Gli piace u piro!


Noi preferiamo salvaguardare la salute e l'ambiente!

 

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26 commenti su “Gli piace u piro!”


  1. Ecco, appunto, anche io preferirei salvaguardare la mia salute visto anche che ne possiedo poca. Ora in contrasto con me stesso, sto seguendo le decisioni prese a maggioranza dal mio partito – sostenere il referendum – e proprio per questo sono uno di quelli che critica apertamente il governo regionale il cui Presidente pensa solo a scappare dalle responsabilità. Nelle fasi più delicate della politica nostrana, letteralmente assume posizioni egocentriche. E poi n questo governo valdostano c’è pure un assessore dell’ambiente che è a favore di tutto ciò le venga “proposto”… per non parlare degli altri soggetti, anche i nuovi acquisti che non vedono l’ora di mettersi il tovagliolo al collo e sedersi al desco…Che speranze mai ci potrannno essere che si dedichino a queste cose qui con estrema neutralità!? Sono buoni solo ad agitare lo spauracchio di Napoli, insistendo per la prosecuzione dell’iter di costruzione dell’impianto di “pirogassificazione” o ne avessero la possibilità ad aprire a forza le discariche per buttarci dentro “a munnezza”.

    Tuttavia come dicevo sopra non riesco ad essere del tutto convinto dell’estrema pericolosità e tragedia immanente per l’impianto del pirogasificatore in Valle d’Aosta. Spero che nessuno ora mi scriva, parlando di essere già pronto (visto che pratico il Pd) ad assumere – stante prossime le elezioni – posizioni supine all’Uv&soci per entrare nei loro favori. Sarebbe meschino e infantile che il mio outing andasse nella direzione sbagliata.

    Mi sono documentato e ho letto che la pirogassificazione è un processo chimico di ossidazione del materiale organico, esattamente come la combustione, che avviene in particolari condizioni che consentono di sfruttarne al meglio l’energia e ricavare altre specie chimiche particolari. Occorre far notare un punto importante prima di cominciare: la pirogassificazione non sostituisce la combustione nè la termovalorizzazione per come sono intese. Consiste in un trattamento chimico da cui si può ottenere energia elettrica e calore, convertendo la biomassa in altre sostanze la cui combustione risulta più semplice e meno inquinante, come il carbone e gli idrocarburi, che possono a loro volta essere bruciati per ottenere calore. In questo modo si ha uno sfruttamento più intenso e completo dell’energia contenuta nei legami molecolari della materia organica, con emissioni all’uscita più facilmente controllabili.

    Tutto questo è molto interessante. Giustamente ci si chiede perchè i termovalorizzatori siano in testa alle scelte dei politici italiani, quando ci dicono che esistono alternative valide, pienamente riciclanti ed in grado di ottenete addirittura il quintuplo dell’energia necessaria per farle funzionare. Interessi politico-industriali in gioco? Il ministro dell’ambiente?

  2. Paul Says:

    In Europa sono attivi attualmente (al 2002) 354 impianti di termovalorizzazione/incenerimento, in 18 nazioni. In alcune situazioni, impianti di questo genere sono da tempo inseriti in contesti urbani, ad esempio a Vienna, Parigi, Londra, Copenaghen. Paesi quali Svezia (circa il 45% del rifiuto viene incenerito), Svizzera (~100%), Danimarca (~50%) e Germania (~35%) ne fanno largo uso; in Olanda (in particolare ad Avr e Amsterdam) sorgono alcuni fra i più grandi inceneritori d’Europa, che permettono di smaltire fino a un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti all’anno (~33% del totale). In Olanda comunque la politica – oltre a porsi
    l’obiettivo di ridurre il conferimento in discarica di rifiuti recuperabili – è quella di bruciare sempre meno rifiuti a favore di prevenzione, riciclo e riuso (ad esempio mediante incentivi, come cauzioni e riconsegna presso i centri commerciali sul riutilizzo delle bottiglie di vetro e di plastica). Di contro altri paesi europei ne fanno un uso molto limitato o nullo: Austria (~10%), Spagna e Inghilterra (~4-7%), Finlandia, Irlanda e Grecia (0%) sono esempi in tal senso.

