Malati fottuti!


Che ne sarà dell’ospedale? E che ne sarà dei malati che di quella struttura hanno e avranno bisogno? Non trovo l’aggettivo giusto per dare una pur sommaria idea dello schifo che gira intorno al vecchio Mauriziano. Per una questione di interessi, una miscellanea di soldi e voti, il futuro della nosta sanità sarà avvolto nella polvere vuoi letterale vuoi simbolica. Al tempo del referendum la campagna pro ospedale in centro, verteva sul fatto che i soldi spesi per le nuove strutture sarebbero diventati uno spreco di denaro intollerabile, oggi quelle stesse strutture, nel nuovo progetto, verranno abbattute. E’ sufficiente questo cambio di rotta per confermare lo stile di governo di questa giunta. Le idee inseguono gli affari, non gli interessi dei cittadini. E gli affari si fanno con precisi interlocutori. Il ministro Balduzzi è stato chiaro: soldi per la sanità valdostana ne sono rimasti pochi, una briciola in confronto all’attuale costo per l’ospedale (60 milioni in più rispetto a quello precedente), si procederà quindi a pezzi, il che significa che i sei o dieci anni previsti raddoppieranno, triplicheranno a seconda delle disponibilità finanziarie. Il servizio al malato sarà ciò che un cantiere edile potrà offrire in termini di efficienza, silenzio, salute… .

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26 commenti su “Malati fottuti!”

  1. Rasputino Says:

    Messa in questi termini, cioè dilazionare nel tempo le opere, non si può pensare alla costruzione di una struttura ex-novo.
    I costi iniziali sembrerebbero insostenibili. Certo che risparmiando i 30 milioni del “trenino di Cogne” ottenendone una quindicina dal Governo ed i restanti 15 messi dalla regione saremmo a buon punto!

    Quando chi ha fatto queste scelte andrà a casa?

    Ricordiamocene alle prossime elezioni: sbagliare ad eleggere un politico è umano, ma riconfermarlo è diabolico…
    E quì si va avanti da anni con le riconferme. Siamo davvero senza alternative? Su facciamole emergere !

    A Genova c’è un proverbio che recita: “Quando un bordello non funziona non serve cambiare i letti, occorre cambiare le ….”

  2. bonjour Says:

    Mi vien da dire che il Mauriziano è a fine carriera.
    Quindi che senso ha demolirne una grande porzione in parte appena ristrutturata o rifatta, per ricostruire una struttura che non potrà mai essere nuova e funzionale.
    Meglio spendere i soldi nelle manutenzioni e lavorare in prospettiva, accantonando i soldi per una nuova struttura. Ci vuole anche in Valle un po’ di lungimiranza.
    La storia ci insegna:
    quando il Mauriziano è stato costruito il vecchio ospedale era al centro della città. Non è stato ricostruito dov’era, ma in periferia, oggi se si deve investire per un ospedale nuovo è meglio pensare ad una struttura moderna, realizzabile in tempi brevi e in periferia.

  3. giancarlo borluzzi Says:

    Questo ospedale è un assurdo urbanistico e architettonico; mantenere le scelte di un secolo fa è un accanimento terapeutico a danno dei pazienti e della cittadinanza tutta.

    Ma un minimicropregio c’è, se ho letto cose vere (non c’è ancora un progetto anche solo di massima, fatto che dimostra l’improvvisazione di lor signori).

    Mi riferisco al fatto che dovrebbe sparire la zona di ingresso ove si facevano le prenotazioni per i prelievi e da cui si accede al bar.
    Non la chiamo col termine entrato nell’uso ma del tutto insensato: piastra.

    Con piastra si intende una struttura in calcestruzzo armato ben precisa e nell’ingresso non esistono piastre. Queste riguardano i solai, nel nostro caso quello su cui si cammina + quello sopra la testa quando uno andava a prenotare.

    I solai possono essere progettati strutturalmente in vari modi, tutti validi; la struttura a piastra, non obbligatoria, ha un senso quando ricorrono determinate caratteristiche relative alla conformazione del solaio, che dovrebbe essere un quadrilatero regolare privo di pilastri nel mezzo: caratteristiche che qui mancano.
    Una struttura a piastra risulta effettivamente tale solo dalla visione del progetto strutturale, ma qui è chiaro che la piastra non esiste.

    Digressione specialistica che dimostra come un termine insensato introdotto non si sa da chi è diventato col tempo un uso comune che fa però ridere per la sua improponibilità.

  4. Uno in gamba Says:

    @ Borluzzi
    Come mai a Firenze hanno ristrutturato e ampliato con nuove strutture un ospedale del ‘700 in pieno centro?
    Ma non siete voialtri che dite che fuori dalla valle e’ tutto più bello e intelligente?
    Sul discorso dell’ospedale nuovo fuori Aosta: o criticate a prescindere, oppure avete grandi interessi nel portare un ospedale e il suo indotto in un altro comune. Magari avete qualche casa da far valorizzare per di la’.

