Un po’ di chiarezza


Usiamo il logo del pirogassificatore come un urlo che manifesta il nostro irriducibile NO!

Riceviamo dal signor, Fabrizio Roscio, un’analisi dei testi pubblicati sulla rivista Environnement e volentieri pubblichiamo. (Le parti in grassetto e in corsivo sono a cura dell’assessorato).

Numerosi articoli della rivista n.53 di Environnement non sono firmati e non viene citata la fonte dei dati riportati.

Gestione non significa smaltimento. In VdA si sta tentando di mettere una pezza ad una gestione inadeguata dei rifiuti. Invece di rispettare le priorità imposte dalla normativa ad ogni livello, come ridurre i rifiuti e recuperare materia, si punta ad una soluzione impiantistica, quasi magica, che dovrebbe rimediare a tutto. Magari fosse così. Nel documento si parla di gesto di responsabilità, sarebbe gesto di responsabilità innanzitutto rispettare la legge.

Cos’è un pirogassificatore? E’ un moderno impianto di smaltimento rifiuti che recupera energia e calore dalla combustione del gas ottenuto dai rifiuti, non pericolosi e non differenziati, che residuano da tutte le misure di riduzione e differenziazione messe in atto. Le norme europee e nazionali impongono di ridurre al minimo e valorizzare al massimo i rifiuti. La raccolta differenziata, il riciclo e il recupero consentono di raggiungere il primo obiettivo, il pirogassificatore il secondo, garantendo un buon rendimento energetico.

La prima parola “E’”, andrebbe sostituita con “Sarebbe”, in quanto gli impianti descritti non esistono nella realtà. Per avere credibilità occorrerebbe precisare a quali impianti esistenti si fa riferimento, in modo da consentire le verifiche del caso. Per quanto riguarda la VdA, non vengono rispettati né la riduzione, né il recupero. Il rendimento reale del pirogassificatore è così basso da poterlo paragonare a smaltimento tout court. Comunque, se si rispettassero le leggi in materia di gestione dei rifiuti, il residuo sarebbe così esiguo che nessun imprenditore sano di mente vorrebbe costruire un impianto appositamente per smaltire i rifiuti chez nous.

Perché costruire un impianto di pirogassificazione in Valle d’Aosta? Per smaltire le 45.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati prodotti nella regione in un anno. Il pirogassificatore rappresenta, ad oggi, la soluzione migliore dal punto di vista della tutela ambientale, sanitaria, dei costi e del rendimento energetico. La Regione Valle d’Aosta è arrivata a questa scelta attraverso un lungo lavoro di studi e analisi condotto fin dal 2005 da esperti e tecnici.

Per smaltire le 45.000 tonnellate prodotte, senza rispettare la legge, altrimenti sarebbero 20.000, la regione fa un impianto da 60.000 tonn/anno, logico no? Non sto a entrare nel merito del resto della frase, ma sono sostanzialmente balle. Quando è stato chiesto di fare un confronto serio tra le ipotesi in campo, per semplicità “pirogassificatore” e “trattamenti a freddo”, l’amministrazione regionale si è rifiutata, nonostante una risoluzione del Consiglio.

Dove sorgerà, quali saranno i tempi di realizzazione e quanto costerà l’impianto? L’impianto sorgerà a Brissogne in località l’Ile Blonde. Per la progettazione e la costruzione dell’impianto che dureranno 3 anni e per la gestione per 20 anni di tutti i servizi connessi ai rifiuti, il costo stimato sarà di 225 milioni di euro. E’ stato calcolato che il costo di gestione per tonnellata di rifiuto non aumenterà rispetto alla situazione attuale, la quota a carico dei cittadini sarà coerente con l’attuale.

L’attuale sistema di smaltimento si basa esclusivamente sulla discarica, che è il sistema più economico in assoluto, con costi inferiori a 100€ a tonn. Il pirogassificatore, secondo quanto riportato nel bando costerà attorno a 150€ a tonn. Facilmente si arriverà a 200€ a tonn, che è il prezzo medio sul mercato per lo smaltimento di questo tipo, come non faranno ad aumentare i costi rimane un mistero.

