Cucina pesante!


Non sono ancora spenti i fuochi di artificio della festa dei calabresi che una una nuova kermesse di tre giorni ci ricorda che siamo la terza provincia calabrese. Entrambe le feste patrocinate dalla Regione e dal Comune a cui si aggiunge il Casinò. Il numero è quello che conta e i calabresi sono tanti: i politici ne vanno matti!

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39 commenti su “Cucina pesante!”

  1. bruno courthoud Says:

    civilisation et identité valdotaine!
    i veneti, a suo tempo, erano meno numerosi, e non sono stati ammessi nell’olimpo! o forse, non si sono rassegnati al vassallaggio e all’hommage de fidélité lige!

  2. bruno courthoud Says:

    dimenticavo, i veneti votavano per la DC e poi per gli ADP!

  3. Paul Says:

    Ma la crisi c’è o non c’è? Perchè vedo ogni santo giorno buttare soldi dalle finestre…

  4. Jean Claude Martinet Says:

    diciamo che i veneti non avevano il pacchetto ndrangheta da offrire ai nostri politici. Questo ha fatto la differenza.

  5. patuasia Says:

    No, non credo sia così, i veneti sono individualisti, non hanno il clan e nemmeno il mito della famiglia, solo quello dei schei. Sono più propensi allo sfruttamento diretto con il lavoro nero. I rapporti con la politica sono diversi, non migliori, ma diversi. I calabresi hanno vivo il senso del gruppo a cui appartengono e poi si contentano di più. Analisi superficialissima, me ne rendo conto, ma il fenomeno ‘ndrangheta ecc ecc non avrebbe mai potuto nascere al nord per motivi “socioculturali”. A nessun veneto o toscano o piemontese è mai venuta in mente una festa etnica qui in Valle, poi c’è la Lega nord e la cavolata della Padania, ma è un altro discorso.

  6. Schopenhauer Says:

    scusate ma la festa della capra non è quella della Fontana, consigliera PD? mi pare che sia lei che ogni autunno organizza al ristorante Ancien Bracconier di Sarre una mega cena per i suoi compaesani calabresi….

  7. mauro paillex Says:

    Che schifo!!

  8. Schopenhauer Says:

    Ecco l’ANSA dello scorso anno, con il programma “frizzante” annunciato dalla Carmelina Fontana:

    “16:07 TRADIZIONI: CALABRESI IN FESTA IN VALLE D’AOSTA
    (ANSA) – AOSTA, 17 SET – Un’occasione per rafforzare l’integrazione dei calabresi in Valle d’Aosta. Cosi’ Carmela Fontana, capogruppo del Pd del Consiglio regionale, definisce l’iniziativa ”Calabria in festa in Valle d’Aosta’, che da alcuni anni organizza prevedendo momenti anche di carattere culturale. L’edizione 2010 e’ in programma il 25 e 26 settembre prossima.

    Sabato 25 sera, alle 21, al teatro Giacosa di Aosta, la compagnia teatrale Palcoscenico 91 di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), con la regia di Toto’ Briguglio, presenta la commedia in tre atti di Maria Pia Battaglia: ‘Troppa grazia..san Giuseppi’. ”E’ una commedia frizzante – assicura Carmela Fontana – ricca di spunti comici e ambigui provocati da un bonario conflitto tra moglie e marito che con un parlare dialettale colorito ed efficace, ma mai di cattivo gusto, mette in evidenza le costumanze popolari”.

    Se la prima giornata e’ dedicata alla cultura, la seconda e’ incentrata sulla gastronomia. Al ristorante Ancien Braconnier di Sarre si svolgera’ la Sagra della Capra che avra’ il suo momento principale, per chi si prenota, nel pranzo tipico calabrese. (ANSA).

  9. giancarlo borluzzi Says:

    Ormai le feste e le cene sono un modo per tenere vicino il proprio elettorato e da lì pescare preferenze.

    Comunque il meeting della Fontana ha un pregio: indica l’esistenza di un solo filone filocalabrese nel PD.

