Coraggio


Ci sono cose che non capisco. Tra poco verrà indetta la prima riunione della Commissione antimafia, commissione a cui presenziano personaggi che non sono all’altezza del compito per motivi di carattere etico e morale, caratteristiche che dovrebbero essere seriamente prese in considerazione sempre, ma soprattutto in questo caso. Mi riferisco al dispensatore di pizzini verbali, Diego Empereur e a Leonardo La Torre, protagonista in una vicenda giudiziaria per turbativa d’asta. Che la maggioranza sia sfrontata, arrogante, fuori dalla realtà che vede i politici come la peste nera, lo abbiamo capito, ma che la minoranza accetti queste regole del gioco io proprio non lo capisco. Nessuno crede nella validità di questa commissione e nel suo ruolo, allora perché abbassare il capo pur di farne parte? Non sarebbe stato un segno di coraggio non accettare le candidature proposte e lasciare il giochetto inutile ai soliti giocatori? Viviamo in un clima tale che le mosse tradizionali, i compitini regolarmente svolti, non hanno nessuno scopo, se non quello di legittimare il gioco perpetuo. Occorre, al contrario, creare sconcerto, rompere le fila, tradire l’abitudine che premia sempre e solo chi sta al comando.

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28 commenti su “Coraggio”

  1. Uno in gamba Says:

    Ma scusi, lei chi metterebbe in questa commissione?

  2. Per carità Says:

    La Rini SAlzone Lattanzi Bertin e Rigo mi sembrano persone preparate e oneste….

  3. Uno in gamba Says:

    Hai bevuto?

  4. Pierangelo Says:

    Buongiorno,
    Non voglio fare dell’antipolitica (termine che va di moda ultimamente), ma lei è convinta che l’opposizione sia tanto diversa da chi ci governa?

  5. patuasia Says:

    La mentalità del politico attraversa tutti i partiti, ahimé l’ho sperimentata sulla mia pelle, signor Pierangelo, è una stortura che si è consolidata con il radicarsi di una casta ben pasciuta, per cambiare il comportamento occorre riformare radicalmente il sistema, partendo magari dagli stipendi, vitalizi ecc… chi fa politica lo fa soprattutto per passione e deve lasciare spazio a tale missione anche agli altri. Premesso questo credo che ci siano delle differenze fra un Carlo Curtaz e un Alberto Zucchi, tra un Albert Chatrian e un Ego Perron, tra una Patrizia Morelli e una Patrizia Carradore, tra un Albert Bertin e un Diego Empereur, tra un Fabio Platania e un Andrea Paron… queste differenze sono importanti e vanno valutate, anche se non porteranno nell’immediato a un cambiamento radicale della politica, ma sono i primi mattoni su cui costruire una nuova casa comune.

  6. patuasia Says:

    Signor uno in gamba, lei mi chiede chi metterei nella Commissione antimafia, bene innanzituto non chi ha recentemente dimostrato nei fatti un comportamento di tipo mafioso, non chi ha in corso un processo per turbativa d’asta. Albert Bertin sarebbe stato il presidente ideale e poi Helène Impérial che ha dimostrato di essere ligia alle regole istituzionali, anche Enrico Tibaldi…

  7. Pierangelo Says:

    Gentilissima Patuasia,
    sono d’accordo con lei, le differenze ci sono e devono essere valutate, ma purtroppo alla prima occasione utile l’opposizione non ha dato alcun segnale di vita. Con gli anni ho notato che nella Petite République gli avvenimenti sono sfasati di circa 10 anni in ritardo rispetto agli avvenimenti nazionali e con i debiti paragoni sembra di rivedere il ventennio berlusconiano rivisto e corretto per Lo Charaban che va in scena tutti i giorni al Palais Régional.

  8. tenta Says:

    I politici son tutti uguali non si salva nessuno, l’Italia fà meno schifo grazie ai tecnici che hanno dimostrato ancora una volta l’inutilità di chi ci ha governato prima , siano essi di destra e di sinistra, una banda di parassiti!

  9. Gugg Says:

    @tenta
    Ma ci sei o ci fai? Questo governo “tecnico” iperpolitico sta proseguendo l’opera del precedente!

  10. Bisker One Says:

    Fa davvero piacere che Patuasia stia diventando un campo di battaglia per attacchi personali con beceraggine a mille. I commenti agli ultimi tre o quattro post stanno veramente degenerando. (E qualcuno, non faccio alcuno dei suoi millemila pseudonimi, attaccherà anche me; ma chissefrega, dico io.)