    Fonte: wikipedia


  3. L’argomento “trattamento rifiuti” è secondo me una delle priorità del nostro Paese e della Regione VdA, sia in considerazione del fatto che in molte zone viene trascurato provocando un degrado del territorio, sia del fatto che, se ben uitlizzato, potrebbe diventare una fonte non indifferente di reddito per molti dei cittadini italiani che attualmente sono in difficoltà, sia come posti di lavoro che come recupero di ricchezza che attualmente per troppa parte va a finire in discarica. Non ce lo possiamo permettere più. In verità non ce lo siamo mai potuto permettere. Neanche in Valle d’Aosta

  4. fiatosprecato Says:

    Come ben fa Paul iniziamo col chiamare le cose col loro nome. Il termine “termovalorizzatore” non esiste in nessuna lingua del mondo. Si chiama “inceneritore” e quello fa. Incenerisce. Punto. “Termovalorizzatore” è una classica ipocrisia all’italiana per far digerire qualcosa che digeribile non è. Vogliamo iniziare a ridurre la quantità di rifiuti prodotta? Bene. Obblighiamo i produttori a limitare od eliminare (ove possibile) gli imballaggi. Non possiamo continuare a pagare per “prodotto” carta, alluminio, plastica ecc. ecc. Che si obblighino i grandi centri di distribuzione a fornire liquidi alla spina (alimentari, detersivi) e alimenti “sciolti”. Il contenitore lo mette il cliente. Troppo complicato? No. Troppi interessi da andare a toccare.


  5. No. troppe utopie e visioni oniriche. Ben sapendo infatti, che saremo sempre perdenti nei confronti di “lorsignori”. Una spiegazione? Guardate l’unità di intenti professata dai partiti “progressisti” e confrontatela con una qualunque realtà. Anche piccola come quella valdostana. Avete mai visto un progetto unitario condiviso e apprezzato da tutti gli oppositori della “corazzata”?

    Da sempre ho solo letto di “sputtanamenti”, di buone intenzioni fasulle, di vagheggiamenti puritani, ma soprattutto di fantasticherie. I piedi per terra oggi non vanno più di moda.

  6. unoqualunque Says:

    Giusto una cosa.
    Nel 2013, cioè tra poco, la discarica di brissogne chiude.
    Dove porteremo i rifiuti?
    A casa di chi firma le petizioni?

  7. libero Says:

    @unoqualunque no, a casa tua.

  8. marburg Says:

    …o a casa di chi ha aspettato fino all’ultimo sperando di imporre la sua soluzione senza discussioni…
    i rifiuti a casa di rolly e della zublena!!

  9. Paul Says:

    Si potrebbe valutare la possibilità di conferirli (dietro pagamento) all’inceneritore di Brescia, che è il più moderno d’Europa pare…


  10. Chiedo a Paul se per caso conosce la data dell’installazione dell’impianto bresciano e quali danni si sono verificati ad oggi nel comprensorio provinciale che ospita questo complesso inceneritore.

    Magari, saranno già in saturazione con i rifiuti da bruciare, ma è certo che ( non fosse così ) almeno per un pò di anni avremmo lo smaltimento più che pagato con tutti i milioni di euro programmati per costruire il nuovo impianto in regione. Per non parlare della continua manutenzione.. Non vanno sottovalutati poi, i rischi dei mali di gioventù dei complessi meccanici, nel senso che al primo guasto…. dove manderemo i rifiuti per non far soffocare il nostro impianto?
    Grazie

