Una cicala stonata


Ai dirigenti unionisti proprio non va giù che i giornalisti parlino male della Valle d’Aosta. Ancora sull’ultimo numero del Peuple, in un articolo in prima pagina e non firmato, si lamentano di Aldo Grasso che non viene neppure citato, ma definito un “quidam”, un tizio del Corriere della Sera. Le “sparate” del “Grand Réformateur”, altro titolo che sostituisce il nome del giornalista (semplice constatazione: è una tradizione dei mafiosi non citare mai il nome dei propri nemici), sono alimentate dai geni locali che si lamentano di una “Vallée d’Aoste trop riche”. In verità nessuno si è mai lamentato di questo, ma dello spreco vergognoso di risorse che si è tradotto e si traduce in progetti faraonici mai decollati e che mai decolleranno (trenino di Cogne e aeroporto commerciale per fare solo due esempi). Il caio del Peuple aggiunge una bizzarra teoria e cioè quella della formichina valdostana a cui lo Stato cattivo chiede sacrifici abnormi (in realtà piuttosto blandi) per favorire le cicale italiane. Sarebbe opportuno fare la lista della spesa di tutti gli studi di fattibilità, progetti mai eseguiti o, nel caso lo fossero stati, mai utilizzati o assolutamente non necessari. Basterebbe questa per sfatare il mito di una Regione operosa e attenta alle risorse come l’Union ci vuol disperatamente far credere.

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9 commenti su “Una cicala stonata”


  1. …basterebbe solo che la gente andasse a questo link (http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/enti_locali/Report_2_-_Indebitamento_degli_Enti_Locali_per_abitante_al_31.12.2011.pdf)
    Tabella aggiornata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ogni tre mesi: la Valle si distingue per il rapporto più elevato di debito per abitante.
    Ma qui, in mezzo ai 4000, nessuno ne ha mai parlato.
    Ecco perché è facile spacciarsi per formica.

  2. patuasia Says:

    Grazie signor Camosciobianco, ma il link io non riesco ad aprirlo. Comunque è verissimo quanto dice, nessuno parla dell’enorme debito pubblico della Valle d’Aosta perché? Eppure il nostro Presidente, al pari di quell’altro dimissionato per incapacità, continua a sostenere che l’economia valdostana è forte. Qualcuno riesce a contraddirlo pubblicamente con i dati alla mano? Sarebbe doveroso.


  3. …non solo la Regione vanta, alla data del 3 gennaio 2012, un debito di 758 milioni, ma se i grandi cantieri andranno in porto (basta fare la somma traendo spunto dall’articolo del Sole 24ore …) la somma salirà fino a 1 miliardo e 400 milioni. Ora, sapendo che il declassamento del debito italiano comporta un pari trattamento per il debito degli enti locali, non si capisce dove il Signore di Piazza Deffeyes andrà a trovare i capitali e, per di più, con quali tassi di interesse.

    dubito che l’opposizione sia a conoscenza di questi dati …

    I dati: http://www.dt.tesoro.it, quindi la voce “debito pubblico”, a seguire la voce “Enti locali” e infine “statistiche” con il report dell’ultimo trimestre 2011 presente nella pagina di centro.

  4. Mistinguet Says:

    Se Camosciobianco seguisse i dibattiti consigliari, avrebbe potuto udire con le sue orecchie l’opposizione chiedere conto al Presidente del crescente indebitamente della Regione tramite Finaosta. Naturalmente secondo Rollandin indebitarsi attraverso Finaosta non è così grave come indebitarsi con una Banca: ma la finanziaria regionale di chi è secondo voi?

  5. Paul Says:

    L’ultima delle assurdità è l’appalto per il rifacimento di P.zza Deffeyes che ammonta alla modica cifra di 650.000 euro… Basterebbe mettere due alberi e due fiori… con in più, al limite, una statua.

  6. libero Says:

    Con le strade pessime che ci troviamo, tutte un taccone, è sttrettamente necessario rifare place Deffeyes! E poi ci dicono che quest’anno la Fiera è all’insegna della sobrietà solo perché il concerto dei Trouveurs non viene pagato! Ma ci considerano proprio sotto il livello basso di intelligenza! Da una parte si alzano le spese per l’ospedale di 60 milioni di euro e dall’altra si economizza su cosa? Mille, duemila euro!

  7. vecchia volpe Says:

    Paul, sbagli sui costi di piazza deffeyes: non 650.000 euro ma 784.250 in base all’ultimo aggiornamento. E inizialmente doveva essere circa il doppio….
    (Progetto del famoso arch. C. Binel e soci)

  8. Luigi Says:

    Esagera (in ribasso) anche libero, il cachet dei Trouveurs è intorno agli 8.000 €, oltre al costo del Giacosa (+o- altrettanto).

  9. libero Says:

    Mi aspettavo un cachet più vicino a quello che normalmente chiedono i musicisti di jazz, comunque il mio discorso non cambia di una virgola: un risparmio di ottomila euro è ridicolo se confrontato con gli sprechi che ci sono stati e ancora ci sono come l’ospedale e l’aeroporto e il trenino di Cogne ecc ecc…


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