Quale impatto avrà sull’ambiente e sulla salute? L’impianto produrrà, rispetto ai tradizionali processi di combustione dei rifiuti, una quantità minima di scorie, appena il 7-10%. Le scorie non sono pericolose per la salute e l’ambiente poiché vengono immediatamente vetrificate e resi inerti. Le ceneri residue, nell’ordine del 2-4%, potranno essere avviate al riutilizzo nell’industria o a discariche per rifiuti speciali. Gli studi condotti dai tecnici dimostrano inoltre che gli effetti del trattamento a caldo dei rifiuti non cambiano l’attuale livello di qualità dell’aria e che l’effetto delle emissioni del pirogassificatore è trascurabile rispetto a quelle attualmente presenti dovute alle nostre attività quotidiane, come il traffico, il riscaldamento domestico e le attività produttive.

L’impianto avrà necessariamente degli impatti aggiuntivi rispetto a oggi. Oggi non esiste, domani esisterà e fumerà. Vetrificare le scorie costa energia, che verrà sottratta al già basso rendimento dell’impianto. I residui del processo, siano essi fanghi o polveri, sono rifiuti pericolosi, che vanno smaltiti in discariche speciali, probabilmente in Germania, a caro prezzo. L’alternativa è realizzare in VdA una discarica per rifiuti pericolosi, qualche migliaio di tonn all’anno, ma bisogna avere il coraggio di dirlo alla gente. Nel paragrafo si parla di studi che dimostrano che il “piro” avrà un effetto trascurabile. Tali studi non sono mai stati mostrati, mentre ne esistono altri prodotti dalla Commissione europea nel 2000 (Linee guida sulla gestione dei rifiuti nelle aree di montagna), che sconsigliano di ricorrere all’incenerimento dei rifiuti nel contesto alpino. Altri studi come quello del 2008, pubblicato dall’IVS francese affermano che le popolazioni che vivono nei pressi di un inceneritore si ammalano di più rispetto al resto della popolazione.

La Valle d’Aosta farà da cavia per questa nuova tecnologia? No, esistono nel mondo oltre 100 impianti di pirolisi e gassificazione, perfettamente funzionanti e attivi. Si contano esempi in Norvegia, Inghilterra e Germania.

Se si legge il documento del Politecnico di Torino realizzato per l’ATOR, i numeri degli impianti sono di gran lunga inferiori. In Europa se ne conoscono 7 funzionanti dal 2000 in poi. Se si prende ad esempio la Norvegia, gli impianti non sono veri e propri pirogassificatori, ma inceneritori innovativi. In Norvegia la raccolta è diversa rispetto alla nostra: si raccoglie la frazione umida, ma non si raccolgono le plastiche. Da noi è il contrario, il che pone seri dubbi sul funzionamento dell’impianto.

Perché non portare i rifiuti fuori dalla valle? La normativa europea e la legge regionale n.31 del 3 dicembre 2007 stabiliscono che il ciclo dei rifiuti deve essere chiuso all’interno della regione Valle d’Aosta. Si tratta di un gesto di responsabilità dei cittadini nei confronti dei loro rifiuti.

Quest’affermazione non è corretta: sia la DE 98/08, sia la normativa nazionale consentono accordi tra regioni vicine per esigenze impiantistiche, per esempio 2 regioni piccole possono dotarsi di un unico impianto anziché farne uno a testa. La legge regionale impone invece la chiusura del ciclo nella regione. Lo scenario del pirogassificatore non rispetterebbe questa norma, perché alcuni scarti, classificati come pericolosi, andrebbero smaltiti fuori, come già detto. Lo scenario che avevano proposto le associazioni prevedeva la chiusura del ciclo in valle dopo un decennio, tempo necessario a intraprendere una corretta gestione dei rifiuti, dopo anni di malgoverno.

Nella seconda parte, che non riporto, si parla delle 4R (riduzione, riutilizzo, riparazione e recupero).  La regione VdA non rispetta queste priorità, infatti i rifiuti sono in continuo aumento. A dicembre del 2001 la raccolta differenziata avrebbe dovuto raggiungere il 60% e si attesta solo al 42%. La legge stabilisce in modo chiaro che va fatto prima il recupero di materia, solo successivamente il recupero energetico. I due tipi di recupero non sono sinonimi.

