Noi siamo il 99%


Nella manifestazione di sabato, al contrario di quel che scrive il signor Bruscia in un commento, non ho notato nessuna strumentalizzazione  e neppure l’esaltazione anarcoide da parte della sinistra radicale (persino Maroni ha tenuto le distanze fra i Black bloc e l’ideologia di sinistra), anzi l’assenza di un servizio d’ordine ha testimoniato la vera natura della manifestazione che è stata libera espressione sganciata dai partiti (ognuno ha scelto di rappresentare il colore e l’appartenenza che voleva). La polizia è stata a guardare, probabilmente con il beneplacido di qualcuno a cui la riuscita della manifestazione avrebbe dato molto fastidio (Cossiga docet). Non si capisce infatti la sorpresa da parte delle Forze dell’Ordine circa la capacità organizzativa dei teppisti. Ma da chi siamo protetti, se gli addetti non sanno prevenire? Se bastano un centinaio di facinorosi per mettere a scacco una città come Roma? Non sono questi ultimi il vero problema, un problema che si risolve con una maggiore attenzione ed efficacia (sempre se si vuole essere attenti ed efficaci), ma la situazione politica completamente in mano a incapaci. La violenza di ieri è solo un diversivo mediatico, un volgere l’attenzione verso altro, verso la paura che ottenebra il cervello e chiede i manganelli (quelli sì, in questo caso, saputi usare ad arte). Non mi fa paura un pugno di disperati che vede nella violenza fine a se stessa un modo per trovare un senso alla propria squallida vita; mi fa paura un governo che compra la fiducia in cambio di poltrone (assai care: 350.000 euro l’anno per un sottosegretario); mi fa paura un’opposizione incapace di dare risposte concrete a un’eventuale alternativa; mi fa paura la violenza della grande finanza che tiene in scacco non una piazza, ma il mondo intero. Quando taglieranno le pensioni, licenzieranno i lavoratori, introdurranno nuove tasse, ridimensioneranno ancora le spese sociali, allora la violenza scoppierà e non saranno i pochi giovani arrabbiati e caratterialmente portati alla violenza a saccheggiare i supermercati, ma le madri con i loro figli, gli anziani, gli impiegati, gli studenti, quella che ancora si definisce società civile e che rischia l’inciviltà non a causa propria, ma di una classe politica ottusa, avida, miope, egoista che non potrà reggere a lungo. Noi siamo il 99%!

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16 commenti su “Noi siamo il 99%”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Il discorso è sempre quello, ostico a ogni sinistra: per distribuire bisogna produrre.
    La miglior teoria sulla doverosa attenzione verso le necessità di tutti resta una pura declamazione in mancanza di produzione e sviluppo, che necessitano di un clima e di condizioni convergenti.

  2. bruno courthoud Says:

    La stessa quantità di prodotto può essere prodotta in mille modi (parliamo di prodotti utili e necessari) e può essere distribuita in mille modi. Occorre inoltre che non manchino o scarseggino le materie prime. Queste le sfide prossime future per l’umanità, tradotte in termini semplici e banali. Tutti ci dovremo sbattere contro.

  3. Schopenhauer Says:

    non so se siano tutti e solo dei disperati quelli che hanno sfasciato, incendiato ecc. o se non vi siano anche i soliti infiltrati di sempre.
    in ogni caso sento oggi al TG delle 13,30 che la polizia ha perquisito QUESTA MATTINA (!!!) le sedi dei cosiddetti “gruppi estremisti” ed ha sequestarto armi improprie, maschere antigas, moltov, ecc. Ma allora vuol dire che SAPEVANO dov’erano le sedi dei violenti: perché non le hanno perquisite venerdì?


  4. Il risultato o la conclusione della manifestazione potrebbe essere ritenuta valida indistintamente da un anarchico, da un “duro e puro” di sinistra, da un fascista, da unultrà del calcio. Discorsi vuoti, triti e ritriti, buoni per ogni occasione, privi di un minimo di progettualità politica, quindi fini a sè stessi.

    Per capire chi sono basta farsi una domandina semplice semplice:
    ” A chi sono utili?” Non credo neppure si tratti di repressi che cercano un attimo di visibilità sfasciando due vetrine.. Sono solo servi di regime che si muovono scodinzolando, idisturbati e impuniti, al fischio del padrone. Le uniche facce sorridenti, sabato scorso, sono state quelle di Gasparri, La Russa, Berlusconi & C., non certo quella dei precari, dei disoccupati, degli “indignati” che avevano organizzato l’iniziativa. E solo questo non dovrebbe lasciare dubbi su chi siano e a quale mulino portino coscientemente l’acqua.

    A quei tempi – quelli tanto decantati da Gcb – le squadracce fasciste che usavano olio di ricino e il “santo manganello”, non eranocomposte dai padroni, ma dai loro servi. Le cose non sono oggi così diverse, lo ripeto, dal momento che a gongolare, sabato, non erano certo i precari, i disoccupati, i giovani che volevano far sentire la loro voce.


