Unione Sovietica!


Del come non si fa informazione e si alimenta la propaganda. Sull’ultimo numero del Peuple, in copertina campeggia la fotografia del ministro alla Sanità, Renato Balduzzi, con il presidente della Giunta, Augusto Rollandin. L’articolo verte sulla visita del ministro e sul nuovo progetto dell’ospedale: nessun commento è stato pubblicato. Per forza! Balduzzi dice chiaro e tondo che non è più il tempo delle cattedrali nel deserto e che i soldi a disposizione della Valle d’Aosta coprono una minima parte del costo complessivo. L’organo del regime, invece, con l’annotazione che Rollandin ha anche incontrato il primo ministro, Mario Monti, rafforza il concetto che l’Imperatore è avvezzo agli incontri con i vertici del potere, abitudine che basta e avanza per garantire la serietà propria e dei progetti che presenta. La demagogia, l’informazione manipolata, la propaganda volgare fanno del Peuple un giornale vecchio, roba da Unione Sovietica ai tempi di Breznev. Già, ma noi viviamo in Unione Sovietica!

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44 commenti su “Unione Sovietica!”

  1. unoqualunque Says:

    Ah, meno male che invece c’è Patuasia, dove noi poveri ignoranti valdostani riusciamo finalmente a trovare un pilastro di informazione imparziale, i lucidi commenti sempre interessanti di borluzzy senior e addirittura ogni tanto junior! Che ventata di novità! Altro che primavera araba!

  2. libero Says:

    Il Peuple è veramente un organo di propaganda dell’Union e lo è nel modo più becero possibile. Nessuna reale informazione, ma solo sbrodolamenti sulle meraviglie del creato rossonero. Mi stupisce se c’è ancora qualcuno così ingenuo da crederci. Speriamo che la crisi tolga i finanziamenti ai giornali di partito: se vogliono incensare se stessi che lo facciano con i soldi dei loro elettori!

  3. Pierangelo Says:

    Attaccare le Peuple per la sua parzialità lo trovo inutile, Le Peuple non ha mai nascosto di essere il giornalino dell’UV quindi perché stupirsi del fatto che scriva bene del creato rossonero, penso che dobbiamo fare le pulci ad altri giornali, quelli che non si schierano ufficialmente, ma che con i loro articoli continuano a portare avanti la disinformazione.
    Disinformazione per disinformazione TGR Vallée d’Aoste, c’è qualcuno che è in grado di sostenere che è un esempio d’informazione giornalistica?
    Trovo ben più grave l’utilizzo della sede RAI che quello che scrive Le Peuple.

  4. Bisker One Says:

    Il Peuple va bene quando c’è da dare il bianco in casa, oppure come carta riciclata. Davvero, non vale la pena di sprecare tempo e risorse riguardo a quello che per propria stessa ammissione non è altro che un giornaletto propagandistico.

  5. giancarlo borluzzi Says:

    @ Pierangelo.

    Concordo con te, la Rai è ben peggio.

    Certo è ridicolo il cosiddetto Peuple Valdotain, titolo delle balle in quanto in questa parte d’Italia non esiste un popolo valdostano, bensì tanti gruppi eterogenei, e diarrea perenne dalla bocca colga chi di fatto mi immischia in tale pozione, .
    Scrivono sul Peuple in francese sovente maccheronico quanti poi parlano sempre italiano, lingua usata su tale foglio quando si indicano i costi delle inserzioni e utilizzata praticamente sempre dagli inserzionisti: autogol unionista che dimostra il fossato tra le loro fantasie e la regione reale.

    La Rai è ben più seguita e va corretta e incanalata in un contesto di servizio pubblico con canone, spazzaturando quanto è servizio pro UV palese e quanto subliminale.
    Un nuovo raggruppamento politico si farà carico anche del compito di illustrare, ovviamente a Roma, il carattere globalmente partigiano della Rai locale, in cui operano unionisti doc + apolitici seri che paiono i vasi di coccio tra quelli in ferro + i soliti personaggi che si schierano ove viene ritenuto più utile ai fini carrieristici.