    Lo scorso anno venne in Valle il Presidente della regione Calabria Giuseppe Scopelliti in occasione delle comunali aostane di maggio e voce autorevole mi disse (io andai solo alla sua conferenza stampa, anche come fotografo) che ci furono due cene separate la stessa sera da parte di fazioni del PDL in contrapposizione tra loro.

    La Fontana ha certo promosso una manifestazione pro Calabria, non direi che quanto successo nel PDL sia andato nella stessa direzione.

  10. vronskj68 Says:

    off topic
    Dalla Stampa di oggi.
    Record di Rollandin

    Non in ciò che sappiamo essere la sua specialità.
    Ha percorso invece i primi 50 km del tor des géants “in incognito”, scrive l’emozionato compilatore. E quanto ci avrà messo, il discreto presidente? Pochissimo: 2 ore, alla media di 25 km all’ora. Roba da finale olimpionica dei 1500 metri. Il compilatore dell’articolo, tal Mammoliti, dice anche che Rollandin non riesce a nascondere un certo orgoglio per un cotal risultato. Altro che quelle pappemolle di Blanc o Brunod. Tzè.

  11. libero Says:

    Appunto il post così scrive: i politici ne vanno matti! Noto che la prima edizione aveva una sola rappresentazione teatrale quest’anno sono già due, vuoi vedere che avremo presto oltre al Printemps théatral un festival del teatro calabro?

  12. patuasia Says:

    Mao Tse Tung per dimostrare al popolo che non era vecchio e per lanciare subito dopo la Rivoluzione Culturale attraversò lo Yangtse a nuoto. Mao dopo il fallimento del Grande Balzo in avanti aveva perso potere politico e quindi doveva rilanciare la sua immagine con un segno individuale forte. Mi scappa spontaneo il confronto, seppur molto azzardato: Rollandin con l’apertura in maggioranza al PdL, scelta voluta dai dirigenti Uv (non tutti, Caveri era contrario) e fatta digerire alla base, sta perdendo punti. La maggioranza continua a bisticciare, il PdL nazionale è diviso e versa in cattivissime acque, le elezioni sono dietro l’angolo, insomma la decisione di allargare alla destra, senza necessità, risulta essere stata sbagliata, i soldi non arriveranno. Ecco la ragione dell’exploit: puro culto della personalità, dimostrazione di forza e di salute. Mao aveva il fiume, Rollandin le montagne.

  13. Teddybear Says:

    50 chilometri in due ore? E chi è, Superman? Ma fategli l’antidoping!!
    Tutti i peggiori dittatori amano esaltare le proprie imprese (oltre a Mao, anche Mussolini e Putin), vere o costruite che siano. Ma quale “in incognito”!!

  14. libero Says:

    In incognito? Se fosse stato in incognito nessuno l’avrebbe saputo. Continuano a prenderci per i fondelli!

  15. giancarlo borluzzi Says:

    La maratona è lunga 42 km.

    Il tempo impiegato giorni fa dal vincitore di tale corsa ai campionati mondiali è stato di due ore e 5 minuti.

    Rollandin ha fatto 8 km. in più impiegando 5 minuti in meno.
    Il tutto su sentieri montani certo meno facili dei km. della maratona, sempre su asfalto piano.

    Giudizio finale: Rollandin è dell’UV e come tale conta palle tanto sul francese quanto sulle etnie quanto sui popoli minoritari e sulla volontà federalista del suo partito.

    In tale pinocchismo congenito, perchè stupirsi delle sue invenzioni relative a corse in incognito?

  16. bruno courthoud Says:

    Il fatto che sia Carmela Fontana a sponsorizzare, per il suo partito, il PD, e con soldi pubblici, la festa della capra calabrese, non depone certo a favore né suo né del suo partito. Pensavo (pensavamo) che un partito quale il PD non si lasciasse contagiare da certe abitudini tipiche dell’UV. Che delusione!
    p.s. l’Innominabile ha superato se stesso!

