Che aria tira?


Interessante movimento in Consiglio regionale. I consiglieri unionisti Luciano Caveri e Helèle Imperial denunciano Diego Empereur di aver fatto pressioni su di loro, invitandoli a non votare in caso di scrutinio segreto. Non sono le pressioni all’interno dell’Union che sorprendono quanto la loro denuncia. Se aggiungiamo il parere critico di Caveri sul nuovo progetto dell’ospedale e le modalità della sua presentazione e sul supermercato di Sarre, parrebbe che Caveri voglia ritrovare una verginità politica, cavalcando lo scontento che serpeggia all’interno del suo movimento. Un antagonista robusto che fronteggi l’imperatore, sarebbe quanto mai auspicabile per rendere la corte di quest’ultimo meno egemonica.

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22 commenti su “Che aria tira?”

  1. Mistinguet Says:

    Aspettiamo un salto di dignità anche da altri consiglieri, in particolare da Laurent Viérin. Che si decida in fretta prima di farsi trascinare nel fango.

  2. Dzei Says:

    Antagonista robusto, Caveri? Ma dove? Obeso, volevi forse dire…
    Quanto poi ai suoi sforzi per rifarsi una verginità, mi paiono destinati al fallimento, tanto sarebbe, si perdoni la volgarità, il filo da sutura necessario: Caveri si è tra l’altro distinto, nella sua breve presidenza, per uno stile di rara arroganza, per aver favorito indegnamente personaggi usi, diciamo così, al pettegolezzo (e per aver esagerato in tal senso oggi condannati), per operazioni, rimaniamo sobri, “spericolate” (nuova aerostazione, Cablò, Porta della Valle d’Aosta, Palacaveri, e, più di tutto, acquisto del Billia a un prezzo esorbitante), per spese di rappresentanza completamente fuori controllo (uso smodato dell’elicottero, alberghi di lusso, viaggi inutili), per un’ossessiva quanto fortunatamente (per noi) controproducente sovraesposizione mediatica, confinante con l’autoculto della personalità (memorabile, tra le altre, la celebrazione dei suoi 25 anni passati in RAI – per la maggior parte in aspettativa utile ai fini della carriera)… e mi fermo per non appesantire troppo la descrizione.
    Che simile personaggio, tra l’altro da Augusto creato (lo si ricorda radicale, antifrancofono e antiautonomista negli anni 70), possa oggi ad Augusto opporsi fa semplicemente sorridere, né, se anche fosse possibile, parrebbe auspicabile.
    Diverso il discorso per la Impérial: ma, prima di tutto, non mi pare abbia il calibro umano e intellettuale per diventare il capo di un’opposizione interna; poi, e soprattutto, l’UV, nella quale ha deciso di candidarsi per esservi eletta grazie alle solite cordate, è, in sé e senza possibilità di redenzione, un partito completamente marcio, tanto nella sua azione esterna quanto, come quest’episodio conferma ulteriormente, nelle sue dinamiche interne.
    Non è quindi un’UV divisa di cui abbiamo bisogno: quante volte abbiamo sentito parlare della parte “buona” o “onesta” del partito, sfortunatamente oppressa dal “cattivo” Augusto, che però poi, quando al potere, ne adottava senza sforzo comportamenti e storture? Davvero Viérin (altra creatura di Augusto) – e i Maccari, e le Zarine, ecc… – sono i “buoni” e il solo Augusto è il “cattivo”‘?
    Non prendiamoci in giro: l’UV è un cancro, come il partito fascista o la Democrazia Cristiana, e pensare di asportarne un pezzo lasciandone intatta la parte “sana” è una contraddizione. Avremmo in realtà bisogno di un’UV annichilita, cancellata per sempre dal panorama politico valdostano. Anche se, proprio pensando ai precedenti storici, fa paura pensare a chi potrebbe sostituirla…

  3. tagueule Says:

    Pur non condividendo le ultime 5 righe di Dzei (delle quali però intuisco l’origine nel crescendo del suo scritto) sono d’accordo che Caveri non è un antagonista credibile. La figura della “verginità da rifare”, molto usata dai giornali nei mesi scorsi, nasconde una critica profonda: la verginità, quando si perde, è per sempre.