  6. Un partito come l’Uv, che su tutti i temi dello scibile detta la sua “linea”, è un partito-chiesa. Simpatizzo per un altro partito il mio, proprio perché non lo è. Da tempo ormai non si sente più l’esigenza di un partito fondato su un’ideologia. Lo dico con assoluta sincerità. Le ideologie del passato hanno diviso le classi sociali più umili rendendole deboli e succubi delle classi dominanti. L’operaio comunista aveva gli stessi interessi dell’operaio democristiano, ma la divisione ideologica ha reso la classe sociale di entrambi, perdente.

    Viviamo in un’epoca caratterizzata, anche se visibile a pochi, da uno scontro di categoria fortissimo. Il “dominio” Rollandiniano è stato caratterizzato da un redistribuzione “personalizzata” e iniqua delle risorse e il Peuple ne è la cassa di risonanza. Condivido appieno il post di Pierangelo che in poche righe ci ha presentato – informandoci – la disinformazione che fa il Tgr Vallée d’Aoste. In effetti… c’è qualcuno in grado di sostenere che sia un esempio d’informazione giornalistica?

  7. unoqualunque Says:

    “Un nuovo raggruppamento politico”
    Evviva, borluzzy ha raggiunto il suo 20° partito politico (o di più?), come si festeggia?

  8. fiatosprecato Says:

    Concordo assolutamente con @pierangelo e @giancarlo e invito a ignorare chi spara nel mucchio senza apportare nulla alla discussione. Prima o poi si stancheranno.


  9. Però, pensando al Manifesto….
    Qualche tempo fa – e anche qui – si era sollevata la questione del finanziamento pubblico alla stampa politica raccogliendo ben pochi consensi e molte critiche. Probabilmente è difficile in questo momento riuscire a motivare bene questo punto di vista. Mi viene incontro l’appello lanciato a Monti da Massimo D’Alema sulle pagine de l’Opinione l’altra settimana, che in modo semplice e pragmatico, spiega meglio perchè questo sostegno, aiuta la libertà di stampa e la democrazia nel nostro paese. Sempre che naturalmente questi finanziamenti siano usati in maniera corretta presentando regolarmente un documento qual’è il Bilancio certificato a cadenza semestrale.

    Credo allora che i soldi spesi per la democrazia non siano sprechi, ma investimenti, e non penso che servano solo a diffondere le scelte del potere… Liberazione non è più in edicola. Il Manifesto è vicino a buttare la spugna, altri iniziano ad essere in sofferenza ….Spero che il governo si dia una mossa e ascolti anche le parole di Napolitano su questo tema. In realtà D’Alema c’entra relativamente poco. Infatti a dimostrazione che basti nominare D’Alema o il Pd per far perdere a qualcuno il lume della ragione e contestare una qualsiasi argomentazione a prescindere, quell’appello di cui sopra, è stato sottoscritto dal direttore de Il Fatto Quotidiano nel 2006, quando era direttore de L’Unità. Oggi Padellaro scrive cose diametralmente opposte. Ma si sa, in certi ambienti la coerenza non è una virtù.

  10. giancarlo borluzzi Says:

    @ George W. Bruscia.

    Quanto scrivi è astrattamente condivisibile, ma con quale criterio si scelgono poi i destinatari del finanziamento?
    Non è questione marginale ma essenziale.
    Come agiresti in merito? Non si può finanziare solo chi è finito in difficoltà, nè si possono accettare tutte le domande di contributo, ipotizzabili in numero esorbitante vuoi per fede politica vuoi per creare una struttura che assicuri uno stipendio.


  11. Esimio Gcb.
    Il precedente governo, e ad oggi non si vedono cambiamenti, il finanziamento – di cui si discute – è stato decurtato da 400 milioni di €uro a 50 milioni. Le pare questo un taglio coerente e non criticabile visto il fatto che la stampa politica, soprattutto quella di sinistra, non raccoglie pubblicità? Tutto questo stante l’ostracismo del maggior rappresentante mediatico “italiano” che ha fatto proclami anche televisivi, per cambiare indirizzo alla raccolta pubblicitaria: No ai giornali progressisti!
    Onestamente basterebbe un piccolissimo sforzo per portare il finanziamento ad una cifra un po’ più adeguata alle esigenze democratiche.

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Eccellentissimo George W. Bruscia, posso capire che la tua lingua batta ove il dente duole, ma siamo in era Monti, per cui si deve pensare a come muoversi ora.
    Domanda (non scappare!): supponiamo che grattuggiando il barile si trovino 500 milioni (meno di quanti il tuo amico ha versato a De Benedetti…), con quale criterio una testata accede alla torta?

