Innovazione!


Locandine distribuite nei bar della città per pubblicizzare l’operato dell’assessore comunale all’Innovazione, Andrea Edoardo Paron. Dopo anni di promesse, finalmente anche la piazza principale del capoluogo è coperta da wi-fi per un limite di traffico dati pari a 100 Mbyte (il login dura 72 ore). Secondo Andrea, Aosta si pone all’avanguardia in campo tecnologico grazie a una serie di servizi online fra cui il rifacimento del sito Internet (uhaa uhaaa uhaaa), la nuova rete Intranet, il “Self service del dipendente”, il sistema di ricerca degli atti amministrativi “Iride”… . Nel frattempo a Settimo Torinese si sta disponendo una capillare rete wi-fi gratuita e attiva 24 ore su 24 e con una password valida per un anno. L’ombrello coprirà tutti gli edifici pubblici, le scuole, le piazze, il centro storico e presto anche i parchi. Nel futuro è prevista l’integrazione fra le reti pubbliche, si potrà quindi navigare con la stessa password in tutta Italia. Questa si chiama innovazione, caro Edoardo!

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22 commenti su “Innovazione!”

  1. letiz Says:

    Più che collegarsi dalla piazza (su una panchina? in un bar?) sarebbe utile e più piacevole collegarsi dalla biblioteca regionale.

  2. Erik Artaz Says:

    Se questi signori vogliono passare per innovatori forse bisognerebbe anche pensare ad una connettività in banda larga un pelino più efficiente di quella attuale…
    A casa mia posso avere solo un’ ADSL da 640kbit/s, una cosa di 10 anni fa, buona nemmeno a vedere un filmato su youtube senza buffering, mentre nel paese limitrofo ne hanno una decente da 7Mbit/s… E parlo della “ricca” e turistica Valle d’ Ayas, mica di un comune disperso nel nulla!
    Scendere sotto la soglia dei 7Mbit/s nel 2012 non è più considerabile come un collegamento in banda larga. Poi è vero che esistono ancora pochi utenti costretti al modem analogico, ma per innovare bisogna guardare avanti e non indietro!!!

  3. fiatosprecato Says:

    @letiz Sono due serivizi diversi, uno non esclude l’altro.

    @Erik Artaz Bisogna comunque considerare che anche i 7Mbit/s sono solo teorici. La maggior parte delle volte le velocità reali non arrivano nemmeno alla metà di quanto dichiarato dai provider. Purtroppo.


  4. a me sembra una valida iniziativa, dopo l’1 realizzaremo il 2, la connettività più efficiente arriverà, con calma ma la strada è giusta.
    Sara M.

  5. maicol Says:

    su Wi-Fi Aosta l’assurdo risiede nel fatto che proprio chi ha la parola “Libertà” nella sigla del proprio partito, ha una paura boia di concedere le libertà minime in termini di connettività limitando accesso, banda e tutto quanto umanamente possibile …

    su situazione regionale (@erik) tranquillo
    “Valle d’Aosta: fibra ottica per tutti entro pochi mesi”
    http://tariffe.digital.it/valle-daosta-fibra-ottica-per-tutti-entro-pochi-mesi-7167.html
    chiedo a qualcuno che ne capisca un po’ di aspetti tecnici di fattibilità: vengono tirate le dorsali in fibra ottica nelle vallate sfruttando infrastrutture varie (condutture CVA, autostrade, ecc) ma come può essere portata la fibra ottica sul pianerottolo di casa considerando la conformazione in piccole frazioni dei nostri comuni di montagna o anche solo prima collina di Aosta e/o dei comuni della Plaine senza andare troppo lontano dove (come in Val d’Ayas) sono raggiunte da una pessima ADSL 640? rete di hot-spot Wi-Fi? Wi-Max? altro? pregi, difetti? dubbi, incertezze, perplessita?

