Moratoria!


Come presidente del parco del Monte Avic, l’architetto, Corrado Binel, dà il meglio di sé. Come architetto partecipa al progetto della centralina idroelettrica sul torrente Chalamy e poi, come presidente del parco, esprime parere favorevole. Questa la sostanza. Che poi Binel dica che il suo progetto è stato valutato da una commissione apposita e che sia stato solo un contributo a quello definitivo non fa nessuna differenza. Il conflitto di interessi esiste! Inoltre il presidente di un parco deve  proteggerlo non contribuire alla sua cementificazione. La lobby delle centraline sta sventrando tutta la Valle d’Aosta e prosciugando i torrenti, altera la fauna e la flora del territorio e tutto questo scempio  senza alcun beneficio per le comunità colpite dagli interventi. E’ assolutamente necessaria una moratoria sui vari progetti idroelettrici. Un controllo sullo sfruttamento delle acque: un businnes che fa gola alla nostra mafia di montagna.

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11 commenti su “Moratoria!”

  1. pierre Says:

    fare centrali idroelettriche comporta un danno per la comunità, hanno solo senso se il ricavo torna alla comunità locale.
    Bisognerebbe fare solo centraline volute e fatte dai Comuni (previa logicamente i controlli ambientali del caso)

  2. bruno courthoud Says:

    Io ho l’impressione che ormai i giochi siano fatti. I torrenti in valle sono tanti, ma non un’infinità, soprattutto quelli appetibili. Molto probabilmente esiste già uno studio e una ripartizione dello sfruttamento di questi torrenti che noi ovviamente non conosciamo. La CVA s’è riservata per sé quanto ovviamente le interessa e ha distribuito agli amici (Eaux valdotaines, Berger, Ronc, …) i pezzi più appetitosi, lasciando le briciole per chi vorrà prendersele, anche per non dare troppo nell’occhio. Forse anche per questo moratorie, revisione del piano di tutela delle acque, revisione delle modalità di rilascio delle concessioni, ecc. costituitebbero una vera rottura di scatole rispetto a piani e scadenze già predisposte e messe in calendario. Mi stupirebbe il contrario, cioè che il tutto venga lasciato al caso, domanda per domanda, concessione per concessione, significherebbe che la Regione non ha nessuna capacità di programmazione circa l’utilizzazione di una risorsa (l’acqua), che in questo momento è, per la Regione, così preziosa (è lo stesso Rollandin a dirlo). Poi, certo, può sempre arrivare quella domanda che rompe le scatole, ma per fortuna c’è il VIA. Ragiono ovviamente con la mente di chi intende sfruttare al massimo questa ricchezza (sono parole e intenzioni di Rollandin), compatibilmente con le seccature e i ritardi provocati dalle procedure (ma sono solo più formalità, e ben vengano le raccomandazioni e le prescrizioni del VIA, così si fornisce all’opinione pubblica l’impressione che le cose vengano esaminate seriamente), ma soprattutto da quei quattro ambientalisti rompicoglioni che sopravvivono ancora.
    Occorre invece “fare sistema”, come ad es. insegna l’arch. Binel nella sua doppia veste di progettista e di presidente del parco, il VIA, ecc. Così tra l’altro ci ha insegnato berlusconi.
    (e a questo serve lo spoil’s system).

  3. charlie victor Says:

    la famiglia binel ha nel suo passato personaggi straordinari : padri ,zii, nonni,prozii ecc… adesso ci tocca corrado

  4. verda vallaye Says:

    ai tempi del parere del Parco Mont Avic sul progetto di centrale (parere che comunque è stato per due volte negativo) Binel non era ancora presidente del Parco. per la precisione.

  5. unoqualunque Says:

    No al nucleare, no alle centrali termoelettriche (assolutamente no al carbone!), no al fotovoltaico o all’eolico perché sono impattanti, no all’idroelettrico: dobbiamo rispolverare le lampade all’acetilene?

  6. fiatosprecato Says:

    @unoqualunque No alle speculazioni. No allo sfruttamento indiscriminato delle risorse e dell’ambiente. No alle cricche. E’ diverso. Se non sbaglio il 70% della produzione idroelettrica valdostana viene esportato eppure abbiamo le tariffe tra le più alte d’Italia. Vedi qualche ritorno positivo per la comunità oppure qualche necessità urgente di continuare a costruire nuove centrali utili solamente ai soliti noti?


  7. Senza essere pregiudizialmente contrari ad un utilizzo intelligente e non speculativo delle risorse idriche, è comunque davanti agli occhi di tutti che sia in corso una vera e propria spartizione del mercato idroelettrico in Valle d’Aosta. Ha ragione Bruno.
    Sotto gli occhi di tutti e anche di quelli della Magistratura a cui sono stati inviati esposti e documenti con strani passaggi, conflitti di interesse enormi, presenza di società Lussemburghesi nelle compagini delle società che ottengono le concessioni ecc.
    Ma finora senza esito alcuno.
    Tutto regolare allora? Possibile che venga sempre solamente tutto archiviato senza aprire uno straccio di indagine?
    Ho sempre avuto e conservo fiducia nella Magistratura ma anche in quell’ambito, probabilmente, dobbiamo fare i conti con alcune mele marce che rischiano di rovinare tutto il “cesto”.
    Nessuno è perfetto… e forse per ottenere giustizia dobbiamo iniziare a pensare di rivolgerci oltre i confini della Valle.

  8. patuasia Says:

    Le promesse anticipano sempre gli incarichi. Parere negativo due volte? Anche cinque e non servono, se poi quello che conta è il sì ultimo e definitivo.

  9. Energy Says:

    …senza entrare nel merito “centraline idro si/no”, vorrei sottolineare il fatto che le conferenze dei servizi che autorizzano tali progetti non prendono minimamente in considerazione che esistono normative Europee recepite anche dall’Italia che definiscono in modo chiaro i limiti di campo elettromagnetico prodotto…non c’è una centralina che sia una a norma, e anche quelle nuove vengono concessionate previa autodichiarazione del proponente che la “sua” centralinea rientra nei parametri di legge. Ma quando mai…non sanno neanche come calcolalrlo un campo elettromagnetico, oltre a non saperlo misurare (l’ARPA Valle d’Aosta invece ha molta competenza e discrete atrezzature…ma poca competenza territoriale si vede). Oltre il danno la beffa…in Valle d’Aosta c’è una delle aziende leader nel campo delle schermature dai campi elettromagnetici…ma lavora fuori Valle…si vede che qui siamo indenni da certi fenomeni di inquinamento…la stessa CVA non ha una centrale a norma. Per gli interessati, la società di cui sopra si chiama IS VDA G-IRON SYSTEM (con sede a Morgex)ed è uno spin off di G-IRON SYSTEM. Andate a vedervi il sito http://www.g-iron.it Attenti però perchè potreste scoprire quanto fanno male certi campi magnetici e soprattutto potreste scoprire che si potrebbero schermare…

  10. Frank Burgay Says:

    Io ricordo che abbiamo in mano lo strumento più potente a disposizione: il referendum…
    E ricordo altresì che il quorum a livello regionale può essere o meno presente (è obbligatorio solo a livello nazionale)…

  11. Schopenhauer Says:

    Il quorum è obbligatorio anche da noi in VdA. Infatti i referendum regionali su Ospedale, legge elettorale e un terzo che ora non ricordo, di due anni fa, furono bocciati grazie all’astensionismo.


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