  11. patuasia Says:

    Infatti, signor Bisker One, ho cancellato gli ultimi commenti che erano solo degli insulti. Se i signori continueranno di questo passo li bannerò: non permetto che il mio blog diventi una piazza del pettegolezzo e delle ingiurie, questi li lascio volentieri alla subcultura berlusconide.


  12. Torno al tema. Boicottare la commissione significa delegittimarla. Non bisogna dimenticare che è stata voluta dall’opposizione e che è una vittoria rispetto ad una maggioranza che fino a ieri negava il problema. Anch’io avrei preferito altre persone ma non c’è un modo democratico per farlo… Ora giudicheremo quello che produce e Bertin e Rigo, dal di dentro, potranno controllare, sollevare problemi e influenzare i risultati. Se non sarà possibile la maggioranza se ne assumerà la responsabilità. Non ho grandi attese ma fra un anno ci sono le elezioni e forse dal 2013 diventerà uno strumento vero.
    @tenta… noi hai capito molto del governo Monti se lo contrapponi ad un governo eletto anche da te… Una democrazia senza i partiti non esiste.

  13. tenta Says:

    Sarà che la democrazia senza i partiti non esiste però sinceramente vedo che Monti stà facendo molte cose positive per il nostro paese aumentano i controlli fiscali e soprattutto provando a far pagare le tasse al clero una vera potenza in Italia che mai nessuno in questi anni ha osato toccare!

  14. tagueule Says:

    Gentile Protasoni, in generale concordo con lei nella considerazione. Però sono a disagio e le divo perché: accettando un compromesso (il signore protagonista in una vicenda giudiziaria per turbativa d’asta e l’altro che viola la libertà dal vincolo di mandato) l’opposizione non si rischia di legittimare un comportamento sbagliato? Ovviamente qui non si tratta del sacrosanto diritto di avere quella commissione, ma dell’aver accettato nella commissione politici che hanno tenuto comportamenti che sono stati o potrebbero rivelarsi in contrasto persino con le finalità della commissione. Devo infine interpretare le sue parole nel senso che la maggioranza ha imposto un diktat all’opposizione? E’ questa sensazione che mi mette a disagio: la possibilità di interpretare l’atteggiamento dell’opposizione come debolezza.

  15. tagueule Says:

    errata corrige

    le dico perché


  16. Sono d’accordo con te sull’operato di Monti per lo stile e per alcuni contenuti. Ma… 1)il governo Monti è un governo di emergenza perché B ha provocato un disastro economico. andare ad elezioni avrebbe significato il caos e la soluzione trovata (alla faccia della politica che non trova soluzioni…) è stata questa. 2)è un governo di mediazione perché (non bisogna dimenticarlo, in parlamento è ancora il cdx la forza maggioritaria. 3)è un governo limitato perché non esce da un voto e non può avere una visione organica. Non può riformare il paese perché occorre un progetto per farlo. Fà e farà alcune cose di destra e e alcune cose di sinistra fino a quando non andremo al voto… Sulla questione dell’Ici alla Chiesa cattolica… approfondite perché molto di quello che si è detto è fumo e la stragrande maggioranza delle realtà sociali, di terzo settore e no-profit, di cui la Chiesa è fatta, se dovranno pagare rischiano di chiudere. ( se tutti gli studenti delle scuole cattoliche andassero alla scuola pubblica lo stato dovrebbe metterci altri 5 miliardi di euro…)


  17. No. Ma l’opposizione non può decidere per la maggioranza… non può funzionare così… Ne si può dire che un consigliere regionale (o qualunque altro…) non può far parte di una commissione se può far parte del consiglio stesso. non ha senso.


  18. faccio ancora una considerazione su… “Sono tutti uguali”. Guardatevi l’andamento del debito pubblico nel corso degli anni e con il succedersi dei governi…

    destra sale… sinistra scende…

  19. Stefano R. Says:

    ormai sono convinto del fatto che l’opposizione non possa alzare la voce perchè forse ha scheletri nell’armadio a conoscenza della maggioranza.

