Eccellenza Valle d’Aosta!


Che meraviglia!

La vera eccellenza valdostana sono gli affari. La Sacra Grolla Unita ha imparato a usare la legalità, o meglio, ad aggirare la legalità, per fare soldi a palate. Guardate questa foto, si tratta del parco del Monte Avic dove è stato costruito l’ennesimo impianto idroelettrico. I comuni di Etroubles e di Saint Oyen, hanno detto no allo sfruttamento delle acque del torrente Barasson, bravi i sindaci Tamone e Proment che difendono il loro territorio dall’avidità della speculazione privata. Il sindaco di Champdepraz, nonché costruttore di centraline, Luigi Berger, non ha avuto invece nessuna esitazione a stravolgere il torrente Chalamy e i boschi del Parco per l’ennesimo impianto idroelettrico. Tutto nella legalità costruita ad hoc dagli istituzionalissimi complici. Abbiamo un assessorato all’Ambiente che tace su questo fronte. Urla e chiamazza solo per volere un pirogassificatore!

Domandina semplice semplice, ma ci serve un assessorato di questo tipo? Visto che siamo in tema di risparmio potremmo pure eliminarlo: per i Lavori Pubblici ne basta e avanza uno.

http://files.meetup.com/887892/testo%20intervento.pdf

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32 commenti su “Eccellenza Valle d’Aosta!”

  1. bruno courthoud Says:

    Mi pare che Rollandin, mentre ancora si da da fare per sfruttare le acque, stia già pensando ai boschi. Ha già detto che ne abbiamo troppi e che comunque non rendono perché non sono sfruttati. Qualcuno ha qualche idea? Rollandin sì. L’ha buttata lì.


  2. Vi riporto in estratto alcuni dei commenti sul registro dei visitatori del Parco del Mont Avic sulle opere edilizie e stradali di recente realizzate.

    “16 ottobre 2010
    Straordinario come sempre…ma…la strada che corre lungo lo Chalamy? Scempio, orrore!!!!!!!! Un requiem per il torrente…

    24 ottobre 2010
    Di fatto una strada che costeggia lo Chalamy sta cancellando ettari di bosco, uno scempio da fermare! Subito!

    Tutto molto bello a parte il taglio del bosco sul lato dello Chalamy e alla costruzione di una mini centrale idroelettica. Ditemi che non è vero! Se questo è un parco!!!”

    E potremmo continuare dato che ce ne sono molti.
    Un torrente di pregio come lo Chalamy all’interno di un Parco naturale trasformato in una slot machine idroelettrica per il solito amministratore imprenditore Unionista, Luigi Berger, senza che da parte di chi dovrebbe tutelare l’area protetta si alzi una sola voce.

    Che i soldi arraffati stuprando la natura vi possano andare di traverso una volta per tutte.
    Non facciamo calare il silenzio sulle malefatte dei nuovi barbari!

  3. bonjour Says:

    Sindaci di Saint-Oyen, Etroubles, Champorcher, Champdepraz, Gressoney ribellatevi a chi vuole rovinare i vostri territori, la popolazione è con voi, tenete duro, a fine 2012 dovrebbero scadere i certificati verdi e non avranno più nessun interesse a costruire centraline! probabilmente è per questo che si stanno dirigendo verso i boschi!


  4. […] di Saint Oyen, hanno detto no allo sfruttamento delle acque del torrente Barasson, bravi i … Leggi fonte notizia: Notizie correlate:Saint-Oyen, il Consiglio si oppone alla centrale idroelettrica […]

  5. bruno courthoud Says:

    Il sindaco tamone ha fatto presente in consiglio che non gli garba il fatto che nella società “eaux valdotaines”(?) siano presenti due strane società lussemburghesi(?). Inizialmente era una sola, faceva capo a uno degli imprenditori di “eaux Valdotaines”, poi, in un secondo momento, lo stesso imprenditore ha suddiviso la prima società in due parti (due società) uguali. A parte il fatto che in Lussemburgo si pagano meno tasse sui depositi, valli a capire questi artifici finanziari!