  13. Mistinguet Says:

    Inviterei tutti quelli che non gradiscono più ricevere il Peuple, a rispdirlo al mittente. E a fare altrettanto per quelli che arrivano nelle case dei parenti, magari anziani, che lo leggono credendo che vi sia la verità infusa.
    Quel giornale appare a parecchia gente come il bollettino parrocchiale, dunque latore di verità e non – com’è in realtà – uno strumento di propaganda politica.


  14. Chi legge i giornali sa benissimo quali sono quelli che riescono a produrre cultura. Ora questo, non può essere che uno dei tanti parametri da prendere in considerazione. Dopo di che sappiamo benissimo che tantissime testate, vedere l’Avanti – che oggi è sotto la proprietà di Valter Lavitola – non vende una copia, pur ricevendo finanziamenti cospicui. Ecco…di queste “porcate”, dovremmo fare una bella pulizia.

    Ci sono altri organi di stampa che ricevono solo finanziamenti pur con una diffusione miserevole come il Foglio dell’elefantino Ferrara ecc. ecc. Se ci togliamo d’attorno, questo ciarpame, potremmo veramente dare al Manifesto ad esempio, la possibilità di sopravvivere. So che questo quotidiano può anche non piacerti, ma: “non c’è logica spiegazione, una tale confusione niente ti sconfiffera, ti scombussola, ti sconquaqquera di più!”
    Un saluto
    🙂

  15. fiatosprecato Says:

    Per chi pensa che il finanziamento pubblico ai giornali abbia ancora un senso http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/02/28/coming-out-2/

  16. giancarlo borluzzi Says:

    @ George W. Bruscia.
    Ti chiedevo la quadratura del cerchio, ovvio che tu non la possa fornire.
    Sfondi evidenti porte aperte con Lavitola, fai un riferimento a Ferrara, ma in pratica pensi ai giornali a te vicini.
    Oltretutto il giornale cartaceo è in via di estinzione, bisognerebbe pensare a un finanziamento in linea coi tempi; io non ho ricette, aspetto di leggere quelle del PD.

    Dopo aver letto le imbecillità di chi abbandona il biancorossoverde sostituendolo col verdebiancorossonero per dimostrarsi ai piedi dell’UV, è accresciuta la mia stima per te: di te non condivido nulla ma almeno hai una fede politica.

  17. Uno in gamba Says:

    @ Borluzzi.
    Giri il mondo, ma non conosci come funziona. Mi piacerebbe sapere dove vai, cosa impari e, soprattutto, cosa insegni ai tuoi figli, che ti vanti di aver fatto girare il mondo. Probabilmente ai visto gli hotel, gli aeroporti, le coperte fornite in hotel e quant’altro.
    Dico questo perchè forse non hai compreso che a Roma della Rai Vda non gliene importa nulla. E sai perchè?
    Leggi qualche documento amministrativo e troverai la risposta

  18. Uno in gamba Says:

    PS: alla terza riga, manca un’acca (h)

  19. giancarlo borluzzi Says:

    @ Uno in gamba.
    Io sono meno pessimista di te, credo nella forza di convinzione se cavalchi la verità. Sono ingenuo? E’ un’ipotesi, la tua.

  20. Uno in gamba Says:

    @ Borluzzi
    E che cos’è la verità, se non quello in cui si crede?

  21. giancarlo borluzzi Says:

    @ Uno in gamba.

    Non capisco cosa vuoi significare. Comunque ci sono giudizi oggettivi nonchè negativi su quanto la Rai valdostana partorisce, lo ammetterai.

  22. Uno in gamba Says:

    @ Borluzzi
    La Rai valdostana è inguardabile, è vero. Ma guarda i nomi di chi dirige la baracca, dei giornalisti e dei cameraman. Come mai? Forse perchè la Regione la riempie di soldi e a Roma la lasciano fare. Che gliene frega? Pensi di poter essere tu a convincere i vertici Rai a cambiare la direzione regionale e fare programmi sul Duce a Cogne e i gagliardetti in piazza Chanoux?
    La verità è un’altra: corretto o no, quelli dell’UV sono più furbi di te… Non avranno girato il mondo con i figli, ma solo le verdi vallate, ma hanno capito che unguendo un po’ possono fare quello che vogliono. E tu pensi di contrastare i milioni di euro regionali nelle casse Rai con le tue elucubrazioni sugli articoli 2 e 3 della costituzione? Auguri, ma sei un pollo, simpaticamente parlando!!