  17. Camosciobianco Says:

    …O.T.:
    Rollandin si è fermato a La Thuile. Io ero al Rif. Deffeyes e non l’ho mai visto passare.

  18. libero Says:

    Confermo quello che dice Bruno. Della serie: sono tutti uguali! Il bacino elettorale dei calabresi è grandissimo, perché lasciarlo a Rollandin? Allora vai con le feste. Non basta quella dell’Unità e del Travail, troppo generiche, meglio puntare sull’etnico, sul clan, risultati più certi Quello che non fa un programma politico lo fa una capra bollita. fantastico!

  19. libero Says:

    Per dimostrare di essere diversi sarebbe bastato che fosse il partito a finanziare la festa che è chiaramente pro PD. Sarebbe stato corretto, pulito, ma la correttezza e la pulizia non sono armi usate dai politici. Non andrò a votare neanche se mi torturano! Spero solo che si presentino i grillini, allora potrei cambiare idea.

  20. fiatosprecato Says:

    Credo (e spero) che il “record” di Rolly sia un refuso. Molto probabilmente si tratta di CINQUE chilometri percorsi in due ore che, data la difficoltà del percorso, appare molto più verosimile viste le medie di percorrenza degli atleti in gara.


  21. @libero
    Quando dici queste “patacate”… sei uno spasso. Noto che non hai più tanti argomenti nella tua misera e vuota faretra per un arco, che in quanto a potenza o libbraggio è assai scarso. Ma tu sai più cosa dire? Vedo che stai cercando sottobanco di sponsorizzare altre organizzazioni. Come mai, stante la tua presunta accidia e neghittosità nei confronti della politica? E tutto questo amore per i grillini?

    Un programma che un programma da parte del Grillo è impossibile leggerlo. Ora poi è completamente scomparso. Che sia colpa di quel bugiardone di Pinocchio che vistosi superato in quella che è la sua specialità – raccontare palle – e non sopportandolo, continua indispettito a spiaccicare sul muro il Grillo – parlante filosofo, con una martellata? Fantastico!

  22. bruno courthoud Says:

    Libero, a mio modesto giudizio, hai completamente ragione: la misura è colma, i cittadini onesti e seri non ce la fanno più a sopportare questo putridume e lerciume dilagante. Non è più possibile, come abbiamo fatto per una vita, tapparci ulteriormente il naso e andare a votare. Faremmo il gioco dell’attuale inamovibile partitocrazia.
    Per dimostrare la nostra presenza e il nostro desiderio di una politica veramente “nuova” non ci rimane che astenerci dal voto, pur sapendo che in questo modo ci confondiamo con qualche qualunquista (ma saranno proprio qualunquisti?) oppure votare per liste che, pur tra mille difficoltà, mille contraddizioni e mille bastoni tra le ruote (es. quelli che frappone con insistenza il PD, che più di altri le teme) cercano strade per una politica “nuova” (quella che ci avevano promessa, non mantenendo poi la promessa data).
    Nel frattempo è però necessario premere sugli attuali partiti, star loro sempre col fiato sul collo, evidenziarne le quotidiane contraddizioni,costrigendoli così a scelte che mai farebbero di loro spontanea iniziativa (es. riduzione, anche se ridicola, dei costi della politica, merito nostro e non loro, che mai lo avrebbero fatto di loro spontanea iniziativa). Non possiamo e non dobbiamo rassegnarci. Lo dobbiamo ai nostri figli e alle future generazioni.
    E queste cose non sono possibili operando all’interno dell’attuale partitocrazia.

  23. libero Says:

    @Bruscia, sono uno spasso? Non mi dispiace in questi tempi far ridere non è poi così male, ma dimmi non è la Fontana PD che organizza la Festa della capra? E non è un po’ di cattivo gusto che un consigliere regionale si faccia finanziare dalla Regione una festa di tre giorni con scopi inequivocabilmente elettorali? Dopo i dieci giorni della festa dei calabresi sentiamo così il bisogno di raddoppiare? Nel tuo commento mi prendi per il culo, strepiti contro i grillini, ma non tocchi l’argomento e non rispondi alle mie “patacate” perché? Non faccio nessuna campagna elettorale, ho solo detto che al prossimo giro non andrò a votare e semmai lo farò sarà per chi ha dimostrato di rompere le palle a questo giro di viziosi.

