La parola giusta


Ma che succede? Un incendio di natura dolosa ha devastato un noto negozio alla periferia di Aosta. La città a questo punto si interroga, non sono i soliti quattro gatti a farsi delle domande sui roghi che bruciano escavatori, fienili, automobili…, adesso si comincia ad aver paura. A usare la parola giusta: intimidazioni.

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6 commenti su “La parola giusta”


  1. E’ un bene che la gente cominci a preoccuparsi… Forse a forza di seminare… La questione più preoccupante, a mio avviso, è ancora quella che non emerge, che non si vede… Ovvero quale presa ha la criminalità organizzata sull’economia e sulla politica. Sappiamo che il modello di esercizio dell’Ndrangheta è di invadere le attività economiche con fiumi di denaro. Ma come si fà a capire se quella tale attività è finanziata con denaro sporco o meno… Compravendite strane, flussi di denaro che da un giorno all’altro…, investimenti sospetti dall’estero o dal Sud. E le banche? Rolli dice che gli appalti pubblici sono monitorati ma ne frattempo hanno innalzato il limite per evitare i bandi e accedere direttamente alla trattativa privata. Pericolosissimo.

  2. bruno courthoud Says:

    Forse è già tardi, per le forze politiche, perché comincino a preoccuparsi! La gente è già da molto tempo che si preoccupa, eccome. Se la politica se ne fosse preoccupata quando era ancora in tempo, non avrebbe cercato il voto e il consenso, stretto alleanze più o meno segrete, ma non certo scritte su carta, con forze, imprenditoriali e no, che tutti sanno essere collegate in qualche modo con la malavita. I capitali della malavita corrono laddove scorre il denaro, e nel bilancio di regione e di enti pubblici ne corre tanto. La politica NON è innocente, anzi è complice e compromessa, MOLTO compromessa. Che poi la verità giudiziale riesca, o anche solo voglia, provarlo, è tutta un’altra cosa. In ogni caso, senza un profondo risanamento della politica (ammesso che sia possibile), ed il suo TOTALE distacco dal mondo degli affari, o meglio dell’affarismo, non usciremo MAI da questo invadente e dilagante marciume in cui stiamo tutti sprofondando. Non dimentichiamo poi che anche magistratura, organi inquirenti, prefetti, questori, ecc. non sono affatto indenni da accomodamenti e vicinanze. La situazione è veramente drammatica, e la gente, quella che non è collusa e in qualche modo accomodante, è davvero stufa!

  3. libero Says:

    I politici cominciano a preoccuparsi per la concorrenza sleale ai loro affari!


  4. Sono d’accordo. E’ chiaro che occorre una nuova etica politica e regole nette sul rapporto con il denaro e con gli affari. Anche più dure di quello che sarebbe necessario in un paese normale per ricuperare fiducia in una politica che deve, poi, fare regole per tutti.

  5. unoqualunque Says:

    Cioè, si incendiano negozi o fienili e voi parlate di etica politica e appalti? Non siete un po’ fuori tema?

  6. Patrizio Says:

    Alcuni incendi sono dovuti a cortocircuiti o ad altre cause accidentali,ma la maggior parte (visto che siamo nel 2012 e i mezzi o le case non prendono fuoco facilmente come nell’Ottocento), sono dolosi. E qui occorre distinguere tra il dolo dei piromani, quello dei dipendenti o degli ex fidanzati che si vogliono vendicare e quello, assai in voga in Valle d’Aosta, degli attentatori di stampo mafioso. Quindi non si è mica tanto fuori tema, mi pare


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