  6. SieNo Says:

    Non entro nel merito deil profilo di navigazione (100MB, 72 ore ecc), quello che vorrei sottolineare è che ritengo assurdo pubblicizzare l’ennesimo spreco di soldi pubblici come innovazione. Il comune ha dato 17 mila euro ad INVA per 2 hotspot. Sul mercato “libero” con 17 mila euro società del settore te ne posano/gestiscono almeno 15-20 di hostpot!

    @maicol: Il progetto della fibra si chiama “VDA Broadbusiness” e prevede ceh la regione si faccia carico del collegamento in fibra delle principali centrali telefoniche sulla valle centrale e dei prinicipali ripetitori degli operatori mobili, “affittando” poi il transito a quest’ultimi. In realta il dg di INVA Enrico Zanella (ex Telecom) ad un evento degli scorsi mesi nella cittadella dei giovani ha detto che quando tutto sarà pronto l’interlocutore principale della regione sarà Telcom (guarda caso). Non ha specificato però quali saranno gli obblighi di Telecom (visto che la regione paga i collegamenti in fibra come minimo dovrebbe obbligare telecom a farsi carico dell’aggiornamento degli apparati in centrale). Il rischio forte è che Telecom si trovi la rete già bella e fatta in fibra ma gli utenti non ne potranno beneficiare in quanto gli apparati in centrale e i collegamenti in rame dalle case (quando ci sono) risalgono a 20 anni fa!

  7. Frank Burgay Says:

    Quello che dici SIeNO è molto interessante, e non lo sapevo! Probabile che ad INVA ci siano amici/elettori da sfamare, altrimenti non mi spiego questa generosità!

    Per quanto riguarda la grande innovazione, Paron ha perso un’altra occasione per tacere… Dopo l’exploit contro i baby pensionati la stronzata dell’innovazione… Posto che 100 MB va più che bene (poi non ho capito, 100 MB per 72 ore?), il fatto che sia coperta solo Piazza Chanoux è piuttosto scadente come risultato!

    Ho avuto modo di parlare con persone che vivono in Estonia e lì hanno il Wi-Fi ovunque: pure sui mezzi pubblici interurbani! Ora, questa è INNOVAZIONE… Noi siamo, come al solito, in ritardo!

  8. Erik Artaz Says:

    Grazie mille per le informazioni che avete riportato, speriamo finisca con qualcosa di utile per aziende e cittadini e non nel solito affare all’ italiana…

  9. Paul Says:

    Non ho ancora avuto modo di vedere le locandine, ma non mi vanterei molto… è un po’ come dire: “Innovazione in VDA, i treni arrivano in orario!”

  10. Uno in gamba Says:

    Mi sembrano critiche tanto per criticare. Alla fine ad Aosta era un servizio che mancava, direi buono attivarlo. Da alcune interviste pare che entro l’anno si voglia ampliarlo ad altre zone. Vedremo.

  11. maicol Says:

    grazie per la risposta esauriente @sieno, fa piacere interloquire con persone ben informate sui fatti (in post precedenti sul medesimo argomento si erano inseriti fastidiosi elementi disturbatori e era finita in caciara). in linea generale quando ci sono ingenti interessi economici sono pessimista, ma staremo a vedere.
    curiosità: qualcuno ha già provato a navigare su Patuasia dal wi-fi comunale? mi chiedevo se anche lì è nella black-list dei siti sgraditi o meglio dei “siti con contenuti non consoni al servizio
    offerto da una Pubblica Amministrazione”.

  12. Un Turista Says:

    Secondo me mettere il wifi in una piazza, luogo di transito all’aperto, serve poco per i seguenti motivi:

    1) chi vi transita NON vi staziona (a meno di eventi pubblici) e utilizza in genere smartphone (e qualche tablet) che hanno in genere anche una connessione cellulare oltre che wifi. Chi ha un notebook non lo usa in piedi in mezzo ad una piazza (al freddo e con i guanti d’inverno)
    2) Nel caso la piazza ospiti un evento (fiera, spettacolo) potrebbero essere messi degli Hot-spot temporanei per facilitare la comunicazione con i social media ed inviare informazioni riguadardanti la manifestazione stessa (comunque in mezzo alla ressa non si naviga in internet e per digitare occorre tranquliità)
    3) Inutile offrire un accesso per 72 ore quando attraverso la piazza in 3 minuti e non hai occasioni per fermarti (non vi sono panchine per esempio). Se impiego 3 minuti per attraversarla perchè ne devo sprecarne 2 per connettermi ? (user, password scadute dall’ultima volta.) Uso la rete cellulare è più semplice.