  24. gloria84 Says:

    Sarebbe stato più dignitoso che la tre giorni calabra l’avesse pagata il partito. i due episodi teatrali li avrà finanziati Viérin? beh lui è di sinistra… ah ah ah ah!


  25. E’ legittimo avere posizioni diverse. Per questo esistono partiti e movimenti. Per criticare le posizioni ufficiali del Pd basta prenderle in esame ed entrare nel merito. Non c’è bisogno di arrampicarsi sugli specchi e sostenere che il Pd non ha posizioni in quanto qualcuno al suo interno la pensa diversamente. Non c’è nemmeno bisogno di alcuna decodifica. Ormai il calabrese è diventato la seconda lingua ufficiale della Regione.

    Se poi c’è qualcun altro, che sta da tempo in posizione defilata, in attesa di non so quali sorprese o quali trappoloni, beh devo dire che questo è un atteggiamento penoso. Democrazia significa partecipazione, ovvero confronto. Il Pd, piaccia o meno, è l’unico partito in cui le scelte vengono fatte dopo un processo di partecipazione. Peccato che in Valle d’Aosta si faccia fatica ad interpretare questo fenomeno, ma si continui invece a sputazzare, in particolare, su questo Pd che anche se a molti non è di gradimento, cresce ed è un fatto che non va sottovalutato… “capra o non capra”! Quando poi sarà, speriamo presto, verrà anche il momento di distribuire “carbonada alla calabra”, con un pizzico di peperoncino che non guasta mai e che da al palato quel certo pizzicorino atto a risvegliare queste bande di “zombi” autoctone.

    Se poi non piace la capra, potete sempre arruolarvi tra i consumatori di “pecore bollite valdostane” o tra quelli che forza di turarsi il naso si sono persi la facoltà di usarlo. A breve si ritroveranno immersi nel guano più puzzolente, maledicendo il fatto di non averlo saputo scansare. Si sa che al trinariciuto questo non capiterà mai.

  26. bruno courthoud Says:

    capre calabresi, carbonada alla calabra con un pizzico di peperoncino, pecore bollite valdostane, … che cucina pesante!

  27. Maurizio Says:

    Trovo che sia uno schifo che venga pagata dalla regione una cena elettorale con tanto di spettacolino acchiappa voti, già fa ridere quando pagano i corsi di patois. Ma la cosa più ridicola è che il simpatico Bruscia difende anche questa cosa magnificando il PD. Ma come puoi difendere una cosa del genere? Non ti vergogni?


  28. 12VDA.it
    L’analisi dell’immigrazione e dell’integrazione calabrese in Valle nel libro di Pino Ciardullo:

    ******************************************
    Molti valdostani di origini calabresi e calabresi ormai integrati nel tessuto sociale e culturale della Valle d’Aosta si sono cercati e ritrovati nelle pagine di ‘Dalla Piana ai Monti: cenni di immigrazione calabrese in Valle d’Aosta’ dello studioso Giuseppe Ciardullo, edito da ‘Musumeci’, presentato nel pomeriggio di sabato 19 aprile alla ‘Grand Place’ di Pollein: «nel valdostano ormai c’è un po’ del calabrese e nel calabrese un po’ di valdostano – spiega – con la mia famiglia siamo arrivati in Valle d’Aosta quando avevo tre anni, mia moglie è valdostana, ma il paese d’origine non si scorda mai».

    «Quarant’anni fa, come oggi, chi è arrivato in Valle si è trovato di fronte persone accoglienti o meno – aggiunge Ciardullo – così come c’era il buono o il cattivo da entrambe le parti, ma il processo di integrazione è stato rapido ed intenso, tanto che oggi i calabresi della Valle si sentono veramente valdostani e parlano patois o francese alla pari del proprio dialetto».

