Sparate sul pianista!


Oggi si è inaugurata la Fiera di sant’Orso, la più importante manifestazione valdostana, l’unica che ha acquisito un interesse internazionle, ebbene nella home page del sito del Comune di Aosta non c’è traccia. Non una fotografia, uno slogan che rimandi a informazioni sull’evento, occorre cliccare alla voce Novità per scoprire che le info si possono trovare sul sito della Regione! Ma è possibile che Aosta che ospita la Fiera deve farsi servire dalla Regione? Autonomia zero! Di cosa può trattarsi: stupidità, pigrizia, asservimento? E poi l’assessore Paron, per dare qualcosa in pasto ai turisti, pensa di distribuire sculture di artigianato agli angoli più suggestivi della città! Ma se non è neanche capace a informare come si deve su quello che c’è da un paio di millenni! Per lavorare bene i nostri assessori dovrebbero stare fermi: causerebbero meno danni.

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12 commenti su “Sparate sul pianista!”

  1. Brandana Says:

    E’ asservimento, palese.
    Capisco l’etimologia della fiera, crocevia annuale di contadini che si incontravano per scambiarsi opinioni, comprare atrezzi agricoli e quant’altro, ma mi pare che sia di una noia bestiale! solo kitsherìe in legno, centrini abominevoli e psico-tradizione, che, come pernso, serve per rincretinire la popolazione. E’ interessante la storia di questa fiera, ma la fiera in se mi lascia completamente indifferente….

  2. patuasia Says:

    Purtroppo ho notato anch’io come il livello estetico delle opere sia sceso molto, ma questo non sminuisce ancora il valore della manifestazione che rimane la più importante della nostra Regione, l’unica che è riuscita a imporsi all’attenzione internazionale. Per questo trovo scandaloso che il sito, così pomposamente presentato dal sindaco, Bruno Giordano e dall’assessore all’innovazione (ah ah ah), Andrea Paron, non ne abbia parlato con la doverosa attenzione. Ma che servizio è se per avere delle informazioni devo traslocare in quello della Regione? Tanto valeva non farlo e aprire una finestra in quello della VDA.

  3. bruno courthoud Says:

    caro brandana, hai perfettamente ragione. La civiltà agricola che storicamente aveva prodotto la fiera, è morta e sepolta. Dicasi quel che si vuole. Sono morte le sue motivazioni. Ora, criticabile o apprezzabile, è altra cosa.

  4. wolf Says:

    Pubblicizzare la fiera per i turisti ? Ma la Valle d’Aosta vive di turismo ?

  5. F.V. Says:

    Turismu? Nu, la VdA vive di calcestruzzo…


  6. […]E poi l’assessore Paron, per dare qualcosa in pasto ai turisti, pensa di distribuire sculture di artigianato agli angoli più suggestivi della città! Ma se non è neanche capace a informare come si deve su quello che c’è da un paio di millenni! Per lavorare bene i nostri assessori dovrebbero stare fermi: causerebbero meno danni.

    Il classico piccolo galletto dalla cresta rossa, piccola forcella di legno appena lavorata, agognato piccolo souvenir dei piccoli visitatori della fiera, quest’anno ha riservato loro una brutta sorpresa. Niente ricordino per i nonni….Se lo vuoi acquistare, lo fai a partire da cinque €uro in su. Grossa banconota per un piccolo alunno. Ma che starà a distribuì… Paron!? Facesse attenzione al processo alchimistico della pietra filosofale che trasforma un legnetto in oro…..

  7. Paul Says:

    Piccole opere di calcestruzzo da posizionare qua e là… qualche cassero, dei tondini di acciaio da posizionare nei parchi, progetti da affiggere alle bacheche, cazzuole in omaggio a chi visita la città…


  8. @AostaSera.it
    Sant’Orso 2012
    Flop delle vendite alla Fiera: “non comprano neanche più i fiori di legno e i galletti”

    Sant’Orso 2012 – I galletti di Enrico e Fabrizio Roscio
    Aosta – Forte calo di vendite per i produttori di questi due oggetti simbolo della Fiera. “C’è chi è arrivato a chiedere lo sconto – spiega un produttore – per un galletto di 1 euro e 50”. E c’è chi suggerisce di istituzionalizzare la fiera nel weekend.

    *****************************

    Ecco…se qualche espositore mi avesse suggerito dove trovare un galletto ad 1€uro e 50, gli avrei inviato la nipotina.

  9. Frank Burgay Says:

    La cosa che fa più ridere, comunque, sono i commenti sul profilo Facebook dell’assessore Paron! 🙂 Una difesa davvero ridicola visto che, la totale assenza di informazioni riguardanti la fiera di Sant’Orso sul sito del comune è ingiustificabile!!!! E a riprova di ciò c’è la totale assenza di argomentazioni da parte dei suoi amici…

    Ad ogni modo, sarà fuori luogo, ma non andandomi giù il fatto che il sito del comune di Aosta sia costato circa 70.000 €uro, vi propongo questo link… Diciamo che non siamo gli unici ai quali piace scialacquare il proprio patrimonio…

    http://www.stenoit.com/it/node/228

  10. fiatosprecato Says:

    Praticamente la totalità degli artigiani ha lamentato un calo evidente di vendite e presenze e chiunque abbia visitato la fiera si è accorto che la “circolazione” è risultata molto più agevole degli scorsi anni. Però i dati sull’affluenza “ufficiali” citano cifre iperboliche come e più degli anni precedenti. Come si spiega…? Forse hanno chiesto i dati al loro amico Giacobbo.

  11. giancarlo borluzzi Says:

    @ fiatosprecato: sbagli.

    Alberto Cerise ha lodato Scalfaro perchè l’ex Presidente sarebbe stato attento alle minoranze linguistiche, compresa la Valle d’Aosta, secondo l’unica interpretazione possibile delle parole di Cerise.

    Posto che il francese è parlato in Valle quanto lo swahili e meno dell’inglese visto che in Aosta – viale Gran San Bernardo risiedono 4 nigeriani e 2 ghanesi sbarcati a Lampedusa dalla Libia e coi quali parlo regolarmente inglese quando li incontro; posto ancora che i coccodrilli lungo il torrente Lys sono più numeri delle persone parlanti tedesco nei comuni cosiddetti Walser, si deduce che a diffondere i dati iperbolico/pallonari sul numero di visitatori della Fiera è stato Alberto Cerise dell’UV e non Giacobbo.

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Numerosi, non numeri…


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