Sulle tappe si può solo dire che è la storia vista da un unico punto di vista, le associazioni avrebbero un’altra visione, ma sarebbe troppo lunga da riportare.

Ad oggi le associazioni, in primo luogo ValleVirtuosa, hanno ottenuto di  chiedere ai valdostani, mediante referendum, di esprimersi sulla scelta del pirogassificatore. Se la regione è così convinta delle proprie ragioni dovrebbe chiedere di votare a favore, non di disertare le urne. Parafrasando un motto dell’assessore all’ambiente, speriamo che i valdostani ragionino con le proprie teste.

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22 commenti su “Un po’ di chiarezza”

  1. F.V. Says:

    Grazie mille per l’illuminante sintesi.
    Qui bisognerebbe fare qualcosa (!) di piu’ che raccogliere firme.

    Serve la mobilitazione concreta di tutta la popolazione: non daro’ MAI un sostegno, un voto, a nessuno che sostenga minimamente questa palese scelta idiota.

    I dubbi sul fatto che l’Amministrazione spinga cosi’ tanto su quest’opera pericolosissima sono davvero tanti, troppi per essere portata avanti.

    – Enrico

  2. unoqualunque Says:

    Solo una domanda.
    Se non verrà costruito il pirogassificatore, dove porteremo i rifiuti alla chiusura della discarica di Brissogne?

  3. Mbah! Says:

    Dai siamo in Italia ed è normale rubarsi i soldi, buttarli via e sprecarli per progetti inutili a beneficio di imprenditori disonesti.
    (anzi no, l’imprenditore è colui che si mette in gioco per creare valore per sé stesso e per gli altri, quindi userei l’espressione feccia faccendiera per indicare la specifica categoria ndr)
    Il sistema non si cambia certo con la bacchetta magica.

    Però porca paletta, se proprio devono rubarsi dei soldi che lo facciano senza mettere a rischio la salute della gente. Tra i tanti modi che ci sono per rubare, perché giocare con il fuoco?
    Piccoli piromani crescono…

  4. Tagueule Says:

    Ora le repliche, ma, vi prego, fornite fonti, link, autori. Che ognuno abbia la possibilità di formarsi una coscienza verificando e rielaborando una propria posizione.

  5. Paul Says:

    @unoqualunque. Personalmente, non credendo fattibile nel breve periodo una raccolta differenziata del 60 per cento e più (perchè è pura utopia in un paese come l’Italia…), ritengo che una volta raggiunto il limite giù a Brissogne, si debba procedere all’esportazione dei rifiuti verso le regioni e le nazioni che già praticano l’incenerimento dei rifiuti.

  6. bonjour Says:

    Se si vuole tutto si può fare, bisogna impegnarsi e credere che si può e si deve fare meglio
    e soprattutto non dobbiamo dimenticarci che siamo 127.991 abitanti, dovremmo e potremmo essere primi in tante belle cose,
    buona lettura:

    Fai clic per accedere a dossier_comuni_ricicloni_2011.pdf

  7. bruno courthoud Says:

    La nostra regione non ha e non avrà mai una quantità di rifiuti sufficiente per giustificare da un punto di vista economico e imprenditoriale, un impianto, sia esso inceneritore o pirogassificatore, sia per le sue piccole dimensioni, sia per il basso numero dei suoi abitanti, residenti e saltuari. Personalmente, poco informato, ero convinto che fosse la legislazione, europea o italiana, ad obbligarci comunque ad una soluzione del problema “in loco”. Leggo ora che la scelta della soluzione “in loco” è stata oggetto di apposita legge regionale. Ma avete notato la data di questa legge? Essa è molto significativa (dicembre 2007): siamo al crepuscolo della Giunta Caveri, la scelta dell’inceneritore è già stata fatta (la Giunta Caveri la approverà di lì a qualche mese, in fretta e furia prima delle elezioni), e tale scelta, con la quale si intendeva risolvere anche il problema dell’attuale discarica bruciandola e alimentando ulteriormente l’inceneritore, doveva evidentemente essere “blindata” ulteriormente con la legge regionale in questione e con “nobili” motivazioni. Quale altro motivo può esserci all’origine di quella norma, se non quella di “imporci” a tutti i costi l’inceneritore, volenti o nolenti, e tra l’altro in conflitto con la legislazione europea che sconsiglia tali impianti nelle zone alpine o di montagna?