  20. tenta Says:

    Io non sono né di sinistra né di destra . Secondo la mia opinione il mondo politico rimarrà sempre composto da un’insieme di parassiti della società senza veri ideali che non rappresentano il popolo ma solamente i loro interessi:La politica dovrebbe emozionare,incentivare i giovani a prenderne parte ma attualmente la stragrande persone la pensa come me, basta guardare i sondaggi e sentire cosa dice la gente per strada, nei bar sui treni, c’é un vero disgusto odio ribrezzo verso chi comanda perché le cose vanno male, ci son pochi soldi e quando si ha fame si diventa cattivi, magari se avessimo dinuovo i buoni benzina e altre agevolazioni che abbiamo perso saremmo tutti piu’ buoni ma attualmente regna uno stato d’animo negativito ,incertezza per il futuro, paura e pessimismo.

  21. Stefano R. Says:

    si esatto, credo anch’io che sia il sistema politico attuale che non funziona, non esprime realmente ciò che i cittadini vorrebbero. Nel 2012 la politica dovrebbe essere molto più partecipativa e il politico dovrebbe essere solamente il braccio che crea l’azione proposta dal popolo. 100000 teste son meglio di una ! sempre !

  22. patuasia Says:

    Quello che c’è di nuovo nell’aria e che il signor Protasoni non può condividere, è che la gente vuole un cambiamento radicale della politica, ma chi l’ha detto che deve per forza essere sempre così? Le regole non sono eterne e soprattutto chi definisce questa pudredine democrazia? Credo sia necessaria una grande rivoluzione culturale capace di mutare dal profondo la società, partendo da noi stessi. Fino a quel momento a me va bene un governo di tecnici, perlomeno è libero dai ricatti elettorali, perché il voto non è una scelta consapevole e libera, ma un vero ricatto, una vera compravendita.


  23. Al contrario. Sono d’accordissimo.. e lavoro per produrlo. Ma “cambiamento” è una parola generica e sopratutto improduttiva se non si dice cosa, come e come si fa per arrivarci. Poi capisco anche la rabbia sia per i pessimi esempi di molti politici e per la crisi economica che non vede azioni vere e sbocchi. Io ho fatto una scelta sul cosa e sul come nel 2007. Se fosse semplice avremmo già svoltato ma non è così. … altri liberi di fare scelte diverse… ma poi ognuno si deve sentire responsabile come cittadino prima ancora che come elettore. Io non la vedo così grama… e sono fiducioso. Tralascio di rispondere alla cultura del sospetto… e alle derive populistiche… Abbiamo già visto dove portano.


  24. Ognuno di noi ha le sue manie e le sue utopie. Per il “cambiamento” io provocatoriamente vedrei bene anche una bella rivoluzione, non obbligatoriamente violenta, per mandare in cantina questo sistema.

    Però capisco che al momento è un’utopia, perchè una rivoluzione per cancellare il liberismo e il capitalismo dovrebbe essere mondiale, non di una sola nazione, tanto meno di una regione, quindi mi fermo sul mio sogno, prendo atto della realtà, magari al momento elettorale senza la necessità di turarsi il naso, voto il meno peggio (e voi sapete chi 🙂 )

    Qui qualcuno ha anche l’utopia, quella della democrazia diretta, quella di Grillo vate del pensiero onesto e capace: ho idea che questo sia un sogno ancora più complicato del mio un sogno che poi, alla fine, diventa strumentale a chi è più forte, cioè ai Berlusconi di turno. E mi sembra strano che non lo si capisca, tanto strano che non ci credo…..

  25. roberto Says:

    @ Bruscia

    Negli ultimi decenni a furia di turarsi il naso e votare il meno peggio siamo arrivati dove siamo. L’utopia di non volere dei politici di professione, dei politici che lavorino per amministrare la cosa pubblica a favore della popolazione e non di qualche amico, dei ladri travestiti da “politici” (presenti a destra quanto a sinistra) è un utopia che voi non capirete mai e mi sembra strano che non capiate, tanto strano che non ci credo…

    Credo che vogliate semplicemente sostituire con vostro amico l’attuale “dispensatore di favori”, per averli voi i favori?


  26. Caro Roberto,
    con tutto il rispetto… questo ruolo da “monopolista della morale” ti frega. Dispensi giudizi personali con la leggerezza della farina nel tentativo di coprire tutto e tutti senza renderti conto che la farina, con un soffio, vola via.
    Se la tua critica, in post che parla d’altro, è che io e Giorgio, siamo dei malintenzionati il cui scopo in politica è quello di chiedere favori e rubare il posto a qualcuno dimostralo…..
    se la tua critica è rivolta in generale al PD… parlane pure ma senza noiose generalizzazioni, con cognizione di causa e riferimenti concreti e fatti precisi…. Può anche darsi che, su alcune cose, ci scoprirai d’accordo. Anche perché non stiamo lì perché è il posto migliore del mondo ma per cercare di migliorarlo insieme ad altri.
    Se invece volevi criticare le posizioni politiche specifiche mie, di Giorgio o del Pd in relazione a fatti o persone specifiche (magari quelle di cui parla il post).. parla di quelle. Ascoltiamo. Magari cambiamo idea se ci convinci.