  4. Mistinguet Says:

    Forse Caveri non è credibile come opposizione interna all’UV. Ma se non c’è nessuno all’interno che si oppone continueremo- noi valdostani tutti – a subire la prepotenza e le angherie d’un amministratore mediocre, con interessi altri rispetto al bene della Valle d’Aosta e dei suoi cittadini per almeno altri due lustri. In questo momento l’importante è far partire la valanga, poi penseremo a ricostruire e per i servi di Augusto non ci dovrà essere spazio.

  5. tagueule Says:

    @Mistinguet

    Si capisco il tuo discorso. Politicamente è successo spesso, anche a livello nazionale. Le battaglie di opposizione interna ai partiti finalizzate alla perdita di consenso (quindi distruttive) sono state negli anni ’80 e ’90 delle vere e proprie missioni politiche. Oggi i partiti hanno trovato i metodi per prevedere il rischio. Infatti chi dissente non rimane a lungo nel partito, ma solitamente fonda un suo movimento. Anche per il fatto che non c’è più nessuna personalità così alta da sacrificare politicamente se stesso per evitare la cattiva politica di qualcun altro. Il consenso è personale. Leader è quello che ha più preferenze e decide tutto. Se vuoi scalzarlo: prendi più voti.

  6. patuasia Says:

    Il signor Dzei ha fatto un ritratto iperrealistico di Caveri, come non dargli ragione? Sono d’accordo su tutto, ma la politica richiede una visione panoramica. (E Dzei lo sa). Una Union annichilita, cancellata è un sogno al momento irrealizzabile, è successo con la Democrazia Cristiana è vero, ma qui le Mani Pulite non sono in azione e il livello di convivenza con i vantaggi clientelari di questo regime è troppo esteso. Non si può prescindere dall’Union valdotaine. Caveri potrebbe tornare “credibile” all’interno del suo partito ed è quello che cerca di fare. Il suo smisurato egocentrismo gli ha fatto compiere un errore di valutazione sulla realtà valdostana. Ha pensato che la sua esperienza nazionale ed europea bastassero per affascinare e controllare gli stupidotti valdostani. Ha creato una corte di fedelissimi sul modello berlusconiano e sulla stessa falsariga ha esagerato nello sfruttamento mediatico. Sta imparando a sue spese che i valdostani non abboccano in quel modo. Che il culto della personalità qui lo si costruisce con discrezione, a luci basse. Che al rumore assordante delle chiacchiere, i suoi compaesani preferiscono i toni bassi e sicuri dell’uomo forte. Che all’elicottero preferiscono chi in montagna ci va a piedi. In definitiva ha completamente sbagliato strategia comunicativa. Troppa vanità! E sottovalutazione di noialtri. Detto questo, non vedo nel partito un’altra personalità capace di coinvogliare intorno a sé quel malcontento, quelle frustrazioni che cominciano a venire a galla. (Non certo Viérin figlio che senza papà non va da nessuna parte.).
    Non c’è una Union buona e una cattiva, ha ragione Dzei, Vierin padre non era tanto meglio di Rollandin, eppure due leader sono meglio di uno. Per questo spero che Caveri sappia riconquistarsi un ruolo e possa lanciare un sasso nel suo stagno. Sempre che lo voglia davvero fare. Poi si vedrà. La Storia si compie a piccoli passi.

  7. Teddybear Says:

    Mamma mia che razza di alternativa abbiamo! Povera Val d’Aosta!!!
    Il ritratto di Caverucolo fatto qui sopra è esatto al 100% mentre su Iddu quello che si sa (per tacer di quello che non sapremo mai) è più che sufficiente per provare nausea e voltastomaco. AIUTOOO….

  8. Paul Says:

    Dzei si è dimenticato della Festa della Valle d’Aosta, con i suoi concerti gratuiti a go-go di star nazionali… centinaia e centinaia di migliaia di euro sperperati… Su questo punto bisogna dire che Rollandin ha fatto una cosa giusta cancellando le celebrazioni di piazza e di massa a spese del contribuente.

  9. bruno courthoud Says:

    a quando il 25 luglio?

  10. patuasia Says:

    Non mi sembra che la Festa della Valle d’Aosta sia stata abolita, anzi i concerti gratuti ci sono stati anche nell’estate scorsa. Rollandin e Caveri non sono le due alternative che abbiamo, ma avere all’interno dell’Union un’altra corrente, vera e non fittizia, renderebbe il partito più accessibile a un confronto, politicamente parlando.