  8. Ben 10 Says:

    Rispettare la legge non è un’opzione, è un obbligo. E se ce la fanno tante comunità in giro per l’Italia non vedo perché non ce la dobbiamo fare noi! Rispettando la legge i rifiuti scendono a 20000 t all’anno, una quantità ridicola per un inceneritore (forse la caldaia dell’assessore). Inoltre i rifiuti che restano sono inerti, non puzzano perché è stata tolta la frazione umida e possono essere stoccati in vario modo senza provocare danni all’ambiente e senza fare schifo come la discarica. Già la discarica, adesso sembra che ce l’abbiano mollata i marziani e che bisogna trovare una soluzione in tutta fretta, ma chi è al governo della regione da sempre? Chi non ha mai cercato alternative? Chi adesso da una parte si vanta di quanta plastica ricicliamo noi valdostani e dall’altra si fa beccare con le mani nella marmellata perché quella plastica è di pessima qualità e non solo non ce la pagano ma giustamente il consorzio si fa pagare per smaltirla? Infine chi non investe che briciole nell’informazione sulla corretta separazione dei rifiuti? Gli stessi che adesso si mettono a fare le multe ai cittadini zozzoni che così esasperati invocheranno il piro per buttarci tutto dentro e smetterla di prenderci per i fondelli!
    Vi dò un indizio, marziani e venusiani non sono, loro la monnezza la sparano verso il sole, inceneritore bell’e pronto.

  9. unoqualunque Says:

    “Un po’ di chiarezza” è il titolo del post.
    Ma a me sembra che la soluzione alternativa al pirogassificatore sia tutto meno che chiara. A parte la differenziata, da tutti auspicata, che non potrà fare miracoli in tempi brevi, l’alternativa è una fila di camion che porteranno l’immondizia in un inceneritore fuori valle? Dove?
    Quindi “sì all’incenerimento ma che sia lontano da casa mia!”

  10. patuasia Says:

    Un piccolo particolare: l’incenerimento di quello che rimane della raccolta differenziata andrebbe dove esiste già un inceneritore, qui se ne vuole costruire uno apposta. Le città di Torino e Milano stanno cercando il modo di collaborare anche in termini di smaltimento di rifiuti oltre che di trasporti, per ottimizzare quello che hanno, possibile che noi invece dobbiamo sempre e solo pensare in modo così chiuso? Beh, non possiamo più permettercelo!

  11. ben 10 Says:

    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! A parte il fatto che la soluzione sta alla Regione (a meno di non voler chiamare anche qui i tecnici per lavarsi le mani e rifarsi la verginità) preferiamo la fila di camion speciali (le quantità di ceneri altamente tossiche saranno consistenti, i filtri tossicissimi pure)? quelli o vanno all’estero dove possono essere trattati oppure costruiamo una bella discarica per rifiuti speciali. Lo vogliamo capire si o no che bruciando i rifiuti questi non spariscono ma cambiano e diventano molto ma molto più pericolosi?

  12. Paul Says:

    @Ben10 “Rispettare la legge non è un’opzione, è un obbligo”. Benissimo, d’accordissimo, ma forse tu vivi in Germania oppure in Svizzera o nel Nord Europa… tirarmi fuori queste frasi in un paese dove ci sono casi come Napoli dove si muore di spazzatura mi fa solo ridere… ah già, ma noi viviamo nell’isola felice! Da noi le regole si rispettano in tutto e per tutto! Un po’ di sano realismo non farebbe male… L’inceneritore ci avvelena, ok. Il 60% di differenziata entro 3 anni è UTOPIA.

  13. Paul Says:

    Seconda cosa: le file di camion… ma adesso nei due tunnel cosa passano, ciclisti? E le file di auto della domenica sera, quelle degli sciatori, non inquinano?

  14. Paul Says:

    @unoqualunque. Quindi “sì all’incenerimento ma che sia lontano da casa mia!” Esattamente come succede con l’energia nucleare, che acquistiamo dalla Francia…

  15. unoqualunque Says:

    Nessun è un fan sfegatato del pirogassificatore o di un inceneritore.
    Però il problema immondizia va risolto.
    A me pare che il referendum vada esattamente nella direzione opposta.