  23. giancarlo borluzzi Says:

    @ Uno in gamba.

    A me del Duce a Cogne o di gagliardetti in piazza Chanoux non fotte un tubo. Se ti esprimi così ti dimostri non in gamba bensì scemo.

    Semmai mi urta il fatto che la piazza principale del capoluogo sia dedicata a un invasato secondo cui in regione ci sarebbero due razze, di cui l’autoctona superiore per intelligenza a quella non autoctona: bestialità considerata dall’UV sua radice per ammissione reclamizzata. Il nome di una piazza deve unire, non dividere, ma i residenti sono, in numero preponderante, come le scimmie di Nikko.

    Io penso che anche questa battaglia vada fatta, con varie motivazioni, da persone delegate e utilizzando canali in parte già individuati; il tutto nell’ambito di una posizione non colpevolmente passiva davanti a quanto di negativo esiste in questa parte d’Italia.

  24. unoqualunque Says:

    Mi ero ripromesso di non replicare più a Borluzzi ma non resisto!
    Insomma Borluzzi, l’unico “invasato” è lei: da decenni continua a portare avanti idee e tesi balzane, al limite della follia, pervase da un livore per me inspiegabile, molto vicino all’odio, che ha contro l’uv, tutto ciò che è valdostano, il patois, il francese, ecc.
    Queste idee sono praticamente solo sue, forse la appoggia suo figlio, magari per compassione “familiare”.
    Apra gli occhi!

  25. Pierangelo Says:

    @ Giancarlo Borluzzi
    Buongiorno,
    Emile Chanoux non era né un invasato né tantomeno uno che andava a dire che in Vallée ci sono due razze con una superiore all’altra, si rilegga bene quello che ha scritto. Poi se possibile può smettere di utilizzare termini un po’ coloriti ogniqualvolta qualcuno non la pensa come lei?

  26. Alberto Says:

    @ Pierangelo

    Meno male, credevo di essere il solo ad accorgermene, il buon borluzzi ha il vizietto di insultare pesantemente quanti non la pensano come lui, ovviamente perchè non ha gli argomenti per controbattere.

  27. giancarlo borluzzi Says:

    @ Pierangelo.

    Ti invito a leggere il cosiddetto “Spirito di vittoria”: c’è esattamente il concetto da me espresso.

    Ho inviato tale scritto a un valente psicoterapeuta milanese che l’ha letto e giudicato opera di chi è affetto da “delirio paranoide”.

  28. Alberto Says:

    Signora nuvolari, mi sta per caso impedendo di scrivere sul suo blog?

  29. La Bricolla Says:

    sul finire di un ventennio di dittatura fascista, che aveva visto la distruzione sistematica di una cultura secolare basata sulla lingua francese e sulle lingue veicolari francoprovenzali, non mi sembra così surreale considerarsi culturalmente superiori a chi, nella completa ignoranza della storia, aveva violentemente amministrato il territorio Valdostano. La cultura della libertà ha un diritto alla presunzione che le dittature non possono arrogarsi.

    forse oggi appare come uno scritto anacronistico, ma ritengo sia impensabile giudicare la storia in base ai parametri del presente.

    nonstante questo, vi sono altri passaggi di quello stesso scritto che possono essere attualizzati, o ancora molto attuali.

    Borluzzi, abbiamo due visioni profondamente differenti sia della storia passata che della contemporaneità; siamo una icona della incomunicabilità, come quella che caratterizza un ateo da un credente di una qualunque fede, ciononostante credo che la sua buona conoscenza della storia le suggerisca di non accostare un uomo della resistenza valdostana ai sostenitori delle teorie di supremazia della razza, per combattere le quali ha perso la vita.

  30. giancarlo borluzzi Says:

    La Bricolla.

    La differenza abissale tra noi non consiste nella differente visione della storia passata e di quella contemporanea.
    Per essere precisi, la storia passata mi interessa assai meno del presente e, in particolare, quella della Valle non mi interessa per nulla, come quella di qualsiasi regione singolarmente considerata.