  11. Paul Says:

    L’inceneritore di Brescia è attivo, mi pare, dal 1997. Qui di seguito allego un articolo del 2001 di Repubblica Torino. Certo da allora sono passati 10 anni…
    ” L’ inceneritore in funzione da 4 anni a Brescia è «sicuro, offre garanzie ed è costantemente controllato dai tecnici dell’ Asl e dell’ agenzia regionale per l’ ambiente». Meta costante di sopralluoghi e visite persino dal Giappone, l’ impianto lombardo, il più moderno nel Nord Italia, ieri è stata la meta di 34 consiglieri comunali e di circoscrizione della Margherita, guidati dal capogruppo Marco Borgione e dal suo vice Alessandro Altamura. Con loro, nel bus verso Brescia, anche esponenti di quei comitati coinvolti nella commissione provinciale diretta da Luigi Bobbio che all’ inizio del prossimo mese dovrebbe indicare i tre siti migliori nei quali collocare l’ inceneritore torinese. Non c’ erano nel gruppo gli oppositori più intransigenti del progetto. Ma chi aveva molti dubbi, alla fine li ha potuti risolvere «L’ impressione – spiega Borgione al termine della visita – è di un impianto dallo scarso impatto ambientale, certamente sicuro, sistemato non lontano dalla città, quindi con la possibilità di avere importanti benefici dalla trasformazione in calore dall’ energia prodotta dall’ incenerimento dei rifiuti. C’ è un controllo continuo, pubblico, delle emissioni. Ogni 24 ore dalla centrale di comando, completamente computerizzata, vengono forniti tabulati che accertano quanto è stato bruciato e quanto viene trasformato in calore. C’ è il bollettino delle sostanze che vengono liberate all’ esterno. Non c’ è alcuna presenza di diossina. Asl e Arpa, poi, autonomamente, fanno autonomi controlli». Parole da cui emerge un evidente giudizio positivo per la visita di conoscenza, che un anno fa avevano compiuto anche numerosi esponenti Ds. «Da quel che abbiamo potuto verificare – afferma Borgione – è che una posizione di pura opposizione ideologica non ha molto senso. Quel che serve è invece rafforzare le possibilità di controllo. A Brescia ci sono. E lo stesso meccanismo, forse ancora più ampio, si potrebbe applicare anche a Torino». Ne sono convinti pure quegli esponenti della Margherita arrivati a Brescia quanto meno prevenuti.”

  12. Le Sapin Says:

    Oggetto: GRAZIE AL TERMOVALORIZZATORE, LATTE BRESCIANO ALLA DIOSSINA

    Roma – 02.04.09 Denuncio la totale irresponsabilità delle autorità competenti per quanto riguarda il caso Brescia. Così lOn. Domenico Scilipoti sulla questione del latte vaccino contaminato. Nonostante reiterate analisi prosegue il deputato dell’Italia dei Valori abbiano fatto riscontrare nel latte la presenza di diossina e di PCB ben oltre i livelli di legge. Il caso del Bresciano viene spesso descritto da certa stampa compiacente quale modello della gestione integrata dei rifiuti, basata sulla termovalorizzazione operata dal mega-inceneritore. La tendenza a mascherare la pericolosità degli agenti inquinanti conclude Scilipoti è preoccupante oltre che vergognosa, bisognerebbe denunciare, invece, che ogni dose di diossina è in realtà un’overdose.
    On. Domenico Scilipoti

    CNR: inceneritore di Brescia inquina? Lo si ceda a Napoli
    30 Giu 2008
    (Ansa) NAPOLI – L’inceneritore più grande del mondo da Brescia a Napoli: secondo Ennio Italico Noviello, primo ricercatore del Cnr di Roma, la cittadina lombarda avrebbe proposto di vendere l’intero impianto alla Campania. “L’ho saputo proprio stamattina – ha spiegato Noviello in un incontro a Napoli – La proposta era di cederlo per 25 milioni di euro, cioé meno di quanto serve per completare quello di Acerra”. Una proposta, secondo Noviello, giustificata dal fatto che “quell’impianto sta inquinando l’intera Lombardia. A Brescia non c’é un solo allevamento di bovini che sia senza diossina”. A chi dice che l’inceneritore di Brescia sia il migliore al mondo, Noviello risponde così: “Quell’impianto ha vinto un premio, certo. Ma nel comitato scientifico di chi gli ha dato il premio c’é una delle aziende che ha fatto l’impianto. Brescia è il punto più inquinato del mondo, basta guardare il satellite”. L’inceneritore di Brescia è capace di bruciare 750mila tonnellate all’anno ma, conclude Noviello, “i disastri ambientali lì sono stati documentati, dimostrati e accertati sotto tutti i punti di vista. Perfino la Commissione Europea è intervenuta. E’ incredibile che qualcuno proponga quell’inceneritore come modello”.