  5. giancarlo borluzzi Says:

    @ Uno in gamba (?).

    L’ospedale di Aosta va giudicato a se stante, senza paragoni con casi relativi a Firenze, Forlimpopoli o Trepalle.

    Altrove + bello & intelligente? Io sono contrario alle generalizzazioni, giudico caso per caso.

    Sull’ospedale fuori Aosta: a parte il fatto che uno potrebbe capovolgere l’insinuazione, ribadisco l’assurdità urbanistico-architettonica della scelta conservativa.

    Quando il Mauriziano fu costruito, attorno a lui c’era ben altra realtà; inoltre, se ti arrivano due amici a casa aggiungi dei fusilli in pentola, ma per un ospedale dopo un secolo è necessaria una nuova progettazione, ariosa e non avvitata su se stessa.

  6. marburg Says:

    @uno… Interessi di qualcuno? Io mi interrogherei piuttosto sull’accanimento di altri nel non voler percorrere una chiara e trasparente procedura di appalto europeo per la realizzazione di un ospedale nuovo, preferendo un percorso fatto di interventi di cosiddetta “manutenzione”. Per evitare accuse di interessi per “valorizzare case” (?), lasciamo che il sito su cui costruire il nuovo ospedale lo scelga direttamente uno…

  7. mvietti Says:

    Se uno (in gamba?) si riferisce al Pediatrico Meyer, occorre osservare che a differenza di quanto succederà da noi, l’intervento di Firenze si è inserito in un parco, non in un nucleo fortemente edificato ed abitato; che la nuova costruzione è sostanzialmente interrata; che non sono state effettuate demolizioni ma soltanto la ristrutturazione del corpo esistente.
    http://www.cspe.net/web/progetti_scheda.php?valo=i_34_21#

    Se invece il riferimento è all’ospedale San Giovanni di Dio a Torregalli, è esattamente la stessa cosa: l’intervento di ristrutturazione dell’esistente e del nuovo corpo sono avvenuti in un contesto collinare e che i dintorni dell’intervento sono costituiti da “campagna”
    http://www.cspe.net/web/progetti_scheda.php?valo=i_34_38#

  8. patuasia Says:

    Signor uno (in gamba?), lei si è svelato. Uno difende un’idea solo se ha qualcosa da portare a casa, non perché l’idea è buona e basta. Nessuna casa, stia tranquillo, non ragioniamo come i suoi amici che si sono incaponiti in un progetto assurdo e costosissimo proprio per tutelare i loro interessi. Vede ci sono modi diversi di vedere le cose, a me preoccupa il servizio sanitario in sé, la sua qualità che non potrà essere oggettivamente buona se è un cantiere perenne.

  9. fiatosprecato Says:

    “Leggende metropolitane” narrano che questo sia l’unico vero parametro di valutazione preso in considerazione nel decidere lo “sviluppo” valdostano. Se c’è “trippa” bene, sennò non si fa. Che sia utile ai valdostani, economicamente e ambientalmente sostenibile, realizzato a regola d’arte, non frega assolutamente niente a nessuno.

  10. Giada Says:

    Non ho competenze ingegneristiche ne architettoniche.. ma a buon senso un investimento su una struttura nuova moderna all’esterno della città è certamente piu proficuo sotto molti aspetti. E’inquietante scoprire come le persone compiono delle scelte…

  11. Uno in gamba Says:

    Poniamo che avete ragione, che è meglio un ospedale da un’altra parte, dove ci sono case e apprtamenti, o a Saint Christophe dove governa l’Alpe, così aumenta ICI e indotto vario.
    Ma come mai nel 2007 solo il 27,16% ha pensato di venire a votare per un referendum che chiedeva la costruzione di un nuovo ospedale, e di questo 27,16% ben il 34,44% ha detto no? Tradotto solo 16821 valdostani hanno detto sì ad un nuovo ospedale, cifra molto simile ai 13290 voti presi da VdaVive-renouveau e Arcobaleno nel 2008 (cui sommari i voti dell’estrema destra di Borluzzi). Insomma, un referendum pagato da tutti per una sola parte. politica.

  12. marburg Says:

    @ uno (troll). Perché i suoi amici non hanno invitato a votare No invece di fare la posta fuori da tutti i seggi della Valle, per vedere chi OSAVA votare contro gli ordini del Capo?

  13. patuasia Says:

    Signor troll, lei svia continuamente il discorso e lo porta sui soli binari che conosce e che sono quelli del discredito dell’avversario. Lo stesso fa l’assessore all’ambiente quando commenta riguardo all’associazione Valle virtuosa, ritenendola in balia di forze politiche occulte, le stesse che lei ha citato. In realtà cercate solo di difendere la cadrega, la soluzione dei problemi a voi non frega un tubo!