    Piuttosto io vedrei il wifi in luoghi di aggregazione e stazionamento come per esempio: biblioteche, sale d’attesa (stazione ferroviaria, stazione autobus, reception ospedale ecc…), luoghi pubblici coperti (regione, musei, scuole), parchi comunali (qualora ve ne fossero e probabilmente solo in estate…ammesso che ci siano delle panchine), bar (a cura del gestore dello stesso se è persona illuminata e trova accorgimenti per aumentare il numero di consumazioni di chi lo frequenta solo per navigare….)

    Inoltre mettere il wifi all’esterno è dispendioso. Gli smartphone operano solo se vicini all’antenna dell’ hotspot perchè, per risparmiare batteria, limitano la potenza trasmessa (da quì la necessità che l’hotspot sia vicino). Questo significa mettere un hotspot ogni 70-120 metri. Meno costoso quindi un luogo chiuso…. a parità di apparati (meno costosi perchè per uso al coperto) servi più persone contemporaneamente e per un tempo maggiore.

  13. Frank Burgay Says:

    @maicol: ho provato e il giorno dopo la sua attivazione Patuasia risultava raggiungibile… Bisognerà provare più avanti per vedere se l’hanno inserita nella Black List

    @Uno in gamba: si stanno criticando le dichiarazioni di Paron e specialmente nell’utilizzo della parola “Innovazione”… Mettere il Wi-Fi in Piazza, spendendo a quanto pare 17.000 €uro, quando in alcune città italiane ti puoi connettere da qualsiasi luogo non è innovazione… E’ cercare di mettersi al passo coi tempi!

  14. Uno in gamba Says:

    @ a Frank Burgay: guarda che Paron ha ammesso che Aosta è indietro. In effetti la cifra è alta, ma si sa perchè. Quel carrozzone di Inva costruito dal PD è esoso da mantenere.

  15. Teddybear Says:

    E’ più che noto che tutto (dicesi TUTTO) quel che sa di informatica deve passare obbligatoriamente da INVA, a proposito di concorrenza e di libero mercato di cui si fa un gran parlare al giorno d’oggi, e che i costi sono assolutamente spropositati e fuori mercato. Ma tanto qui in Valle si credono i più furbi di tutti e navigano nell’oro (per ora).

  16. maicol Says:

    scusate l’insistenza nell’OT
    @sieno quindi il rischio è di fare delle autostrade telematiche raggiungibili tramite viottoli di campagna per regalarle a telecom che non ha intenzione di investire manco un centesimo all’insegna di evviva la concorrenza? nei piccoli borghi portare la fibra ottica sul pianerottolo di ogni casa temo sia economicamente impensabile per chiunque, ma tra un ultimo miglio sul doppino di rame standard e un Wi-Max innestato direttamente sulla dorsale quale potrebbe costituire meno un collo di bottiglia? io, da profano che cerca di informarsi, tenuto conto anche della conformazione del territorio valdostano e di una rapida considerazione di costi e benefici propenderei per il secondo.

  17. tantopercapire Says:

    chiederei @unoingamba di esplicitare il nesso tra PD e carrozzone INVA che mi sfugge, specificando meglio date e protagonisti. senza dati oggettivi si può dire qualsiasi cosa senza possibilità di replica …

  18. Frank Burgay Says:

    @ Uno in gamba: Paron ammette che Aosta è indietro, ma parla di innovazione… Mi sembra abbia le idee confuse!