    Trova riscontri anche negli studi di Francesco Calvanese, docente all’Università di Salerno, il tema della migrazione, così come è trattato da Ciardullo attraverso testimonianze e un accurato lavoro di reportage anagrafico che segnala, al 1998, tra i nati in Calabria ma abitanti in Valle, 143 Mammoliti, 128 Fazari, 72 Giovinazzo, 71 Raso e a seguire molti altri: «questo lavoro deve essere un punto di partenza – specifica Calvanese – un impegno ad approfondire la storia che lega due popoli».

    http://www.12vda.it/cultura/3632-lanalisi-dellimmigrazione-e-dellintegrazione-calabrese-in-valle-nel-libro-di-pino-ciardullo.html

    Scritto da elena
    Martedì 22 Aprile 2008 03:00

    Ps. Dire che dai messaggi precedenti si prefiguri una sorta di razzismo alla valdostana, mi sembra eccessivo, tuttavia come persona nata fuori dalla valle d’Aosta vorrei mettere le mani avanti notando criticamente che il processo di ‘ndranghetizzazione della regione non è fenomeno univoco. Ma anche sulla cucina pesante ci sarebbe da dire che la supposta pesantezza, è dovuta a certi apparati digestivi non avvezzi ad una varietà cosmopolita. L’uomo moderno è caratterizzato dal suo modello culturale connesso strettamente alla società a cui appartiene e di cui non ne è prigioniero..

  29. giancarlo borluzzi Says:

    Questo libro di tale Pino Ciardullo è un manifesto libello di propaganda unionista: solo chi imita la prassi tipica a Cuba nel primo periodo post Batista può scrivere che “… oggi i calabresi della Valle si sentono veramente valdostani e parlano patois o (((udite udite!))) francese alla pari del proprio dialetto”.

    L’articolo è di Elena Meynet, è su 12vda, lì ci lavora pure Angelo Musumarra che ho sentito essere anche il regista di una trasmissione radiofonica su Rai1 ceduta momentaneamente alla Valle alle 12.30 (nella prima puntata è stato intervistato Eddy Ottoz), in Rai opera al presente Luciano Caveri credo nella struttura programmi, Luciano Caveri è stato il testimone alle nozze di Meynet-Musumarra.

    Che altro aggiungere?.

  30. bruno courthoud Says:

    C’è chi sembra divertirsi a cercare di discreticare in tutti i modi possibili il prossimo. Non bisognerebbe neanche rispondere!. Si parla di ‘ndrangheta come il più delle volte si parla di “mafia di montagna”. Parlare di “mafia di montagna” va bene, parlare di ‘ndrangheta non va bene. A me non vanno bene né l’una né l’altra. Si parla di feste calabresi finanziate con soldi pubblici come si parla delle assurde feste locali finanziate anch’esse con i nostri soldi. Parlar delle seconde va bene, parlar delle prime non va bene. A me non vanno bene né le une né le altre. E questo tutto perché, nella fattispecie, spunta fuori il nome di Carmela Fontana, NON criticabile in quanto membro del PD, partito MAI criticabile in sé, come la chiesa cattolica. Chissà cosa succederebbe se uno provasse solo a dire che, mentre Fontana cura l’elettorato valdostano calabrese, Donzel cura l’elettorato valdostano valdostano, elettorati entrambi in comproprietà con l’UV. Immagino il finimondo! Prometto che NON replicherò in alcun modo.

  31. bruno courthoud Says:

    errata corrige: “discreditare” e non “discreticare”, in ogni caso non mi offendo minimamente se qualcuno mi fa rilevare, errori di battitura, grammaticali o di sintassi, scrivendo bado al sodo e non rileggo.


  32. Un altro punto sul quale il Pd ha insistito Pd riguarda il “cumulo” delle retribuzioni : “Vorremmo far sì che il ruolo di consigliere diventi esclusivo – ha ricordato il consigliere del Pd, Gianni Rigo – e che quindi non sia più possibile mantenere in parallelo altre attività”. Questa sì che è cucina pesante da digerire…carissimo.