    La differenza tra noi risiede nel fatto che io sono per l’unicuique suum, mentre La Bricolla ritiene che in questa parte d’Italia ogni residente, qualunque sia il suo abito mentale, dovrebbe in sostanza inchinarsi davanti alla religione del localismo valdostano, con tutte le sue interpretazioni, invenzioni e castronerie.

    In altri termini, ci divide l’integralismo che La Bricolla sostiene in virtù di una autoattribuita, ma da me per nulla riconosciuta, caratteristica di padrone di casa.

    Detesto il tentativo, che fa certo breccia coi rimbambiti e solo con loro, di fingere questa regione uniforme mentre è l’esatto contrario.

    Chi si ribella, come me, viene visto male. Non che a me importi il parere di chi non stimo e di cui rido per un integralismo basato su bugie e deformazioni, ma trovo incredibile che nel 2012 sopravvivano queste sacche concettualmente tribali.

    A me La Bricolla non serve. Io invece servo a La Bricolla nel senso che dovrei lodare,o quanto meno accettare in silenzio, il culto di un dubbio passato di un lembo di terra cui dovrei riconoscere caratteristiche che non ha affinchè i pochi La Bricolla presenti possano fingere se stessi immagine di un tutto da contrapporre allo Stato centralista e via vaneggiando.

    Unicuique suum, ripeto.

  31. Pierangelo Says:

    @Giancarlo Borluzzi

    Grazie per l’invito, ma l’ho letto per la prima volta quasi trent’anni fa; comunque oggi durante la pausa pranzo ho seguito il suo consiglio e ho letto e riletto il testo in questione. Non mi è sembrato di leggere un’opera d’un invasato, ma di una persona che stava vivendo il tentativo, da parte di un governo centrale e autoritario, di distruggere tutto ciò che rappresenta la propria cultura, vorrei poi ricordare che era proprio il regime fascista a fare della razza una questione primaria. Prendere un testo di 70 anni fa e contestarlo oggi senza tenere presente della situazione di quando è stato scritto mi sembra una forzatura per non dire altro.

  32. giancarlo borluzzi Says:

    @ Pierangelo.

    La pace di Versailles pose fine alla prima guerra mondiale e dispose che una commissione apposita stabilisse gli indennizzi che la Germania doveva pagare.
    Elevatissimi, la repubblica di Weimar crollò e fu la premessa dell’ascesa di Adolf in arte Hitler.
    Puoi giustificare Hitler richiamandoti al contesto che gli permise di avere la Germania in pugno? A Versailles degli emeriti presuntuosi ferirono l’amor proprio tedesco con disposizioni capestro cui la Germania doveva sottostare e l’entità di quell’indennizzo diede il colpo finale.
    Mimando il tuo approccio, uno troverebbe nel “contesto” delle scusanti, ma l’ideologia hitleriana va giudicata in quanto tale.
    Il contesto ha solo permesso a tale ideologia di dispiegarsi completamente e quindi l’ideologia va giudicata a prescindere dal contesto.

    Idem per il vergognoso scritto di tale Chanoux.

    Non puoi sottintendere che c’era un contesto nel quale lui aveva le palle in giostra verso quella che chiamava spregiativamente “altra razza” (peraltro esistente solo nella sua mente su cui un valente psicoterapeuta milanese si è chiaramente espresso) e quindi era giustificato nel parlare di superiorità razziale relativa alle due razze (idem come sopra), goffamente impossessandosi di terminologie hitleriane.

    Il testo di Chanoux in questione è indecente e altrattanto indecente è il fatto che l’UV lo metta in evidenza nel suo sito quale sua radice.

    Prrrr !!

  33. unoqualunque Says:

    X la Signora Patuasia: se vuole censurare anche questo mio commento faccia pure, l’importante è che lo legga, tanto è indirizzato a lei.
    Il suo blog si sta trasformando nella vetrina politica del fascistoide Borluzzi che spopola con i suoi oramai abituali commenti.
    Ok contestare l’attuale maggioranza e dare contro all’uv però faccia attenzione perchè così facendo scredita (e di molto) il suo lavoro!!

  34. unoqualunque Says:

    Borluzzy, Chanoux non aveva le palle in giostra, è stato torturato ed ammazzato dai fascisti.