  14. unoqualunque Says:

    Guardi che non si tratta di screditare un avversario. E’ stato fatto un referendum democratico e chi voleva un nuovo ospedale ha perso.
    Accettate la sconfitta e non rivangate una questione già decisa dai valdostani, non serve a nulla.

  15. patuasia Says:

    Abbiamo accettato l’esito del referendum e adesso siamo molto soddisfatti di come stanno andando le cose. Lei scredita perché mai interviene sul problema in sé, ma tira sempre in ballo la politica dei partiti. Sul referendum si potrebbe fare un film comico- delirante. Quanti politici sostavano davanti alle urne… per controllare chi… Lasciamo perdere, con lei, signor unoqualunque o uno in gamba è davvero una perdita di tempo, perdonatemi la franchezza.

  16. sully Says:

    forse il troll non sa che gli edifici adibiti a luoghi di cura non pagano l’ICI.
    Tra l’altro, per informazione del troll, i valdostani si espressero su di un progetto completamente diverso dall’attuale e che avversava la costruzione di un nuovo ospedale; anzi uno degli argomenti più utilizzati dall’allora Assessore Fosson fu proprio quello che non si potevano buttare tutti i milioni già spesi per gli ampliamenti (proprio quelli che il progetto attuale vuole invece abbattere e sostituire.
    Infine, nessuno dei sostenitori dell’attuale ipotesi ci ha ancora detto che fine faranno i malati durante la demolizione del corpo delle chirurgie e delle malattie infettive.
    Giusto per pensar male, si può presumere che saranno ospitati per qualche anno a Saint-Pierre in una struttura privata che fatica a chiudere i bilanci…

  17. Uno in gambissima Says:

    Se io sono Uno in gamba, unoqualunque è un genio, ha centrato il problema. E voialtri non accettate altri argomenti alle vostre tesi, se non quelle che le sostengono. Bel modo di interpretare il libero pensiero. Come bel modo è quello di definirmi un troll. Infatti, oltre a non controargomentare, vi trincerate dietro al “svia continuamente il discorso”, oppure al definirimi un guastafeste.
    Per cui, professate un libero pensiero a uso e consumo, peraltro perfettamente in linea con la tradizione cultural-politica alla quale fate riferimento. Stesso discorso vale per il modo in cui ponente le questioni: è politico quello che dico io, è non-politico quello che dite voi. Non capite, però, che anche solo presentare un esposto in procura segnalando dei problemi relativi a un cantiere al centro di polemiche politiche, è un atto politico in piena regola. Contestare un’opera pubblica con argomentazioni sanitarie è un atto politico; criticare, come fa l’estrema destra di Borluzzi, un progetto dal punto di vista urbanistico è un atto politico. Vi chiederete, ma perchè politico? Beh, signori miei, chi prende queste decisioni? Chi determina i piani regolatori? Chi sceglie di fare un’opera e come? La politica. Altrimenti ditemi voi chi dovrebbe farla.
    In ultimo, ovviamente argomentate che il referendum non ha valore, in quanto fuori dai seggi c’erano dei politici. Era vietato? Perchè non c’erano i sostenitori del referendum? Anche la codardia è, indirettamente, un atto politico.

  18. libero Says:

    Infatti si può dire che quei valdostani vivamente consigliati a non andare a votare e controllati poi davanti ai seggi, sono stati presi per i fondelli: allora il progetto era un altro, costava di meno e non prevedeva le demolizioni che sono previste in quello nuovo. Il troll e compagnia che dicono al riguardo?

  19. patuasia Says:

    Da bravo troll capisce quello che vuole capire, quello che le serve per continuare a sproloquiare, ripete e rigira quello che le viene detto: è veramente noioso da morire! Nessuno ha detto che le azioni non sono azioni politiche, ma lei trollissimo ha tirato in ballo il riferimento di questo o di quel partito; politica e politica partitica sono due cose un po’ diverse. La politica dovrebbero farla i cittadini e i referendum non dovrebbero avere il quorum come avviene in Svizzera: chi è interessato partecipa chi no accetta la decisione della maggioranza attiva. Ma qui i referendum fanno venire i brufoli a qualcuno. Se poi lei trollissimo trova normale che i vip della politica passeggino davanti ai seggi…, ma con chi cavolo sto comunicando? Trollissimo, lasci perdere questo blog, siamo su due rive così distanti che è veramente una perdita di tempo mia e sua discutere, più che altro sul niente. Mai una volta, infatti, ha detto perché le vanno bene i progetti, quello vecchio e quello nuovo dell’ospedale, cosa trova di positivo, il senso dell’opera, la qualità del fare ecc ecc, solo parole vuote: di queste per favore ce ne liberi. Mi dia dell’antidemocratica: lo sono!

