Una questione di cosche


Ma le auto non bruciavano per autocombustione? Partiamo da lontano, da quelle dichiarazioni ufficiali che ci rassicuravano circa l’inesistenza in Valle d’Aosta di infiltrazioni mafiose: da noi nessun pericolo. Eppure, diverso tempo fa Mario Vaudano, Procuratore di Aosta dal 1989 al 1994, aveva fatto notare che l’autista dell’allora imprenditore Follioley, molto legato al Presidente della Giunta, Augusto Rollandin (entrambi accusati di turbativa d’asta per l’appalto di bonifica della discarica di Quart), era un esponente della famiglia Nirta. I fratelli e nipoti Nirta sono quelli condannati per traffico internazionale di droga, tre dei quattro sono residenti ad Aosta e Quart. Dopo l’operazione Minotauro, Rollandin ammette che bisogna apprestare massima attenzione al fenomeno mafioso: “allentare le maglie del controllo non farebbe che favorire l’attivita’ di queste organizzazioni criminali”. Un piccolo passo avanti, una prudente ammissione che il fenomeno tocca anche noi. Il tenente colonnello, Guido Di Vita, comandante del Gruppo carabinieri di Aosta, dichiara dalle pagine della Stampa che il successo dell’operazione denominata “Tempus venit” è anche frutto dell'”eccellente archivio storico sulle attività con la ‘drangheta in Valle d’Aosta”. Dunque c’è un archivio storico… . Ci sono contraddizioni che non aiutano a  capire, ma è evidente che siamo stati a lungo tenuti all’oscuro. La frase di una delle quattro lettere che Tropiano, l’imprenditore preso di mira dalla ‘ndrangheta, aveva ricevute e tenute per sé è quantomeno inquietante: “Voi vi fate i vostri guadagni con le vostre amicizie politiche locali e anche noi ci guadagniamo qualche cosina”. Tutta la storia che riguarda l’appalto per la costruzione dei parcheggi per l’ospedale non è chiara, i costi lievitati e fuori mercato lasciano spazio a sospetti di favoreggiamento e la ‘ndrangheta doc, probabilmente non c’entra: il vertice che congegna gli affari qui è altro. Ma vuole c’entrare. Vuole una parte dell’appetitosa torta e minaccia in stile tradizionale. A questo punto il sommerso (una parte risibile) che sembrava non esistere esce allo scoperto. Perché? Perché gli affari de nos-atre possano proseguire nella normalità di sempre. Anzi, dilavati dai sospetti. Benedetti nella legalità costruita con lucida astuzia. In fondo si tratta di una banalissima questione di rivalità fra cosche. E ognuna per difendere i propri interessi usa i mezzi che ha: chi sofisticati, chi primitivi.

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21 commenti su “Una questione di cosche”

  1. raz-les-bolles Says:

    Ah Mario Vaudano, perché ci hai lasciati orfani? ma avete visto le foto sulla Stampa del/la procuratora capo della Procura di Aosta a fianco del comandante dei carabinieri? sembra voler dire: ma che ci faccio qui?

  2. el diablo Says:

    Ieri al bar ho sentito un gruppetto di valdostani doc che leggendo l’ampio articolo sulle cosche esclamava: ” ma si finché si ammazzano tra di loro !”. Ma che differenza c’é tra il popolo valdostano e quello calabrese? Ormai son diventati una cosa unica nel bene e nel male!

  3. tenta Says:

    Penso che sia un’argomento estremamente delicato da affrontare infinita fede nella giustizia italiana.

  4. fiatosprecato Says:

    Gli unici motivi per cui abbiamo l’onore della cronaca nazionale sono questi, purtroppo… http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/pallettoni-chiedono-permesso-cosi-ndrangheta-esporta-pizzo-aosta/179410/

  5. libero Says:

    Un’inchiesta chiusa troppo in fretta. Chiuse le intercettazioni, così i politici se ne possono stare al caldo. Domanda, se uno di voi comuni mortali fosse preso di mezzo dalla ,ndrangheta cerchereste dei mediatori calabresi per risolvere il problema o vi affidereste alla polizia? Io non cercherei amici risolutori perché nessuno dei miei conosce esponenti della malavita, mi affiderei alla giustizia, quella istituzionale.

  6. Patrizio Says:

    L’inchiesta non è assolutamente chiusa. Anzi, credo che nei prossimi giorni qualcuno ‘noto’ dovrà, volente o nolente, salire le scale del palazzo di via Ollietti per andare a spiegare qualcosa nell’ufficio del procuratore. Lasciandosi magari l’avvocato di fiducia dietro la porta, non si sa mai…

  7. patuasia Says:

    Confidiamo nella Giustizia italiana.

  8. christian Says:

    Trovate l’intruso:
    ospedale, lavori pubblici, festa calabresi, fatturazioni false, mafia, u.v. , etica.

  9. unoqualunque Says:

    Trovare l’intruso:
    Blog Patuasia – insinuazioni – fantascienza – macchina del fango – verità.

  10. Teddybear Says:

    Io sono rimasto colpito dall’intervista che il procuratore Mineccia ha rilasciato alla RAI. A parte il fatto che come dice qualcuno qua sopra, davvero sembrava che fosse lì alla conferenza stampa “per caso”, la sua dichiarazione è stata fumosissima, si stava letteralmente arrampicando sui vetri per non pestare i piedi a qualcuno che evidentemente conta qui in valle. L’impressione era che fosse in fortissimo imbarazzo, e non certo per il ruolo di magistrato inquirente tenuto al segreto istruttorio! Senza invocare magistrati d’assalto, ci basterebbero magistrati normali.