  35. giancarlo borluzzi Says:

    Sulla fine di Chanoux ci sono autorevoli pareri discordanti.

    Lo “spirito di vittoria” è stato scritto anni prima della sua scomparsa e dettato, secondo il parere dello psicoterapeuta R.G. in Milano, da “delirio paranoide”; quindi le palle non potevano essere in giostra per una fine avvenuta dopo la stesura di tale scritto.

    Siamo nel 2012 e sarebbe bene se La Bricolla e Pierangelo rispondessero ai chiarissimi concetti nei miei due post soprastanti, certo democraticamente importanti.

    A La Bricolla chiedo di esprimersi sull’untuosa invadenza delle sue teorie nelle sfere altrui a causa degli integralismi impliciti in quella che lui vuole attestare come fede ma io definisco elogio del voler imporre le proprie fantasie al prossimo.

    A Pierangelo chiedo un commento sul fatto, da me esposto, secondo cui i contesti creano l’humus per l’estrinsecarsi di ideologie, ma tale humus/contesto è neutro nei confronti di un giudizio di bontà sull’ideologia stessa, nella fattispecie indicante razze (seppur di fantasia) e superiorità tra le stesse (e qui mi taccio…), che va giudicata a se stante.

    La Bricolla & Pierangelo, i temi sono importanti in questa regione sonnolenta. Non fuggite.

    La richiesta di tale unoqualunque si commenta da sola.

  36. Alberto Says:

    Sa, caro borluzzi, che fa sempre piacere vederla affrontare i mulini a vento nell’indifferenza generale?

  37. La Bricolla Says:

    @Borluzzi

    untuosa invadenza? dubbio passato?
    Sig Giancarlo, è molto difficile confrontarsi con lei; le sue idee, seppur in contrasto con le mie, sono legittime, ma nella sua esposizione sempre provocatoria, canzonatoria e di dileggio, spesso perdono di sostanza.
    le riuscirebbe, una volta tanto, sostenere un dibattito senza sospettare di demenza chi ha idee diverse dalle sue?

    Ad ogni modo cercherò di rispondere alle sue sollecitazioni.

    Spirito di vittoria è stato scritto sicuramente dopo il 1942, visto che scrive di “venti anni di fascismo”, secondariamente nel testo non c’è nessun riferimento al concetto di razza, bensì al concetto di popolo, e questa è una differenza sostanziale.

    la Valle è un territorio demograficamente eterogeneo, grazie soprattutto a diversi flussi di immigrazione che hanno aumentato in numero e culture la popolazione valdostana. non siamo tutti uguali e dubito che qualcuno possa anche solo lontanamente immaginare che sia così. La Valle però ha una storia che non può essere cancellata da un suo sprezzante tratto di penna rossa; quella storia c’è, non è un “dubbio passato”.

    non mi interessa che lei si senta valdostano oppure no (per quanto ne sarei comunque lieto); mi interessa che ci sia una salvaguardia della storia della mia terra e della mia cultura e della mia tradizione e della lingua dei miei padri e del dialetto delle mie genti. Così come mi interessa che chi volesse sentirsi più ancorato ad una terra che lo ha accolto abbia tutti gli strumenti utili per farlo.
    ritengo che l’incuria del particolare porti all’appiattimento globalizzato.

    sugli strumenti in questione potremmo aprire un dibattito infinito e quasi sicuramente, almeno fra noi due, decisamente sterile.

    credo che abbiamo abbondantemente abusato del post e che oramai siamo decisamente off topic.

  38. giancarlo borluzzi Says:

    @ La Bricolla, replico anche se tu vorresti cassare la mia risposta.

    Il termine “demenziale” si sposa perfettemente col tuo concetto, presente nella sest’ultima riga, secondo cui, se un italiano sceglie di vivere in questa parte d’Italia, perchè ci sono le montagne più alte ancorchè meno belle e complessivamente meno importanti di quelle svizzere, sarebbe “accolto” da quelli come te.

    Il termine “pallonaro” ti si addice perchè racconti palle sperando che chi ti legge non approfondisca. L’alternativa è che tu non conosca il francese, come diffuso nel tuo partito.Ti istruisco, in tal caso: a riga 30 del cosiddetto “spirito di vittoria”, così come riportato sul sito dell’UV, gli italiani (è tale pure Chanoux, comunque) sono definiti testualmente “l’altra razza” , ovviamente rispetto agli autoctoni. Inoltre, a riga 14 è vantata la superiorità, per intelligenza (sic), degli autoctoni sui non tali.