    E a proposito, Gianni Rigo dove lo metti? Proprio lui che nella fattispecie come la chiesa cattolica non si critica mai, di lui non hai nulla da dire? E pensare che pure lui come tutti gli uomini politici della regione cura il suo elettorato magari anche per lui in comproprietà con l’Uv?

  33. bruno courthoud Says:

    a domanda rispondo. So solo che è (era) amico dell’Innominabile e che a suo tempo si era infilato nel Celva. Ben venga la sua proposta, merito anch’essa della pressione dei cittadini sull’intera classe politica.

  34. bruno courthoud Says:

    Giancarlo Borluzzi ha ragione: l’UV rappresenta la sintesi e il punto d’incontro perfetto tra mafia di montagna valdostana e ‘ndrangheta calabrese.


  35. Dispiace leggere di questa continua, ostile e refrattaria considerazione su un’organizzazione politica valdostana, ricca di valori, che da tempo ormai ha dato dimostrazione di essere ben lungi da quelle convinzioni che Bruno continua a mantenere. Non dico di passare a fare il “simpatizzante”, ci mancherebbe, ma almeno si prenda atto dell’evoluzione positiva che si è cercato di dare a questo partito, senza che ogni volta e a tutti i costi lo si voglia denigrare a prescindere. Un minimo di onestà intellettuale non guasterebbe.

  36. giancarlo borluzzi Says:

    C’è un concetto di fondo che va rifiutato in quanto oggettivamente tanto cretino quanto offensivo verso la dignità della persona (difesa dall’articolo 2 della carta costituzionale).

    Tale concetto cretino consiste nel ritenere che le persone possano essere assemblate in gruppi targati col nome coincidente con la regione di nascita.

    Non esistono i piemontesi nè i friulani nè i calabresi nè i valdostani. Esistono le persone chiamate alfa/beta/gamma/delta etc. tutte con una loro potenziale individualità.

    Che poi tanti, soprattutto in Valle, rinuncino alla difesa della propria specificità (e ci rinunciano anche quanti, per calcolo o per grullaggine congenita, fingono di possedere le caratteristiche che l’UV vorrebbe cucire loro addosso anche se reali quanto il sostenere di avere un solo occhio in mezzo alla fronte come Polifemo oppure due piselli sovrapposti) e non battano ciglio se vengono descritti come appartenenti a fantomatici gruppi regionali con caratteristiche uguali per ogni singolo componente, attesta non l’esistenza di tali gruppi bensì quella di sempliciotti interessati precipuamente a vino e grattaevinci.

  37. libero Says:

    Bruscia ancora non hai risposto, ti sembra corretto che una consigliera del PD organizzi una festa calabra con noti motivi elettorali con soldi pubblici? E non trovi che alla luce di questo fattaccio noi disgustati troviamo pane per i nostri denti? Pane che rimane indigesto.

  38. bruno courthoud Says:

    @ libero
    è le tecnica propria del vecchio PCI, mai messa da parte e ormai completamente interiorizzata: la miglior difesa (risposta) è l’attacco.


  39. @ libero

    Prima di fare il moralista che pretende, attraverso le sue parole di dare facili insegnamenti e, con la pressante pretesa (?), di dare lezioni di comportamento morale, vorrei conoscere con chi ho a che fare e da quale pulpito predichi.

    Il sottoscritto, si presenta qui con nome e cognome, prendendosi le proprie responsabilità e mettendoci la faccia. Vorrei che chi si sta ergendo, come in questo caso con ipocrita e acceso formalismo, alle regole della morale, si facesse conoscere, facesse cioè altrettanto. Se così non fosse, allora gli regalo questa frase paradigmatica:

    Il moralista impasta buon senso e luoghi comuni, valori in disuso e ramanzine da vecchio babbione. E’ un qualunquista incazzoso che tenta di uscire dalla sagra del “politicamente corretto”. (since 6/6/2005)


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