  19. SieNo Says:

    @maicol:
    Il rischio è esattamente quello che dici tu (telecom si trova una rete nuova, aggiorna gli apparati solo dove conviene, ad esempio nelle zone ad alta densità di aziende) e la maggior parte dei cittadini rischia di non avere benefici. Per quanto rigurada l’ultimo miglio in rame se gli apparati in centrale fossero aggiornati (in molte centrali VDA ci sono ancora i miniDSLAM che vanno al massimo a 640kbps) non ci sarebbero grossi colli di bottiglia (su un doppino in rame in buone condizioni si possono far passare anche 20-30 Mbit) mentre per la parte radio non credo si farà in WiMax ma in LTE (o rete 4G) in quanto gli operatori mobili dal 2013 adotteranno tutti questa tecnologia (che teoricamente permette di collegarsi a 100Mbps, resta da vedere se a differenza dell’umts la qualità sarà buona). Per il discorso fibra ormai neanche nelle grandi città la portano fino sul pianerottolo di casa (costa troppo).

  20. Sully Says:

    @uno in gamba.
    Giusto per la precisione, Inva è stata costituita con legge regionale nel 1987 ed è il frutto di una joint-venture Rollandin-Ottoz.
    Il PD (che allora non si chiamava ancora così) aveva un membro nel CdA e, qualche anno dopo, vide attriubire la carica di Amministratore delegato ad un rappresentante “di area”

  21. tantopercapire Says:

    @sully quindi se tanto mi da tanto si potrebbe dire che Deval è il carrozzone del PDL (con la nomina di Bongiorno a AD).

  22. Comunicabilista Says:

    Capito qui per caso, e con un paio d’anni di ritardo… 🙂
    Mi sono incuriosito e ho fatto qualche veloce ricerca. Con l’occhio del “futuro” posso fare alcune precisazioni, visto che è trascorso molto tempo da allora.

    La “fibra a casa” (“fiber at home”) non e’ economicamente sostenibile ovunque, quindi il progetto sostiene il principio di “neutralita’ tecnologica”, vale a dire che si porta una dorsale in fibra ottica piu’ capillare possibile, in sinergia con CVA, e poi all’utente finale si vedra’ il modo piu’ conveniente e pratico per portare la rete (per esempio via wifi, come gia’ si sta diffondendo in valle). Telecom NON sara’ l’unico e solo attore, ma realizzera’ la rete, essendosi aggiudicata l’appalto.

    Ho visto molte affermazioni comprensibilmente allarmate, ma discutibili. Nessuno si è preso la briga di leggere il modello di business e di gestione…

    Per chi volesse leggersi tutta l’enciclopedia del progetto delle fibre ottiche, andate sul sito di mamma regione e trovate i seguenti:

    DGR 2149/2009 (progetto NGN)
    DGR 2150/2009 (evoluzione del progetto NGN con sinergia CVA)
    DGR 2738/2010 (modello di business)
    DGR 2570/2011 (modello di gestione)
    DGR 1980/2012 (vda broadbusiness convenzione regione-inva nuovi lotti funzionali)
    L’appalto è stato affidato da INVA a Telecom + Sirti
    ( http://www.invallee.it/inva/index.php/ita/pagina/285/ )
    ( http://appweb.regione.vda.it/dbweb/bandigara/bandigar.nsf/(vediTutti)/4C652B6054C13E00C1257B640034DAE6?opendocument&l )

    Poi per carita’… un conto sono le parole scritte, un conto sara’ quel che succedera’ alla fine… le premesse pero’ sono ben diverse da quelle descritte nei messaggi precedenti, al netto di tutte le comprensibili antipatie verso l’inefficienza del sistema regione+inva. E’ vero che telecom ha dalla sua parte la forza dell’ultimo miglio (il filo a casa dell’utente), ma chi dice che non entreranno in campo nuovi operatori? Una volta disponibile una comoda dorsale in fibra ottica, l’operatore non ha piu’ il problema di investire nell’infrastruttura piu’ costosa.


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