    L’untuosa invadenza scatta quando voi unionisti parlate della regione come costituente una minoranza etnica, vantando un’omogeneità che offende le specificità personali alquanto variegate e comunque mai caratterizzanti un’etnia. Non bastano gli scritti di tale Salvadori (invierò suoi parti letterari a Milano per una loro valutazione) o la costituzione del risibile “comitato per l’etnia” all’interno dell’UV per parlare di etnie, concetto abusato nell’incipit surreale sempre dell’UV.
    Untuosa invadenza per giocare, grazie al disinteresse romano, al mantenimento dell’imposizione dello studio del francese anche a chi farebbe scelte alternative e più utili.
    Invadenza al fine di sparare cavolate su una regione francofona anche se tale lingua è qui meno parlata dell’arabo.
    Dubbio passato perchè la descrizione dei trascorsi della regione fatta da voi è forzata e ad hoc.

    La storia non può essere cancellata, ma è storia che dal 1946 c’è una Costituzione italiana che agli articoli 2 e 3 stabilisce valori calpestati dall’attuale Statuto regionale che sotto tale aspetto va rivisitato.

    Globalmente, nel tuo scritto ti atteggi a padrone di casa che “accoglie” e alle cui finzioni etnicolinguistiche gli altri italiani dovrebbero chinarsi. Paron e Lattanzi fanno così, io no.

    PS. è vero che il tuo cognome consta di un numero pari di lettere come dicono i miei amici addestrati dal Mossad?

  39. Pierangelo Says:

    @ Borluzzi
    Premesso che:
    1) Chanoux e Hitler non sono paragonabili;
    2) La Germania stava pagando dei debiti di guerra a causa delle loro idee,( Deutschland, Deutschland über alles mi sembra che spiega bene quali erano le loro intenzioni) invece la Vallée stava subendo una pulizia linguistica (Ponte San Martino – i nomi francofoni erano vietati ect.);
    3) Federalismo e nazismo sono due ideologie agli antipodi.
    Non le ho risposto subito non perché scappo, ma per non cadere nella sua provocazione, visto che insiste le dico che se vuole ad ogni costo dimostrare che l’UV è come il partito nazista da me non troverà alcun aiuto. Vorrei ricordarle che valdostano è chi abita in Valle, se lei non si sente valdostano è un problema personale suo e se lo riesce a risovere magari tutto quest’odio per una persona uccisa dai nazifascisti finirà. In ultimo per la seconda volta le chiedo di non scadere nel volgare, non mi sembra molto intelligente concludere un commento con una pernacchia.

  40. unoqualunque Says:

    Sig. Borluzzi, la sua incredibile arroganza non ha limite!
    Si permette di “istruire”, giudicare e insultare chiunque non la pensi come lei!
    Guardi voglio fare uno sforzo e cercherò di replicare ai contenuti dei suoi commenti, ben sapendo che la sua e la mia posizione non cambierà di una virgola.
    Lei, ignorando volutamente il passato e la storia della vda, sostiene che non esista nessuna minoranza etnica, che nessuno parli francese o patois e che quindi di riflesso lo statuto non abbia più nessuna utilità, perchè “siamo in Italia”.
    Ora queste sono semplicemente delle falsità.
    Da persona istruita saprà anche lei che storicamente la vda è stata francofona per secoli, fino a qualche decennio fa, tanto che praticamente tutti i toponimi ed i nomi di persone sono di assonanza francofona. Inoltre non potrà negare che l’italianizzazione della vda sia dovuta alla massiccia immigrazione da fuori valle (anche e non solo per far funzionare le industrie e le miniere), di cui anche lei è un esempio. Quasi tutti questi immigrati (di origine calabrese, veneta, sarda, ecc.) si sono integrati perfettamente (al contrario di quello che dice lei i valdostani si sono dimostrati per nulla razzisti!) ed ora compongono un insieme amalgamato di persone che possiamo chiamare i valdostani. Tutti i giovani a scuola studiano ed imparano oltre all’inglese il francese, utilizzato ampiamente soprattutto nel turismo (soprattutto nella valdigne e nella coumba freida, al confine con francia e svizzera) ed una buona parte della popolazione parla il patois. E’ evidente a tutti (meno che a lei) che avere la possibilità di imparare una lingua in più è una ricchezza che molti ci invidiano.
    Ora lei vorrebbe dimenticare tutto il passato ed eliminare l'”inutile” francese (la quinta lingua più parlata nel mondo per numero di parlanti e la seconda più insegnata come lingua straniera dopo l’inglese). Se così fosse tra qualche decennio non saremmo più capaci neppure di pronunciare correttamente i nostri nomi o i nomi dei paesi in cui viviamo!
    Ragionando come lei il mondo dovrebbe essere un insieme di persone tutte uguali, anglofone e senza passato, tradizioni, costumi, abitudini …
    Suvvia, faccia uno sforzo, non le sembra interessante e utile cercare di integrarsi nel paese in cui si vive invece di combattere i mulini a vento?
    Se vuole potrà iscriversi ai corsi di patois!