  16. Ben 10 Says:

    Io vivo nella petite patrie e ne ho due scatole così di sentire sempre che non si può fRe che si citino esempi in negativo. Per il 60 % saremo già fuorilegge entro la fine di quest’anno! Quindi? Visto che va tutto a schifio lasciamo stare? Visto che i camion le macchine la Cogne ci stanno ammazzando mettiamo un altro bel camino e non ci pensiamo più. Piantiamola di piangerci addosso e prendiamo in mano la situazione. Il referendum VA nella direzione di risolvere il problema dei rifiuti, chi vuole il piro vada a votare no.
    Proprio oggi nell’anniversario dello Statuto Speciale. Accidenti, abbiamo solo noi , e Bolzano, uno strumento di vera democrazia, di autodeterminazione vogliamo far vedere che ce lo abbiamo per un motivo e che non siamo quel branco di pecoroni che vogliono farci sembrare?un po’ di dignità, che diamine!

  17. charlie victor Says:

    indirizzi utili:1) associazione medci per l’ambiente ISDEitalia:danni alla salute umana provenienti dll’incenerimento dei rifiuti.2) gli effetti sulla salute degli inceneritori dei rifiuti 4° Rapporto della Società britannica di Medicina Ecologica 3) RELAZIONE ASSEVERATA DA GIURAMENTO SUI DANNI ALLA SALUTE UMANA PROVENIENTI DALL’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI 4)sito francese L’ ARTAC SUR CANCER ET ENVIRONNEMENT 5 )Service de la médécine de l’environnement 6) GESTIONE DEI RIFIUTI : TMB GASSIFICATORE E TERMOVALORIZZATORE 7)Health effects of exposure to waste incenirator emissions: a review of epidemiological studies 8) AFSSA INSTITUT DE LA VEILLE SANITAIRE incinériteurs et santé exposition aux dioxines de la population vivant à proximité des UIOM …… E POSSO CONTINUARE PER PARECCHIE PAGINE !!! BUONA SERATA E BUON RESPIRO A TUTTI

  18. Luigi Says:

    A Paul: in questo paese c’è Napoli, ma, molto più vicino a noi, c’è Quincinetto (ultimo casello SAV, confina con Donnas): fa il 78,5% di differenziata.
    (http://www.sistemapiemonte.it/webruc/raccoltaRifiutiReportAction.do?btnAggiorna=aggiornaComuniDaComune
    per chi vuole controllare), ci è arrivato in pochi anni e con poche risorse, ma con tanto impegno e tante idee.
    Prof, lasciaci sbirciare il compito in classe del vicino, per piacere…

  19. Pierangelo Says:

    Luigi ciò che dici è vero, ho origini quincinettesi e posso dire che il problema non è avere o no i soldi, di non avere idee, il problema è la volontà di chi amministra. Ai nostri amministratori conviene un pirogassificatore allora si farà un pirogassificatore con tutte le forzature del caso, legge regionali, il far finta di cercare il 60% e poi dare la colpa ai valdostani testoni se l’obbiettivo non viene centrato, etc.
    Non è colpa loro se noi non capiamo che tutto questo lo fanno per noi e per la nostra salute.

  20. Paul Says:

    Ben ammiro il tuo entusiasmo e la tua forza di volontà. Io sono più pessimista… sarà l’età…

  21. Ben 10 Says:

    @ Paul. Sapessi quanti anni ho io….;)


  22. Più ci pensa e più se ne convince: per risolvere il problema rifiuti non servono crociate, serve aumentare la raccolta differenziata.
    E per aumentare la raccolta differenziata serve una regia unitaria e finanziamenti. Serve investire nel porta a porta per il fondo valle, serve introdurre la raccolta dell’umido, serve più informazione e più controllo sulla popolazione, serve rivedere i subato perché i comuni di alta montagna composti da frazioni isolate non hanno gli stessi problemi dei comuni fortemente urbanizzati nel fondovalle.
    In una piccola regione come la nostra il 60/70% di raccolta differenziata non può essere una utopia ma un traguardo da raggiungere in 2/3 anni.
    Il resto è solo una conseguenza logica di questa premessa.


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