  13. Paul Says:

    Ma questo Scilipoti della lettera di Sapin è “quel” Scilipoti? Certo come fonte di informazioni non è il massimo… poi, per carità, può anche averne detta una giusta in vita sua!

    Roma, 8 luglio 2011

    “Contro di me fango e poteri forti”. Così il premier Silvio Berlusconi durante la presentazione, alla Camera, del libro di Domenico Scilipoti dal titolo “Scilipoti re dei peones – perché Berlusconi”. Da parte sua, il deputato siciliano ha sottolineato: “Sono sceso in politica non per abbattere Berlusconi, e quando ho capito che questo era l’unico obiettivo di qualcuno ho fatto altre scelte”.

  14. Steppenwolf Says:

    Non esistono certezze della provenienza della diossina nel latte bresciano dall’inceneritore, una possibile, e molto probabile causa, potrebbe essere invece la scoperta negli anni passati di composti tossici, tra cui diossine e PCB, sotto agli ex stabilimenti della Caffaro, che ha inquinato Brescia ed il suo territorio per decenni, molto più plausibile come via di inquinamento quello attraverso la falda direttamente piuttosto che attraverso la ricaduta delle piogge. http://www.ambientebrescia.it/CaffaroSangueDiossine.pdf
    Ciò non toglie nulla alla mia contrarietà agli inceneritori, il post voleva solo completare le informazioni.

  15. libero Says:

    Pure noi ci abbiamo una bella industria che inquina la falda se poi aggiungiamo anche un incenerito sai che latte!

  16. Unvirtuoso Says:

    Unoqualunque non ha sentito il servizio del tgr di ieri 20 ottobre in cui si diceva che tra poco partiranno i lavori del 4o lotto della discarica che garantirà un’autonomia di almeno 6-8 anni, come dichiarato dal responsabile Valeco!!!!!!


  17. Ma gli alpeggi, a tuttoggi, pare dicono che siano ubicati lontano dalla Cogne acciai speciali o sbaglio!?

  18. Fabrizio Bernabé Says:

    al di là di tutto la questione è molto semplice. possiamo racchiuderla in poche semplici domande.

    1) se non fossero “supportati” economicamente (solo in italia i rifiuti vengono assimilati alle fonti rinnovabili), a qualcuno verrebbe in mente di proporre inceneritori/pirogassificatori come soluzione per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti?

    2) chi propone inceneritori/pirogassificatori vuole risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti?

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/valdaosta/2011/01/schizofrenia—parte-2.html

  19. Paul Says:

    Un inceneritore in Valle d’Aosta non ha senso, siamo piccoli e possiamo comprare spazi e/o siti per portarci la nostra spazzatura. Paghiamo tutti qualcosa e la portiamo via, a Brescia, in Olanda, altrove…

  20. unoqualunque Says:

    Sì. Alla faccia del “km zero”, mandiamola sulla luna.

  21. giancarlo borluzzi Says:

    @ unoqualunque.

    Se l’UV avesse sentenziato che i rifiuti devono andare a Brescia o in Olanda o sulla luna o a Sirte tu avresti cavalcato tale scelta.
    Sei equiparabile ai pidiellini nostrani.

  22. unoqualunque Says:

    Borluzzi, ha perso un’altra buona occasione …. per tacere, oramai non tengo più il conto!

  23. Paul Says:

    Ma cosa vuol dire “il km 0”? Allora evitiamo anche di importare il petrolio, andiamo in bici, visto che non abbiamo pozzi in Valle…

  24. Paul Says:

    Se non ci sono spazi si comprano altrove…

  25. patuasia Says:

    Signor Bruscia, lei crede che il latte valdostano sia solo quello prodotto in alpeggio?


  26. Io conosco qual è la differenza tra il latte valdostano e la C.A.S. Penso che anche lei lo sappia : la C.A.S non riesce a quagliare…:-)


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