  11. libero Says:

    Trovato l’intruso: unoqualunque!

  12. francois Says:

    Ho letto le incredibili dichiarazioni dei due onesti impresiari che hanno subito intimidazioni mafiose.

    Ma chi credono di prendere per il culo questi?

    Questa e’ gente che da sempre e’ vicina ala mafia di cui conosce perfettamente le regole.
    Questi “imprenditori” sono stati aiutati, cresciuti e garantiti dalla mafia calabrese e ora di colpo dicono di non aver capito..il tutto sotto l’ala prottetrice della politica valdostana.

  13. libero Says:

    In effetti è difficile pensarli al di fuori di tutto. Tutta la storia dell’ex Residence è molto dubbia: consiglio comunale d’urgenza in piena campagna elettorale quando non si può tenere consiglio per approvare l’accordo con la Regione, i garage che costano il doppio del prezzo di mercato, l’utilità del parcheggio che viene fuori quando il proprietario è una certa persona ecc ecc, con questi presupposti qualche dubbio sulla trasparenza dell’operazione è inevitabile. E anche l’arrivo di qualche concorrente…

  14. michelchamen Says:

    Concordo con François e Libero…. qui la cosa puzza,e anche tanto….

  15. Valdostano stanco Says:

    Avete voluto colonizzare la Valle con veneti e calabresi?? Questi sono i risultati… E la politica ha fatto il resto!!!

  16. libero Says:

    Valdostano stanco chi ha voluto colonizzare la Valle d’Aosta?


  17. L’inchiesta sicuramente importante non deve sviare da quello che è il vero filone di indagine che dovrebbe essere seguito: perchè si è fatto di tutto per acquistare quel parcheggio al doppio del prezzo di mercato con soldi pubblici?

    Se ci fermiamo al taglieggiamento di alcuni elementi di terzo piano nei confronti dell’imprenditore Tropiano pensando di aver finito il lavoro senza incidere nel bubbone della mafia dei colletti bianchi non facciamo progressi…

  18. Valdostano stanco Says:

    Gli italiani evidente caro “libero”. La Valle andava liberata dal francese e italianizzata a forza.

  19. giancarlo borluzzi Says:

    Non dovresti intitolarti “Valdostano stanco” bensì “Valdostano malato” visto che solo una mente con problematiche psicologiche può auspicare che una parte d’Italia, oltretutto piccolissima e mantenuta dallo Stato, chiuda i suoi confini (tenendo però aperto il canale ricevente i bonifici romani) agli altri italiani affinchè gli autoctoni non contaminino le loro fantasiose specificità entrando in contatto con chi non vede le colonne d’Ercole a Pont Saint Martin.

    La battuta sulla “liberazione dal francese” tientela stretta e presentala alla prossima puntata di “La sai l’ultima?” che certo vincerai utilizzandola.
    Infatti è il mondo che, per tante ragioni, si è liberato dal francese; e pure i tuoi colleghi di fanfaluche hanno cestinato questo idioma che utilizzano solo nei loro congressi o davanti a un microfono tanto per fare cine.

  20. Tagueule Says:

    C’è qualcosa che non funziona nelle parole di valdostano stanco. Mediamente chi esprime idee così povere e semplificate non sa nemmeno cos’è un blog e spesso non usa nemmeno un ordinateur. Sento puzza di provocazione fine a se stessa. Se invece valdostano stanco crede davvero in quello che dice sono affari suoi. Il mondo e la Valle d’Aosta oggi sono un’altra cosa.

  21. raz-les-bolles Says:

    forse nessuno ricorda cosa scriveva Curzio Maltese su “Repubblica” del 12 marzo 2007, poco prima del referendum sulle tre preferenze, boicottato dall’Union V.. Voilà:
    “Sarà decisivo il voto degli immigrati e qualcuno comincia a guardare con preoccupazione al traffico di latitanti calabresi nella zona di Aosta. Nella Veulla, come si dice in patois, su 35 mila abitanti i calabresi sono 7 mila e vengono quasi tutti da un paesino di tremila anime dell’Aspromonte, San Giorgio Morgeto. La festa dei calabresi, in onore dei santi Giorgio e Giacomo, raccoglie ogni estate diecimila presenze, più di quella di Sant’Orso, patrono di Aosta. “Al novanta per cento si tratta di gente onestissima, grandi lavoratori” spiegano i carabinieri di Aosta, quasi tutti stranamente trasferiti di recente da Calabria e Sicilia “ma il restante dieci per cento ha nomi che mettono paura”.
    Sono i nomi di Iamonte e Facchineri, i boss della piana di Gioia Tauro, sempre più presenti in città. Giuseppe Facchineri si è addirittura trasferito in pianta stabile ad Aymavilles, all’inizio della Val di Cogne.
    Sono molti i misteri della piccola Aosta e molti gli uomini di potere locali contenti che la curiosità degli “italiens” si limiti al miserabile turismo televisivo intorno all’ex baita dei Franzoni a Cogne, tomba del piccolo Samuele e set di desolanti talk show”.


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