  6. Dzei Says:

    Un solo modo per, forse, farli smettere: inserire nel programma di un partito (M5S?) la promessa di regionalizzare, con esproprio se necessario, le centraline costruite, oppure, alla peggio, di rivedere sensibilmente al rialzo i canoni. Se credibile, e deve poterlo essere, la promessa potrebbe calmarli. Qualucuno può abbozzare uno studio formale sulla questione? Credo tra l’altro che sarebbe un ottimo argomento di propaganda. Basterebbe, al limite, andare a recuperare quello che diceva l’UV dell’epoca della SIP, prima della nazionalizzazione del 1963. Il compianto zio Severino usato contro Berger e suoi più o meno trasparenti soci: uno spasso!

  7. Lucia Viani Says:

    Faccio parte del’amministrazione del comune di Saint-Oyen e vi posso assicurare che faremo di tutto perché questo scempio non venga costruito,insieme alla popolazione e al comune di Etroubles,combatteremo fino alla fine,per far valere la nostra ragione.Grazie

  8. fiatosprecato Says:

    @Lucia Viani
    Complimenti, tenete duro. Non siete soli.

  9. el diablo Says:

    Il sindaco di Etroubles appartiene alla formazione politica dell’Alpe, fin qui tutto quadra. Ma Proment ? A quanto pare é un ” cane sciolto ” che dissobidisce ai padroni dell’ Union, l’amore per il proprio paese é cosi forte da creare spaccature interne al partito a meno che non abbia vecchi amichetti di Jovençan ? La politica a volte é strana…

  10. naturapulita Says:

    Non penso che si tratti di un problema politico ma di avere una vera e propria coscienza ambientale. Complimenti a Proment e Tamone siete grandi!

  11. naturapulita Says:

    Ho cercato su’ internet: Proment é stato eletto in una lista denominata “Saint-Oyen-travailli eunsemblo” son quelle liste cosidette “indipendenti”, penso che non sia iscritto a nessun partito.

  12. bonjour Says:

    @Lucia Viani

    Bravi, tenete duro, la POPOLAZIONE è con Voi.

  13. libero Says:

    Il commento di Lucia vale per dare un senso a questa giornata. grazie. Non ha importanza la tessera, queste sono battaglie trasversali che sono combattute con le ragioni del cuore. Difendiamo la nostra valle d’Aosta con intelligenza. Sindaci di Etroubles e Saint Oyen molto sono dalla vostra parte! E’ un piacere sapere che non tutti si chiamano Luigi Berger!

  14. Ghinodipunta Says:

    @ Lucia Viani: brava!
    Ma ora fai un pronto, al buon Girod Alessandro, Sindaco di Gressoney La Trinité, perchè anche loro prendano posizione contro la “banda dell’oro blu” !!

  15. Alessandra Piccioni Says:

    Ragazzi, di persone che si rendono conto che gli stanno portando via il territorio sotto il naso cominciano ad essercene parecchie, e molte di esse, per noi di Legambiente erano, anche solo fino ad un anno fa, inavvicinabili. Alcune di esse erano presenti sabato alla presentazione del dossier sul deflusso minimo vitale(e ringrazio Patuasia per il post sull’argomento.)
    Lucia, grazie, anche a noi Barasson sta molto a cuore(come Valgrisenche,Fenis, Les Laures, Gressoney, Champorcher, Champdepraz, Cogne…..e potrei continuare), sapete che ci siamo già espressi sulla vostra situazione, anche noi, nel nostro piccolo, continueremo a darvi una mano.
    Ma è ora che ce la diamo tutti una mano, oltre che una bella sveglia. Cerchiamo di mettere insieme tutte le istanze e i comitati sul territorio. Altrimenti tra pochi anni ci ritroveremo le vallate con i torrenti completamente intubati(e siamo già sulla strada…), e perdipiù disseminate di centraline dismesse(che nessuno avrà i soldi e la voglia di smantellare), e i boschi distrutti, attraversati da piste di cantiere inguardabili e oltraggiose per l’ambiente.
    Stiamo cercando di unire le forze, l’appuntamento sul DMV è stato un primo passo, riuscito, per conoscerci e superare eventuali diffidenze.
    Ora cerchiamo di andare avanti, perché ogni comitato locale, da solo, anche se lavora bene, è purtroppo non abbastanza forte.
    Untima cosa, una specie di chicca per farvi capire come ad Ovest di Carema non si sappia cosa sta accadendo qui. Al nostra congresso a Bari, pochi giorni fa, abbiamo presentato una mozione di allarme sull’idroelettrico, che è stata approvata.I nostri dirigenti nazionali son saltati sulla sedia: credevano che qui ci fosse una centrale per ogni valle e nulla più!!!!!
    Scusate il lungo post.

