecchie di secoli sono le solite citazioni su tale Vegezzi Ruscalla (chi se ne strafotte di un tizio dell’800?) e sul fascismo.

    I rossoneri non capiscono che il mondo corre e si ancorano a un trapassato non più resuscitabile e che non è un modello obbligato per chi vive l’oggi.
    I rossoneri utilizzano il defunto francese sul loro foglio finanziato dallo Stato che definiscono “centralista”, ma ci sono 2 inserzioni: mezza pagina di pubblicità di un mobilifico tutta in italiano, come pure mezza pagina di pubblicità di una ditta di serramenti anch’essa tutta in italiano, come in italiano è indicato il costo delle inserzioni.
    Rossoneri, vi fate ridere dietro con la palla del francese.

    Ma ciò che forse impone “umano rispetto” è quanto scritto a pagina 6: si tratta di un documento approvato da una loro riunione recente. Si ripetono le solite panzane che possono essere sostenute o da chi non capisce niente di finanza o da chi scrive insensatezze pensando di essere letto da chi non capisce niente di finanza.
    In ogni caso manca il normale buon senso comune, quello che dovrebbe far intuire che una cazzata la si può dire una volta a uno scemo manifesto, ma ripetere perennemente la stessa cazzata fa pensare che chi la divulga potrebbe avere dei problemi: da qui l’ “umano rispetto” cui sopra accennavo.

    In tale documento/ricettacolo di falsità e propagande cui solo gli ottusi possono prestar fede viene ripetuto per la 4287365 volta che le regioni autonome hanno dato più soldi allo Stato rispetto alle regioni ordinarie nell’ambito delle manovre governative; viene pure blaterato che la Valle non godrebbe di una situazione di privilegio.

    In realtà: la Valle si trattiene tutte le tasse e in più un ulteriore 20% dovuto all’Iva da importazione.
    Se ogni regione avesse questo privilegio, lo Stato dovrebbe chiedere un 20% di tasse in più a tutti solo per garantire il medesimo trattamento a ogni regione e dopo aver soddisfatto questa voce non avrebbe più un centesimo in cassa.

    Quanto la Valle deve dare allo Stato, nell’ambito delle note manovre, è parte ridotta di quel 20% sopra indicato e non tocca il 100% di ogni tassa che le viene regalato.
    Chi sa contare fino a 5 capisce che è una palla il sostenere che la Valle si depaupera più delle regioni ordinarie visti i privilegi a monte.

    L’ho ripetuto per la settima volta sperando sia chiaro ad almeno un lettore di Patuasia in più il livello pallonaro degli unionisti.

  3. Hachimaki Says:

    Il merito di questo blog, al di là della linea politica che si può condividere o meno (personalmente sono apolitico), è di dire sulla “autonomia” della VDA cose che fuori valle molti non sanno ma chi lo sa le dice (e non ne è contento), mentre in valle tutti sanno e fanno finta di non sapere (non le dicono ma ne son contenti, almeno sinora…) 🙂 Forse la crisi costringerà i valdostani a guardare un po’ oltre ai loro monti, a non trattare i turisti da “male necessario” e, si spera a rispettare un po’ di più quelle montagne che in fondo sono la loro ricchezza, senza sentrsi sempre in svantaggiati e quindi doverosi di attenzioni particolari dal resto della nazione…

    A proposito: nel 2011 il turismo italiano (soprattutto piemontese) in valle è calato parecchio. Mancanza di soldi a parte (questo si sa) nessuno si è chiesto il perchè ? Non sarebbe il caso di fare qualche sondaggio su cosa pensano i turisti (i c.d. “villeggianti”) della VDA, dei suoi servizi e costi e di come sono visti da certi “autoctoni” ?

  4. vecchia volpe Says:

    se l’articolo di Marra è situato, come penso, all’interno delle opinioni degi unionisti nelle varie sezioni, è possibile che non l’abbia neppure scritto lui ma solo firmato. sovente succede… mi fa strano che marra, di solito così qiueto e legato al “particulare” di donnas, si lanci a spron battutto in farneticazioni simili.


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