  11. Schopenhauer Says:

    la festa della valle d’aosta è stata solamente spostata al 26 febbraio, cioè tra due settimane. 20.000 euro stanziati per questa patetica buffonata. si premierà un “ami de la vallée d’aoste”, Mario Deaglio, che guarda caso è il marito di una ministra italiana, la tanto criticata Fornero…

  12. vecchia volpe Says:

    si stanno solo scannando tra di loro. lasciamoli fare e godiamoci lo spettacolo….

  13. bruno courthoud Says:

    prevedo un anno di lotte tribali, vendette, tradimenti, accoltellamenti … i sintomi ci sono tutti. Politica valdotaine.
    Caveri? i valdostani valdostani non lo sopportano (giustamente), i calabrovaldostani non lo so.

  14. Paul Says:

    La Festa della Valle d’Aosta non costerà più 200.000 euro e più come gli scorsi anni… diamo, per una volta, a Cesare quello che è di Cesare… Che sia una buffonata, posso concordare, ma le feste in stile Tardo Romano Impero sono state abolite mi pare… o no?


  15. Ha ragione Bruno. Sarà un anno di lotte tribali, vendette, tradimenti e lunghi coltelli ma forse verrà fuori anche di più…. I capi UV sono molto nervosi e i loro alleati stanno aspettando che passi il cadavere… Ma non è detto che saranno solo “eventi”. Il caso Lavoyer insegna che a forza di arroganza poi il banco salta e in quanto ad arroganza sono maestri. Vedremo.

  16. Paul Says:

    E’ meglio che il PD si prepari e produca un serio programma politico con candidati votabili…


  17. @Paul Parole sante…

  18. patuasia Says:

    E’ stato premiato Mario Deaglio perché marito della signora Fornero attuale ministro. Ricordate come esultavano i “nostri” per i ministri frequentatori e già amici della Valle? Non sembra che l’affezione alle montagne abbia portato granché, forse perché, e sottolineo forse, oggi a Roma non si ragiona più in termini di “amicizia”: il collasso economico non lo permette. Da noi la mentalità mafiosa dell’amico dell’amico dell’amico, invece domina incontrastata, si sa mai che…

  19. sanglier Says:

    Nel Union non esiste minoranza interna.
    Se il primo pinco pallo qualunque (Rollandin non si è nemmeno degnato di farlo lui) si permette di dire a un 3 volte ex deputato, assessore e presidente di non votare vuol dire che nell’Union deve esistere solo ubbidienza.
    Spiegatemi la prospettiva di una minoranza interna all’Union che non sia quella di fare per qualche anno ancora l’assessore.
    Nell’union Rollandin prenderà di nuovo 18.000 preferenze e si porterà dietro tutti i suoi… e che minoranza interna vai a fare???
    Scusatemi ma sta lettera a Cerise mi fa ridere… alzati e madalo a stendere in pubblico a uno che si permette di trattarti come un mollusco…
    Se davvero si vuole un progetto alternativo alla Rollycrazia non esiste alternativa ad uscire dall’union…
    Ogni voto all’union è un voto per Rollandin. E al suo modo di far politica.

  20. Mistinguet Says:

    @Sanglier ha perfettamente ragione: ogni voto all’Union è un voto a Rollandin.
    Piantiamola con il mito del movimento autonomista difensore della Valle d’Aosta e guardiamo senza filtri la realtà: Rollandin lo ha ridotto a mero mezzo di consolidamento del suo potere. A lui non interessano ideali e principi, se ne serve ogni tanto per toccare certe corde ma recita spudoratamente e le persone intelligenti lo hanno capito.
    Dunque se si vuole tagiare le unghie a Guste e ai suoi cicisbei NON SI DEVE PIU’ VOTARE UNION VALDOTAINE, nè alle politiche, nè alle regionali, nè alle comunali.

  21. bruno courthoud Says:

    RollanDUX

  22. cesara pavone Says:

    @Courthoud, complimenti, hai creato un nuovo soprannome per il nostro amato empéreur, un soprannome che si attaglia perfettamente alla nostra piccola “Augusta” Praetoria, anzi… Littoria!


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