  16. michelchamen Says:

    Boschi scomparsi non credo.Leggevo poco tempo fa un articolo sulla quantità di bosco in proporzione alla superficie che abbiamo.E abbiamo una quantità di bosco molto alta.Quindi credo che questo problema ancora non ci sia….

  17. fiatosprecato Says:

    Giusto. Quindi aspettiamo che vengano rasi al suolo e poi ci preoccuperemo. A volte mi chiedo se ci prenda in giro tutti o se crede veramente a quello che scrive.

  18. michelchamen Says:

    Il catastrofismo degli ambientalisti mi fa solo ridere…Poi non conoscete le vie di mezzo…se viene tagliata una pianta vedete già una catastrofe,se vedete una strada poderale vedete già gli alberghi in cima alle valli…
    Bisogna dare la giusta importanza alle cose..

  19. unoqualunque Says:

    Concordo con Chamen.
    Stando alle idee di legambiente saremmo ancora all’età della pietra ….
    Si è mai visto negli ultimi 50 anni un solo progetto in qualsiasi settore che non sia stato osteggiato da legambiente? E’ la cultura del no.

  20. patuasia Says:

    Legambiente è nata nel 1980, cioè trent’anni fa.

  21. unoqualunque Says:

    Si è mai visto negli ultimi 30 anni un solo progetto in qualsiasi settore che non sia stato osteggiato da legambiente? E’ la cultura del no.

  22. fiatosprecato Says:

    Si è mai visto negli ultimi 30 anni (e anche più) un solo progetto in qualsiasi settore che abbia tenuto in considerazione i reali bisogni della collettività, il rispetto dell’ambiente, dei tempi e dei costi di realizzazione? No. E’ la cultura mafiosa.

  23. michelchamen Says:

    certo,abbiamo disboscato la valle,svuotato i torrenti e costruito ovunque…….Torniamo ai muli cosi sicuramente va meglio….Ah no,i muli sono come le mucche,sporcano solo le strade….

  24. unoqualunque Says:

    XFiatosprecato (nomen omen): ad esempio l’autostrada ao courmayeur, se solo i verdi non avessero intasato i tribunali di inutili ricorsi che sono serviti solo a rallentare l’opera, con come conseguenza uno strascico di ulteriori incidenti e morti sulla statale …

  25. fiatosprecato Says:

    Siete talmente faziosi che non riuscite nemmeno a vedere quello che viene scritto. Ho detto forse NO a tutto indiscriminatamente? Ho detto NO alle decisioni imposte e cadute dall’alto senza possibilità di discussione (vedi pirogassificatore,aerostazione ecc.). Ho detto NO ai progetti che non tengano conto della collettività ma solamente degli interessi dei soliti noti (vedi centraline idroelettriche). Ho detto NO ai progetti che vedono lievitare i costi preventivati senza nessuna motivazione (vedi trenino di Cogne e altri). Ho detto NO ai progetti che vedono allungare i tempi di realizzazione senza giustificazioni valide e motivate se non quella di far gonfiare il costo finale (vedi punto precedente). Vi sembrano dei NO a prescindere? Problemi vostri.

    P.S.: @unoqualunque I tristi giochini di parole sui nick sono roba da terza media, ma capisco.

  26. cesara pavone Says:

    @unoqualunque: conosco Alessandra Piccioni e la stimo così come stimo molte delle persone che offrono. ripeto offrono, dedicano, senza compenso, il loro tempo, le loro intelligenze e le loro competenze a molte associazioni, non solo ambientaliste. Penso quindi che l’obiezione che lei muove al ” il partito del no”, a voler rimanere sul suo piano dialettico, può essere facilmente rovesciata nell’obiezione speculare “partito del sì a prescindere”
    Al partito del “sì a prescindere” basta e avanza che qualcosa si faccia, purché non tocchi il proprio orto, perchè allora ecco che sono pronti ad alzar polvere, a formare nuovi règiments des socques!
    A voler ben vedere non sono mica stupidi i “signori del sì a prescindere”, non devono neppure darsi la pena di studiare le carte, di fare una valutazione dei costi-benefici,di passare ore presso gli uffici a chiedere documenti e farne copia ….
    Confondono spesso, questi signori, il fare con il far bene, in trasparenza …
    Il partito del “sì a prescindere” punta il dito sui verdi che fermano i lavori ( A courmayeur li hanno fermati anche i costruttori che avevano progetti in corso vicino all’autostrada e dei verdi si sono serviti eccome) ma non hanno mai chiesto ad es a nessuno dei consiglieri eletti grazie alla politica nel consiglio del Traforo del Monte Bianco, cos’abbiano proposto per la sicurezza del traforo.
    Ci son voluti 39 morti per costringere la società a predisporre misure di sicurezza degne, perché nessun consigliere lo ha fatto?
    Si prenda buona nota che non c’era, come non c’é tutt’ora nessun verde in questo CdA.
    Ancora oggi ci sono eletti in CdA TMB del cui operato, RETRIBUITO, non sappiamo nulla. Per rimanere a Courmayeur ad es vorrei ben sapere in base a quali competenze, un mio concittadino siede in tal consiglio… ho il sospetto che la sua sia una pura nomina politica.A chi ne rende conto? Di certo non a noi comuni mortali , e forse nenache a lei, signor unoqualunque !.

  27. re Says:

    Quelli come chamen mi danno la forza per continuare a lottare, denunciare, incazzarmi , persone totalmente prive di ogni senso di responsabilità e senso critico, uomini che non leggono, non viaggiano, non studiano, faziosi senza dignità. E’ grazie a queste persone che non si rendono conto delle amenità che dicono, che traggo la forza per guardare e ragionare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti , o meglio, di coloro che sanno riconoscere un’opera d’arte da un parcheggio, un quadro da una discarica, un sorriso da una smorfia,un suono da un rumore, un utero gravido da una pancia molle e piena di……
    Grazie Chamen!Grazie unoqualunque(un nome davvero azzeccato)

  28. edo Says:

    il problema fondamentale sono i CERTIFICATI VERDI, è un incentivo pubblico che rende speculativo anche costruire una centralina su un ruscello… il Barasson ha una portata irrisoria, diventa conveniente come investimento per il semplice valore dei certificati che otterrebbe. Inoltre con una leggina ad hoc viene data la possibilità alle società private di effettuare esprori per “utilità pubblica” senza che il comune e i cittadini possano metterci becco, ed è tutto detto!!
    A Saint-Oyen comunque è già stato presentato un altro progetto di centralina sul torrente Artanavaz, torrente con portate decisamente più allettanti; le opere di presa sarebbero in corrispondenza del ponte prima di arrivare a Flassin e la centrale al confine con il comune di Etroubles, la pendenza delle condotte sarebbe davvero minima quindi il prelievo d’acqua sarebbe notevole. Senza contare che a monte della presa a circa 1km c’è un’altra centrale e a valle della centralina del progetto, a qualche centinaia di metri, c’è la presa della centrale di Etroubles. A me spaventa ancora di più questo secondo progetto; non vorrei che un giorno dagli uffici degli enti che hanno voce in capitolo ci venga detto: “Vi abbiamo bloccato la centrale di Barasson ma quella sull’Artanavaz la dobbiamo fare”
    Faccio parte anche io dell’amministrazione di Saint-Oyen e se ci opponiamo alla realizzazione di questi progetti, non lo facciamo per fare uno sgarro a qualche politico o per fare un piacere ad un altro, questo ve lo posso assicurare, ci interessa salvaguardare il nostro territorio e cerchiamo di amministrare con un pò di buonsenso (lo dico per rispondere al post in alto sul cane sciolto).
    Personalmente ritengo che laddove un progetto di una centrale idroelettrica si sostenga esclusivamente grazie ad un incentivo di 15 anni sulla produzione, anche a prescindere da tutti gli importanti discorsi ambientali, non ha senso. Il discorso è diverso per i pannelli fotovoltaici: il contributo è ventennale e la vita dei pannelli è di una trentina di anni, poi li smonti abbastanza facilmente e il territorio torna come prima, il compromesso è accettabile. Una centrale idroelettrica inefficiente o che dopo tot anni ha costi di gestione e sostituzione di tubature, turbine ect.. superiori ai ricavi, chiude! poi chi la smantella? senza un altro contributo europeo per smantellarla, resta lì!
    Divagando un pò: il fatto che i contributi pubblici sono “di tutti” non significa che tali soldi debbano essere sperperati per progetti insensati (a me non interessa che i certificati verdi siano stati finanziati da Bruxelles, io nella piramide della politica sono l’ultimo degli ultimi, sono un consigliere di un comune di 200 abitanti, non percepisco come i miei colleghi neanche un € di gettone per il mio lavoro ma se mi rendo conto che ci sono degli sprechi inutili, mi oppongo con tutti i mezzi che la mia carica mi consente, anche se poi faranno quello che vogliono); ritengo che una cosa si fà se è utile alla collettività, se non lo è non si fà, anche se è finanziata all’80% o è gratis per il comune o la comunità montana o la regione. Ci facciamo caso a quanti esempi ci sono in giro di strutture/locali realizzati con i contributi che sono cattedrali nel deserto, dati a gestire a privati che pagano un affitto irrisorio e che con i ricavi non riescono neanche a pagare il riscaldamento; nella maggior parte dei casi, per continuare a funzionare, l’amministrazione deve continuare a spendere.. queste opere servono solo a fare “belli” gli amministratori, a far vedere che “hanno fatto” e servono a chi si aggiudica gli appalti per la costruzione; per la collettività restano uno spreco e un costo costante sul bilanci. I soldi sono pochi, saranno sempre meno e vanno spesi bene, ci vogliono progetti a lungo termine e economicamente convenienti rispetto all’utilità che hanno, altro che progetti di una legislatura che servono a farsi rieleggere e lasciano mutui di 30 anni a bilancio alle generazioni future.

