Domandina semplice semplice


La Film Commission va alla Chambre! Si produrranno film sulla Fontina, sul teteun, sulla trifolla, sul lardo di Arnad, sullo Jambon de Bosses e su tutto ciò che è made in VdA. Per questo sono stati deliberati 900.000 euro che vanno ad aggiungersi ai 600.000 previsti per il 2012 e ai 300.000 versati quest’anno. A proposito qualcuno sa quali sono stati i film realizzati nel 2011?

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6 commenti su “Domandina semplice semplice”

  1. Paul Says:

    Parrebbero soldi buttati dalla finestra…

  2. Bettyb Says:

    Gentile Patuasia, informarsi, alle volte, prima di parlare (o scrivere) può rivelarsi utile. La collaborazione della Chambre con la Film commission è destinata, copioincollo dal sito camerale, alla “promozione, all’individuazione ed incentivazione di nuove imprese e nuove professionalità legate al mondo del cinema e, più in generale, della produzione audio-visiva”. In parole povere, si spera che ciò conduca a nuovi sbocchi lavorativi per i giovani per i quali lei tanto spesso giustamente si accora su queste pagine. Niente film sul lardo di Arnad quindi, per ora, all’orizzonte. Sul successo dell’iniziativa per ora certo nulla si sa, ma per lo meno si tenta di far qualcosa…

  3. patuasia Says:

    Gentile signora Betty, la mia era una provocazione bella e buona. Che la produzione cinematognafica abbia un futuro in Valle è fantascienza, vedi il settore cinematografico di Torino dove esiste da anni una Film Commission molto più organizzata della nostra e che non naviga in buone acque; la regione Valle d’Aosta potrebbe finanziare più utilmente settori a più alta intensità di lavoro rispetto alla nicchia cinematografica. La prova è che non risulta che quest’anno ci sia stata una produzione significativa.

  4. lamilly Says:

    Ben vengano le provocazioni, quando non puramente pretestuose e quando, possibilmente, documentate. La Chambre non produrrà né film sula fontina né sulla trifolla, né con Film Commission né senza. La film Commission Torino Piemonte gode di buonissima salute e non si configura nessuna la pretesa di poter raggiungere i livelli di una struttura così consolidata di esperienza decennale. Ciò che film Commission VdA può fare è contribuire a sviluppare le professionalità che possono operare con e a fianco dellle produzioni audiovisive, dal cinema alla televisione alla pubblicità. Tralasciando la pura strumentalizzaizone delle informazioni, è ovvia e pacifica la differenza tra il PORTARE PRODUZIONI in Valle e il sostenere i filmmaker valdostani, che sono due attività distinte. Non pare fantascienza cercare di potenziare la presenza di produzioni italiane e straniere in Valle d’Aosta. I soldi di cui lei parla servono per ognuna di queste voci e molte altre. E’ sufficiente consultare il sito, leggendolo cum grano salis, per ottenere tutte le informazioni sui film e i documentari prodotti nel 2011 e in corso di produzione. Su come gli enti pubblci spendono i soldi ognuno ha qualcosa da dire e tutto è opinabile, pensi che addirittura c’è gente che ha ricevuto contributi pubblici per fare un museo virtuale sulle mucche…….

  5. patuasia Says:

    Lei, signora lamilly, invita il mondo tutto a informarsi prima di emettere un giudizio e ha perfettamente ragione, peccato che l’italica abitudine porta a invitare gli altri in comportamenti virtuosi, mentre verso se stessi si è più “elastici”. Il MUMU – Museo della Mucca di cui sono l’ideatrice e creatrice insieme ad altri, non ha preso un euro dalla Regione, ma ha vinto un regolare bando europeo piazzandosi al secondo posto. Trattasi di bando pubblico, non di incarico. (La prego di informarsi). Pensi che all’oggi, dopo quasi sette anni dalla sua inaugurazione, il Museo è più vivo che mai (a costo zero) e mantiene inalterato l’obiettivo previsto nel bando: veicolare all’esterno e con mezzi innovativi, l’immagine della Valle d’Aosta. Non sono molti i progetti europei che godono di longevità, il Virtual Museum Vallée è fra questi. Pensi che poco tempo fa è stato pubblicato un libro-guida della collana Gourmart che al “museo virtuale sulle mucche”, come lo definisce lei, ha dedicato numerose pagine e poi c’è il Touring ecc ecc… . Grazie mille, signora lamilly, per avermi permesso di ricordare un lavoro trascorso che mi ha dato molte soddifazioni professionali.

  6. libero Says:

    Le produzioni in corso raccontano la valle d’Aosta da diverse angolature, vedrai che prima o poi ci scappa pure un film sulla trifolla, la provocazione di patuasia ha fatto centro. Il cinema deve essere libero per esistere, qui si fa cinema di regime! Si usa la settima arte per fare propaganda subdola che rientra nella demagogia subculturale del partito di maggioranza. In Germania avevano la Riefenstahl, noi nel piccolo abbiamo Peaquin!


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