  41. giancarlo borluzzi Says:

    @ Pierangelo.

    1) Chanoux e Hitler non sono paragonabili, ma il primo parla di razze inesistenti e di superiorità tra le medesime usando la stessa terminologia del secondo.
    Ciò è inaccettabile, come il fatto che un partito nel 2012 consideri tali tesi sua radice politica.

    2) Punto senza senso: il mio riferimento a quanto firmato nel Salone degli Specchi era un modo per introdurre la mia critica al tuo tentativo di attestare che un contesto a monte possa giustificare un’ideologia a valle.
    Il riferimento a quella che chiami “pulizia linguistica” è insensato.
    Il problema che sollevo non è una difesa di tale “pulizia”, sulla quale da liberale non sono d’accordo, bensì il fatto che un accadimento anteriore alla nascita della Repubblica crei il presupposto per calpestare in seguito gli articoli 2 e 3 di una Costituzione nata nel 1946.
    Il riferimento al comportamento del fascismo in Valle non c’entra proprio niente, è un appiglio insensato che non giustifica l’integralismo surreale attuale.

    3) Vero, chi ha mai sostenuto il contrario?
    Ovviamente con federalismo intendo il federalismo vero, che nulla ha a che vedere con l’assistenzialismo statale che l’UV reclama a ogni piè sospinto.

    Poi hai sbrodolato:

    – – – le mie non erano provocazioni, ma puntualizzazioni oggettive in una regione ove paura/opportunismo/superficialità/ignoranza regnano sovrani.

    – – – non ho mai pensato all’equazione UV = nazionalsocialismo. Dico che l’UV è inficiata da un integralismo tribale e ha un’ideologia surreale.

    – – – secondo la tua teoria, io sarei già stato friulano, piemontese e valdostano. Sciocchezze nella misura in cui una persona è sempre se stessa e, in qualunque parte d’Italia, ha diritto a essere rispettata nella sua specificità senza essere descritta per quello che non è e senza trovarsi tra i piedi lingue straniere sparite e che non deve studiare solo perchè persone fuori del tempo possano ricamarci sopra.

    – – – la fine del cammino terreno di Chanoux, con modalità ignote, non interferisce col giudizio storico sul suo pensiero.
    Non ho odio per nessuno, inventi questa scemenza solo per il gusto di farti dire che inventi scemenze e poi recitare la parte di vittima delle mie cattiverie.

    – – – la pernacchia all’UV è la comprensibile risposta a chi dichiara radici politiche offensive nei confronti del prossimo.

    Apprezzo il tuo voler rispondere, sei un gradino “sopra”.

  42. giancarlo borluzzi Says:

    @ Patuasia.

    Non sono divagazioni OT, come dice La Bricolla: l’argomento è l’Unione Sovietica e la Valle a guida UV equivale alla CCCP.

  43. La Bricolla Says:

    il mio cognome con una buona probabilità del 50% ha un numero di lettere pari…

    scherzi a parte, ribadisco la sterilità delle nostre discussioni…siamo inconciliabili, almeno su questi argomenti.

    buona notte.

  44. patuasia Says:

    Bene, signori la Bricolla e Borluzzi mi sembra che lo spazio accordatovi sia stato generoso, chiudo qui la discussione. (Quando dico chiudo significa che cancello).


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