  29. delusodallapolitica Says:

    Sono veramente contento che all’interno dell’Union ci siano persone che la pensano diversamente dalla massa e non abbiano paura di esprimerlo pubblicamente, il sindaco Proment né é un valido esempio. Molti esponenti rossoneri quando sono al bar o non in sedi pubbliche criticano ampiamente le scelte fatte dal partito, in primis la famigerata alleanza con l’ex governo Berlusconi ma al momento di esprimere pubblicamente le loro idee si chiudono a riccio e seguono come mandrie di pecoroni la massa.
    Faccio l’esempio di Pont Saint Martin dove durante il Congresso é stata bocciata a larga maggioranza la proposta di modifica dello statuto, presentata dalla sezione di Jovencan, che proponeva l’inserimento del richiamo della resistenza valdostana e delle radici antifasciste.
    Secondo me sono stati traditi i valori su’ cui migliaia di valdostani, di partigiani hanno lottato fino alla morte per difendere il nostro patois, le nostre tradizioni la nostra piccola Patria.
    E’ per questo motivo che la politica mi fà sempre piu’ schifo e non mi recherò mai piu’ nelle urne, siamo diventati schiavi di Roma in tutto e per tutto e di autonomo e speciale ci é rimasto ben poco.

  30. michelchamen Says:

    Scusi Re,lei cosa ne sa di me?cosa ne sa di ciò che faccio e della mia vita?L’unica cosa che sa è come mi chiamo visto che io mi firmo e non mi nascondo dietro un nickname.Sono solamente contro la cultura del No che viene usata molto sovente.No alle strade,no alle bonifiche,no a tutto….

  31. rosetta bertolin Says:

    Visto che noi di Legambiente siamo quelli del no, mi farebbe piacere che michelchamen ci esplicitasse qualcuno dei suoi si. A quali dei progetti in via di realizzazione in questo momento in valle dà la sua approvazione o quali progetti proporrebbe se toccasse a lui di scegliere?

  32. michelchamen Says:

    Avrei detto di si alla strada di Comboé e alla successiva bonifica,a qualche centralina ma non per far guadagnare il privato ma la collettività. Avrei fatto scelte diverse,sicuramente…Invece sono contrario al pirogassificatore,quindi non sono contro a tutte le proposte di Legambiente,solo a qualcuna.Ho altre sensibilità ma credo come ognuno di noi…


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