    Ma se continui, tu ed altri, a fare di tutta l’erba un sacco, perdonaci ma ci sentiamo parte in causa e un po’ offesi.

    Io faccio politica da quando avevo 17 anni… ho un lavoro slegato dalla mia attività politica e dalla Valle d’Aosta, lavoro per il bene comune senza avere la pretesa di esserne il depositario assoluto (a differenza vostra mi sembra…), non ho mai chiesto ne ho mai dato “favori” a nessuno, non conosco ladri nel mio partito e quelli che ho conosciuto o di cui siamo venuti a conoscenza li abbiamo buttati fuori perché ci sono delle regole stringenti che altri non possono dire di avere….
    quindi… per favore…. smettila….
    w le critiche…

  27. roberto Says:

    @ Protasoni

    Caro Fabio
    Io non sono Travaglio e tu non sei Bersani.

    il mio commento era rivolto a Bruscia quando ha messo in mezzo Grillo in un post che parla d’altro alludendo all’utopia che c’è dentro a questo pensiero politico.

    Io non mi sento “monopolista della morale” e la noiosa generalizzazione è frutto del mezzo che ho a disposizione. Se dovessi parlare di cosa secondo me è il PD e argomentare questo con dati e fatti (ti rammento che noi, per scelta, quando facciamo un uscita pubblica rispetto ad un problema della VDA siamo sempre supportati da dati e documenti ufficiali) avrei bisogno di un sito apposito.

    Comunque non volevo offendere o fare la morale a te (non ti ho citato neanche) o a Bruscia ma devi ammettere che nel caso della sinistra in questi anni sia a livello locale che nazionale ci si è dovuti turare il naso un pò troppo.

    Io la smetto subito ma voi smettetela di dire che noi alla fine siamo strumentali a berlusconi perchè non ci accordiamo con voi!
    W LE CRITICHE!


  28. @ Roberto

    Tutti siamo convinti che la democrazia italiana non sia (per dire un eufemismo) di ottima qualità. Qualcuno, il moralizzatore di turno, è convinto che ciò avvenga per la presenza dei partiti, qualcun altro per l’assenza di questi.

    Io sono del parere che l’assenza dei partiti, o la loro non democraticità (la situazione attuale) dia la stura al populismo quello che fa scrivere frasi come :”ladri travestiti da “politici” (presenti a destra quanto a sinistra)”. Ribadisco che l’assenza di questi è l’esatto contrario della democrazia. La democrazia non si limita alla conta del parere dei cittadini, ma prevede una loro partecipazione attiva, che non può essere che in forma organizzata. Si può parlare di partiti leggeri, permeabili alle istanze sociali, di controllo sociale sugli stessi. Ma un fatto è certo, storicamente quanto i partiti sono stati sostituiti da presenze labili, non organizzate, la fine è univoca.

    Le minoranze organizzate prevalgono e impongono dittature. Ne abbiamo avuto un esempio in Italia dove col 23 % dei voti, Berlusconi è stato al potere per 17 anni, appellandosi appunto al consenso popolare che peraltro non esisteva neanche. Aggiungo che, per me, non sono gli strumenti di democrazia a mancare. In questo momento storico manca la voglia della gente di utilizzarli e di mettersi in gioco. Esistono di contro personaggi che continuano a martellare sull’antipolitica.

    Quando la gente ha voglia di farlo, non ha bisogno di formalismi per far sentire la propria voce e praticare la democrazia diretta. Queste minoranze organizzate sono convinte che la democrazia significhi chiamare la gente a votare su tutto. E non è così. Ad Atene facevano così, ma leggendo si capisce che era una puttanata: perché detta da un dittatore, bravo, ma pur sempre dittatore, perché Atene non è un moderno stato capitalistico, perché non è affatto vero che facessero così… anche lì esistevano gli ottimati, quelli più colti o più ricchi che decidevano per tutti. Persino Pitagora che nacque sull’isola di Samo attorno al 570 a.C. da giovane, per sfuggire alla dittatura ateniese di Policrate (forse si spinse fino in India), si dovette stabilire a Crotone.
    W la Democrazia, dunque w le critiche…


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