  5. In un altro luogo, scritto prima della manifestazione, ho detto che guardavo con simpatia al movimento degli indignati pur ritenendolo immaturo. Personalmente lo guardo con simpatia perchè sono i primi vagiti di POLITICA dopo decenni di vuoto assoluto, di antipolitica e di qualuquismo. Ecco questo è quello voglio dire a coloro che a tutt’oggi continuano a praticare l’antipolitica anarcoide. Niente propaganda, prego.

    I limiti palesi del movimento sono la sua frammetarietà e l’infantilismo dovuto all’assenza di un collante flosofico e culturale. Il nemico non è rappresentato dalle banche in quanto tali, ma dall’uso che ne viene fatto
    Limitarsi a criticare uno strumento significa non mettere in discussione il sistema. La crisi mondiale non è determinata dalle banche, ma della crisi di sistema. Il capitalismo, quale modello sociale, economico e politico, è ormai è giunto al collasso.

    La nascita di un movimeto internazionale di così vaste dimensioni è importante perchè testimonia la fine del “pensiero unico”, la fine di quell’antipolitica che piace a tanti sfasciacarrozze.

  6. giancarlo borluzzi Says:

    Amatissimo George W.B. : alle 16.07 avevi un tasso alcolemico quintuplo rispetto a quello limite.
    Ti consiglio di andare in farmacia per acquistare tanti kit per fare da solo tale test e scrivere sul blog solo se non superi il ben noto 0,50.

    Primo tuo capolavoro alla seconda e terza riga: poichè non sono nè anarchico nè “duro e puro” di sinistra, dovrei dedurre che per te sono o fascista o ultrà del calcio.
    Ma il fascismo non esiste più nè è resuscitabile e, anche se tifo per l’Udinese (prima in classifica, anzi primissima secondo la media inglese), non vedo come mi si possa definire un ultrà che va allo stadio con falce & martello per tagliuzzare/colpire i tifosi antagonisti.

    Secondo capolavoro: il fumi dell’alcool ti fanno scrivere che io decanterei tanto “quei tempi”: io guardo avanti, non indietro come costume dei nipotini del PCI che non hanno ancora regolato all’oggi il loro Rolex Daytona.

    Sono poi sconcertanti i bizzarri tentativi sia di considerare politicamente asessuati i sinistrissimi black bloc, sia di attestare come appartenente alla destra una loro ala.

    Ma l’alcool causa anche questo.


  7. Ci stupiamo di tutto questo casino? e perchè mai?
    Stiamo solo arrivando a livelli già visti in altri paesi….
    La gente è esasperata,non arriva a fine mese pur lavorando onestamente,molti giovani sono disoccupati…I prezzi di tutto aumentano e i salari rimangono sempre gli stessi.
    Vorrei sbagliarmi ma ho payra che dovremo abituarci a vedere anche di peggio….

  8. bruno courthoud Says:

    Peccato che nessuno riesca a capire, guidare, raccogliere questo 99%, meno che mai il PD, che dovrebbe essere il suo naturale contenitore. Il futuro cammina, la partitocrazia rimane sempre indietro.

  9. patuasia Says:

    Vero, signor Courthoud, gli Indignados non sono un movimento politico, ma di opinione così vuole per i Disperados; manca, ancora una volta, la politica che riesca a farsi carico di questo malcontento e sappia dargli un indirizzo propositivo. Troppi anni sempre sulle stesse poltrone hanno reso ciechi e sordi i nostri parlamentari. Giocano con le istituzioni lontani anni luce dalla realtà. Siamo maledettamente soli.


  10. @ Carissimo Gcb
    Il vino, in Italia, è oggetto di un virtuale inspiegabile proibizionismo dilagante e subdolo. Il suo consumo viene sempre più criminalizzato per gli effetti nocivi che, se assunto in dosi eccessive, può causare alla salute o per i danni che lo stato di ebbrezza può arrecare a se stessi e agli altri. Come se fosse una delle tante droghe o una delle tante bombe superalcoliche che vengono ingurgitate nei locali notturni che Gcb per sua seria ammissione frequenta anche all’estero.

    Ma il vino non è solo un alimento, fa parte della nostra cultura, per certi versi è la nostra cultura. Il Gcb che è il nostro pseudo “Arcade dell’ebbrezza valdostana” cioè persona -secondo lui – solitamente sobria e discreta (?), vede scaturire nei suoi casti pensieri analcolici da vino, una voglia di solitudine contemplativa che lo porta ad apprezzare meglio la bellezza del dono della vita e la grandezza della natura. La soddisfazione e la carica che la persona prova in questi frangenti ha un’ultima caratteristica: far scoccare “la scintilla della creazione”.