  20. Uno in gamba Says:

    Aosta è un capoluogo, una città di 36mila abitanti, l’unico agglomerato urbano della nostra regione, centro attrattivo di un insieme di comuni insieme ai quali forma un centro abitato diffuso di circa 50 mila abitanti. Per la sua funzione urbana, sociale ed economica, deve pertanto avere sul proprio territorio un polo ospedaliero di tutto rispetto. La città si configura dal punto di vista economico come una città di servizi, in grado di accogliere e smaltire il grande indotto che un ospedale impone.
    Una società di progettazione leader del settore (ben più preparati dei professionisti trombati passati in Alpe che ora fanno i geni della lampada) ha progettato in linea di massima il nuovo polo. Basta guardare i links segnalati dal sig mvietti per farsi un’idea.
    Il costo è alto, ma iniettare oltre 100 milioni di euro in edilizia in questo periodo è manna dal cielo. I residenti? Pazienteranno. Se si dà retta a tutti i disagi si torna all’età della pietra.
    I suoi argomenti? Pregiudizievoli, vecchi e incosistenti.

  21. libero Says:

    Unoingamba, sei proprio un troll! nessuno è contro un polo ospedaliero, ma contro un polo ospedaliero costruito sul vecchio. Sull’assenza di un’idea chiara vedi alle voci due progetti e viale Ginevra, sul fatto che i soldi non ci sono e soprattutto sull’enorme disagio che i malati già subiscono e subiranno per molti anni, le auguro di andarci in ospedale (una cosuccia da niente) e soggiornare in un letto accanto alla finesta con gru in bella vista. Poi ne riparliamo.

  22. Uno in gamba Says:

    Fate ridere, sapete perché? Perché sono matematicamente certo, visto il modo in cui trattate gli argomenti, di qualsiasi natura, che se l’ospedale si facesse da un’altra parte, lo critichereste comunque. Direste che bisognerebbe ristrutturare quello attuale. E se anche ora la Regione decidesse di fare l’ospedale da un’altra parte sareste comunque contrari per qualche motivo. Appoggereste i commercianti della zona che perderebbero il lavoro, appoggereste i medici che hanno comprato cada in zona ospedale e che quindi sarebbero contrari, e così infermieri e personale ausiliario. Se l’opera costasse poco direste che non e’ idonea per la sanità. E così via…
    Sui malati: la politica ospedaliera, caro libero (ma schiavo dei tuoi pregiudizi), fa’ si che un degente resti in ospedale pochi giorni. Le lunghe degenze sono spedite ad altre strutture idonee. Per cui, vero che può essere un disagio, ma certamente sopportabile o comunque non molto diverso da quando, ricoverato al Parini, mi sono trovato nel bel mezzo di ristrutturazioni INTERNE, non distanti non meno di 50 metri… E poi, sai che casino, non ci sono scavi, e’ tutto in struttura.

  23. unoqualunque Says:

    Gentile Signora Patuasia e c., continuate a dire che non voglio capire, che sono un troll, non ho idee, ecc. ecc.
    Questi sono i vostri argomenti? Sono ben poveri!
    Sono d’accordo che il quorum tolga peso al referendum e che sarebbe opportuno eliminarlo, però non per questo il referendum che è stato organizzato non ha validità! Il quorum non è stato neppure lontanamente sfiorato, se ne può tranquillamente dedurre che il risultato non sia poi veramente da buttare. Sulla storia dei politici che sostavano davanti ai seggi poi non ci vedo nulla di così strano. Non siamo in uno stato di polizia coi voti controllati.
    La questione di ristrutturare il mauriziano anziché creare dal nulla un nuovo ospedale è stato sviscerata in tutti i suoi aspetti all’epoca del referendum, che ha sancito la situazione attuale.
    L’amministrazione regionale ha deciso secondo il risultato del referendum (e non poteva fare altrimenti). E’ perfettamente inutile perdere tempo a rivangare la faccenda.
    Siete simili a chi ripropone il nucleare in italia!

  24. giancarlo borluzzi Says:

    Amletico dubbio: uno in gamba e unoqualunque sono la stessa persona, visto che entrambe le firme dimostrano spiccata tendenza a dimostrare in questo blog il loro culto per i fagioli?

  25. libero Says:

    E’ vero che al Parini i degenti ci stanno pochi giorni, passano direttamente al camposanto! 🙂

  26. Bisker One Says:

    @Borluzzi
    E’ chiaro: quei due pseudonimi, più tanti altri che trollano qui su Patuasia, appartengono tutti alla stessa persona, per quanto si affanni a negarlo. Lo stile, e i contenuti (cioè il vuoto totale) sono sempre uguali.


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