    In generale lui respira aria di rinascita, di rinnovamento, di moralismo, e si sente ancora in grado di provare e cercare sensazioni e sentimenti che rifuggano dall’ebbrezza “istantanea” di chi non è abituato a bere e non regge l’alcol, magari accusando altri. Ed è così che lui comincia subito a mettersi in ridicolo compiendo azioni e balbettando discorsi che, da sobrio, mai avrebbe fatto. Basta rileggersi Gcb, il moralista, del 17 ottobre 2011 a 18:47

    Se passo poi all’analisi degli effetti del vino sull’intelligenza, o meglio sulla capacità di ragionamento e argomentazione dell’individuo capisco i vari passaggi nei quali il frequentatore di locali notturni, Gcb, veda pian piano offuscarsi la sua capacità di dialogo e ragionamento e descrive la sua lotta interiore per cercare di rimanere padrone a sè stesso, ma sempre in preda a momenti di nebbia profonda che fatalmente lo porteranno a parlare inconsapevolmente a sproposito. Dopo l’ebbrezza provata nello scrivere il messaggio su citato, il “nostro, avrà il suo momento di profonda catarsi spirituale in quanto, sentendosi in colpa per gli eccessi a cui si è abbandonato, sarà spinto ad azioni positive che possano affrancarlo. Diventare quel moralista che vuol essere a tutti i costi.

  11. bruno courthoud Says:

    Noam Chomsky, tra le sue 10 Regole del Controllo Sociale, elencava al primo posto “La strategia della distrazione”. Era molto praticata dai comunisti e, da noi, ancora oggi, dai veterocomunisti.

  12. giancarlo borluzzi Says:

    @ Al mio maestro e mio autore George W. Bruscia.

    Utilizzi un pregevole italiano.
    Peccato che serva a evidenziare concetti slegati dal reale nei suoi riferimenti a io me.


  13. Indignati nostrani.

    Indignati? Se è vero che “nomen omen”, cioè che il nome è un presagio, o forse un destino, visto che quell’identità se l’è data il movimento stesso, allora la parola è impegnativa e importante, forse decisiva. Resta il fatto che l’aggettivo sostantivato “indignati”, insomma l’indignazione, rappresenta un moto dell’animo, una condizione tanto pesante quanto effimera; sicuramente non politica e se non proprio antipolitica, almeno prepolitica. Può darsi che noi “vetero comunisti” ne abbiamo commesse di tutti i colori – come afferma Bruno Courthoud -.

    Dunque come non riversare in noi ogni colpa, ogni malefatta per spiegare i fallimenti vostri? Almeno di noi qualche cosa ci si ricorda per tirarci sempre in ballo! Invece gli Indignados italiani e di converso quelli aostani a me pare abbiano le idee poco chiare sulla crisi. Guidati dai Draghi ribelli, mostrano una davvero scarsa percezione (dire analisi, sarebbe davvero troppo) sulle origini e la natura di questa crisi. Slogan centrali come “non ripaghiamo il debito” e “dichiariamo default” sono di evidenza solare…siete in evidente confusione.

    Mentre ad esempio gli indignati spagnoli hanno elaborato non solo critiche ma anche proposte, cui per altro si è giustamente risposto: “va benissimo denunciare gli errori delle istituzioni come hanno fatto i giovani, ma ora i ragazzi devono offrire delle alternative praticabili”!

    Non così, sembra, per gli indignati locali con i loro responsabili, dove l’emotività prevale sulla concretezza. Ammesso che esista una diagnosi, e ne dubito, diventa impellente indicare una terapia. Mai sentito fare un discorso serio e complesso, qui in Valle, che portasse lenimento all’inefficienza politica Unionista. Altrimenti come dico io ci si limita a indignarsi e a lamentarsi di un malessere, per altro vero e reale, ma senza nulla fare. E questo nessuno lo nega, perciò se avete un progetto tiratelo fuori o indignati, sempre pronti a deridere. sempre pronti a prendere per i fondelli…i “vetero comunisti” che si ostinano ad essere sempre presenti con la loro progettualità.

  14. bruno courthoud Says:

    progettualità? Quale? Grazie per averci regalato Rollandin e Berlusconi.


  15. CONSUMO ECCESSIVO DI VINO
    CAUSE, EFFETTI SECONDARI E POSSIBILI SOLUZIONI.

    1. Sintomo: piedi freddi e umidi
    · Causa: hai afferrato il bicchiere secondo un angolo di presa non corretto
    · Soluzione: gira il bicchiere fino a che la parte aperta rimanga verso l’alto

    2. Sintomo: piedi caldi e bagnati
    · Causa: ti sei pisciato addosso
    · Soluzione: vai ad asciugarti nel bagno più vicino

    3. Sintomo: la pareti di fronte è piena di luci
    · Causa: sei caduto di schiena
    · Soluzione: posiziona il tuo corpo a 90° rispetto al pavimento

    4. Sintomo: tuo figlio è molto strano e tutti i tuoi parenti ti guardano con curiosità
    · Causa: hai sbagliato casa
    · Soluzione: domanda se per caso sanno dove abiti

    5. Sintomo: la bocca è piena di cenere di sigarette
    · Causa: sei caduto con la faccia in un portacenere
    · Soluzione: sputa tutto e sciacquati la bocca se no non riesci a parlare

    Sarebbe necessario prima di parlare, sapere di essere sobri
    Una volta appuratolo pensare bene a quello che si dice

  16. bruno courthoud Says:

    che palle!


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